{"id":45422,"date":"2017-08-10T06:01:58","date_gmt":"2017-08-10T06:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=45422"},"modified":"2017-08-09T13:45:56","modified_gmt":"2017-08-09T13:45:56","slug":"se-questa-e-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=45422","title":{"rendered":"Se questa \u00e8 Scienza"},"content":{"rendered":"<p>Signore e signori, oggi proviamo a descrivere cosa \u00e8 una scienza \u201cconsolidata\u201d. Una scienza \u201c<em><strong>settled<\/strong><\/em>\u201d, come amano declamare i cantori del Mainstream con riferimento alla teoria del global warming antropogenico e alle sue mille declinazioni nei termini della religione mondialista per eccellenza: il <em>Climatismo<\/em>. Lo faremo prendendo spunto da tre studi referati e pubblicati di recente e di cui, per altro, si \u00e8 gi\u00e0 discusso su questo stesso Blog. Tutti e tre i paper riguardano la sorprendente (!) mancanza di coerenza tra i dati satellitari, quelli terrestri &#8220;<em>omogeneizzati<\/em>&#8221; e i modelli di simulazione.<\/p>\n<ul>\n<li>Cominciamo con Nature che <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=44867\">ci informa<\/a>\u00a0che i modelli di calcolo negli ultimi 20 anni non ci hanno preso granch\u00e9, avendo previsto aumenti di temperatura clamorosamente smentiti dai dati satellitari. Tuttavia la spiegazione \u00e8 semplice ed \u00e8 nella sottovalutazione, da parte dei modelli in questione, delle \u201c<em>forzanti esogene<\/em>\u201d (il Nino e i suoi fratelli). Riassumendo, <strong>i modelli si sono sbagliati, la pausa nell&#8217;aumento delle temperature esiste e lotta insieme a noi<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Il secondo articolo, pubblicato negli stessi giorni su Scientific Reports \u00e8 a cura dello stesso autore di quello sopra (B. Santer): i contenuti sono <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-017-02520-7\">sostanzialmente simili<\/a>, ma il taglio \u00e8 molto diverso. Si tratta, infatti, di un articolo a carattere <strong>spiccatamente politico<\/strong> con tanto di pistolotto introduttivo con cui ci si propone di smentire le dichiarazioni al Congresso di appena tre mesi prima da parte di Pruitt, il nuovo boss dell\u2019EPA assai sgradito ai catastrofisti del mainstream. Il paper \u00e8 stato accettato a tempo di record: 29 giorni dalla presentazione, evidentemente per una <strong>impellenza scientifica assoluta<\/strong>. Di fatto si tratta di una rielaborazione del paper precedente in cui per\u00f2 si sottolinea, con un esercizio semantico degno di miglior causa, che non sono i modelli ad essersi sbagliati, ma <strong>\u00e8 tutta colpa del satellite <\/strong>perch\u00e9 mostrando una pausa nelle temperature manda un messaggio \u201csbagliato\u201d: <strong>le temperature sembrano stabili, ma non lo sono<\/strong>, perch\u00e9 le forzanti naturali hanno mascherato un riscaldamento altrimenti in linea con i modelli. Le stesse forzanti naturali che il mainstream aveva bollato come<strong> insignificanti<\/strong> rispetto all\u2019intervento antropico, rientrano dalla finestra all\u2019occorrenza, in sourplasse: <em>Nino, Pacific Oscillation, eruzioni vulcaniche..<\/em>. Mancano solo il terremoto, l\u2019inondazione, le cavallette, e le scuse di John Belushi nei <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EX_tnZWug_Y\">Blues Brothers<\/a> ci sono praticamente tutte.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Il <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=44949\">terzo articolo<\/a>, infine, fa letteralmente a pezzi i dati del passato del data set RSS, \u201crevisionandoli\u201d alla luce di presunti difetti nei rilevamenti satellitari. Correzioni che, del tutto sorprendentemente, modificano in senso pi\u00f9 catastrofico il trend di aumento delle temperature e fanno sparire, magicamente, la pausa. Poco importa che a seguito di questo massaggio i dati satellitari di RSS non siano pi\u00f9 congruenti con quelli \u201cgemelli\u201d (pre-massaggio) di UAH, quelli dei radiosondaggi e con gli stessi dati terrestri non-massaggiati che mostrano tutti l\u2019esistenza dello hiatus. Ormai la sintesi sembra essere che lo hiatus scompare dai data-set massaggiati (o \u201comogeneizzati\u201d se vi piace di pi\u00f9), mentre continua ad esistere sui dati \u201craw\u201d, \u201cgrezzi\u201d o non-massaggiati che pi\u00f9 vi piaccia. La sostanza, comunque, \u00e8 che secondo questo articolo <strong>il satellite aveva torto, la pausa non c\u2019\u00e8\u00a0e le forzanti esterne non c\u2019entrano un fico secco<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Come funziona una \u201c<em>scienza settled<\/em>\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Tre studi nell\u2019arco di un fazzoletto di settimane. Il primo dice che i modelli si sono sbagliati perch\u00e9 non hanno tenuto conto delle forzanti esterne, e quindi la pausa c\u2019\u00e8. Nel secondo si puntualizza meglio il concetto appena espresso una settimana prima: la pausa sembra esserci ma in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 senza le forzanti esterne (Nino, vulcani&#8230;cavallette) le temperature sarebbero aumentate come previsto dai modelli. Il terzo studio taglia la testa al toro: le forzanti non contano nulla e il satellite aveva bevuto troppo: gli abbiamo tolto il fiasco e adesso legge bene l\u2019assenza dello hiatus.<\/p>\n<p><strong>Tre studi in cui si dice tutto e il contrario di tutto e che sostanzialmente si contraddicono l\u2019un l\u2019altro<\/strong>, col risultato che la pausa nell&#8217;aumento di temperatura appare, scompare o \u00e8 un\u2019illusione ottica. Le cause? Si va dal satellite ubriaco al modello climatico distratto passando attraverso l&#8217;attivit\u00e0 vulcanica e il Nino: chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Facili previsioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Sostiene Tony Heller nel suo <a href=\"https:\/\/realclimatescience.com\/2017\/06\/another-correct-forecast-from-roy-spencer\/\">blog negazionista<\/a> che <strong>Roy Spencer<\/strong>, il guru dei dati satellitari di UAH, aveva gi\u00e0 previsto tutto tempo addietro. In particolare, aveva previsto che i dati \u201cex-gemelli\u201d di RSS sarebbero stati \u201ccorretti\u201d al rialzo con una revisione ad hoc sostenuta da un paper. In particolare Spencer aveva previsto che:<\/p>\n<ul>\n<li>N\u00e8 lui n\u00e8 il suo collega e collaboratore John Christy sarebbero stati chiamati a revisionare il paper (nonostante siano riconosciuti come i massimi esperti del settore).<\/li>\n<li>Il paper avrebbe passato a tempo di record la peer review. Mentre la revisione del dataset di UAH (curato dagli stessi Christy e Spencer) aspetta invano di essere accettata ad un anno dalla sottomissione.<\/li>\n<li>Il paper sarebbe stato presentato con una valanga di co-autori contenente il gotha dei soloni del catastrofismo climatico, a partire da Santer. Santer chi? Lo stesso autore dei primi due paper citati in apertura di questo articolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Ha centrato le prime due previsioni, Roy<\/strong>. Vale la pena sottolineare che quello di UAH \u00e8 il data set satellitare che, pur al netto di modifiche varie apportate nel tempo, continua a segnalare l\u2019esistenza di uno hiatus e di un rateo di incremento termico significativamente inferiore ai data set terrestri. E forse vale anche la pena segnalare che i colpi di pistola indirizzati \u201c<a href=\"http:\/\/www.drroyspencer.com\/2017\/04\/shots-fired-into-the-christyspencer-building-at-uah\/\">casualmente<\/a>\u201d al loro ufficio in occasione del \u201c<em>Giorno della Terra<\/em>\u201d non hanno ancora fatto cambiare idea ai due scienziati sulla necessit\u00e0 di \u201cmigliorare\u201d le performance della loro creatura, allineandola ai desiderata della narrativa dominante.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Conclusione<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Dopo questa breve disamina forse abbiamo finalmente capito cos&#8217;\u00e8 una <em>scienza settled.<\/em> Proviamo a riassumere:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>La scienza settled<\/strong> produce articoli a raffica con referaggi-lampo secondo necessit\u00e0, ove questo termine comprende anche l&#8217;esigenza di controbattere ad audizioni <em>sconvenienti<\/em> tenute al Congresso americano.<\/li>\n<li><strong>La scienza settled<\/strong> produce articoli scientifici che si contraddicono tra loro in modo ridicolo, ma che vengono comunque referati e pubblicati. Gli stessi articoli, in modo del tutto casuale, pur partendo da premesse completamente diverse e in aperta contraddizione, offrono talvolta risultati sorprendentemente congruenti.<\/li>\n<li><strong>La scienza settled<\/strong> si nutre di massaggi, omogeneizzazioni e rivisitazioni a babbo morto di dati pi\u00f9 o meno grezzi che per anni (o decenni) erano stati riconosciuti come <strong>validi e adeguati<\/strong>, e sui quali si era costruita l\u2019intera architettura teorica di una teoria messa successivamente in crisi dall&#8217;evidenza dei dati reali.<\/li>\n<li><strong>La scienza settled<\/strong> \u00e8 fortunata: ritrovandosi nella condizione di dover rimaneggiare i dati del passato per \u201comogeneizzarli\u201d, del tutto casualmente e inopinatamente scopre che i nuovi dati &#8220;massaggiati&#8221; confermano le stesse teorie che quelli vecchi non supportavano pi\u00f9.<\/li>\n<li>Altrettanto fortuitamente,<strong> la\u00a0scienza settled<\/strong> produce revisioni a babbo morto di dati grezzi che incredibilmente hanno sempre l&#8217;effetto di incrementare il trend oggetto della narrativa dominante.<\/li>\n<li><strong>La scienza settled<\/strong>, come il Don Abbondio manzoniano, si nutre di \u201c<em>latinorum<\/em>\u201d: chiude la bocca agli scettici nascondendosi dietro la foglia di fico di metodologie complesse e non accessibili al volgo. Come Renzo Tramaglino per\u00f2, anche il volgo scettico\u00a0\u00e8 in grado di cogliere, al di l\u00e0 del <em>latinorum,\u00a0<\/em>l\u2019assurdit\u00e0 e l\u2019insensatezza ridicola della narrativa nel suo complesso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>E allora\u00a0<strong>ridatemi la scienza unsettled<\/strong>, quella che si nutre di dati non-massaggiati, di evidenza sperimentale incontrovertibile e ripetibile, e di fondamenta teoriche solide. Quella di <strong>Sabin <\/strong>e di <strong>Fleming<\/strong>, di <strong>Newton<\/strong> e <strong>Galileo<\/strong>, di <strong>Einstein <\/strong>e <strong>Fermi<\/strong>.\u00a0Far\u00f2 invece volentieri a meno della<strong> scienza settled: <\/strong>quella di<strong> Di Caprio <\/strong>e<strong> Al Gore<\/strong>.<\/p>\n<p>E mi si perdoner\u00e0, se continuo a preferire la <strong>insicurezza unsettled<\/strong>\u00a0di Heisenberg e del suo <em>Principio di Indeterminazione<\/em> alla <strong>sicurezza settled<\/strong> di un cinepanettone catastrofista hollywoodiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=45422\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" 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