{"id":4830,"date":"2009-11-06T11:52:03","date_gmt":"2009-11-06T09:52:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4830"},"modified":"2009-11-06T11:52:03","modified_gmt":"2009-11-06T09:52:03","slug":"la-zootecnia-e-la-causa-del-50-delle-emissioni-antropogeniche-parte-i%c2%b0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4830","title":{"rendered":"La zootecnia \u00c3\u00a8 la causa del 50% delle emissioni antropogeniche? Parte I\u00c2\u00b0"},"content":{"rendered":"<p>Per parlare di emissioni zoogeniche prendo spunto da un recente articolo sul Corriere della Sera: &#8220;La bistecca che distrugge il pianeta&#8221;<a href=\"#footnote_0_4830\" id=\"identifier_0_4830\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/route66.corriere.it\/2009\/10\/la_bistecca_che_distrugge_il_p.html\">1<\/a> che cito:<\/p>\n<blockquote><p>L\u00e2\u20ac\u2122impatto ambientale del consumo di carne \u00c3\u00a8 molto pi\u00c3\u00b9 devastante di quanto non si sia pensato fino ad ora. Lo affermano gli scienziati americani Robert Goodland e Jeff Anhang, co-autori di Livestock and Climate Change, uno studio pubblicato sull\u00e2\u20ac\u2122ultimo numero dell\u00e2\u20ac\u2122autorevole World Watch Magazine dove affermano che oltre met\u00c3\u00a0 dei gas serra (o GHG) prodotti oggi dall\u00e2\u20ac\u2122uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di bestiame<\/p><\/blockquote>\n<p>La rivista sar\u00c3\u00a0 anche autorevole ma non \u00c3\u00a8 soggetta a nessuna revisione scientifica e infatti le affermazioni e i metodi usati per ottenere i dati sono molto discutibili. Gli autori del rapporto<a href=\"#footnote_1_4830\" id=\"identifier_1_4830\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/www.worldwatch.org\/files\/pdf\/Livestock%20and%20Climate%20Change.pdf\">2<\/a> citato dal Corriere della Sera sono due consulenti ambientali che lavorano per una banca molto importante, la World Bank Group (un insieme di 5 associazioni che si occupa di finanziare i paesi in via di sviluppo).<\/p>\n<blockquote><p>Per la produzione di 225 grammi di patate si emette una quantit\u00c3\u00a0 di CO2 pari a quella generata dal guidare un&#8217;auto per 300 metri. Per la stessa quantit\u00c3\u00a0 di asparagi, \u00c3\u00a8 come guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto di pi\u00c3\u00b9: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per fare i confronti non si parla di equipollenza proteica, nemmeno di equivalenza calorica, ma si va a peso: 225 gr di asparagi paragonati a 225 gr di manzo. Per fare un confronto serio tra due diete, queste devono essere bilanciate sia nelle calorie, sia nelle proteine e bisogna considerare l&#8217;intera filiera alimentare. La differenza nelle emissioni totali di gas serra antropogenici stimate per le due diete, potrebbe indicare la possibile riduzione di emissioni.<\/p>\n<p>Per fare un confronto sui valori proteici di una dieta bisogna considerare il valore biologico e la digeribilit\u00c3\u00a0 della proteina vegetale nei confronti di quella animale, ma anche l\u00e2\u20ac\u2122appetibilit\u00c3\u00a0 reale. La proteina di origine animale \u00c3\u00a8 una proteina completa basata sul suo profilo di aminoacidi (cio\u00c3\u00a8 ha un\u00e2\u20ac\u2122alta costellazione aminoacidica) e ha circa 1,4 volte il valore biologico delle proteine vegetale<a href=\"#footnote_2_4830\" id=\"identifier_2_4830\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/www.ajcn.org\/cgi\/reprint\/78\/3\/660S.pdf David Pimentel and Marcia Pimentel Sustainability of meat-based and plant-based diets and the environment J Clin Nutr 2003;78(suppl):660S&acirc;&euro;&ldquo;3S\">3<\/a>. La proteina vegetale cruda \u00c3\u00a8 scarsamente digeribile (piselli) o addirittura tossica (soia), cotta \u00c3\u00a8 comunque meno digeribile della proteina animale, che invece \u00c3\u00a8 altamente digeribile anche cruda.<\/p>\n<p>L&#8217;appetibilit\u00c3\u00a0 e la possibilit\u00c3\u00a0 reale di una sostituzione \u00c3\u00a8 pure importante: che si mangi il tofu va bene, ricordo che per fare 1 kg di tofu in ss per\u00c3\u00b2 ne servono 2 di soia in ss, che si mangi il fagiolo di soia invece \u00c3\u00a8 un po\u00e2\u20ac\u2122 una teoria. Per quanto riguarda l&#8217;appetibilit\u00c3\u00a0 il tofu, per me insapore, non sar\u00c3\u00a0 mai come una fetta di prosciutto crudo o come una fetta di quartirolo lombardo. Quindi l&#8217;intera filiera produttiva della proteina animale proveniente da carne, latte, uova, pesce, molluschi e derivati andrebbe confrontata con la filiera produttiva per produrre:<\/p>\n<ul>\n<li>un equivalente in kilocalorie di cereali e tuberi: questo comporta sicuramente un risparmio energetico e quindi di emissioni;<\/li>\n<li>un equivalente in proteina animale per una dieta vegetariana quindi proveniente da latte uova e derivati: in questo caso le differenze sono minime se non nulle;<\/li>\n<li>un equivalente in proteina vegetale equiparata al valore biologico, alla digeribilit\u00c3\u00a0 e realmente appetibile, quindi legumi e tofu: che questo comporti un risparmio energetico e quindi di emissioni lo si dovrebbe dimostrare, perch\u00c3\u00a9 le rese dei legumi all&#8217;ettaro sono molto basse, le loro proteine di scarso valore biologico, e le lavorazioni richiedono molta energia. lessare e inscatolare, o surgelare, o nel caso del tofu cagliare. Anzi sicuramente i piselli surgelati comportano un aumento dei consumi energetici rispetto alla carne e derivati locali freschi;<\/li>\n<li>un equivalente in kilocalorie di ortaggi: questo \u00c3\u00a8 impossibile, bisognerebbe mangiare una rotoballa di insalata al giorno;<\/li>\n<li>un equivalente in peso di ortaggi: l&#8217;equivalente in peso non ha alcun senso in un confronto tra due diete bilanciate.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Comunque in questo ultimo caso se la verdura \u00c3\u00a8 fresca di stagione c&#8217;\u00c3\u00a8 sicuramente un risparmio energetico. Se invece proviene da serre o dall\u00e2\u20ac\u2122Emisfero Sud, potrebbe essere pi\u00c3\u00b9 energivora della carne locale fresca! Ricordo che la verdura imbustata pu\u00c3\u00b2 arrivare a costare 11-18 \u00e2\u201a\u00ac\/kg (ed \u00c3\u00a8 tutta acqua!) e a noi allevatori il suino lo pagano a 1,4 \u00e2\u201a\u00ac\/kg, al supermercato la carne suina varia dai 6 agli 8 \u00e2\u201a\u00ac\/kg. Rendetevi conto che \u00c3\u00a8 la met\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122insalata e con i soldi che si potrebbero risparmiare sulle verdurine di serra lavate e imbustate, si potrebbero comprare trattori o migliaia di pompe per l\u00e2\u20ac\u2122irrigazione nel terzo mondo dove fare il silomais a mano, come dire: \u00c3\u00a8 un po\u00e2\u20ac\u2122 difficoltoso.<\/p>\n<p>Sempre nel fare i confronti tra le filiere agroalimentari delle due diete di riferimento bisogna considerare che i mangimi zootecnici sono costituiti dal 20 al 50% di sottoprodotti: paglia, crusca, siero di latte, residui della produzione di olio di semi, di zucchero, di birra, di succhi di frutta, di salse di pomodoro, di svariati residui della lavorazione di prodotti alimentari dalla pasta ai biscotti ecc. Inoltre bisogna tener conto di tutto quello che si utilizza di un animale (non si butta nulla) compreso: trippe, fegato, frattaglie, cotiche, lardo, dadi, gelatine, cibo per animali, cio\u00c3\u00a8 milioni di tonnellate di proteina animale, ma anche piumini, pellami, effluenti come concimi, perch\u00c3\u00a8 i prodotti alternativi a questi hanno un costo energetico, che si deve per forza conteggiare, altrimenti si truccano i conti.<\/p>\n<p>Nell\u00e2\u20ac\u2122articolo sull\u00e2\u20ac\u2122autorevole magazine non fanno nulla di tutto ci\u00c3\u00b2.<\/p>\n<p>Cito sempre l&#8217;articolo del Corriere della Sera:<\/p>\n<blockquote><p>La conclusione dei due ricercatori \u00c3\u00a8 drastica quanto inevitabile: \u00e2\u20ac\u0153Per invertire il devastante trend che sta inesorabilmente modificando il clima del pianeta Terra basterebbe sostituire i prodotti animali con quelli a base di soia o di altre colture vegetali. \u00e2\u20ac\u0153Questo approccio avrebbe effetti molto pi\u00c3\u00b9 rapidi sulle emissioni di GHG e sull\u00e2\u20ac\u2122effetto serra di qualsiasi altra iniziativa per rimpiazzare i combustibili fossili con energia rinnovabile\u00e2\u20ac\u009d, affermano i due esperti. Non si tratta, insomma, dell\u00e2\u20ac\u2122ennesima moda alimentare o imperativo etico-religioso ma di una condicio sine qua non per assicurarsi che il nostro meraviglioso pianeta esista ancora per i figli dei nostri figli. Prima che sia troppo tardi<\/p><\/blockquote>\n<p>La gran parte delle affermazioni fatte sul magazine dell&#8217;istituto WWI sono errate o discutibili quindi &#8220;prima che sia troppo tardi&#8221; far\u00c3\u00b2 dei commenti sull&#8217;articolo che come altre recenti pubblicazioni, avr\u00c3\u00a0 sicuramente un peso sulle decisioni del prossimo summit di Copenaghen.<\/p>\n<p>Robert Goodland e Jeff Anhang iniziano a conteggiare le emissioni dovute alla filiera zootecnica da un dato di un famoso rapporto FAO del 2006<a href=\"#footnote_3_4830\" id=\"identifier_3_4830\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/meteo.lcd.lu\/globalwarming\/FAO\/livestocks_long_shadow.pdf FAO: &ldquo;Livestock&acirc;&euro;&trade;s long shadow&rdquo;\">4<\/a>, che non \u00c3\u00a8 stato sottoposto a nessuna revisione paritaria. In questo rapporto la FAO conteggia le emissioni di metano zoogenico come se fossero perturbazioni aggiuntive in atmosfera simili alle emissioni antropogeniche, il valore \u00c3\u00a8 circa il 18% delle emissioni antropogeniche totali.<\/p>\n<p>Penso che non sia corretto perch\u00c3\u00a9:<\/p>\n<ul>\n<li>le emissioni zoogeniche calcolate dalla FAO sono quelle lorde, senza gli assorbimenti, ma il bilancio del carbonio deve essere uguale a zero, tanto ne entra negli animali con i vegetali, tanto ne esce dagli animali, che viene nuovamente captato dai vegetali, vedi Il metano zoogenico<a href=\"#footnote_4_4830\" id=\"identifier_4_4830\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4810 &ldquo;Il metano zoogenico&rdquo;\">5<\/a> ;<\/li>\n<li>questo vale anche per le emissioni di metano delle termiti e dei ruminanti selvatici, o per le emissioni di metano provenienti da tutti gli escrementi dell&#8217;intera massa vivente del regno animale, che esiste al mondo da qualche milione di anni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se i calcoli fossero fatti come fa il WWI, in atmosfera ci sarebbe talmente tanto carbonio accumulato in questi milioni di anni, da rendere di fatto impossibili le ere glaciali applicando i valori delle forzanti attribuite dall&#8217;IPCC ai gas serra antropogeniche.<\/p>\n<p>Inoltre nel magazine del World Watch Institute considerano il coefficiente GWP di equiparazione tra la CO2 e il metano come 72 e non come 21-25 come la FAO e l&#8217;IPCC, moltiplicando enormemente le emissioni zoogeniche. Per meglio definire l\u00e2\u20ac\u2122apporto che i vari gas serra forniscono al fenomeno del riscaldamento globale, si \u00c3\u00a8 concepito il potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP). Questo valore rappresenta il rapporto fra il riscaldamento globale causato in un determinato periodo di tempo (di solito 100 anni) da un gas serra ed il riscaldamento provocato dalla CO2 nella stessa quantit\u00c3\u00a0. Il GWP della CO2 \u00c3\u00a8 pari a 1 (vita media 100 anni), il metano ha GWP pari a 21-25 (vita media 8-12 anni). Il coefficiente per il metano pari a 72 si riferisce non ad un periodo di 100 anni ma di 20 anni, \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 alto perch\u00c3\u00a9 il peso del metano non \u00c3\u00a8 diluito sul lungo periodo. Secondo me per\u00c3\u00b2, questo potrebbe valere per il metano fossile, che viene scisso in CO2 che si accumula in atmosfera, ma non per quello zoogenico dove la CO2 \u00c3\u00a8 assorbita dai vegetali. Inoltre se si considerano solo 20 anni, tutti i parametri vanno rapportati a 20 anni, anche la deforestazione, la crescita zootecnica e la crescita atmosferica del metano che per\u00c3\u00b2 \u00c3\u00a8 quasi stabile da 20 anni<a href=\"#footnote_5_4830\" id=\"identifier_5_4830\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4810 &ldquo;Il metano zoogenico&rdquo;\">6<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quindi perch\u00c3\u00a8 si dovrebbe considerare il GWP a 72 quando in realt\u00c3\u00a0 la concentrazione reale del metano non \u00c3\u00a8 creciuta negli ultimi 20 anni? L&#8217;IPCC sostiene che sul coefficente di GWP non c&#8217;\u00c3\u00a8 accordo scientifico e che il carbonio equivalente pu\u00c3\u00b2 essere indicativo, ma la forzante radiativa va calcolata facendo le somme di ogni gas, proprio perch\u00c3\u00a8 tra i gas serra antropogenici \u00c3\u00a8 diversa l&#8217;evoluzione nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.noaanews.noaa.gov\/stories2006\/images\/methane-global-average-05-2006.jpg\" alt=\"Methane atmospheric\" width=\"325\" height=\"450\" \/><br \/>\nhttp:\/\/www.noaanews.noaa.gov\/stories2006\/images\/methane-global-average-05-2006.jpg<\/p>\n<p>Questo \u00c3\u00a8 un grafico del noaa sulle concentrazioni atmosferiche del metano: sopra ci sono le concentrazioni, \u00c3\u00a8 evidente la stasi degli ultimi 10 anni, (in correlazione alle temperature) dal 90 al 2000 la crescita \u00c3\u00a8 stata di 40-50 ppb, dal 2000 al 2009 una decina (ppb = una parte per miliardo, un millilitro in un metro cubo in pratica una traccia infinitesimale); sotto invece il tasso di crescita annuo (global growth rate) decisamente in calo.<\/p>\n<p>Come gi\u00c3\u00a0 detto, la crescita zootecnica \u00c3\u00a8 stata invece esponenziale negli ultimi 20 anni. E&#8217; praticamente impossibile che siano corrette le stime sul referenziato World Watch Magazine che cito:<\/p>\n<blockquote><p>Il tonnellaggio dei prodotti animali dal 2002 al 2009 \u00c3\u00a8 aumentato del 12% questo deve dare un proporzionale aumento delle emissioni di gas serra<\/p><\/blockquote>\n<p>Invece il tasso di crescita del metano atmosferico negli stessi anni \u00c3\u00a8 decisamente in decrescita.<\/p>\n<p>Al calcolo della FAO delle emissioni zoogeniche, gi\u00c3\u00a0 di per s\u00c3\u00a9 discutibile, i due ricercatori americani sommano le emissioni dovute a:<\/p>\n<ul>\n<li>respirazione degli animali;<\/li>\n<li>deforestazione;<\/li>\n<li>produzione foraggi e mangimi;<\/li>\n<li>refrigerazione trasporto e cottura dei cibi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Arrivando al 51% del totale delle emissioni antropiche, ovvero la prima causa del riscaldamento globale. Come ci arrivano e perch\u00c3\u00a9 tutto questo calcolo sia discutibile, lo vedremo nella seconda parte.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4830\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" 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L\u00e2\u20ac\u2122impatto ambientale&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4830\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\">La zootecnia \u00c3\u00a8 la causa del 50% delle emissioni antropogeniche? Parte I\u00c2\u00b0<\/span><\/a><\/div>\n<script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a>","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[7,3],"tags":[29,301,149,1824],"coauthors":[],"class_list":["post-4830","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","category-generale","tag-co2","tag-emissioni","tag-greenhouse-gas","tag-metano-emissioni-zoogeniche","entry"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4830"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4830\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4830"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=4830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}