{"id":4893,"date":"2009-10-30T15:36:26","date_gmt":"2009-10-30T13:36:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4893"},"modified":"2009-10-30T15:36:26","modified_gmt":"2009-10-30T13:36:26","slug":"where-do-we-go-form-here","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4893","title":{"rendered":"Where do we go from here? &#8211; Aggiornamento"},"content":{"rendered":"<p>Richard Lindzen non si \u00c3\u00a8 mai allineato al mainstream sul riscaldamento globale e con l&#8217;approssimarsi del summit di Copenhagen, cui si associa inevitabilmente un inasprimento del dibattito, ha pensato bene di chiarire una volta di pi\u00c3\u00b9 il suo pensiero. Lo ha fatto con una interessante presentazione alla <a id=\"aptureLink_z6O13XylNt\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Cooler%20Heads%20Coalition\">Cooler Heads Coalition<\/a>, un&#8217;organizzazione non proprio allineata, della quale -leggo da Wikipedia- si\u00c2\u00a0dice che sia nata per difendere gli interessi dei consumatori d&#8217;oltreoceano ma poi\u00c2\u00a0sia diventata oggi uno strumento delle compagnie petrolifere per contrastare la promulgazione di provvedimenti legislativi atti a ridurre le emissioni di gas serra.<\/p>\n<p>La classica adunata di negazionisti. A proposito, il termine \u00c3\u00a8 riabilitato, perch\u00c3\u00a8 abbiamo scoperto (da <a id=\"aptureLink_8IdyoZcx29\" href=\"http:\/\/www.climalteranti.it\/2009\/10\/27\/c%e2%80%99e-un-altro-termine-per-indicare-il-negazionismo\/\">qui<\/a>\u00c2\u00a0)\u00c2\u00a0che non \u00c3\u00a8 un insulto, \u00c3\u00a8 un obbligo linguistico in assenza di definizioni migliori per denigrare efficacemente chi la pensa diversamente da chi di clima ne sa di pi\u00c3\u00b9, \u00c3\u00a8 solo convinto di saperne di pi\u00c3\u00b9, oppure n\u00c3\u00a8 l&#8217;una n\u00c3\u00a8 l&#8217;altra cosa ma semplicemente qualcuno gli ha detto che cos\u00c3\u00ac \u00c3\u00a8 giusto e politically correct. E siccome al di l\u00c3\u00a0 dei proclami pi\u00c3\u00b9 o meno urlati dai media, di argomenti nuovi in ordine alla querelle AGW s\u00c3\u00ac AGW no non ce ne sono, la denigrazione si rende pi\u00c3\u00b9 o meno necessaria per portare avanti la tenzone.<\/p>\n<p>Del resto neanche\u00c2\u00a0Lindzen che\u00c2\u00a0da anni fa la spina nel fianco della compagine del consenso ci \u00c3\u00a8 andato leggero, macchiando il suo intervento, altrimenti largamente condivisibile,\u00c2\u00a0con una stonata analogia tra l&#8217;ostinata propaganda dei catastrofisti del clima e la propaganda di tal Josef Goebbels, che preferiamo lasciare nelle pieghe della storia.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine, \u00c2\u00a0Il suo discorso, di cui speriamo di mettere on line il video quanto prima \u00c3\u00a8 comunque reperibile <a id=\"aptureLink_WGygGTHDrN\" href=\"http:\/\/www.globalwarming.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/lindzen-talk-pdf.pdf\">qui<\/a>\u00c2\u00a0 in formato pdf. Un intervento in chiave duplice, dapprima un po&#8217; di informazioni sulla manipolazione dell&#8217;argomento Global Warming, impiegato pi\u00c3\u00b9 che altro per perseguire scopi diversi da quelli dichiarati, e poi non poca scienza da opporre alle &#8220;solide basi&#8221; della teoria dell&#8217;AGW.<\/p>\n<p>Scopi diversi dicevamo. Lindzen parla di un libro di <a id=\"aptureLink_TxCXxA7Ej8\" href=\"http:\/\/www.uea.ac.uk\/env\/people\/facstaff\/hulmem\">Mike Hulme<\/a>\u00c2\u00a0,\u00c2\u00a0del <a id=\"aptureLink_gQ8vOzwF2u\" href=\"http:\/\/www.tyndall.ac.uk\/\">Tyndall Centre for Climate Studies<\/a>\u00c2\u00a0, dal quale si possono recuperare dei concetti interessanti:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8220;L&#8217;idea del cambiamento climatico dovrebbe essere considerata al pari di una risorsa intellettuale, attorno alla quale i nostri progetti e quanto condividiamo al livello personale e collettivo possa nascere e prendere forma. Non dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per il cambiamento climatico, ma cosa il cambiamento climatico pu\u00c3\u00b2 fare per noi&#8221;.<\/li>\n<li>&#8220;Dal momento che il concetto di cambiamento climatico \u00c3\u00a8 cos\u00c3\u00ac malleabile, pu\u00c3\u00b2 essere impiegato per molti dei nostri progetti e tornare utile per molte delle nostre necessit\u00c3\u00a0 etiche, psicologiche e spirituali&#8221;.<\/li>\n<li>&#8220;Continueremo a creare e raccontare storie nuove sul cambiamento climatico e le useremo in supporto ai nostri progetti&#8221;.<\/li>\n<li>&#8220;Questi miti trascendono le categorie scientifiche del &#8220;vero&#8221; e &#8220;falso&#8221;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono frasi che fanno riflettere ma sulle quali \u00c3\u00a8 lecito sospendere il giudizio, perch\u00c3\u00a8 sarebbe necessario comprendere il contesto in cui sono state pronunciate, anche se si intravede poca scienza e parecchia ideologia in affermazioni del genere.<\/p>\n<p>Un altro degli aspetti messi in luce da Lindzen \u00c3\u00a8 quello della frequenza con cui si sentono fare dichiarazioni giustificate\u00c2\u00a0solo dal ricorso all&#8217;autorevolezza della fonte, ovvero il Panel delle NU che si occupa di clima, piuttosto che da valide basi scientifiche, nonostante spesso nella stessa fonte non si ritrovi traccia di quanto affermato.\u00c2\u00a0E&#8217; il caso ad esempio di una presunta accelerazione del riscaldamento globale, della quale si sente spesso parlare e della quale per\u00c3\u00b2\u00c2\u00a0l&#8217;IPCC non ha mai parlato. N\u00c3\u00a8 all&#8217;interno della documentazione ufficiale, se proprio dobbiamo digerire questa faccenda del consenso, si \u00c3\u00a8 mai parlato di punti di non ritorno, ossia di presunti livelli di crescita delle temperature oltre i quali i cambiamenti del clima sarebbero irreversibili e dannosi. Posto che non sappiamo nemmeno cosa e come potrebbe cambiare, si sente portare spesso a supporto di questa tesi tutta una serie di eventi largamente non attribuibili al riscaldamento globale,\u00c2\u00a0perch\u00c3\u00a8 la scienza non lo consente ancora o perch\u00c3\u00a8 le loro cause sono magari anche\u00c2\u00a0antropiche, ma certo non climatiche.<\/p>\n<p>Molto interessante anche l&#8217;analisi sulla nascita del consenso scientifico. Lindzen\u00c2\u00a0dice che ci si \u00c3\u00a8 arrivati attraverso\u00c2\u00a0l&#8217;impiego di un elevato numero di modelli di simulazione del clima, essenzialmente incapaci di riprodurre in modo accettabile molte delle dinamiche principali del sistema conosciute quali l&#8217;ENSO, la PDO o l&#8217;AMO, ma comunque dichiarati abili a riprodurre accuratamente le dinamiche interne al sistema. Dal momento che poi queste simulazioni\u00c2\u00a0non riescono a riprodurre il riscaldamento occorso alla fine del secolo scorso, se non con l&#8217;aggiunta di un forcing esterno nella giusta quantit\u00c3\u00a0, si \u00c3\u00a8 deciso che quel forcing fosse la causa del riscaldamento.<\/p>\n<p>Un forcing che di per se non potrebbe produrre alcunch\u00c3\u00a8 di catastrofico, visto che ogni molecola aggiunta di CO2 provoca un effetto di contenimento del calore inferiore a quello della molecola che l&#8217;ha preceduta, se non si innescassero\u00c2\u00a0dei meccanismi\u00c2\u00a0-feedback- capaci di amplificare\u00c2\u00a0il riscaldamento. Tutti i modelli di simulazione climatica sono strettamente dipendenti dal segno\u00c2\u00a0positivo (cio\u00c3\u00a8 riscaldante) dei feedback dell&#8217;accrescimento del vapore\u00c2\u00a0acqueo e della dinamica delle nubi. Il peso di questi feedback \u00c3\u00a8 un fattore fondamentale nella determinazione della sensibilit\u00c3\u00a0 del clima al raddoppio della concentrazione della CO2.<\/p>\n<p>In modo assai curioso, il valore di questa\u00c2\u00a0sensibilit\u00c3\u00a0 climatica \u00c3\u00a8 rimasto invariato sin dal 1979, e produce nelle varie simulazioni un riscaldamento che va da 1,5 a 5\u00c2\u00b0C per 560 ppmv di CO2, cio\u00c3\u00a8 una concentrazione doppia rispetto al periodo pre-industriale. Tale riscaldamento \u00c3\u00a8\u00c2\u00a0diretta conseguenza di un&#8217;alterazione del bilancio radiativo del pianeta, ovvero del rapporto tra la radiazione ad onda corta ricevuta e quella ad onda corta riemessa verso lo spazio. Nei modelli esaminati dall&#8217;IPCC nell&#8217;AR4<a href=\"#footnote_0_4893\" id=\"identifier_0_4893\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Fourth Assessment Report &ndash; IPCC 2007\">1<\/a> il bilancio radiativo \u00c3\u00a8 ottenuto impiegando come forzante le temperature superficiali osservate degli oceani (SST). Il segno negativo del rapporto tra la variazione del bilancio radiativo cos\u00c3\u00ac ottenuto e\u00c2\u00a0la variazione delle SST, corrisponde ad un feedback positivo\u00c2\u00a0(amplificante) ed \u00c3\u00a8 stato assunto come inequivocabile segnale della correttezza della scelta fatta per definire la sensibilit\u00c3\u00a0 climatica. Il problema \u00c3\u00a8 che la realt\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0sembra dire cose diverse, perch\u00c3\u00a8 se invece del bilancio radiativo simulato si impiega quello osservato dai sensori satellitari, visto che i dati sono ormai disponibili per il periodo 1985-2006, il rapporto cambia di segno e cos\u00c3\u00ac cambia anche il peso dei feedback nella sensibilit\u00c3\u00a0 climatica, rivelando un potenziale riscaldamento al raddoppio della CO2 nettamente pi\u00c3\u00b9 basso, circa\u00c2\u00a00,5\u00c2\u00b0C.\u00c2\u00a0Questo, secondo Lindzen, dimostra che l&#8217;assunto principale del problema riscaldamento globale \u00c3\u00a8 sbagliato. Pu\u00c3\u00b2 dunque esserlo tutto il resto?<\/p>\n<p>Linzen conclude come noi abbiamo iniziato: &#8220;Where do we go form here?&#8221; Difficile a dirsi per lui, figuriamoci per noi. Con queste premesse per\u00c3\u00b2 forse sarebbe meglio non andare a Copenhagen.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Aggiornamento<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>NB: Grazie alla segnalazione di Paolo Zani, uno dei nostri lettori, ora potete trovare il video della presentazione a <a href=\"http:\/\/www.blip.tv\/file\/2784851\" target=\"_blank\">questo link<\/a>.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=4893\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" 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