{"id":53367,"date":"2020-09-11T05:52:07","date_gmt":"2020-09-11T05:52:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=53367"},"modified":"2020-09-11T16:32:31","modified_gmt":"2020-09-11T16:32:31","slug":"53367","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=53367","title":{"rendered":"Palle Eoliche"},"content":{"rendered":"<p>Continua il nostro avvincente viaggio nelle \u201c<em>ridicole<\/em> sorti, e <em>regressive<\/em>\u201d della politica energetica italiana.<\/p>\n<p>E cominciamo per una volta con una buona notizia: la societ\u00e0 <strong>italiana<\/strong> Saipem ha annunciato la sua partecipazione allo sviluppo di un parco eolico offshore in Italia. Finite le buone notizie, occupiamoci adesso del resto.<\/p>\n<p>Il parco eolico in oggetto consiste nella installazione di 56 turbine al largo di Ravenna, ad una distanza tra le 8 e le 12 miglia nautiche, per una potenza totale installata pari a 450 MW. Chi frequenta la costa romagnola sa che <strong>non si tratta di una zona particolarmente ventosa<\/strong>: d\u2019inverno sono frequenti le nebbie che si spingono anche al largo della costa, e in generale il vento si fa notare solo in occasione delle rare incursioni della bora, oppure quando il garbino preannuncia l\u2019arrivo di perturbazioni atlantiche. Persino le brezze sono poco accentuate rispetto ad altri litorali italiani, complice la bassa profondit\u00e0 del mare, a cui corrisponde una minore inerzia termica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/velocita-vento.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-53368 alignleft\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/velocita-vento-300x287.png\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/velocita-vento-300x287.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/velocita-vento.png 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/a>Che non si tratti solo di impressioni, lo confermano i numeri reperibili\u00a0 dalla fonte pi\u00f9 comunemente utilizzata in questi casi: l\u2019<a href=\"http:\/\/atlanteeolico.rse-web.it\/\">Atlante Eolico<\/a>. Scopriamo, infatti, che alla quota di 100 metri slm la <strong>velocit\u00e0 media annua del vento<\/strong> al largo di Ravenna si aggira tra <strong>4<\/strong> e <strong>5 m\/s<\/strong>. Da cui si pu\u00f2 facilmente concludere, dati (e cartina) alla mano, che l\u2019alto Adriatico \u00e8 di gran lunga <strong>il tratto costiero meno ventoso d\u2019Italia<\/strong>: parliamo di valori di velocit\u00e0 talmente bassi che per scendere al di sotto di questi bisogna addentrarsi nel cuore della Valpadana (Fig.1).<\/p>\n<p>La cosa diventa ancor pi\u00f9 rilevante in quanto la soglia minima di velocit\u00e0 media del vento che viene comunemente considerata per sviluppi eolici commerciali, \u00e8 di <strong>6 m\/s<\/strong>. Non servirebbero altri commenti per sospettare la <strong>temerariet\u00e0<\/strong> dell\u2019iniziativa in questione. E forse proprio per questo, si trovano in rete raffinatissimi esercizi di alta oratoria in cui si sostiene che, s\u00ec, il vento non sar\u00e0 poi cos\u00ec forte&#8230;ma almeno ha il pregio di essere \u201ccostante\u201d, e quindi commercialmente remunerativo.<\/p>\n<p><strong><u>E i profitti?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sar\u00e0 pure \u201ccostante\u201d come dicono, questa dolce brezza ravennate: del resto non c\u2019e niente di pi\u00f9 costante&#8230; della calma di vento. Ma quanto a remunerativit\u00e0, i freddi numeri paiono suggerire una storia diversa. Per l\u2019offshore romagnolo, la \u00a0<strong>producibilit\u00e0 specifica<\/strong> (ovvero il parametro che traduce la potenza nominale dell\u2019impianto in potenza effettivamente generata nell\u2019anno) si colloca tra i 1000 e i 1500 MWh per MW installato. Molto pi\u00f9 vicino ai 1000 MWh\/MW, se si considera che sotto costa si scende al di sotto di quel valore, e che anche offshore all\u2019altezza di 75 metri quei 1000 MWh\/MW proprio non si raggiungono. Inutile dirlo, quei 1000 MWh\/MW <strong>sono un valore assolutamente infimo<\/strong>, che vede l\u2019offshore di Ravenna collocarsi solo dietro la laguna veneta nella speciale classifica delle aree pi\u00f9 disgraziate in Italia per le installazioni eoliche offshore. Una producibilit\u00e0 <strong>pari ad appena la met\u00e0 <\/strong>rispetto alla <a href=\"https:\/\/www.gse.it\/documenti_site\/Documenti%20GSE\/Studi%20e%20scenari\/Il%20punto%20sull'eolico.pdf\">media nazionale<\/a> dei progetti eolici autorizzati.<\/p>\n<p>Quel numero in apparenza cos\u00ec misterioso vuol dire una cosa in realt\u00e0 piuttosto semplice, ovvero che quella foresta di pale eoliche gigantesche piazzata in mezzo al mare produrr\u00e0 in un anno l\u2019equivalente di un banale generatore in continuo da <strong>50 MW<\/strong> alimentato a gas naturale, come il compatto generatore LM6000 di GE o un SGT-800 di Siemens. O per dirla diversamente, quelle pale eoliche produrranno l\u2019equivalente in energia di un funzionamento a potenza nominale per circa <strong>3 ore <\/strong>al giorno, <strong>rimanendo ferme per le restanti 21 ore<\/strong>. Il grafico del Gestore Servizi Energetici (GSE) relativo alla distribuzione degli impianti eolici in italia, la dice lunga, sulla singolarit\u00e0 di questa iniziativa (Fig.2)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/InkedInkedproducibilita2_LI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-53370 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/InkedInkedproducibilita2_LI-300x104.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/InkedInkedproducibilita2_LI-300x104.jpg 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/InkedInkedproducibilita2_LI-768x265.jpg 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/InkedInkedproducibilita2_LI.jpg 962w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non \u00e8 certo necessario avventurarsi in raffinatissime condiderazioni economiche per capire che quelle 56 turbine eoliche, in un contesto di libero mercato deregolamentato, difficilmente genererebbero l\u2019ombra di un profitto. Ma se ancora una volta si vuole parlare di numeri, possiamo riferirci a quelli del <a href=\"https:\/\/www.gse.it\/documenti_site\/Documenti%20GSE\/Studi%20e%20scenari\/Il%20punto%20sull'eolico.pdf\">GSE <\/a>che ad impianti di questa taglia, con questi valori producibilit\u00e0, assegna un costo di produzione pari a circa 160 \u20ac\/MWh, <strong>praticamente il doppio<\/strong> rispetto al prezzo medio (pre-tax) dell\u2019energia industriale in italia. Con l&#8217;ulteriore aggravante\u00a0che si tratta di un impianto offshore, e quindi si porta dietro costi di investimento (e quindi di produzione) presumibilmente ben pi\u00f9 alti di quei 160\u00a0\u20ac\/MWh stimati dal GSE.<\/p>\n<p><strong>Delle due una<\/strong>: o l\u2019investimento in questione non \u00e8 redditizio e si tratta di soldi buttati alle ortiche, oppure quell\u2019investimento <strong>diventa comunque profittevole<\/strong> grazie ai meccanismi di incentivazione e all\u2019obbligo imposto dall\u2019Europa alle compagnie energetiche di produrre quote via via crescenti di energia rinnovabile, costringendole a costosissimi esborsi di denaro per <strong>comprare energia \u201cverde\u201d<\/strong> prodotta da altri a costi siderali. <u>Una cosa \u00e8 certa: quei costi saranno scaricati tutti sulla bolletta energetica dei cittadini e delle imprese italiane<\/u>, gi\u00e0 cara come il fuoco e causa di un gap di competitivit\u00e0 ormai incolmabile con la stragrande maggioranza dei <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php?title=File:Electricity_prices_for_non-household_consumers,_second_half_2019_(EUR_per_kWh).png\">rivali europei<\/a>.<\/p>\n<p><strong><u>Silenzio<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Viene da chiedersi come abbia reagito, il numerosissimo esercito di quei \u201cdifensori del mare\u201d che da mezzo secolo combattono battaglie furiose contro le piattaforme che producono metano davanti al litorale di Ravenna, per altro senza aver mai causato incidenti di rilievo. Piattaforme accusate <strong>l\u2019altro ieri<\/strong> di deturpare il paesaggio,<strong> ieri<\/strong> di affondare le aree costiere con la subsidenza (falso clamoroso <a href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/ravenna\/cronaca\/2009\/10\/27\/253749-subsidenza_chiesta_archivazione.shtml\">smentito persino nei tribunali<\/a>) <strong>e oggi<\/strong> di produrre troppo cibo per le piante (leggi CO2).<\/p>\n<p>Beh, prevedibilmente l\u2019esercito in questione ha reagito con un <strong>silenzio tombale<\/strong>. Anzi, ha rilanciato con giaculatorie climatiste che esaltano la sostituzione di un modello \u201c<em>dannoso per l\u2019ambiente<\/em>\u201d (la piattaforma) con uno virtuoso (la pala). Eppure sulla virtuosit\u00e0 ambientale di una orribile selva di mulini alti 150 metri, fermi per buona parte del tempo, e quando in moto vere e proprie armi di distruzione di massa dell\u2019avifauna, ci sarebbe in effetti molto da discutere.<\/p>\n<p>Certo la vista di quella foresta di mulini nuovi di pacca, accanto alle vetuste strutture di <strong>piattaforme petrolifere<\/strong> a fine vita, qualche spunto di riflessione lo offrir\u00e0. Quelli che sono nel giusto per definizione, lo additeranno come un segno di progresso e di sviluppo \u201csostenibile\u201d. Qualcun altro, invece, osserver\u00e0 a bassa voce che quelle vecchie piattaforme <u>ci hanno sollevato da una condizione di miseria e sottosviluppo<\/u>, regalandoci l\u2019energia a basso costo indispensabile per trasformarci in quella che 30 anni fa era ancora la <strong>quarta potenza industriale<\/strong> del mondo.<\/p>\n<p>E se l\u2019Italia continua a rotolare rovinosamente fuori dal club dei paesi pi\u00f9 ricchi e industrializzati, forse sarebbe il caso di chiederci se un ruolo determinante in questo processo non l\u2019abbia avuto una <strong>politica energetica scellerata<\/strong>. Quella che <strong>35 anni fa<\/strong> ci ha fatto rottamare <strong>centrali nucleari appena avviate<\/strong>, gioielli della tecnologia che avrebbero regalato energia per decenni a costi irrisori. <strong>E quella di oggi<\/strong>, che ci fa lasciare inutilizzate sul fondo del mare <strong>ingentissime risorse di gas<\/strong> mentre tappezza terreni fertili di <strong>pannelli neri di silicio<\/strong>, e sparge orribili mulini a vento su un territorio di valore e bellezza inestimabile, col solo effetto di regalarci una bolletta energetica ancora pi\u00f9 cara.<\/p>\n<p>Solo il tempo ci dir\u00e0, se quelle gigantesche pale eoliche saranno un monumento simbolico del passaggio ad un modello energetico \u201cvirtuoso\u201d. O se, piuttosto, rimarranno la muta (e immobile) testimonianza della nostra imperdonabile stupidit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=53367\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=7.1.3\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F53367&amp;t=Palle%20Eoliche&amp;s=100&amp;p[url]=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F53367&amp;p[images][0]=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2020%2F09%2Fvignetta.jpg&amp;p[title]=Palle%20Eoliche\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F53367&amp;text=Titolo%20%20%20\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-linkedin nolightbox\" data-provider=\"linkedin\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Linkedin\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F53367&amp;title=Palle%20Eoliche\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"linkedin\" title=\"Share on Linkedin\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/linkedin.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-mail nolightbox\" data-provider=\"mail\" rel=\"nofollow\" title=\"Share by email\" href=\"mailto:?subject=Palle%20Eoliche&amp;body=Titolo%20%20%20:%20https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F53367\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"mail\" title=\"Share by email\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/mail.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua il nostro avvincente viaggio nelle \u201cridicole sorti, e regressive\u201d della politica energetica italiana. 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