{"id":54116,"date":"2020-12-30T07:00:00","date_gmt":"2020-12-30T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=54116"},"modified":"2021-01-01T17:25:38","modified_gmt":"2021-01-01T17:25:38","slug":"lalleanza-fra-ecologismo-radicale-gerarchie-ecclesiastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=54116","title":{"rendered":"L\u2019alleanza fra ecologismo radicale e gerarchie ecclesiastiche"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>di Luigi Mariani e Alberto Guidorzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>UNA CHIESA ECOLOGISTA<\/strong><\/p>\n<p>Leggendo l\u2019enciclica \u201cLaudato Si\u201d e guardando a chi trova udienza dal Papa (<a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2020-09\/papa-francesco-laudato-si-ambiente-ecologia-chiesa-francia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>), ricaviamo che la gerarchia della Chiesa sta oggi dando sempre maggior credito ai militanti dell\u2019ecologia politica radicale e dunque a coloro che hanno il duplice obiettivo politico di promuovere la decrescita e di colpevolizzare l\u2019uomo, mantenendolo in un perenne stato di paura per l\u2019avvenire anzich\u00e9 promuovere in lui la responsabilit\u00e0 e la virt\u00f9 teologale della speranza.<\/p>\n<p>Emblematico in tal senso \u00e8 l\u2019articolo apparso sul <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/20_dicembre_20\/emergenza-climatica-fc0b589c-42e2-11eb-a388-78033ff67873.shtml?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corriere della sera del 20 dicembre<\/a> e cofirmato dal Cardinale Peter Turkson (prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale) e da Nigel Topping (UK High Level Climate Action Champion &#8211; carica onorifica istituita con gli accordi di Parigi del 2015). Dell\u2019articolo, in cui si decantano i grandi meriti dell\u2019economia ad emissioni zero, in grado secondo gli estensori di generare centinaia di milioni di posti di lavoro, ci limitiamo a evidenziare questa frase: \u201c<em>Mentre la corsa verso un\u2019economia a zero emissioni acquista via via slancio, aumentano anche gli effetti del cambiamento climatico, della deforestazione e dell\u2019inquinamento. Dagli incendi in Australia, Siberia e Stati Uniti, al crescente rischio, mentre invadiamo la natura, di contrarre virus zoonotici come Covid-19, non si tratta pi\u00f9 di una minacce future, ma di una crisi chiara e presente. Il grido della terra e dei poveri sollecita pi\u00f9 che mai a interventi urgenti.<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nel caso di Covid19 tale affermazione ci pare oltremodo prematura alla luce degli elementi di incertezza che ancor oggi sussistono circa l\u2019origine di tale coronavirus (Mallapaty, 2020). Pi\u00f9 in generale da agronomi con un briciolo di senso della storia ci permettiamo di proporre al lettore la seguente riflessione: le malattie del bestiame trasmissibili all\u2019uomo (carbonchio, tubercolosi bovina, brucellosi, ecc.) la fanno da padrone nelle agricolture arretrate mentre &#8211; grazie alla maggiore salubrit\u00e0 delle diete e dei ricoveri zootecnici ed ai enormi progressi della medicina veterinaria &#8211; sono letteralmente scomparse negli allevamenti bovini intensivi. In Italia negli anni 50\/60 non vi era una stalla che non fosse minata dalla tubercolosi; eppure si trattava di stalle di piccole dimensioni conformi agli standard di quell\u2019agricoltura di sussistenza, che gli italiani abbandonarono in massa alla met\u00e0 del secolo scorso, stanchi di fame, freddo e malattie e che viene cos\u00ec idealizzata nella Laudato si: \u201c<em>vi \u00e8 una grande variet\u00e0 di sistemi alimentari agricoli e di piccola scala che continua a nutrire la\u00a0 maggior\u00a0 parte\u00a0 della\u00a0 popolazione\u00a0 mondiale, utilizzando una porzione ridotta del territorio e dell\u2019acqua e producendo meno rifiuti, sia in piccoli appezzamenti agricoli e orti, sia nella caccia e nella raccolta di prodotti boschivi, sia nella pesca artigianale<\/em>\u201d. Come dimenticare allora che il contatto con animali selvatici e domestici e con le relative zoonosi \u00e8 tutt\u2019oggi di gran lunga pi\u00f9 rilevante nei paesi in cui larghe fasce della popolazione sono impegnante nell\u2019agricoltura di sussistenza o in economie di caccia e raccolta? Anche un bambino d\u2019altronde arriverebbe a capire che il cittadino di una moderna metropoli \u00e8 assai meno esposto alle zoonosi del Bambinello della Nativit\u00e0 di Betlemme (circondato da cammelli, pecore, capre, buoi, asini, ecc. ecc.), dei cacciatori paleolitici raffigurati in figura 1 o degli agricoltori che convivevano con gli animali domestici (figura 2), fenomeno quest\u2019ultimo che si \u00e8 mantenuto dal neolitico fino ai nostri giorni nelle situazioni di maggiore arretratezza e marginalit\u00e0 (si pensi all\u2019abitato di Matera fino agli anni 50\u2019). Peraltro si ricorda che Jared Diamond nel suo famoso \u201cArmi, acciaio e malattie\u201d pone fra i fattori chiave per l\u2019affermazione a livello globale degli europei fra XVI e XIX secolo la relativa tolleranza a zoonosi come il morbillo e il vaiolo, acquisita dopo migliaia di anni di convivenza con gli animali domestici portatori di tali malattie.<\/p>\n<p>Le rozze affermazioni di Turkson e Topping sono d\u2019altronde perfettamente in linea con il rozzo slogan di papa Francesco \u201c<em>Dio perdona, la natura mai<\/em>\u201d, espressione di una sfiducia radicale nella provvidenza divina e dell\u2019adesione forte all\u2019ideologia ambientalista pi\u00f9 radicale, la stessa ideologia che diffonde a piene mani l\u2019idea che procreare significhi oggi concorrere al cambiamento climatico ed essere pertanto dannosi per il pianeta. E qui da cattolici ci domandiamo se sia davvero da abbandonare il postulato giudaico-cristiano del dominio responsabile dell\u2019uomo sulla natura. Al riguardo ricordiamo che nella cattolica Francia si sta pensando ad istituire il \u201cdelitto di ecocidio\u201d con pene e sanzioni pesantissime, il che fa sorgere il sospetto che anche nel mondo cristiano il mettere al mondo figli diventer\u00e0 presto un delitto, sull\u2019esempio di quanto fatto in Cina, e che il \u201ccrescete e moltiplicatevi\u201d biblico inteso come procreazione responsabile assumer\u00e0 presto valenza di blasfemia. Stupefacente peraltro \u00e8 che tale ideologia si sta diffondendo in societ\u00e0 a rischio concreto di scomparsa per la denatalit\u00e0 e l\u2019invecchiamento galoppante della popolazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_54118\" aria-describedby=\"caption-attachment-54118\" style=\"width: 589px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-54118 size-full\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mariani_Guidorzi_Fig_1.png\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mariani_Guidorzi_Fig_1.png 589w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mariani_Guidorzi_Fig_1-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-54118\" class=\"wp-caption-text\">Figura 1 \u2013 L\u2019esposizione alle zoonosi era di gran lunga superiore nel economie di caccia e raccolta (fonte: https:\/\/www.petpassion.it\/2018\/06\/12\/cani-preistorici\/)<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_54117\" aria-describedby=\"caption-attachment-54117\" style=\"width: 527px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-54117 size-full\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mariani_Guidorzi_Fig_2.png\" alt=\"\" width=\"527\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mariani_Guidorzi_Fig_2.png 527w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mariani_Guidorzi_Fig_2-300x267.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-54117\" class=\"wp-caption-text\">Figura 2 \u2013 Ricostruzione pittorica di un cottage inglese del medioevo (fonte: Pinterest).<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>MA L\u2019UOMO E\u2019 DAVVERO DISTRUTTORE? I TANTI SEGNALI POSITIVI COLPEVOLMENTE IGNORATI<\/strong><\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che l\u2019uomo occidentale ha distrutto e continua a distruggere il creato, come ha di recente affermato in sede di omelia il parroco di uno dei due scriventi? Non si dovrebbe, invece, dare pi\u00f9 credito agli svariati dati di fatto che alimentano la nostra speranza, evidenziando gli ambiti in cui l\u2019azione umana ha costruito un mondo migliore? Vogliamo allora elencare una serie di fatti che sono frutto di bibliografia scientifica aggiornata o di report di organizzazioni internazionali e che dovrebbero trovare il dovuto spazio nei discorsi di Chiesa e di politici di primo piano e sui nostri mezzi di informazione, per restituire fiducia ai nostri concittadini e rendere merito agli enormi sforzi che in tutto il mondo si stanno compiendo per promuovere uno sviluppo realmente sostenibile.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Calo nella percentuale della popolazione in condizioni di estrema povert\u00e0<\/strong>: a livello globale \u00e8 passata dal 95% del 1820 al 76% del 1940 per crollare al 10% attuale (https:\/\/ourworldindata.org\/extreme-poverty) mentre a livello continentale, dal 1990 al 2015 \u00e8 scesa dal 60% all\u20198% in Asia orientale, dal 45 al 18% in Asia meridionale e dal 18% al 7% in America latina. Solo nell\u2019Africa subsahariana la discesa \u00e8 pi\u00f9 lenta con un calo dal 57% al 41% (fonte Banca Mondiale).<\/li>\n<li><strong>Diminuzione della popolazione al di sotto della soglia di sicurezza alimentare<\/strong>: A livello mondiale \u00e8 passata dal 45% del 1950 al 35% del 1970 e al 13% del 2020. Nel mondo vi era un miliardo di persone che soffriva la fame nel 1991 ed oggi sono 800 milioni (fonte: Faostat e report FAO vari). Inoltre i ritardi di accrescimento dovuti alla denutrizione interessavano nel 1990 il 40% dei bambini al di sotto dei 5 anni mentre oggi siamo al 23%. Certo, nei paesi ricchi assistiamo a bambini obesi, che comunque nello stesso lasso di tempo sono rimasti pressoch\u00e9 stazionari in numero (Fonte UNICEF\/OMS)<\/li>\n<li><strong>Calo del lavoro infantile nel mondo<\/strong>: \u00e8 passato dal 23% del 2000 al 16,7% del 2012 mentre la % dei bambini fra 10 e 14 anni che lavora \u00e8 passata dal 27,6% del 1950 al 13% del 1995 (https:\/\/ourworldindata.org\/grapher\/global-incidence-of-child-labour-2)<\/li>\n<li><strong>Calo dell\u2019analfabetismo<\/strong>: nel mondo in due secoli \u00e8 passato dal 90% al 10%, mentre, sempre nello stesso periodo, la scolarizzazione (numero di adulti che nel mondo hanno ricevuto un\u2019educazione di base) \u00e8 passata dal 20% all\u201980% (https:\/\/ourworldindata.org\/global-education)<\/li>\n<li><strong>Rapporto pi\u00f9 equilibrato nella durata media degli studi di donne e uomini:<\/strong> tale rapporto, che da 70 anni rasenta l\u20191 nei paesi ricchi, si sta ora approssimando a 1 anche nell\u2019Europa dell\u2019Est e nell\u2019America latina e caraibica e ha raggiunto lo 0,8 in territori come Africa sub-Sahariana, Asia, Pacifico, Medio Oriente e Africa del Nord.<\/li>\n<li><strong>Calo nella mortalit\u00e0 infantile: <\/strong>un recentissimo studio condotto su 37 Paesi in via di sviluppo ha evidenziato che fra il 1961 e il 2000 la diffusione di variet\u00e0 coltivate moderne, frutto del processo di innovazione tecnologica in agricoltura noto come \u201crivoluzione verde, ha ridotto la mortalit\u00e0 infantile del 2,4\u20135,3% su un dato di partenza del 18% (von der Goltz et al., 2020).<\/li>\n<li><strong>Calo della mortalit\u00e0 causata da malattie<\/strong>: la mortalit\u00e0 da malaria era di 800 mila nel 2000 ed \u00e8 scesa a 420 mila nel 2015 (https:\/\/ourworldindata.org\/malaria) e si potrebbe fare molto di pi\u00f9 se gli ambientalisti pi\u00f9 ideologizzati non criminalizzassero la lotta con mezzi chimici e le modifiche genetiche nelle popolazioni degli insetti vettori. Nel 1980 morivano 450.000 persone di poliomielite e nel 2000 tale cifra era ridotta a zero mentre il vaiolo \u00e8 stato sradicato nel 1980 (fonte: OMS).<\/li>\n<li><strong>Aumento della speranza di vita<\/strong>: dal 1950 ad oggi \u00e8 salita da 65 anni a 80 anni in Europa, da 35 anni a 60 in Africa e da 40 anni a 70 anni in Asia. La mortalit\u00e0 infantile \u00e8 scesa dal 43% al solo 4% (https:\/\/ourworldindata.org\/grapher\/life-expectancy). Sempre questa fonte ci dice che la mortalit\u00e0 delle partorienti nel mondo si \u00e8 dimezzata (da 4 a 2\/1000 nascite) in 25 anni.<\/li>\n<li><strong>Maggiore resilienza rispetto alle catastrofi naturali<\/strong>: i morti per catastrofi sono diminuiti del 90% da inizio secolo scorso; pi\u00f9 in particolare dal 1900 al 1960 avevamo valori intorno ai 60\/70 morti per 100 mila abitanti con picchi di 170 in annate particolarmente critiche mentre dopo il 1960 questi picchi sono scomparsi e i valori oscillano ora intorno ai 5\/10 morti per 100 mila abitanti (fonte M.Roser &amp; E. Ortiz-Ospina \u2013 2018). Secondo poi il report CRED \u2013 Universit\u00e0 di Lovanio in numero totale di catastrofi naturali manifesta un significativo calo dal 2000 ad oggi (CRED&amp;UNDRR, 2020 \u2013 diagramma in figura 5)<\/li>\n<li><strong>Aumento nell\u2019indice di Sviluppo Umano<\/strong>: si tratta di un indice sintetico che rende ragione dei successi conseguiti nei diversi campi. Tale indice \u00e8 in aumento ovunque con le uniche eccezioni di Siria e Sud-Sudan, segnati da conflitti di lunga durata (https:\/\/ourworldindata.org\/human-development-index).<\/li>\n<li><strong>Calo globale del numero e della superficie interessata da incendi boschivi: <\/strong>i dati satellitari indicano un calo del 24,3% nella superficie totale bruciata per il periodo 1998-2015 e un calo del 13% nel numero di incendi per il periodo 2003-2015, con un trend negativo pi\u00f9 deciso nelle aree a savana (Andela et al., 2017). Alcune fonti sostengono che gli incedi si stiano concentrando intorno alle aree pi\u00f9 densamente abitate, il che attesterebbe la necessit\u00e0 di intensificare il lavoro di prevenzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Notiamo anche la tendenza sempre pi\u00f9 marcata ad additare ai nostri concittadini il riscaldamento climatico come grande minaccia per il nostro futuro, un sorta di orco o uomo nero delle favole, per esorcizzare il quale Stati e Comunit\u00e0 locali stanno oggi aprendo appositi \u201cgabinetti di crisi\u201d. A contrastare l\u2019idea di crisi climatica vi sono svariate evidenze di cui per motivi di tempo ci limitiamo a ricordare il succitato trend delle catastrofi naturali, che vede le catastrofi di origine meteo-climatica stazionarie dal 2000 ad oggi (CRED &amp; UNDRR, 2020), il trend calante degli incendi boschivi a livello globale e infine il trend positivo delle rese\u00a0 medie in tonnellate per ettaro delle grandi colture che nutrono il mondo (frumento, mais, riso, soia), in crescita del 3-4% l\u2019anno dal 1961 (fonte: Faostat), incompatibile con la tesi di una crisi climatica globale. In tale incremento giocano peraltro un ruolo significativo i pi\u00f9 elevati livelli di CO<sub>2<\/sub> presenti in atmosfera, ai quali \u00e8 attribuibile un aumento delle rese delle colture del 35% dall\u2019inizio del XX secolo ad oggi (Campbell et al., 2017; Zeng et al 2014).<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 ALLORA TANTO CATASTROFISMO?<\/strong><\/p>\n<p>A nostro avviso la minaccia dell\u2019olocausto climatico serve oggi per far \u201cmarciare\u201d la gente verso obiettivi predefiniti dall\u2019alto, il che \u00e8 a nostro avviso indegno di Paesi con lunga tradizione democratica e nei quali ci si attenderebbe che la collettivit\u00e0 potesse affrontare un dibattito maturo e che ponga in luce i pro e i contro di diverse scelte strategiche fra loro alternative, ognuna delle quali caratterizzata da benefici ma anche da costi.<\/p>\n<p>Un esempio emblematico in tal senso \u00e8 dato dal tema dello spreco alimentare: perch\u00e9 colpevolizzare l\u2019intera umanit\u00e0 e in primis quella dei paesi sviluppati per il fatto che sul pianeta viene sprecato il 25% delle derrate alimentari prodotte, quando ben sappiamo che gran parte di quel 25% \u00e8 il risultato di perdite di trasformazione, raccolta e soprattutto conservazione dei prodotti? Non sarebbe invece pi\u00f9 razionale trasferire le tecnologie di cui disponiamo (es. attrezzature per la raccolta e la conservazione dei prodotti, catena del freddo, ecc.) nei paesi in cui le perdite sono maggiori, organizzare meglio le reti commerciali e di distribuzione che legano aree deficitarie e aree eccedentarie e infine operare perch\u00e9 il cibo non diventi uno strumento di ricatto politico? Al riguardo si consideri invece che David Beasley, direttore del Programma Alimentazione Mondiale dell\u2019Onu, reduce dall\u2019aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2020, si \u00e8 immediatamente sentito in dovere di paventare una carestia alle porte che miner\u00e0 la pace, affermando che il 2021 potrebbe essere il peggior anno di crisi umanitaria da quando \u00e8 stato fondato l\u2019ONU, settantacinque anni fa. E qui sorge in noi il timore concreto che nessun personaggio pubblico di rilievo, <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/il-richiamo-mattarella-ambiente-siamo-orlo-una-crisi-climatica-globale-ABKeEEdB?refresh_ce=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a partire dai capi di Stato<\/a>, sia oggi in grado di sfuggire alla logica del catastrofismo, pena la marginalizzazione sotto il peso di una fatwa per \u201cnegazionismo\u201d.<\/p>\n<p><strong>LE RESPONSABILIT\u00c0 DELL\u2019ECOLOGISMO RADICALE NELLA DERIVA IN ATTO<\/strong><\/p>\n<p>Se l\u2019ecologismo dei primi tempi esprimeva solo l\u2019aspirazione di gente inurbata a ritornare ad assaporare odori e profumi di campagne e boschi, oggi esso \u00e8 divenuto un movimento politico basato su tre pilastri: proibire, tassare e far sentire in colpa le persone. Le tre regole, tutte punitive, sono infatti regolarmente applicate dove i partiti verdi prendono il potere o ricattano le maggioranze di cui fanno parte: niente concimi, niente difesa fitosanitaria delle colture, niente alberi di Natale, niente 5G, niente biotecnologie, abolire il Tour de France e Il Giro d\u2019Italia, tassare per poter ampliare a dismisura le energie rinnovabili per loro natura intermittenti, diffondere sistematicamente messaggi ansiogeni. Oggi Stach\u00e1nov impallidirebbe di fronte alla trovata degli amministratori di Strasburgo che <a href=\"https:\/\/www.valeursactuelles.com\/societe\/roose-lesclavage-bientot-retabli-au-nom-de-lecologie-125699\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">stanno promuovendo<\/a> il trasporto urbano del materiale edilizio utilizzato nel territorio della citt\u00e0 per mezzo di carrettini trainati da biciclette (definiti \u201cvelocargo\u201d) condotti da novelli \u201cschiavi ecologici\u201d. Ormai abbiamo imboccato la strada del controllo dall&#8217;alto di societ\u00e0 terrorizzate dalla minaccia di fine del mondo ed il succitato delitto di ecocidio potrebbe esserne lo strumento.<\/p>\n<p><b>ABBANDONARE L\u2019ECOLOGIA DELL\u2019INCANTESIMO PER PASSARE ALL&#8217;ECOLOGIA\u00a0DELLA RAGIONE<\/b><\/p>\n<p>Non siamo in grado di dire chi potr\u00e0 oggi porre freno alle visioni millenaristiche e ripristinare una lettura realistica di ci\u00f2 che sta accadendo nel mondo che ci circonda. Quasi certamente non la Chiesa, ormai irrimediabilmente compromessa con i responsabili di tale deriva ideologica come Greta Thumberg o Juliette Binoche, ricevute in udienza dal Papa. Ci\u00f2 detto vogliamo affidare la chiusa di questo scritto a una nota massima di Antoine de Saint Exup\u00e9ry: <em>&#8220;non ereditiamo la terra dai nostri genitori, la prendiamo in prestito dai nostri figli&#8221;. <\/em>Per adeguarci ad essa dovremmo a nostro avviso abbandonare l\u2019ecologia dell\u2019incantesimo per passare all&#8217;ecologia della ragione, un cambio di paradigma che \u00e8 alla nostra portata se iniziamo a riflettere su chi potr\u00e0 darci in prestito la terra in societ\u00e0 come le nostre, ormai formate quasi unicamente da vecchi ed in cui i bambini sono sempre pi\u00f9 una rarit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia citata nel testo<\/strong><\/p>\n<p><em>Andela N. et al., 2017. <\/em><em>A human-driven decline in global burned area (6345), 1356-1362. 356 Science, DOI: 10.1126\/science.aal4108 <\/em><\/p>\n<p><em>Campbell et al., 2017 Large historical growth in global terrestrial gross primary production, Nature, volume 544, issue 7,648, pages 84-87 <\/em><\/p>\n<p><em>CRED&amp;UNDRR, 2020. Human cost of disasters &#8211; An overview of the last 20 years 2000-2019, CRED, 17 pp\u00a0 https:\/\/iddrr.undrr.org\/news\/drrday-un-report-charts-huge-rise-climate-disasters<\/em><\/p>\n<p><em>Diamond J., Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni, Einaudi <\/em><\/p>\n<p><em>Jan von der Goltz et al., 2020. Health Impacts of the Green Revolution: Evidence from 600,000 births across the Developing World, Journal of Health Economics.<\/em><\/p>\n<p><em>Mallapaty S., 2020. Where did COVID come from? WHO investigation begins but faces challenges. Identifying the source will be tricky, and investigators will need to grapple with the sensitive political situation, nature, 11 novembre.<\/em><\/p>\n<p><em>Zeng et al 2014. Agricultural Green Revolution as a driver of increasing atmospheric CO 2 seasonal amplitude, Nature, vol 5015, 20 nov. 2014.<\/em><\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=54116\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=7.1.3\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on 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