{"id":54126,"date":"2021-01-01T18:02:59","date_gmt":"2021-01-01T18:02:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=54126"},"modified":"2021-01-01T18:02:59","modified_gmt":"2021-01-01T18:02:59","slug":"lambientalismo-e-solo-radicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=54126","title":{"rendered":"L&#8217;ambientalismo non \u00e8 solo radicale"},"content":{"rendered":"<p><em>Alcuni mesi fa ho pubblicato un breve post con alcune informazioni e immagini provenienti dal libro di\u00a0Michael Shellenberger &#8220;Apocalypse never&#8221;. Ieri l&#8217;altro ho ricevuto dal <strong>Prof. Ernesto Pedrocchi<\/strong> la nota pi\u00f9 estesa che vi propongo qui di seguito.<\/em><\/p>\n<p><em>Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Michael Shellenberger<\/strong><\/p>\n<p>Michael Shellenberger \u00e8 un ambientalista statunitense studioso di politiche ambientali approfondite anche con viaggi nei paesi in via di sviluppo; \u00e8 autore di molti articoli sul tema \u201cgreen\u201d. Cofondatore di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Breakthrough_Institute\">Breakthrough Institute<\/a>, un qualificato centro di ricerca e fondatore di Environmental Progress, una rivista indipendente e no-profit: due cosiddetti \u201cthink tank\u201d di primo piano sui temi \u201cgreen\u201d. \u00c8 un ambientalista molto quotato, ha vinto nel 2008 il Green Book Award ed \u00e8 stato insignito del titolo di \u201cEroe dell\u2019Ambiente\u201d dalla rivista Time. Come esperto di energia \u00e8 stato consultato dal Congresso USA per fornire una testimonianza esperta ed obiettiva e invitato dall\u2019Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) per fare da esperto revisore del suo prossimo rapporto di valutazione. Michael Shellenberger \u00e8 stato un impegnato ambientalista per un pianeta verde, predecessore dell\u2019attuale Green New Deal senza per\u00f2 mai trascurare o demonizzare la fonte energetica nucleare.<\/p>\n<p><strong>Critiche all\u2019ambientalismo<\/strong><\/p>\n<p>Scellenberger \u00e8 per\u00f2 un ambientalista atipico: gi\u00e0 nel 2004 aveva pubblicato il libro \u201cThe Death of Environmentalism\u201d con forti critiche all\u2019ambientalismo imperante; poi ha contribuito ad avviare una linea di ecologia pragmatica fino a giungere, nel 2015, con altri 18 ambientalisti a fondare il movimento \u201c<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ecomodernism\">ecomodernists<\/a>\u201d basato sul documento programmatico \u201c<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ecomodernism#An_Ecomodernist_Manifesto\">An Ecomodernist Manifesto<\/a>\u201d. In qualche aspetto Shellenberger \u00e8 vicino alle posizioni di Bjorn Lomborg che ha scritto \u201cThe Skeptical Environmentalist\u201d e \u201cFalse Alarm\u201d e di Indur Goklany che scrisse \u201cThe Improving State of the World: Why We\u2019re Living Longer, Healthier, More Comfortable Lives on a Cleaner World.\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 stato collaboratore della rivista Forbes dove nella versione on line era apparso un suo articolo in cui denunciava l\u2019allarmismo infondato dei catastrofisti. Il contributo \u00e8 stato subito censurato, ma Shellenberger lo ha prontamente pubblicato su Environmental Progress. L\u2019incipit dell\u2019articolo \u00e8 impressionante (in corsivo la traduzione delle sue parole):<\/p>\n<p><em>I cambiamenti climatici stanno avvenendo. Non \u00e8 la fine del mondo. Non \u00e8 neanche il nostro problema ambientale pi\u00f9 grave, \u2026 sento l\u2019obbligo di scusarmi per come noi ambientalisti abbiamo fuorviato il pubblico.<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, riporta alcuni fatti che pochi sanno<em>:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>L\u2019uomo non sta causando una sesta estinzione di massa.<\/em><\/li>\n<li><em>L\u2019Amazzonia non \u00e8 il polmone del mondo.<\/em><\/li>\n<li><em>I cambiamenti climatici non stanno rendendo i disastri naturali peggiori.<\/em><\/li>\n<li><em>Gli incendi si sono ridotti del 25% nel mondo dal 2003.<\/em><\/li>\n<li><em>La quantit\u00e0 di terra che usiamo per la carne, il pi\u00f9 grande uso di terra dell\u2019umanit\u00e0, si \u00e8 ridotta di un\u2019area grande quasi quanto l\u2019Alaska.<\/em><\/li>\n<li><em>L\u2019accumulo di combustibili legnosi e pi\u00f9 case vicino alle foreste, non i cambiamenti climatici, spiegano perch\u00e9 ci sono incendi sempre pi\u00f9 pericolosi in Australia e California.<\/em><\/li>\n<li><em>Le emissioni di anidride carbonica sono in calo nella maggior parte delle nazioni ricche e sono diminuite in Regno Unito, Germania e Francia da met\u00e0 degli anni \u201970.<\/em><\/li>\n<li><em>I Paesi Bassi sono diventati ricchi, non poveri, adattandosi alla vita al di sotto del livello del mare.<\/em><\/li>\n<li><em>Produciamo il 25% di cibo in pi\u00f9 di quello di cui abbiamo bisogno e le eccedenze alimentari continueranno ad aumentare mentre il mondo si riscalda.<\/em><\/li>\n<li><em>La perdita di habitat e l\u2019uccisione diretta di animali selvaggi sono minacce alle specie maggiori dei cambiamenti climatici<\/em><\/li>\n<li><em>I combustibili legnosi sono ben peggiori per le persone e gli animali rispetto ai combustibili fossili.<\/em><\/li>\n<li><em>Prevenire le future pandemie richiede pi\u00f9 agricoltura industriale, non meno.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>So che questi fatti suonano come \u201cnegazionismo climatico\u201d per molti, ma mostrano solo il potere dell\u2019allarmismo sul clima. In realt\u00e0, questi fatti provengono dai migliori studi scientifici disponibili, inclusi quelli condotti o accettati da IPCC, FAO, IUCN e altri principali organismi scientifici<\/em>, afferma inoltre Shellenberger.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-54127 alignleft\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Copertina.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Copertina.png 225w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Copertina-206x300.png 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Queste parole mostrano come il catastrofismo, l\u2019allarmismo e le esagerazioni siano state la prassi degli ambientalisti. Recentemente Shellenberger ha pubblicato un libro intitolato \u201cApocalypse Never: Why Environmental Alarmism Hurts Us All\u201d sfidando molte delle linee guida della politica catastrofista sui cambiamenti climatici e presentando opinioni contrarie validamente documentate. Shellenberger denuncia il parossismo mediatico che senza riscontri sperimentali ha fuorviato la pubblica opinione e si contrappone alla linea catastrofista di Greta Thunberg e sostenitori di \u201c<em>Extinction Rebellion\u201d<\/em>, ma resta un ambientalista che potrebbe raccogliere un buon consenso politico attorno a un ambientalismo razionale. A suo giudizio, il pensiero che c\u2019\u00e8 dietro Greta \u00e8 una grave minaccia per la libert\u00e0 e la prosperit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0. Ovviamente i catastrofisti, abituati a confondere le idee \u2013 prima con il global warming, poi con il climate change ed ora con il sustainable development, mettendo nello stesso calderone CO2, inquinanti, plastica e rifiuti fino a millantare anche un legame con la pandemia Covid19 \u2013 non vedono di buon occhio Shellenberger che reputano un ambientalista anomalo e faranno di tutto per screditarlo. E\u2019 per\u00f2 evidente che la loro strategia, come nei confronti di chi esprime dubbi sull\u2019AGW (Anthropogenic Global Warming), non \u00e8 controbattere tranquillamente, ma tentare di silenziare il dissenso, come gi\u00e0 fatto con il libro di B. Lomborg &#8220;False Alarm&#8221;. Una recente indagine mostra per\u00f2 una serie di sorprendenti apprezzamenti della linea \u201cShellenberger\u201d come ad esempio quelli di Tom Wigley, ex scienziato senior presso il National Center for Atmospheric Research (NCAR) e di Kerry Emanuel, professore di scienze atmosferiche al MIT e specializzato in cicloni tropicali.<\/p>\n<p><strong>Il progetto ambientale di Shellenberger<\/strong><\/p>\n<p>Mentre nella prima parte del libro c\u2019\u00e8 la denuncia sopra descritta, nella seconda parte ci sono aspetti costruttivi per un progetto ambientale con alcune connotazioni diverse rispetto a quelle proprie del pensiero dominante. Schellenberger crede che l\u2019aumento di concentrazione della CO2 in atmosfera sia in ogni caso un pericolo, seppur non catastrofico e non imminente e al contempo reputa che le fonti rinnovabili data la loro natura di aleatoriet\u00e0 e di bassa concentrazione territoriale non potranno mai sostituire i combustibili fossili, per cui la fonte nucleare \u00e8 irrinunciabile, come peraltro sostenuto anche da altri famosi ambientalisti tra cui James Lovelock e James Hansen. Sostiene che l\u2019energia nucleare ha contribuito con successo a produrre molta elettricit\u00e0 con il minor numero di decessi in relazione all\u2019energia prodotta, ma non \u00e8 riuscita a svilupparsi, come sarebbe opportuno per il contenimento della CO2, a causa di mancanza di consenso del pubblico disinformato dalle esagerazioni degli ambientalisti. Dice testualmente: <em>Solo il nucleare, <\/em><em>non il solare e l\u2019eolico &#8230; pu\u00f2 creare a prezzi contenuti l&#8217;idrogeno gassoso e l&#8217;elettricit\u00e0 che forniranno servizi attualmente forniti dai combustibili fossili &#8230; Ci\u00f2 nonostante le persone che dicono di preoccuparsi di pi\u00f9 del cambiamento climatico ci dicono che non abbiamo bisogno di nucleare. <\/em>Suo obiettivo \u00e8 anche quello di sfatare il mito che bloccando l\u2019energia nucleare si possa contribuire a ridurre la produzione di bombe nucleari che, in realt\u00e0, si possono fabbricare anche senza gli impianti nucleari per produzione di energia. Schellenberger insiste nell\u2019affermare che le rinnovabili da sole non potranno mai essere la soluzione del problema energetico ambientale anche nell\u2019ipotesi che le batterie di accumulo diventino pi\u00f9 efficienti e di basso costo.<\/p>\n<p>Circa l\u2019IPCC, Shellenberger sostiene che i suoi rapporti tecnico-scientifici sono validi contributi per far avanzare le conoscenze sul clima, ma non prevedono mai nessuno scenario di cataclisma climatico. D\u2019altra parte, denuncia un\u2019impronta allarmista e semipolitica nel gruppo di esperti che compila il Sommario per i decisori politici.<\/p>\n<p>Gli abitanti dei paesi poveri hanno bisogno di energia idroelettrica, gas per cucinare, fertilizzanti e macchinari per aumentare la produttivit\u00e0 agricola, ma non possono permetterselo. I progetti proposti sono bloccati dagli ambientalisti internazionali e non pi\u00f9 sostenuti da donatori come la Banca Mondiale. Testualmente: <em>Quando il cambiamento climatico emerse come una preoccupazione d&#8217;\u00e9lite negli anni &#8217;90, gli sforzi all&#8217;interno delle nazioni sviluppate per tagliare i finanziamenti per l&#8217;energia a basso costo, l&#8217;agricoltura industriale e le moderne infrastrutture per le nazioni povere e sottosviluppate si rafforzarono.<\/em> Anche l\u2019ONU nella linea dello sviluppo sostenibile include la proposta che gli stati poveri debbano crescere senza grande uso di energia evitando l\u2019errore fatto dai paesi industrializzati, ma nessun paese \u00e8 fin qui riuscito a svilupparsi senza disponibilit\u00e0 di energia sicura, affidabile e a basso costo. Shellenberger non crede nella prospettiva degli ambientalisti che prevede, riprogettando profondamente i principali sistemi industriali, agricoli, energetici e di trasporto, di arrivare a una simbiosi tra uomo e natura basata sull&#8217;agricoltura biologica, materiali naturali (non sintetici o plastiche), auto e case pi\u00f9 piccole, utilizzo solo delle fonti rinnovabili seppur con maggiore efficienza. Il risultato sono la perpetuazione della povert\u00e0 e l\u2019incremento delle difficolt\u00e0 per lo sviluppo.<\/p>\n<p>Il valore del libro di Shellenberger sta anche nel fatto che l\u2019autore ha una conoscenza dettagliata del mondo ambientalista e catastrofista: nel testo si riportano dibattiti con alcuni esponenti, in particolare riguardo l\u2019intensificarsi di eventi estremi e la crescita del livello del mare, in cui si sostiene che definire tali fenomeni &#8220;ingestibili&#8221; \u00e8 un&#8217;esagerazione perch\u00e9 l\u2019uomo ha sempre saputo adattarsi.<\/p>\n<p>Da ultimo, Shellenberger si chiede come mai gli ambientalisti abbiano ottenuto un cos\u00ec grande consenso e cita come precursori Paul Ehrlich con la sua \u201cPopulation Bomb\u201d e il Club di Roma con il rapporto \u201cI limiti allo sviluppo\u201d. Entrambi con previsioni miseramente fallite. Prospetta poi che con l\u2019ambientalismo sia in atto una deriva politico-ideologica che si configura come un\u2019affascinante religione secolare con al centro la natura come un sistema in grado di autoregolarsi e che l\u2019uomo deve lasciare invariato per i nostri discendenti anche se distruttivo e controproducente. Testualmente: L<em>\u2019apocalisse climatica \u00e8 un pensiero subconscio <\/em><em>di<\/em><em> gente che <\/em><em>getta discredito sulla<\/em><em> civilizzazione, <\/em><em>il che<\/em><em> spiega come mai i pi\u00f9 allarmisti siano anche quelli che pi\u00f9 si oppongono alle tecnologie che potrebbero contrastarla: dai fertilizzanti al controllo delle <\/em><em>inondazioni,<\/em><em> dal gas naturale all\u2019energia nucleare\u2026 Questi ambientalisti sognano di distruggere, o almeno rivoluzionare, le nostre societ\u00e0 liberali e industriali<\/em>. Tuttavia, Shellenberger non collega l&#8217;ambientalismo apocalittico con i movimenti anticapitalisti e antilluministi, e pensa che esso non prevarr\u00e0 perch\u00e9 la grande maggioranza della gente desidera prosperit\u00e0 e rispetto della natura e non natura senza prosperit\u00e0.<\/p>\n<p>Shellenberger con questo libro ha reso un buon servizio esponendo le esagerazioni, le omissioni e le distorsioni che guidano la narrazione apocalittica, riaffermando l\u2019importanza della scienza basata sull\u2019evidenza dei dati sperimentali e di un\u2019etica umanista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=54126\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" 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