{"id":57989,"date":"2023-03-23T13:49:48","date_gmt":"2023-03-23T13:49:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=57989"},"modified":"2023-03-23T13:49:48","modified_gmt":"2023-03-23T13:49:48","slug":"siccita-nel-nord-italia-la-cosiddetta-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=57989","title":{"rendered":"Siccit\u00e0 nel Nord Italia e la cosiddetta &#8220;crisi climatica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il nord Italia, e in particolare il nord-ovest, per tutto lo scorso anno (anno idrologico 2021-22) ha sofferto la siccit\u00e0 e questo \u00e8 un dato indiscutibile e preoccupante. La speranza che da ottobre 2022 (anno idrologico 2022-23) le falde potessero ricaricarsi \u00e8 andata in gran parte delusa, almeno fino ad ora, e ci si attende un nuovo periodo di crisi idrica. Questo aspetto \u00e8 testimoniato verso il grande pubblico anche da numerosi articoli su giornali e riviste di vario genere. Alcuni esempi sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/carlino20323.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/greenpeace22.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/lescienze5-22.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/fanpage.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/rainews0323.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/today.it-3-23.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>La crisi idrica che stiamo vivendo \u00e8 lunga, finora, un anno e mezzo o due: una durata di questo genere autorizza a parlare di cambiamento climatico (o un altro qualsiasi modo con cui si identifica oggi il riscaldamento globale), come \u00e8 possibile leggere in tutti (meno uno) gli esempi sopra indicati? Se il clima, come da definizione WMO, \u00e8 la media della meteorologia su trenta anni, perch\u00e9 due anni di eventi inconsueti fanno &#8220;ululare&#8221; al clima? Un esempio di questo ululare che definirei &#8220;a vanvera&#8221;, cio\u00e8 senza nessuna base sensata di dati misurati, \u00e8 il lavoro di Freund et al., 2023 che, perfino nel titolo, cita un &#8220;unusual recent hydroclimate&#8221; del tutto inventato o almeno pari ad altre situazioni del passato e quindi tutt&#8217;altro che inusuale. Infatti nella figura principale dell&#8217;articolo, che qui riprendo solo nella sua parte superiore si osserva all&#8217;estrema destra un abbassamento (una siccit\u00e0) che, giudicando dal filtro passa-basso (linea nera) usato dagli autori, non si osserva in tutto il resto dell&#8217;ampio intervallo temporale di oltre quattro secoli. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che, se si guardano i valori non filtrati, si vedono numerose situazioni uguali o peggiori di quella degli ultimi anni della serie indicati dagli autori come inusuali; in parole semplici, questi ultimi anni non sono affatto inusuali, anzi sono piuttosto comuni e penso che si possa dire che sono del tutto nella norma.<\/p>\n<figure id=\"attachment_57990\" aria-describedby=\"caption-attachment-57990\" style=\"width: 699px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57990\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig1.png\" alt=\"\" width=\"699\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig1.png 699w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig1-300x153.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 699px) 100vw, 699px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57990\" class=\"wp-caption-text\">Fig.1: Sequenza dell&#8217;indice SPEI (Standardised Precipitation-Evapotranspiration Index) dal 1600 al 2018 in cui, all&#8217;estrema destra, appare nella linea nera del filtro passa-basso usato, una diminuzione non visibile in precedenza. A questa diminuzione si fa riferimento nel titolo e nel testo quando si parla di &#8220;unusual&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Allora, la forte diminuzione indicata \u00e8 solo un effetto &#8220;al bordo&#8221; del filtro o meglio di tutti i filtri che, non potendo appoggiarsi ai dati quando calcolano la parte iniziale o finale di una serie, sono costretti a inventarsi i dati che sono loro necessari. Lo stesso effetto si pu\u00f2 osservare nella parte iniziale.<br \/>\nUna critica puntuale al lavoro di Freund e collaboratori \u00e8 stata fatta sul\u00a0<a href=\"https:\/\/judithcurry.com\/2023\/02\/21\/do-european-tree-ring-analyses-indicate-unusual-recent-hydroclimate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito di Judith Curry<\/a> da Frank Bosse e Nic Lewis che, fra le altre cose, calcolano il filtro passa-basso supponendo di avere gli stessi dati di Freund, ma solo fino al 1949: il risultato \u00e8 nella figura successiva in cui, abbastanza comicamente, si mette in evidenza come nella parte finale della stessa serie, troncata al 1949, il filtro generi una &#8220;situazione inusuale&#8221;, dello stesso tipo di quella osservata in figura 1 e anche sottolineata nel titolo del lavoro.<br \/>\nHo usato il termine &#8220;comico&#8221; ma in realt\u00e0 \u00e8\u00a0<u>tragico<\/u>\u00a0che gli autori (ben 6) non abbiano tenuto conto degli effetti al bordo del filtro (non \u00e8 un aspetto che si possa far finta di non sapere) e che, soprattutto, i referee abbiano permesso che un simile errore venisse pubblicato. E poi si dice che ci sono i\u00a0<i>complottisti<\/i>; ma casi simili portano naturalmente a qualche ipotesi di complotto o connivenza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_57991\" aria-describedby=\"caption-attachment-57991\" style=\"width: 682px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57991\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig2.png\" alt=\"\" width=\"682\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig2.png 682w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig2-300x104.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57991\" class=\"wp-caption-text\">Fig.2: Come la serie filtrata di figura 1 ma ipotizzando di avere dati solo fino al 1949. Si osservi come, sulla destra, si possa parlare di &#8220;unusual hydroclimate&#8221; esattamente come nella parte finale della serie completa al 2018 mostrata in figura 1.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Comunque, a parte quest&#8217;ultimo discorso, la situazione climatica \u00e8 che nell&#8217;indice SPEI relativo all&#8217;Europa, non c&#8217;\u00e8 nulla che appaia al di fuori della norma e che non si sia verificato in tempi passati, cio\u00e8 nulla che faccia pensare ad un cambiamento climatico e meno che mai a una crisi climatica.<\/p>\n<p>Una conferma di quanto i dati del lavoro di Freund et al mostrano si ha nel lavoro di Vicente-Serrano et al, 2020 che parla di variabilit\u00e0 e trend a lungo termine della siccit\u00e0 nell&#8217;Europa occidentale tra il 1851 e il 2018. La loro figura 8 mostra lo SPI (Standardized Precipitation Index) raggruppato sia su 3 che su 12 mesi e calcolato per situazioni di siccit\u00e0 &#8220;dolce&#8221;, &#8220;moderata&#8221; e &#8220;forte&#8221; (identificate da diverse sfumature di colore).<\/p>\n<figure id=\"attachment_57992\" aria-describedby=\"caption-attachment-57992\" style=\"width: 888px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57992\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig3.png\" alt=\"\" width=\"888\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig3.png 888w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig3-300x148.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig3-768x380.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 888px) 100vw, 888px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57992\" class=\"wp-caption-text\">Fig.3: Serie combinate dello SPI su 3 e 12 mesi e per siccit\u00e0 dolce, moderata, forte. Non si osserva alcuna crescita; semmai una leggera diminuzione rispetto agli anni &#8217;50, probabilmente non significativa.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si vede chiaramente che non c&#8217;\u00e8 alcuna deriva crescente nella serie; anzi, senza voler calcare la mano su un aspetto probabilmente non significativo, si intravede una leggera diminuzione rispetto ai valori massimi, osservati attorno agli anni cinquanta del secolo scorso.<\/p>\n<p><b>\u03b4<sup>18<\/sup>O dagli alberi<\/b><br \/>\nIl rapporto isotopico dell&#8217;Ossigeno \u03b4<sup>18<\/sup>O derivato dalla cellulosa negli anelli di accrescimento degli alberi \u00e8 stato costruito per un intervallo di 400 anni (1600-2003 CE) tramite 24 cronologie europee nel progetto ISONET e i dati sono disponibili al sito https:\/\/datapub.gfz-potsdam.de\/download\/10.5880.GFZ.4.3.2023.001sdfsd\/<br \/>\nIl \u03b4<sup>18<\/sup>O (qui user\u00f2 anche la notazione d18O) \u00e8 un indicatore (inverso) della temperatura estiva. Mi \u00e8 sembrato utile unire agli indici di piovosit\u00e0 precedenti anche un&#8217;informazione sulla temperatura che mostro nelle due figure successive per le dieci stazioni pi\u00f9 estese temporalmente di ISONET, elencate nella tabella 1.<\/p>\n<table border=\"1\">\n<caption><span style=\"font-family: Tahoma;\"><b>Table 1:<\/b>\u00a0Properties of the 10 sites used here. All them have the maximum range in the series, say ~1600-2004 CE. d18O.txt &amp; d18O2.txt are the files containing the numerical values.<\/span><\/caption>\n<tbody>\n<tr>\n<th>Site<\/th>\n<th>Country<\/th>\n<th>Code<\/th>\n<th>Column<\/th>\n<th>Color<\/th>\n<th>Elev.<br \/>\nm asl<\/th>\n<th>Range<br \/>\nyear<\/th>\n<\/tr>\n<tr bgcolor=\"dddddd\">\n<td><b>d18O<\/b><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cazorla<\/td>\n<td>Spain<\/td>\n<td>CAZ<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>Black<\/td>\n<td>1820<\/td>\n<td>1600-2002<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Col du Zad<\/td>\n<td>Morocco<\/td>\n<td>COL<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>Green<\/td>\n<td>2200<\/td>\n<td>1600-2000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fontainebleau<\/td>\n<td>France<\/td>\n<td>FON<\/td>\n<td>7<\/td>\n<td>Orange<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0100<\/td>\n<td>1600-2000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Gutuli<\/td>\n<td>Norway<\/td>\n<td>GUT<\/td>\n<td>8<\/td>\n<td>Blue<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0800<\/td>\n<td>1600-2003<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sivakkuvaara<\/td>\n<td>Finland<\/td>\n<td>ILO<\/td>\n<td>9<\/td>\n<td>Red<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0200<\/td>\n<td>1600-2002<\/td>\n<\/tr>\n<tr bgcolor=\"dddddd\">\n<td><b>d18O-d18O2<\/b><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Inari<\/td>\n<td>Finland<\/td>\n<td>INA<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td>Black<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0150<\/td>\n<td>1600-2002<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pinar de Lillo<\/td>\n<td>Spain<\/td>\n<td>LIL<\/td>\n<td>13<\/td>\n<td>Orange<\/td>\n<td>1600<\/td>\n<td>1600-2002<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Monte Pollino<\/td>\n<td>Italy<\/td>\n<td>SER<\/td>\n<td>21<\/td>\n<td>Green<\/td>\n<td>1900<\/td>\n<td>1604-2003<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Suwalki<\/td>\n<td>Poland<\/td>\n<td>SUW<\/td>\n<td>22<\/td>\n<td>Blue<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0160<\/td>\n<td>1600-2004<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Woburn<\/td>\n<td>U.K.<\/td>\n<td>WOB<\/td>\n<td>26<\/td>\n<td>Red<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a010<\/td>\n<td>1604-2003<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In queste due figure si osserva una scala di temperatura media che dipende, anche se non esattamente, dall&#8217;altezza del sito e, dal 1850 a fine serie, un trend della temperatura (che ufficialmente dipende dalla concentrazione di CO2, distribuita uniformemente su tutto il globo) molto variegato: da una diminuzione nel sito a 2200 m ad un aumento nel sito a 1800 m; da una costanza per il sito a 100 m ad una crescita per quello a 200 m.<\/p>\n<figure id=\"attachment_57993\" aria-describedby=\"caption-attachment-57993\" style=\"width: 1416px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57993\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig4.png\" alt=\"\" width=\"1416\" height=\"1988\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig4.png 1416w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig4-214x300.png 214w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig4-729x1024.png 729w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig4-768x1078.png 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig4-1094x1536.png 1094w\" sizes=\"auto, (max-width: 1416px) 100vw, 1416px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57993\" class=\"wp-caption-text\">Fig.4: \u03b418O del primo gruppo di cinque stazioni e suo spettro Lomb. Nel quadro superiore sono riportati anche l&#8217;associazione colore-nome del sito e la sua altezza in metri slm. Le linee, di colore contrastante con quello delle serie, sono i fit lineari dei dati dal 1850 a fine serie: si notano pendenze (variazioni di temperatura) diverse, non legate all&#8217;altezza del sito.<\/figcaption><\/figure>\n<p>La stessa situazione si osserva anche nel secondo gruppo: la temperatura resta piatta nel sito a 1900 m ma cresce in quello a 10 m e a 150 m; resta costante nel sito a 1600 m e decresce in quello a 160 m.<\/p>\n<figure id=\"attachment_57994\" aria-describedby=\"caption-attachment-57994\" style=\"width: 1420px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57994\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig5.png\" alt=\"\" width=\"1420\" height=\"1996\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig5.png 1420w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig5-213x300.png 213w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig5-728x1024.png 728w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig5-768x1080.png 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatti_Siccita_fig5-1093x1536.png 1093w\" sizes=\"auto, (max-width: 1420px) 100vw, 1420px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57994\" class=\"wp-caption-text\">Fig.5: Il d18O per il secondo gruppo di stazioni ISONET. Valgono qui le stesse considerazioni espresse per la figura 4.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli spettri nelle due figure mostrano una sostanziale difformit\u00e0, con qualche accenno di similitudine ad esempio tra INA e SER. Credo che in pratica rispecchino la diversit\u00e0 delle situazioni locali con, forse, alcuni riferimenti ad ENSO (periodi tra 2 e 7-10 anni) che in queste figure si leggono male.<\/p>\n<p><b>Conclusioni<\/b><br \/>\nDa questa carrellata sulla situazione idrica europea si trae l&#8217;idea che complessivamente il clima non stia mostrando niente di anormale, solo le sue abituali fluttuazioni che non permettono in alcun modo di gridare alla catastrofe imminente solo basandosi su due (o magari tre) anni di effettiva crisi idrica, nel nord Italia ma non solo; buona parte dell&#8217;Europa soffre di questa situazione. Qualcosa per\u00f2 sta cambiando: dopo oltre due anni di La Nina adesso gli indici che descrivono ENSO sono passati in una situazione di neutralit\u00e0 (valori tra -0.5 e 0) che rapidamente si sta (sembra si stia) portando (valori tra 0 e +0.5) verso un nuovo El Nino. Per l&#8217;Italia del nord possiamo solo sperare &#8230; e la CO2 conta davvero molto poco, ammesso e non concesso che conti qualcosa di significativo.<\/p>\n<p><b>Bibliografia<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>Vicente-Serrano, S.M., Dom\u00ednguez-Castro, F., Murphy, C., Hannaford, J., Reig, F., Pe\u00f1a-Angulo, D., Tramblay, Y.5, Trigo, R.M., MacDonald, N., Luna, M.Y., McCarthy, M., Van der Schrier, G., Turco, M., Camuffo, D., Noguera, I., Garc\u00eda Herrera, R., Becherini, F., della Valle, A., Tomas-Burguera, M., El Kenawy:\u00a0<i>Long-term variability and trends in meteorological droughts in Western Europe (1851-2018)<\/i>,\u00a0<b>Int. J. Clim.<\/b>, 2020.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1002\/joc.6719\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1002\/joc.6719<\/a><\/li>\n<li>Mandy B. Freund, Gerhard Helle, Daniel F. Balting, Natasha Ballis, Gerhard H. Schleser &amp; Ulrich Cubasch:\u00a0<i>European tree-ring isotopes indicate unusual recent hydroclimate\u00a0<\/i>,\u00a0<b>Nature Communications earth &amp; Environment<\/b>,\u00a0<u>4:26<\/u>, 2023.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s43247-022-00648-7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s43247-022-00648-7<\/a>.<br \/>\n<table border=\"1\">\n<tbody>\n<tr bgcolor=\"#99ff99\">\n<td>Tutti i dati e i grafici sono disponibi nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp15\/pp15home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito di supporto<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>NB: il post \u00e8 uscito in origine sul <a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/zaf\/ZafPage.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito dell&#8217;autore<\/a><\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=57989\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = 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