{"id":58013,"date":"2023-03-31T11:08:34","date_gmt":"2023-03-31T11:08:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=58013"},"modified":"2023-03-31T11:08:34","modified_gmt":"2023-03-31T11:08:34","slug":"la-data-di-fioritura-del-ciliegio-kyoto-giappone-tra-l800-il-2015-ce-la-temperatura-primaverile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=58013","title":{"rendered":"La data di fioritura del ciliegio a Kyoto (Giappone) tra l&#8217;800 e il 2015 CE e la temperatura primaverile"},"content":{"rendered":"<p>La data di piena fioritura (cfd o cherry flowering date) del ciliegio (<i>Prunus jamasakura<\/i>) registrata in Giappone fin da poco dopo il 700, periodo che corrisponde al nostro Alto Medioevo e parzialmente al periodo carolingio, fornisce una solida indicazione della temperatura primaverile in quell&#8217;area geografica sotto forma di anticipi (temperatura pi\u00f9 alta) e ritardi (temperatura pi\u00f9 bassa) rispetto ad una data media.<\/p>\n<p>Sono venuto a conoscenza della serie temporale di cfd a Kyoto da un lavoro del 2008 di Y. Aono e K. Kazui che pubblicano la figura successiva (loro figura 2) con la data di fioritura del ciliegio, registrata a Kyoto dall&#8217;800 al 2005 CE.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58018\" aria-describedby=\"caption-attachment-58018\" style=\"width: 987px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58018\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig1.png\" alt=\"\" width=\"987\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig1.png 987w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig1-300x145.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig1-768x370.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58018\" class=\"wp-caption-text\">Fig.1: Figura 2 di Aono e Kazui (2008) dove sono riportate in forma di giorno dell&#8217;anno (day of year o DOY) le date di fioritura da poco dopo l&#8217;800 CE. Questa \u00e8 la figura che ho digitalizzato.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come \u00e8 normale in questi casi, le date pi\u00f9 antiche sono dedotte dalle cronache e dai diari personali, pazientemente analizzati.<br \/>\nAl momento della lettura dell&#8217;articolo, non avevo trovato indicazioni sul reperimento dei dati numerici della serie di figura 1 per cui avevo deciso di digitalizzare le tre fasce 800-1200; 1200-1600 e 1600 2005 ottenendo questa serie nella quale si osserva abbastanza facilmente un progressivo anticipo della fioritura a partire dal 1800 circa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58017\" aria-describedby=\"caption-attachment-58017\" style=\"width: 1326px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58017\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig2.png\" alt=\"\" width=\"1326\" height=\"709\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig2.png 1326w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig2-300x160.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig2-1024x548.png 1024w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig2-768x411.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1326px) 100vw, 1326px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58017\" class=\"wp-caption-text\">Fig.2: Serie della data di fioritura del ciliegio a Kyoto ottenuta dalla digitalizzazione della figura 1.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/post\/pp16\/cfs.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">serie divisa in tre fasce<\/a>\u00a0come nel lavoro originale (cio\u00e8 nella figura 1) si vede che l&#8217;anticipo medio al 2005 \u00e8 di circa 8 giorni rispetto alla data media (linea rossa tratteggiata) ma si vede anche che il fit parabolico (linea continua rossa) identifica un massimo nel 1800 e quindi un progressivo ritardo almeno dal 1600, ma probabilmente da prima (diciamo durante la Piccola Era Glaciale o PEG, ~1350-1850 o anche prima a giudicare dal\u00a0<i>colpo d&#8217;occhio<\/i>\u00a0dato dalla figura 2 e dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/post\/pp16\/cf-fit.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fit lineare<\/a>\u00a0tra 800 e 1850, quando non sono conosciute particolari variazioni della concentrazione di CO2 (si parla di 280 ppm nel &#8220;periodo preindustriale&#8221;, un valore costante fino a prova contraria).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td bgcolor=\"salmon\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><span style=\"font-family: tahoma;\">Allora, il ritardo presente durante la PEG NON dipende dalla CO2 (rimasta costante) mentre l&#8217;anticipo successivo alla fine della PEG dipende esclusivamente dalla CO2? A me sembra una teoria un po&#8217; bizzarra &#8230; anche se un recente lavoro di Christidis, Aono e Stott (2022) vuole dimostrare l&#8217;influenza umana proprio nel riscaldamento dal 1850 usando 14 modelli CMIP6\u00a0<b>(*)<\/b>:\u00a0<i>We find a significant anthropogenic shift in the mean flowering season of over a week, about half of which is due to urban warming.<\/i>\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Tahoma;\">Quindi un ritardo significativo di pi\u00f9 di una settimana della quale circa met\u00e0 dovuta al &#8220;riscaldamento urbano&#8221;, cio\u00e8 all&#8217;isola di calore (non alla CO2), con ci\u00f2 rafforzando la dicotomia sull&#8217;influenza della CO2\u00a0<i>&#8220;prima e dopo il 1850&#8221;<\/i>\u00a0evidenziata sopra.<\/span><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Solo successivamente ho scoperto che la serie completa, integrata con alcune (poche: 23 tra il 1180 e il 2007 CE) date di fioritura del glicine giapponese (Wisteria floribunda), ed estesa fino al 2015, era disponibile al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ncei.noaa.gov\/access\/paleo-search\/study\/26430\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito NOAA Paleo<\/a>\u00a0e quindi si imponeva un confronto fra la digitalizzazione e i dati originali, confronto visibile nella prossima figura e tutto sommato, soddisfacente:<\/p>\n<figure id=\"attachment_58016\" aria-describedby=\"caption-attachment-58016\" style=\"width: 1334px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58016\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig3.png\" alt=\"\" width=\"1334\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig3.png 1334w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig3-300x162.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig3-1024x553.png 1024w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig3-768x415.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1334px) 100vw, 1334px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58016\" class=\"wp-caption-text\">Fig.3: Serie della data di fioritura del ciliegio a Kyoto. In nero i dati reali e in giallo quelli digitalizzati. Nella parte finale non ci sono i dati digitalizzati che terminano nel 2005 mentre quelli reali terminano nel 2015. Nella parte iniziale si osservano diversi dati non presenti nella serie disponibile in Aono e Kazui (2008).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche lo spettro delle due serie conferma la correttezza complessiva della digitalizzazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58015\" aria-describedby=\"caption-attachment-58015\" style=\"width: 1380px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58015\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig4.png\" alt=\"\" width=\"1380\" height=\"728\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig4.png 1380w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig4-300x158.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig4-1024x540.png 1024w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig4-768x405.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1380px) 100vw, 1380px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58015\" class=\"wp-caption-text\">Fig.4: Spettro Lomb della serie digitalizzata e di quella reale (qui chiamata &#8220;new&#8221;). Tutti i massimi spettrali (tranne uno di periodo circa 160 anni) sono presenti in entrambi gli spettri, a volte spostati di una piccola quantit\u00e0. Notare la scala logaritmica dell&#8217;asse x. Qui lo <a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/post\/pp16\/cf-lomb10.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">zoom dei periodi fino a 10 anni<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si osserva solo un massimo attorno a 160 anni presente nella serie reale e non presente in quella digitalizzata; di tutti gli altri, comuni, alcuni massimi sono spostati leggermente. Il confronto autorizza a considerare ugualmente validi i risultati ottenuti dall&#8217;una o dall&#8217;altra serie.<br \/>\nTramite l&#8217;applicazione inversa di un metodo detto DTS (numero di giorni trasformato in temperatura) Aono e Saito (2009) determinano la temperatura di marzo, aiutati tra l&#8217;890 e il 940 CE dalla data di fioritura del glicine che ha permesso di evitare una discontinuit\u00e0 presente in quel periodo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58014\" aria-describedby=\"caption-attachment-58014\" style=\"width: 1360px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58014\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig5.png\" alt=\"\" width=\"1360\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig5.png 1360w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig5-300x159.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig5-1024x542.png 1024w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Zavatt_Ciliegio_fig5-768x407.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1360px) 100vw, 1360px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58014\" class=\"wp-caption-text\">Fig.5: Temperatura del mese di marzo derivata da Aono e Kazui (2008). Nella parte finale viene riportata anche la temperatura osservata, dal 1850 (in rosso).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Mentre il confronto con i dati osservati nel periodo post-industriale appare buono e, scrivono gli autori, la temperatura ricostruita per altri periodi \u00e8 largamente consistente con quanto trovato da autori diversi, noto che qui il periodo caldo medievale (MWP, 950-1250 CE) tende verso una temperatura in discesa quando studi relativi ad altre zone del continente asiatico propendono verso un periodo caldo-umido. E&#8217; difficile assumere analogie per zone distanti e per un periodo i cui dati sono incerti; gli stessi autori mettono in guardia sui valori iniziali della serie che sembrano essere troppo alti.<br \/>\nSi fa notare una mancanza di dati tra il 1040 e il 1080 CE (e questo fatto non semplifica l&#8217;analisi sul MWP appena fatta). Il &#8220;buco&#8221; non si \u00e8 potuto coprire n\u00e9 con il glicine n\u00e9 con la gardenia giapponese (Kerria japonica) la cui data di fioritura si \u00e8 dimostrata utile in altre situazioni in quanto funzionalmente legata a quella del ciliegio.<br \/>\nIl periodo della PEG (1350-1850) anche qui come in Europa, \u00e8 caratterizzato da una temperatura mediamente pi\u00f9 bassa ma con ampie oscillazioni e periodi di caldo paragonabili a quello attuale (ad esempio attorno al 1600 o tra il 1750 e il 1800 CE).<\/p>\n<p><b>Conclusioni<\/b><br \/>\nL&#8217;uso delle date di eventi particolari, come ad esempio la data di vendemmia, registrate nelle cronache, nei diari o nei documenti ufficiali permette la ricostruzione del clima in situazioni e aree geografiche altrimenti inaccessibili e secondo me dovrebbe essere incentivato, pur con tutti i suoi limiti.<br \/>\nQuesti dati, usati in Christidis et al. (2022) per dimostrare a posteriori un&#8217;ipotesi assunta a priori (influenza umana, cio\u00e8 CO2, preponderante sul clima) hanno mostrato di essere incompatibili con l&#8217;ipotesi in quanto hanno comportamento diverso rispetto alla concentrazione di CO2 prima e dopo l&#8217;inizio dell&#8217;era industriale. L&#8217;ipotesi viene ripresa dall&#8217;ufficio stampa del Met Office inglese, di cui due degli autori fanno parte, in <a href=\"https:\/\/www.metoffice.gov.uk\/about-us\/press-office\/news\/weather-and-climate\/2022\/kyoto-cherry-blossom-dates-shifted-by-human-influence\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questa pagina divulgativa<\/a>\u00a0che rispecchia in pieno quanto scrive Roger Pielke jr sull&#8217;<i>attribution research<\/i>.<\/p>\n<p><b>Bibliografia<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>Yasuyuki Aono and Keiko Kazui:\u00a0<i>Phenological data series of cherry tree flowering in Kyoto, Japan, and its application to reconstruction of springtime temperatures since the 9th century\u00a0<\/i>,\u00a0<b>International Journal of Climatology<\/b>,\u00a0<u>28<\/u>, 905-914, 2008.\u00a0<a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.1002\/joc.1594\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/dx.doi.org\/10.1002\/joc.1594<\/a>.<\/li>\n<li>Yasuyuki Aono, Shizuka Saito.\u00a0<i>Clarifying springtime temperature reconstructions of the medieval period by gap-filling the cherry blossom phenological data series at Kyoto, Japan<\/i>,\u00a0<b>International Journal of Biometeorology<\/b>,\u00a0<u>54(2)<\/u>, 211-219, 2009.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00484-009-0272-x\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00484-009-0272-x<\/a><\/li>\n<li>Christidis N., Aono Y. and Stott P.A.:\u00a0<i>Human influence increases the likelihood of extremely early cherry tree flowering in Kyoto\u00a0<\/i>,\u00a0<b>Enviromental Res. Lett.<\/b>,\u00a0<u>17<\/u>, 054051, 2022.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1088\/1748-9326\/ac6bb4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1088\/1748-9326\/ac6bb4<\/a>.<br \/>\n<hr align=\"left\" size=\"2\" width=\"50%\" \/>\n<p><b>(*)<\/b>\u00a0A chi volesse approfondire lo schema dell&#8217;attribuzione al riscaldamento globale di ogni evento che si presenta (<i>attribution research<\/i>), consiglio la lettura, sul sito di Roger Pielke jr. del post\u00a0<a href=\"https:\/\/rogerpielkejr.substack.com\/p\/how-to-be-a-smart-consumer-of-climatehttps:\/\/rogerpielkejr.substack.com\/p\/how-to-be-a-smart-consumer-of-climate\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">How to be a smart consumer of climate attribution claims<\/a><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"2\" width=\"50%\" \/>\n<table border=\"1\">\n<tbody>\n<tr bgcolor=\"#99ff99\">\n<td>Tutti i dati e i grafici sono disponibili nel <a href=\"http:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/pp16\/pp16home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito di supporto<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>NB: il post \u00e8 uscito in origine sul <a href=\"https:\/\/www.zafzaf.it\/zaf\/ZafPage.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito dell&#8217;autore<\/a>.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=58013\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=7.1.3\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single 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