{"id":58072,"date":"2023-04-20T14:02:09","date_gmt":"2023-04-20T14:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=58072"},"modified":"2023-04-20T14:02:09","modified_gmt":"2023-04-20T14:02:09","slug":"ottimo-esempio-di-distorta-interpretazione-dei-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=58072","title":{"rendered":"Un ottimo esempio di distorta interpretazione dei dati"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi i media nazionali (grandi quotidiani e TV) hanno dato spazio a questioni demografiche, riprendendo i contenuti di un report sul 2022, appena pubblicato dall\u2019Istat. In questa nota discuter\u00f2 di quanto detto a proposito della mortalit\u00e0, cercando di spiegare come il commento ai dati possa portare alla diffusione di idee per nulla confacenti alla realt\u00e0 dei numeri. Nel riquadro sottostante la pagina 4 del report.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-58073\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_testo.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_testo.jpg 600w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_testo-300x241.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Nel primo capoverso sono forniti i dati essenziali, ma non viene affatto chiarito al pubblico il loro significato. Quanto avvenuto infatti nel triennio 2020-2022 non ha paragoni col passato, al punto che si deve risalire all\u2019apocalisse della Spagnola del 1918, per trovare una crisi sanitaria maggiore di quella innescata dal Covid. Nella serie storica del numero dei decessi annui si pu\u00f2 osservare che nessuna delle grandi epidemie influenzali degli anni \u201950 e \u201960 ha prodotto un salto comparabile a quello determinato dal triennio in oggetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-58076\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig1.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig1.png 600w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig1-300x181.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-58075\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig2.png\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig2.png 570w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig2-300x181.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019andamento del tasso di mortalit\u00e0 (\u2030) mostra come si sia avuta una stabilizzazione per lungo tempo attorno a 9,6~9,7 cui \u00e8 seguita una crescita negli anni Duemila, presumibilmente dovuta all\u2019invecchiamento della popolazione. Comunque, il balzo recente appare chiaramente fuori scala rispetto alla variabilit\u00e0 osservata in tutto il periodo post 1950, per cui sarebbe veramente un serio problema se non si dovesse ritornare ai livelli osservati fino al 2019.<\/p>\n<p>Una situazione preoccupante, anche in rapporto ad altri paesi europei con i quali spesso si operano dei confronti. In effetti, se utilizziamo come valore normale la mediana 2016-2019, gli incrementi italiani dei decessi ammontano, rispettivamente per il 2020, 2021 e 2022, a 17,7\u00a0\u00a010,7 e 12,6%, mentre le corrispondenti percentuali risultano 5,3\u00a0\u00a09,4 e 13,7 per la Germania e 10,0\u00a0\u00a08,3 e 10,6 per la Francia. Ebbene, nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 spiegato ai lettori del report, mentre, gi\u00e0 col titolo del paragrafo (<em>Picco dei decessi nei mesi pi\u00f9 caldi e freddi<\/em>), \u00e8 palese l\u2019intenzione di portare la loro attenzione su altre questioni.<\/p>\n<p>Dal secondo capoverso, i nostri amici dell\u2019Istat iniziano in effetti ad affrontare argomenti di bioclimatologia, dimostrando di saperne poco o nulla e, al contempo, di essere animati da un adente desiderio di confermare certi dogmi inerenti alla \u201ccrisi climatica\u201d. La frase \u00ab<em>Il numero pi\u00f9 alto dei decessi si \u00e8 avuto in concomitanza dei mesi pi\u00f9 rigidi, gennaio e dicembre, e nei mesi pi\u00f9 caldi, luglio e agosto<\/em>\u00bb \u00e8 suggestiva, ma ha il difettuccio di essere erronea dal punto di vista demografico e da quello climatologico; si osservi in proposito la seguente tabella, nella quale le temperature derivano dal solito set (26 stazioni) che aggiorno progressivamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58074 alignleft\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig3.png\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig3.png 326w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pinna_mortalita_fig3-236x300.png 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 sufficiente leggere i numeri delle morti per constatare che febbraio e marzo hanno superato il dato di agosto. Se poi confrontiamo i singoli mesi \u2013 come sarebbe corretto fare \u2013 tenendo conto della loro differente durata, febbraio sale al terzo posto, quindi oltrepassando pure luglio; allo stesso modo, agosto \u00e8 cos\u00ec inferiore sia ad aprile che a novembre.<\/p>\n<p>Inserire poi dicembre fra \u201ci pi\u00f9 rigidi\u201d \u00e8: a)\u00a0<em>sbagliato<\/em>, come caratteristica del clima italiano (febbraio ha medie leggermente inferiori); b)\u00a0<em>ridicolo<\/em>, nello specifico del 2022. Questo \u00e8 risultato l\u2019anno pi\u00f9 caldo in assoluto per il nostro territorio; un risultato cui ha contribuito proprio il dato termico del mese di dicembre, il pi\u00f9 alto di tutta la sua serie storica.<\/p>\n<p>Al di fuori della fase-Covid, le oscillazioni della mortalit\u00e0 nel corso dell\u2019anno sono sempre dipese da tre fattori: 1) le epidemie influenzali (a seconda della loro aggressivit\u00e0 e della tempistica dell\u2019apice di diffusione); 2) il freddo nell\u2019inverno; 3) il caldo nella stagione estiva. Il picco di morti del dicembre 2022 (quasi 68 mila unit\u00e0) va ancora interpretato nelle sue cause, ma \u00e8 sicuro che il clima non possa aver giocato un ruolo particolare, vista la mitezza di questo mese.<\/p>\n<p>Impressionante \u00e8 il dato di luglio (oltre 65 mila), di gran lunga maggiore di qualunque altro valore di tutti i precedenti mesi estivi. Correlato senza dubbio alle forti ondate di calore registratesi, mi pare comunque eccessivamente alto per non essere anche legato ad aspetti ancora non troppo chiari del quadro sanitario e sociale, conseguente agli effetti di lungo periodo della pandemia.<\/p>\n<p>Tornando ai commenti del report Istat, si vede che nel quarto e nel quinto capoverso l\u2019analisi vorrebbe assumere un carattere diacronico, senza per\u00f2 che siano indicate le necessarie delimitazioni temporali; scaturisce perci\u00f2 la netta sensazione di essere in presenza di informazioni diffuse a uso e consumo di certi desiderata dei redattori, piuttosto che per reali finalit\u00e0 di corretta divulgazione. Infatti, quanto rilevato nel report per certe anomalie delle annate 2003, 2015, 2017 e 2022 lo si ritrova pi\u00f9 volte anche in periodi pregressi, ma la cosa \u00e8 allegramente ignorata nello scritto, cos\u00ec da far pensare al lettore che certi valori di tali annate siano senza precedenti.<\/p>\n<p>In conclusione del finora citato coacervo di errori e interpretazioni distorte, si arriva finalmente all\u2019anelato ossequio alle solite \u201cverit\u00e0\u201d mediatiche, con la frase: \u00ab<em>\u2026 quanto i cambiamenti climatici stiano assumendo rilevanza crescente anche sul piano della sopravvivenza \u2026<\/em>\u00bb. Frase davvero bella in termini di politicamente corretto, ma purtroppo corrispondente a\u00a0<strong>una totale invenzione<\/strong>, come inequivocabilmente dimostrabile da qualsiasi analisi seria dei dati demografici. Consiglio, ad esempio, di leggere l\u2019articolo di Zhao Q., et al., uscito nel 2021 sulla rivista Lancet Planet Health. Un lavoro consistente in un\u2019analisi a livello globale delle relazioni fra temperatura e mortalit\u00e0; analisi condotta mediante l\u2019applicazione di un appropriato modello ai dati giornalieri (nel ventennio 2000-2019) di 730 localit\u00e0, ricadenti in 43 diversi Paesi. Lo studio ha fatto emergere che le morti dovute alle basse temperature hanno superato di 9,4 volte quelle causate dalle temperature elevate\u00a0(in Europa tale rapporto \u00e8 risultato di 3,7 a 1). In base a questi risultati, gli Autori hanno stimato che il riscaldamento climatico negli anni Duemila \u2013 con conseguenti effetti sui decessi di miglioramento della situazione in inverno e contemporaneo peggioramento in estate \u2013 abbia portato complessivamente a una riduzione annua delle morti di circa 170 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p>Concludo questa nota con una ricorrente esortazione: passare un po\u2019 di tempo a studiare ci\u00f2 di cui si vuole discutere e sostituire la propaganda con veri argomenti scientifici.<\/p>\n<p>NB: il post \u00e8 uscito in origine sul <a href=\"https:\/\/sergiopinna-clima.jimdofree.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog dell&#8217;autore<\/a>.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=58072\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script 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