{"id":60207,"date":"2025-11-30T13:05:48","date_gmt":"2025-11-30T13:05:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=60207"},"modified":"2025-11-30T13:05:48","modified_gmt":"2025-11-30T13:05:48","slug":"ipotesi-invernali-con-la-ricerca-collegata-al-modello-ize","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=60207","title":{"rendered":"Ipotesi invernali con la ricerca collegata al modello IZE"},"content":{"rendered":"<p>Con piacere ho accettato l\u2019invito di Guido di dare un ulteriore contributo di conoscenza a chi legge gli articoli di questo portale verso il faticoso sforzo di poter anticipare in qualche modo le vicende meteorologiche invernali seguendo gli accadimenti autunnali. Attualmente, a parte il noto lavoro di Judah Cohen che tra l\u2019altro ha intrapreso un\u2019ulteriore altra via, in Italia ci sono tre soggetti che stanno lavorando in questa direzione. Uno fa capo allo studio denominato OPI del CSCT (<a href=\"http:\/\/www.csctmeteo.it\">www.csctmeteo.it<\/a>), di cui \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=60174\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui gi\u00e0 pubblicato un articolo<\/a>, un altro \u00e8 il lavoro facente capo allo studio denominato IZE il cui proprietario intellettuale \u00e8 chi vi scrive (Meteo Dolomiti) e ultimo, ma non ultimo, un lavoro in itinere (come sono tutti tra l\u2019altro) di Andrea Zamboni gi\u00e0 facente parte del gruppo OPI della prima ora dove qui: <a href=\"https:\/\/www.arasky.it\/Astronomy\/Reports\/1\">https:\/\/www.arasky.it\/Astronomy\/Reports\/1<\/a> potete trovare alcuni interessanti lavori di approfondimento.<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Come tutti ormai sanno, o almeno credo, i quattro attori di questa metodica hanno intuito che il carattere assunto dal vortice polare troposferico trova il suo imprinting nel periodo autunnale e nella fattispecie in un periodo particolare, ottobre, nel quale per un mix di ragioni (molte ancora poco chiare) inizia la formazione di quello che poi diventer\u00e0 il nuovo vortice polare nella stagione pi\u00f9 intrigante che molti aspettano, l\u2019inverno. Volendo parafrasare siamo tutti in attesa di sentire i sui primi vagiti per poi immaginare come diventer\u00e0 da grande. L&#8217;intuizione scontata ma non troppo dei soggetti di cui sopra si basa sul fatto che studiare il comportamento del vortice polare stratosferico nelle sue fasi iniziali pu\u00f2 essere (ma non sempre) un interessante tracciante per identificare le successive caratteristiche che assumer\u00e0 nella sua fase di maturit\u00e0 invernale.<\/p>\n<p>Detto questo non posso pronunciarmi su ci\u00f2 che non conosco e in particolare mi riferisco ai lavori di studio altrui per\u00f2 posso addentrarmi un pochino su ci\u00f2 che mi riguarda ovvero l\u2019IZE. Intanto, per quelli che non lo sanno, l&#8217;acronimo identifica un <strong>Indice di Zonalit\u00e0 Emisferica<\/strong>. Un primo problema di tipo macroscopico, quanto ovvio, sta nel fatto che la natura non ha un calendario con appiccicati dei post-it per ricordarsi che il primo di ottobre scatta l\u2019ora di accendere i motori al vortice polare ma bisogna sapere interpretare, tramite l\u2019osservazione, quando inizia questo momento che dunque pu\u00f2 fluttuare orizzontalmente lungo l\u2019asse del tempo anticipandolo o posticipandolo, motivo per il quale oggi l\u2019IZE osserva l\u2019intero trimestre da settembre a novembre con modalit\u00e0 di attenzione diverse da mese a mese. Ora non mi addentrer\u00f2, anche per ovvie ragioni, nella spiegazione tecnica di ci\u00f2 che sta dietro le quinte di questo indice che tra l\u2019altro ad ogni versione e\/o revisione ha visto parecchie modifiche tanto che ora il suo nome forse non gli rende pi\u00f9 tanto merito. Concludo questa ormai lunga introduzione (ma doverosa altrimenti il lettore non pu\u00f2 intuire fino in fondo il livello sperimentale che ritengo abbia ancora questa ricerca rischiando di farsi idee sbagliate o costruendo aspettative troppo elevate) dicendo che a mio modestissimo parere questo tentativo di modellazione, anche se costellato da numerose versioni e revisioni (ormai l\u2019IZE ne conta 7) non verr\u00e0 mai compiutamente alla luce se non si comprenderanno appieno le singole cause e relative interazioni che imprimono una caratteristica \u201cgenetica\u201d specifica al costituendo vortice polare stratosferico. Piccole variazioni producono, successivamente, grandi effetti.<\/p>\n<p><strong>Analisi dei dati e prognosi invernale<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-60209\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1468\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-1024x587.jpg 1024w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-768x440.jpg 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-1536x881.jpg 1536w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_Attivita-onda-tutte-le-zone-2048x1174.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p>Detto questo in <strong>figura 1<\/strong> \u00e8 possibile notare l\u2019output grafico dell\u2019elaborazione numerica del modello IZE rappresentante l\u2019attivit\u00e0 d\u2019onda. La curva in colore nero evidenzia la media risultante di tutte le zone appartenenti geograficamente alle onde 1, 2 e 3 ed anche la loro versione spostata con relativi e conseguenti treni d\u2019onda. Le curve colorate in tratteggio rappresentano appunto le singole onde in ogni posizione geografica analizzata e tutte comprese tra le latitudini 60\u00b0N e 90\u00b0N. Questa scelta \u00e8 dovuta al fatto che la mia intenzione \u00e8 indagare esclusivamente sulle onde capaci di agire nel cuore del vortice polare troposferico nella stagione invernale oggetto di prognosi. Al di sotto di questa fascia latitudinale la presenza anticiclonica \u00e8 pi\u00f9 che naturale e ai fini dello studio introdurrebbe solo ulteriori segnali di rumore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-60208\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1810\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-1536x1086.jpg 1536w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/02_Pannello-2048x1448.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p>Il <strong>pannello 2<\/strong> raccoglie i grafici per singole zone geografiche contrassegnati dalle lettere A, B e C corrispondenti alle zone attenzionate in fase di prognosi (Pacifico, Atlantico e asiatico) sia per quanto concerne la variabile IZE, ovvero lo stretto indice di zonalit\u00e0, che per l\u2019attivit\u00e0 d\u2019onda. Il riquadro D esprime graficamente gli indici IZE e l\u2019attivit\u00e0 d\u2019onda normalizzati per tutte le zone. Ovviamente tutto, semmai ce ne fosse stato il bisogno, riferito alla entrante stagione invernale 2025-2026.<\/p>\n<p>Dall\u2019elaborazione si nota come l\u2019attivit\u00e0 d\u2019onda per l\u2019intera stagione (vedi grafico D) \u00e8 attesa molto attiva e saldamente presente in zona artica. Le fasi di minima attivit\u00e0 sono quelle nelle quali i valori rientrano nella media climatologica del periodo e si capisce quindi che \u00e8 lecito aspettarsi una stagione diversa rispetto le precedenti. Sempre dallo stesso grafico si evidenzia, per\u00f2, come la componente zonale del vento alle alte latitudini sia piuttosto marcata per poi da gennaio prossimo scendere vistosamente. Per la valutazione di questo interessante aspetto dedicher\u00f2 alcune righe pi\u00f9 avanti in conclusione.<\/p>\n<p>A prima vista potremmo dire che la previsione per la prima fase invernale possa essere contraddistinta s\u00ec da una attivit\u00e0 d\u2019onda importante ma costantemente messa sotto pressione da un regime zonale piuttosto vivace riducendosi a pochi o scarsi effetti. Per\u00f2 se guardiamo al pannello 2 notiamo che per quanto riguarda il flusso zonale l\u2019areale che pi\u00f9 influenza il dato medio atteso \u00e8 la zona asiatica, grafico C. La zona pacifica, grafico A, alterna nella prima parte stagionale fasi zonali intense a frenate per poi calare bruscamente nella seconda parte. L\u2019area atlantica, grafico B, \u00e8 contraddistinta da velocit\u00e0 zonali alle alte altitudini quasi sempre piuttosto deboli con qualche sporadico tentativo di ripresa che \u00e8 possibile collocare tra la prima decade di novembre e la met\u00e0 dello stesso mese (gi\u00e0 sperimentato) e tra la seconda parte della prima decade di dicembre e la met\u00e0 dello stesso mese. Sembra fare eccezione un piccolo picco collocabile all\u2019intorno della terza decade di febbraio ma comunque molto prossimo ai valori medi per il periodo e quindi non eclatante. Per l\u2019attivit\u00e0 d\u2019onda la zona pacifica segnala un\u2019alta attivit\u00e0 dalla prima decade di dicembre, con valori a salire, per trovare la sua massima espressione tra la met\u00e0 e la fine del mese per poi gradualmente calare pur mantenendosi alta fino a fine gennaio per giungere solo ad inizio marzo con attivit\u00e0 prevista sotto media. L\u2019areale atlantico, invece, sembra contraddistinto da una continuit\u00e0 di anomalia positiva di geopotenziale ad alta latitudine per l\u2019intera stagione il che fa supporre che anche nei periodi di rinforzo del getto, che tra l\u2019altro abbiamo gi\u00e0 osservato essere mai troppo oltre la media climatologica, la linea delle tempeste &#8211; o <em>stormtrack<\/em> -conservi sempre una traiettoria bassa o medio-bassa di latitudine. In pratica lunghe fasi anticicloniche nel Mediterraneo sembrano poco probabili.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Detto questo come possiamo tradurre il tutto in una previsione o meglio una linea di tendenza?<\/p>\n<p>I dati ottenuti inducono a pensare che la prossima stagione invernale sia caratterizzata da una notevole variabilit\u00e0. La costante presenza di attivit\u00e0 d\u2019onda alle alte latitudini determiner\u00e0 un abbassamento del flusso zonale atlantico con frequenti ingressi perturbati. L\u2019elevata zonalit\u00e0 alle alte latitudini asiatiche mi induce a ritenere che nella zona artico-siberiana si sviluppi un\u2019anomalia positiva di geopotenziale che potrebbe a tratti saldarsi con le anomalie positive sul settore scandinavo e comunque attivamente responsabili a veicolare masse d\u2019aria continentali in moto retrogrado. Questa dinamica potrebbe trovare le sue maggiori probabilit\u00e0 di sviluppo tra la fine del corrente anno e l\u2019inizio del prossimo, o gi\u00f9 di l\u00ec, quando dal grafico B si notano anche valori bassissimi, quasi da record, di flusso zonale alle alte latitudini. Tali configurazioni lasciano sempre il Mediterraneo centro-occidentale esposto a ciclogenesi quale sede di contatto tra le masse d\u2019aria fredde continentali e quelle pi\u00f9 miti atlantiche in ingresso a bassa latitudine.<\/p>\n<p>Nella seconda parte dell&#8217;inverno i massimi segnali dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019onda si riscontrano migrare tra la zona canadese orientale e la Groenlandia. Per l\u2019Europa centro-meridionale la situazione non sembra cambiare molto sotto il profilo della grande variabilit\u00e0 atmosferica che per\u00f2 potrebbe essere maggiormente contraddistinta da un pi\u00f9 attivo ingresso basso atlantico della <em>stormtrack<\/em> dopo una fase meridiana. Ora \u00e8 il momento, come scritto un po\u2019 di righe fa, di avviare una riflessione circa la componente zonale, grafico D, che dalla met\u00e0 circa di gennaio \u00e8 prevista calare se non precipitare vistosamente. Questo aspetto mi induce a pensare che tra la terza decade di dicembre e la prima decade di gennaio possa svilupparsi uno <em>strawarming<\/em> importante (tipo, modalit\u00e0 ecc. andranno viste semmai al momento; non siamo in possesso di sfere di cristallo da interrogare) che giustificherebbe anche il graduale spostamento retrogrado del segnale positivo di geopotenziale dalla zona scandinava verso la Groenlandia e il Canada orientale.<\/p>\n<p>Dunque in definitiva per\u00a0 l\u2019Italia (dato medio) possiamo immaginare la prossima stagione invernale piuttosto dinamica con pluviometria nella norma o anche un po\u2019 eccedente la stessa. Le temperature potrebbero risultare tra la media e un po\u2019 sotto media al Nord mentre in media o leggermente sopra al meridione. Dunque quest\u2019anno ci sono interessanti possibilit\u00e0 di un buon innevamento naturale sulle Dolomiti che potr\u00e0 favorire panorami da favola e un aiuto concreto a chi sta organizzando le prossime olimpiadi invernali di Milano-Cortina, vista la penuria di neve naturale avuta nelle due\/tre passate stagioni.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=60207\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button 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