{"id":6978,"date":"2010-01-25T09:00:05","date_gmt":"2010-01-25T07:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=6978"},"modified":"2010-01-25T09:00:05","modified_gmt":"2010-01-25T07:00:05","slug":"piu-uragani-si-no-forse-boh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=6978","title":{"rendered":"Pi\u00c3\u00b9 Uragani? S\u00c3\u00ac, no, forse&#8230;Boh."},"content":{"rendered":"<p>Che browser usate per viaggiare sulla rete? Siete magari un po&#8217; pigri e vi piace essere coccolati dalle mille opzioni di Internet Explorer o magari preferite qualcosa di pi\u00c3\u00b9 spartano ma anche pi\u00c3\u00b9 originale e sicuro? Anche in questo campo ci sono diverse linee di pensiero, ma \u00c3\u00a8 opinione diffusa che il software della Microsoft possa mettere seriamente a repentaglio le informazioni che custodite gelosamente nel vostro pc. Personalmente ho scarsissima conoscenza al riguardo e quindi non so dire cosa sia meglio fare. Ricordo per\u00c3\u00b2 di aver letto tempo fa una cosa che mi parve sensata. I problemi di sicurezza del browser della Microsoft discendono dalla sua enorme diffusione, perch\u00c3\u00a8 questa ha fatto s\u00c3\u00ac che su di esso si siano concentrate le &#8220;attenzioni&#8221; di tutti i buontemponi della rete. Se altri software altrettanto validi fossero stati cos\u00c3\u00ac diffusi, avrebbero incontrato le stesse difficolt\u00c3\u00a0. Penso sia ragionevole, ma, ripeto, non posso esserne sicuro.<\/p>\n<p>Questa problematica ha delle interessanti analogie con le questioni che affrontiamo quotidianamente su queste pagine. Qual&#8217;\u00c3\u00a8 la pubblicazione di riferimento che negli ultimi anni ha dominato la scena del dibattito in materia di clima? Non ci sono dubbi, la palma va al 4\u00c2\u00b0 Rapporto dell&#8217;IPCC, l&#8217;organizzazione premiata addirittura con il nobel per la pace proprio dopo la pubblicazione di questo lavoro. Logico dunque che su di esso si sia concentrata l&#8217;attenzione di tutti quanti hanno necessit\u00c3\u00a0 di essere informati su questi temi. Date le dimensioni dell&#8217;allarme lanciato proprio da questo rapporto, tale massimo livello di attenzione ha segnato l&#8217;inizio dei problemi circa la solidit\u00c3\u00a0 scientifica di quanto pubblicato. Per la verit\u00c3\u00a0 gi\u00c3\u00a0 le precedenti edizioni avevano dovuto fronteggiare parecchie critiche, rivelatesi poi pi\u00c3\u00b9 che fondate, ad esempio in merito alla ricostruzione delle temperature dell&#8217;ultimo millennio basata su un lavoro successivamente rigettato dalla comunit\u00c3\u00a0 scientifica, ma questo non ha impedito che attorno alle determinazioni dell&#8217;IPCC si generasse un movimento di isteria climatica che con la scienza e la ricerca non dovrebbe proprio aver nulla a che fare.<\/p>\n<p>Eppure, sia nel corpo del rapporto, quanto nei sunti destinati ai decisori politici e nelle dichiarazioni dei suoi massimi rappresentanti, lo stesso panel si \u00c3\u00a8 reso spesso protagonista di eccessi di catastrofismo del tutto privi di fondamento scientifico. Purtroppo gli esempi sono davvero numerosi e riguardano aspetti tutt&#8217;altro che marginali, anzi, una volta messi in evidenza minano profondamente l&#8217;attendibilit\u00c3\u00a0 di molta parte delle informazioni diffuse sin qui.<\/p>\n<p>Su queste pagine abbiamo parlato recentemente della gaffe che ha riguardato la previsione di scioglimento dei ghiacciai dell&#8217;Himalaya, una faccenda che quando ha iniziato a prender corpo \u00c3\u00a8 stata liquidata troppo in fretta dal presidente del panel, che boll\u00c3\u00b2 come <em>Voodoo Science<\/em> -leggi stregoneria- le critiche mosse dai detrattori delle posizioni del panel. Ora \u00c3\u00a8 arrivata la smentita ufficiale, che promette un&#8217;analisi pi\u00c3\u00b9 coerente basata su fonti pi\u00c3\u00b9 attendibili. Evidentemente la stregoneria \u00c3\u00a8 stata messa da parte.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00c3\u00a8 stata la faccenda delle risorse idriche mondiali. Pubblicare soltanto i numeri che indicano quanti milioni di persone potrebbero essere a rischio di approvvigionamento idrico in ragione del cambiamento climatico, omettendo quante invece cesserebbero di dover combattere questi problemi in ragione degli stessi cambiamenti, non so quanto possa essere indice di disattenzione e quanto piuttosto sia dovuto alla volont\u00c3\u00a0 di trasmettere un messaggio univoco, pratica questa che si allontana tantissimo dagli scopi di approfondimento scientifico e divulgazione che dovrebbero animare le attivit\u00c3\u00a0 del panel stesso.<\/p>\n<p>Appena ieri \u00c3\u00a8 stata messa in luce un&#8217;altra significativa disattenzione. Questa volta tocca ad una questione ancora pi\u00c3\u00b9 delicata, la presunta accentuazione dei fenomeni estremi. Questo problema \u00c3\u00a8 decisamente centrale, perch\u00c3\u00a8 se tutte le proiezioni diffuse sin qui riguardo a sconvolgimenti epocali, per quanto allarmistiche e catastrofiche possano essere sono riferite ad eventi abbastanza difficili da comprendere e contestualizzare quali l&#8217;innalzamento del livello dei mari, la desertificazione, l&#8217;aumento stesso delle temperature non pi\u00c3\u00b9 solo in veste di causa scatenante, ma anche come elemento che renderebbe invivibili alcune zone del nostro pianeta, sono comunque percepibili solo con finzioni grafiche ed effetti speciali cinematografici, l&#8217;aumento di intensit\u00c3\u00a0 ed occorrenza degli eventi estremi \u00c3\u00a8 qualcosa che potrebbe toccarci da vicino sin da subito, nelle nostre case e nei nostri affetti. Di fatto si tratta del link attraverso il quale il terrore del clima che cambia si attualizza e si rende immediatamente percepibile.<\/p>\n<p>Peccato che non sia vero. Lo dimostra la scienza e lo dimostrano i fatti. Dal punto di vista strettamente empirico, la stessa teoria dell&#8217;AGW nega la possibilit\u00c3\u00a0 che i fenomeni estremi possano aumentare, dato che in una presunta irrefrenabile tendenza delle temperature ad aumentare, queste aumenterebbero di pi\u00c3\u00b9 alle alte latitudini che non a quelle equatoriali. Questo ridurrebbe il differenziale di temperatura lungo la longitudine, di fatto sottraendo carburante a questi eventi. Ma \u00c3\u00a8 giusto entrare nel merito e procedere con un&#8217;analisi di quanto accade o \u00c3\u00a8 accaduto nel recente passato, evitando di lasciare campo libero a sonore baggianate come quelle pronunciate nella clima-fiction di Al Gore, dove l&#8217;uragano Katrina \u00c3\u00a8 stato chiaramente portato ad esempio spaventevole del clima e del tempo meteorologico che ci aspettano. Lo ha fatto l&#8217;IPCC? S\u00c3\u00ac, sia nel 3\u00c2\u00b0 che nel 4\u00c2\u00b0 ed ultimo dei suoi rapporti. Come? Citando come fonti nel primo caso un lavoro pubblicato su Munich Re e nel secondo caso un lavoro di Robert Muir-Wood del 2006, entrambi non sottoposti a revisione paritaria. Ma c&#8217;\u00c3\u00a8 di pi\u00c3\u00b9, se nel 3\u00c2\u00b0 rapporto la possibilit\u00c3\u00a0 che l&#8217;impatto degli eventi estremi potesse essere correlato al cambiamento climatico \u00c3\u00a8 stata espressa con molta cautela, pur alimentando lo stesso delle roboanti dichiarazioni dell&#8217;allora presidente del panel, nell&#8217;ultimo la ricerca di riferimento si guarda bene dal centrare questa correlazione, individuando un lievissimo trend di aumento degli eventi estremi \u00c2\u00a0nel periodo 1970-2005, ma non trovandone alcuno nel periodo 1950-2005. Infatti, una volta sottratte le mutate condizioni a contorno, quali ad esempio l&#8217;urbanizzazione delle coste per gli uragani, una volta aggiustato l&#8217;ammontare dei costi dei danni con le oscillazioni dell&#8217;economia e una volta eliminati dalle serie storiche gli anni 2004 e 2005, eccezionalmente anomali quanto a incidenza di uragani, il segnale di correlazione \u00c3\u00a8 praticamente irriconoscibile. Del resto anche altri autorevoli esperti quali ad esempio Roger Pielke Jr (che non \u00c3\u00a8 uno scettico oltretutto) e con lavori peer reviewed, hanno prodotto le prove che ad oggi non c&#8217;\u00c3\u00a8 nessuna possibilit\u00c3\u00a0 di mettere in correlazione il cambiamento climatico con la frequenza di occorrenza e l&#8217;intensit\u00c3\u00a0 degli eventi estremi.<\/p>\n<p>E l&#8217;IPCC cosa ha fatto?\u00c2\u00a0Ha preso il lavoro di Robert Muir-Wood ed ha citato soltanto quanto detto per il periodo 1970-2005, ignorando quanto indicato nel resto del lavoro e soprattutto ignorando la letteratura peer-reviewed che invece va in tutt&#8217;altra direzione. Le giustificazioni questa volta non arrivano dalla massima carica del panel, ma da uno dei suoi vice, co-chairman del Working Group II, proprio quello che studia l&#8217;eventuale impatto del cambiamento climatico: &#8220;Il lavoro del 2007 dovrebbe essere visto come una fotografia di ci\u00c3\u00b2 che era noto allora. la scienza progredisce. Se qualcosa si rivela inesatta, possiamo sistemarla al prossimo giro&#8221;.<\/p>\n<p>Nel frattempo per\u00c3\u00b2 abbiamo Ed Milliband, ministro dell&#8217;energia e del cambiamento climatico in Inghilterra che va in giro dicendo che le alluvioni nel suo paese e nel resto del mondo potrebbero essere collegate al riscaldamento globale, Barack Obama, presidente degli Stati Uniti ha ammonito lo scorso autunno che tempeste pi\u00c3\u00b9 violente ed alluvioni minacciano tutti i continenti, per non parlare delle catastrofiche profezie di Al Gore. Dove lo hanno letto? Chi lo ha suggerito? Che dite, al prossimo giro faranno delle dichiarazioni di smentita? Oppure abrogheranno qualche legge approvata nel frattempo per fronteggiare un pericolo tutto da dimostrare?<\/p>\n<p>E \u00c2\u00a0poi perch\u00c3\u00a8 si dovrebbe attendere il prossimo rapporto dell&#8217;IPCC? I grandi della Terra si sono a visti appena un mese fa a Copenhagen, quale occasione migliore per avvisare tutti in un colpo solo che la situazione non \u00c3\u00a8 cos\u00c3\u00ac tragica e che ci sono ancora parecchie cose da capire? Ogni volta che esce qualche nuovo lavoro nella direzione della catastrofe gli si fa fare il giro del mondo in un batter d&#8217;occhio, ora, per leggere queste novit\u00c3\u00a0 dovremo aspettare degli anni, perch\u00c3\u00a8, si sa, queste cose richiedono tempo!<\/p>\n<p>Tiriamo un po&#8217; le somme. Cosa \u00c3\u00a8 il cambiamento climatico generato dal riscaldamento globale? Aumento delle temperature: E&#8217; di questi giorni la notizia che l&#8217;attuale rete osservativa potrebbe avere seri problemi di rappresentativit\u00c3\u00a0. Scioglimento dei ghiacci marini e terrestri: L&#8217;Antartide cresce, L&#8217;artide \u00c3\u00a8 tornato a crescere (per quanto non si sa, ma questi sono i fatti) e i ghiacciai dell&#8217;Himalaya stanno meglio di quanto si pensava. Disponibilit\u00c3\u00a0 idrica: ci sar\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 gente che smetter\u00c3\u00a0 di avere problemi di quanta non comincer\u00c3\u00a0 ad averne. Eventi catastrofici: non c&#8217;\u00c3\u00a8 alcun legame dimostrato tra aumento delle temperature e la loro frequenza di occorrenza o intensit\u00c3\u00a0. Ho una voglia matta di leggere questo famoso prossimo giro!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">=======================<\/p>\n<p><strong>Post Scrittum: <\/strong>In una intervista al Mailonline il coordinatore del gruppo di lavoro dell&#8217;IPCC che a suo tempo inser\u00c3\u00ac nel report la fantomatica data del 2035 per la scomparsa dei ghiacciai dell&#8217;Himalaya, ammette che la notizia riguardava molte nazioni nella zona della catena montuosa e che se avessero potuto &#8220;metterla in risalto&#8221;, avrebbe contribuito a convincere i policy makers a intraprendere azioni concrete, nonostante, come egli stesso ricorda, sapessimo che si trattava di &#8220;gray literature&#8221;, ovvero non sottoposta a processo di revisione paritaria. Un problema tecnico? Non proprio, una mistificazione bella e buona, perch\u00c3\u00a8 se la revisione fosse avvenuta (e di commenti prima della pubblicazione ne hanno ricevuti ed ignorati parecchi), quella notizia non sarebbe mai apparsa, proprio perch\u00c3\u00a8 palesemente infondata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">=======================<\/p>\n<p><strong>Post Scrittum #2: I Want My Money Back! <\/strong>Altra interessante rivelazione. Appena una settimana fa, giusto prima che uscisse la dichiarazione congiunta del presidente dell&#8217;IPCC e dei suoi vice che chiedeva scusa per l&#8217;errore commesso sui ghiacciai dell&#8217;Himalaya e prometteva di porre rimedio, con ci\u00c3\u00b2 intendendo anche una pi\u00c3\u00b9 rigorosa applicazione del principio di revisione paritaria delle ricerche impiegate, la Carnegie Corporation ha effettuato una donazione di 310.000 sterline alla TERI, la fondazione di cui \u00c3\u00a8 presidente Rajendra Pachauri. Tra le motivazioni per la donazione compare proprio la problematica dei ghiacciai himalayani:<\/p>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 1744px; height: 1px;\">&#8220;The Himalaya glaciers, vital to more than a dozen major rivers that sustain hundreds of millions of people in South Asia, are melting and receding at a dangerous rate.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 1744px; height: 1px;\">&#8220;One authoritative study reported that most of the glaciers in the region &#8220;will vanish within forty years as a result of global warming, resulting in widespread water shortages,&#8221;<\/div>\n<blockquote><p><em>&#8220;The Himalaya glaciers, vital to more than a dozen major rivers that sustain hundreds of millions of people in South Asia, are melting and receding at a dangerous rate.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;One authoritative study reported that most of the glaciers in the region &#8220;will vanish within forty years as a result of global warming, resulting in widespread water shortages,&#8221;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In effetti di questa faccenda se ne parla gi\u00c3\u00a0 da prima del vertice di CO2penhagen, ma la dichiarazione ufficiale dell&#8217;IPCC \u00c3\u00a8 giunta solo all&#8217;indomani della donazione. Eh, si sa, anche per queste cose ci vuole tempo. Che dite, ora gli chiederanno i soldi indietro?<\/p>\n<p>Per informazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Leggi l&#8217;articolo del\u00c2\u00a0<a id=\"aptureLink_JVGCFvZ4YE\" href=\"http:\/\/www.timesonline.co.uk\/tol\/news\/environment\/article7000063.ece?token=null&amp;offset=0&amp;page=1\">Times on line<\/a> su questi argomenti;<\/li>\n<li>Leggi a critica di\u00c2\u00a0<a id=\"aptureLink_Z1ykFzn8kX\" href=\"http:\/\/rogerpielkejr.blogspot.com\/2009\/06\/systematic-misrepresentation-of-science.html\">Roger Pielke<\/a> Jr al modo con cui l&#8217;IPCC ha affrontato la tematica degli eventi estremi;<\/li>\n<li>Leggi il\u00c2\u00a0<a id=\"aptureLink_jQ3pH7IlHC\" href=\"http:\/\/www.ipcc.ch\/ipccreports\/tar\/wg2\/321.htm\">capitolo dell&#8217;AR4<\/a> dedicato all&#8217;impatto degli eventi estremi;<\/li>\n<li>Leggi l<a id=\"aptureLink_lemuqHhhE6\" href=\"http:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-1245636\/Glacier-scientists-says-knew-data-verified.html\">&#8216;intervista a Murari<\/a> Lal sul Mailonline;<\/li>\n<li>Leggi\u00c2\u00a0<a id=\"aptureLink_19qTXtvyDq\" href=\"http:\/\/www.timesonline.co.uk\/tol\/news\/environment\/article6999975.ece\">l&#8217;articolo sul Timesonline<\/a> che riporta l&#8217;informazione;<\/li>\n<li>Leggi il\u00c2\u00a0<a id=\"aptureLink_s1YO2zLqGW\" href=\"http:\/\/www.teriin.org\/index.php?option=com_pressrelease&amp;task=details&amp;sid=171\">comunicato stampa<\/a> con cui TERI ha riconosciuto la donazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>NB: Grazie a\u00c2\u00a0<a id=\"aptureLink_jEqt0DSU5J\" href=\"http:\/\/iltafanoclimatico.wordpress.com\/\">Maurizio Morabito<\/a> per la segnalazione.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=6978\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img 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