{"id":8106,"date":"2010-03-08T09:00:06","date_gmt":"2010-03-08T07:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=8106"},"modified":"2012-08-07T11:48:56","modified_gmt":"2012-08-07T11:48:56","slug":"che-caos-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=8106","title":{"rendered":"Che caos!"},"content":{"rendered":"<p>Grafici come il seguente sono giustamente popolari perch\u00e9, con grande semplicit\u00e0 ed in modo comprensibile a tutti, non solo identificano nell&#8217;aumento della produzione di CO<sub>2<\/sub> da parte dell&#8217;uomo (linea tratteggiata e scala a sinistra espressa in Gt)<a href=\"#footnote_0_8106\" id=\"identifier_0_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Marland, G., T.A. Boden, and R.J. Andres. 2008. Global, Regional, and National CO2 Emissions. In Trends: A Compendium of Data on Global Change. Carbon Dioxide Information Analysis Center, Oak Ridge National Laboratory, U.S. Department of Energy, Oak Ridge, Tenn., U.S.A. (http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html) \">1<\/a> la causa primaria dell&#8217;attuale fase di riscaldamento globale (linea continua e scala a destra in \u00b0C)<a href=\"#footnote_1_8106\" id=\"identifier_1_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Global Surface Temperature Anomalies, The Annual Global (land and ocean combined) Anomalies (degrees C) (http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html) \">2<\/a> ma, cosa pi\u00f9 importante, suggeriscono anche una soluzione: diminuire proprio le nostre emissioni di CO<sub>2<\/sub>. Ovvio, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301303a0836f4c6c007f000000000001.c02_dt.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27119 aligncenter\" title=\"00000127301303a0836f4c6c007f000000000001.c02_dt\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301303a0836f4c6c007f000000000001.c02_dt.png\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"234\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 tanto pi\u00f9 meritorio se si pensa che questi grafici <em>rilevano<\/em> e <em>rivelano<\/em> una dipendenza diretta e forte tra due parametri di un sistema complesso come quello climatico che invece per <em>tutto<\/em> il resto ancora elude la nostra comprensione, visto che non sappiamo ancora quantificare le conseguenze dei tanti fenomeni che lo influenzano, sia endogeni (orogenesi ed inquinamento <em>nel suo complesso<\/em>, correnti marine ed atmosferiche,&#8230;) sia esogeni (variazioni dell&#8217;orbita terrestre e dell&#8217;eliosfera, cicli solari e raggi cosmici,&#8230;), n\u00e9 abbiamo capito perch\u00e9 attraversa ciclicamente ere glaciali seguite da altre calde n\u00e9 abbiamo una spiegazione per episodi anche molto vicini a noi come il <em>periodo caldo medioevale<\/em> (dal IX al XIV sec.)<a href=\"#footnote_2_8106\" id=\"identifier_2_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Periodo_caldo_medioevale\">3<\/a> o la successiva <em>piccola era glaciale<\/em> (XIV-XVIII sec.)<a href=\"#footnote_3_8106\" id=\"identifier_3_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piccola_era_glaciale\">4<\/a>. Non a caso quello climatico \u00e8 tra i tanti sistemi cosiddetti caotici<a href=\"#footnote_4_8106\" id=\"identifier_4_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_caos\">5<\/a> che ci circondano, cio\u00e9 che evolvono in modo imprevedibile anche se regolati da leggi fisiche ben note. Una pietra che rotola lungo un dirupo \u00e8 un primo esempio: rimbalzer\u00e0 qui o l\u00e0? Scender\u00e0 sola o provocher\u00e0 una frana? La risposta la conosceremo solo dopo, mai prima. Un altro sono i sistemi costituiti da fluidi il cui comportamento caotico \u00e8 inversamente proporzionale alla loro viscosit\u00c3\u00a0 (cio\u00e8 alla resistenza allo scorrimento ed al cambiamento di forma):<\/p>\n<figure style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/b\/b7\/Viscosity.gif\" alt=\"esempio di due liquidi viscosi\" width=\"280\" height=\"210\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Viscosity.gif<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un altro ancora sono i sistemi di tre (o pi\u00f9) corpi che interagiscono con la sola forza di gravit\u00e0<\/p>\n<figure style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/f\/f9\/N-body_problem_%283%29.gif\" alt=\"esempio del problema di 3 corpi\" width=\"280\" height=\"232\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:N-body_problem_(3).gif<\/figcaption><\/figure>\n<p>&#8230;sebbene le loro traiettorie siano pilotate da un&#8217;unica legge enunciata da Newton nel lontano 1687 (mM\/d<sup>2<\/sup>), queste divergono rapidamente e progressivamente dalla pi\u00f9 accurata delle nostre simulazioni<a href=\"#footnote_5_8106\" id=\"identifier_5_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Problema_dei_tre_corpi\">6<\/a>. Ciononostante riusciamo a lanciare sonde nello spazio che raggiungono o addirittura \u00e2\u20ac\u0153sfiorano\u00e2\u20ac\u009d elegantemente<a href=\"#footnote_6_8106\" id=\"identifier_6_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Effetto fionda http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fionda_gravitazionale\">7<\/a> lontanissimi bersagli mobili che dalla Terra sono dei puntini luccicanti indistinguibili da miliardi di altri. Come? Nel caso specifico approfittiamo della preponderanza del Sole che con la sua grande massa marginalizza, dal punto di vista gravitazionale, in quasi tutto il suo sistema planetario ogni altro astro<a href=\"#footnote_7_8106\" id=\"identifier_7_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Pi&ugrave; grandi della Terra ci sono solo Giove, Saturno, Nettuno ed Urano con una massa pari rispettivamente a 318, 95, 17 e 15 volte il nostro pianeta. Con Venere e Marte, immediatamente pi&ugrave; piccoli, gi&agrave; &nbsp;si scende a 0,81 e 0,11. Sono quindi tutti cos&igrave; piccoli rispetto al Sole (333400 volte la Terra) che una sonda ne sar&agrave; significativamente influenzata solo da molto vicino (astronomicamente parlando) \">8<\/a>:<\/p>\n<figure style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/f\/f9\/Sistema_solare_2006.png\" alt=\"dimensione non in scala del sistema solare\" width=\"560\" height=\"315\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Sistema_solare_2006.png<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questo ci mette in condizione di tracciare rotte sufficientemente precise da aggiustare strada facendo, utilizzando con parsimonia la scorta di carburate che stiviamo nelle sonde proprio per questo.<\/p>\n<p>Quando per\u00f2 un sistema caotico manca di un attore di &#8220;peso&#8221; come il Sole capace di imporre un suo ordine semplificandone l&#8217;analisi, allora le previsioni sono inattendibili anche a breve o brevissimo termine. E&#8217; il caso dell&#8217;atmosfera terrestre (l&#8217;aria \u00e8 un fluido veramente poco viscoso), come scopr\u00ec il meteorologo Edward Lorenz<a href=\"#footnote_8_8106\" id=\"identifier_8_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edward_Norton_Lorenz\">9<\/a> quando nel 1961 riprese una simulazione interrotta partendo da dati intermedi salvati in precedenza&#8230;<\/p>\n<figure style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/7\/77\/Nuages.gif\" alt=\"nuvole\" width=\"400\" height=\"265\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nuages.gif<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">Il risultato lo sorprese e dopo qualche prova trov\u00f2 che la strana piega presa dagli eventi era dovuta proprio all&#8217;arrotondamento di quei dati alla terza cifra decimale, com&#8217;\u00e8 prassi nella matematica applicata. A prima vista sembrava trascurabile (che potevano fare piccole differenze di temperatura, pressione o umidit\u00e0?), ma tanto bast\u00f2. Questa ipersensibilit\u00e0 alle condizioni iniziali (tipica dei sistemi caotici<a href=\"#footnote_9_8106\" id=\"identifier_9_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Alla pagina http:\/\/alecjacobson.com\/programs\/three-body-chaos\/&nbsp;&egrave; disponibile un programma che mostra cosa succede in un sistema gravitazionale con due stelle ed un satellite: con una semplice &ldquo;strisciata&rdquo; del mouse si inseriscono le condizioni iniziali per il satellite acquisite in 10 varianti quasi identiche; all&rsquo;inizio evolvono tutte all&rsquo;unisono, poi divergono inevitabilmente. E se questo accade per un sistema descritto con soli 8 parametri (le tre masse; la distanza del satellite dalle due stelle; velocit&agrave;, direzione e verso iniziali del satellite), &egrave; facile immaginare cosa accade in un modello meteo che prende in considerazione i tanti parametri registrati da decine di stazioni\">10<\/a>) \u00e8 stata poi resa dallo stesso Lorenz con un&#8217;immagine poetica: \u00abpu\u00f2 il batter d&#8217;ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?\u00bb<a href=\"#footnote_10_8106\" id=\"identifier_10_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Effetto_farfalla\">11<\/a>. Forse&#8230; comunque, poich\u00e9 le simulazioni meteo divergono progressivamente per piccolissimi scostamenti dei dati iniziali, l&#8217;affidabilit\u00e0 delle previsioni diminuisce di conseguenza, qualsiasi sia lo sforzo profuso<a href=\"#footnote_11_8106\" id=\"identifier_11_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Nella simulazione dell&rsquo;andamento di un sistema caotico (e non) c&rsquo;&egrave; molto di pi&ugrave; della difficolt&agrave; di determinare con precisione le condizioni iniziali perch&egrave;, anche se avessimo sensori perfettamente tarati, sufficientemente numerosi, ben posizionati e nessuna falla nella procedura di raccolta dati, rimarrebbero ancora le limitazioni insite nella tecnologia digitale utilizzata nei calcoli, la scelta di un &ldquo;passo di simulazione&rdquo;\u009d arbitrario e l&rsquo;adozione di drastiche semplificazioni per ottenere modelli matematici realmente utilizzabili:\n\nNel primo caso mi riferisco all&rsquo;incongruenza tra i numeri reali con cui &ldquo;lavora&rdquo; la natura e la loro rappresentazione informatica. Consideriamo, ad es. ci&ograve; che a scuola di solito si arrotonda a non pi&ugrave; di un paio di cifre decimali. Ebbene, i computer oggi nei loro calcoli si spingono &ldquo;appena&rdquo; un poco pi&ugrave; in l&agrave; &nbsp;(qualche cosa tipo 3,14159265358979) mentre la natura lo &ldquo;utilizza&rdquo;\u009d sempre con una precisione infinita (ben oltre le 100mila cifre che qualcuno si &egrave; preso la briga di calcolare per http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pi_greco_(prime_100_mila_cifre) ). Per apprezzare cosa ci&ograve; comporta, proviamo a calcolare la lunghezza di una circonferenza di raggio 1 per &nbsp;arrotondato a 2, 3, 4, 5, 6 e 7 cifre decimali e si ottiene 6.28, 6.282, 6.283, 6.28318, 6.283184, 6.2831852, 6.2831853 rispettivamente. Pi&ugrave; cifre decimali spostano solo il problema, senza risolverlo. Queste imprecisioni si accumulano ed amplificano calcolo dopo calcolo, distanziando progressivamente la simulazione dalla realt&agrave;.\nIl passo specifica, invece, la corrispondenza tra l&rsquo;unit&agrave; di tempo reale e simulata: per prevedere la posizione che occuper&agrave; una sonda spaziale tra un anno, si calcola l&rsquo;influenza esercitata dal Sole e da qualche altro astro vicino, si sommano a direzione e velocit&agrave; attuali e si stima la posizione che occuper&agrave; tra (ad es.) un mese; ripetendo poi la procedura altre undici volte si arriva al risultato cercato. Il mese &egrave; il passo di simulazione che solo aumentando i tempi di calcolo pu&ograve; essere abbassato ad una settimana, un giorno, un&rsquo;ora ma in pratica non si pu&ograve; scendere sotto una certa soglia altrimenti i tempi per ottenere il risultato cercato supererebbero quelli del processo modellato vanificando lo sforzo profuso per conseguirelo. E&rsquo; ovvio che qualsiasi passo superiore all&rsquo;istante implica un progressivo scostamento dalla realt&agrave;.\nCi sono, infine (e con questo termino) le semplificazioni adottate per modellare il sistema da simulare. Ad es. in meteorologia l&rsquo;area sotto indagine &egrave; suddivisa arbitrariamente in celle isolate che interagiscono tra loro solo al termine di ogni passo di simulazione (prima semplificazione); i modelli stessi sono definiti, visto la complessit&agrave; del sistema, adottando drastiche assunzioni per le grandezze pi&ugrave; ostiche (e siamo a due) come l&rsquo;umidit&agrave; che in ogni cella &egrave; considerata costante quando in realt&agrave; fluttua velocemente, con tutto ci&ograve; che ne consegue nell&rsquo;effettiva modellazione del trasferimento di energia da un&rsquo;area all&rsquo;altra all&rsquo;interno di una cella e tra una cella e l&rsquo;altra. Anche questo, passo dopo passo, condiziona negativamente il risultato.\n\n\">12<\/a>. E&#8217; per questa ragione che, ad es., si registrano continui miglioramenti nelle previsioni a breve per un sempre maggior numero di localit\u00e0 mentre nel medio-lungo termine poco si \u00e8 fatto perch\u00e9 poco si pu\u00f2 fare: per farsi un&#8217;idea del tempo a due, tre o pi\u00f9 settimane \u00e8 pi\u00f9 efficace ricorrere alle statistica sul periodo compilate in funzione delle osservazioni degli anni precedenti che ai risultati di modelli di simulazione meteo.<\/p>\n<h1><strong>Conclusioni<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: left;\">Ritornando a questo punto al grafico di partenza, dopo quanto detto si capisce che chi individua nella nostra produzione di CO<sub>2<\/sub> la causa del riscaldamento globale, gli attribuisce automaticamente lo stesso ruolo preponderante sostenuto dal Sole nel suo sistema planetario<a href=\"#footnote_12_8106\" id=\"identifier_12_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cosa che, preso alla lettera, avrebbe come ovvio corollario che senza il CO2 antropico il sistema climatico rimarrebbe indefinitamente in uno stato stabile&hellip;\">13<\/a>. Ma se \u00e8 facile convincersi di ci\u00f2 per la nostra stella rapportandone la massa a quella complessiva degli altri astri, pi\u00f9 problematico \u00e8 accettarlo anche per il nostro CO<sub>2<\/sub> che invece \u00e8 solo una frazione del gas che, ad es., ogni anno entra ed esce dall&#8217;atmosfera seguendo il suo ciclo naturale o che vi risiede stabilmente<a href=\"#footnote_13_8106\" id=\"identifier_13_8106\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Immagine di pubblico dominio ripresa da http:\/\/earthobservatory.nasa.gov\/Features\/CarbonCycle\/carbon_cycle4.php spiegata in http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_del_carbonio e http:\/\/ecosys.cfl.scf.rncan.gc.ca\/dynamique-dynamic\/carbone-carbon-eng.asp. Tra le altre rappresentazioni ci sono anche http:\/\/www.grida.no\/publications\/vg\/climate\/page\/3066.aspx, http:\/\/www.esrl.noaa.gov\/research\/themes\/carbon\/ e http:\/\/www.greenpeace.org\/international\/photosvideos\/photos\/carbon_cycle\">14<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Carbon_cycle.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-27127\" title=\"Carbon_cycle\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Carbon_cycle.jpg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Carbon_cycle.jpg 720w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Carbon_cycle-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Carbon_cycle-321x214.jpg 321w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Carbon_cycle-140x94.jpg 140w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">situazione che pu\u00f2 essere sintetizzata come:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-27120\" title=\"00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico.png\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico.png 612w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico-300x196.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico-207x136.png 207w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127301eb6d0173b9fc9007f000000000001.massaSolare_vs_Co2antropico-260x170.png 260w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Naturalmente per quanto stuzzicante questo raffronto non prova nulla. Insieme <a title=\"all'intervento precedente\" href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=7499\" target=\"_blank\">all&#8217;intervento precedente<\/a> (e senza entrare pi\u00f9 di tanto nel merito) \u00e8 per\u00f2 sufficiente per buttare pi\u00f9 di qualche ombra sulla pretesa correlazione tra CO<sub>2<\/sub> antropico e temperatura media globale suggerita dal grafico di partenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Alla prossima.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">===========================================================<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/00000127302ae9708298d2cb007f000000000001.domenico_mimmo_macrini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-27121\" title=\"00000127302ae9708298d2cb007f000000000001.domenico_mimmo_macrini\" 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Boden, and R.J. Andres. 2008. Global, Regional, and National CO<sub>2<\/sub> Emissions. In Trends: A Compendium of Data on Global Change. Carbon Dioxide Information Analysis Center, Oak Ridge National Laboratory, U.S. Department of Energy, Oak Ridge, Tenn., U.S.A. (<a title=\"http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html\" href=\"http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html\" target=\"_blank\">http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html<\/a>)  [<a href=\"#identifier_0_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_1_8106\" class=\"footnote\">Global Surface Temperature Anomalies, The Annual Global (land and ocean combined) Anomalies (degrees C) (<a title=\"http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html\" href=\"http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html<\/a>)  [<a href=\"#identifier_1_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_2_8106\" class=\"footnote\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Periodo_caldo_medioevale\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Periodo_caldo_medioevale<\/a> [<a href=\"#identifier_2_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_3_8106\" class=\"footnote\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piccola_era_glaciale\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piccola_era_glaciale<\/a> [<a href=\"#identifier_3_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_4_8106\" class=\"footnote\"><a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_caos\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_caos\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_del_caos<\/a> [<a href=\"#identifier_4_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_5_8106\" class=\"footnote\"><a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Problema_dei_tre_corpi\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Problema_dei_tre_corpi\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Problema_dei_tre_corpi<\/a> [<a href=\"#identifier_5_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_6_8106\" class=\"footnote\">Effetto fionda <a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fionda_gravitazionale\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fionda_gravitazionale\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fionda_gravitazionale<\/a> [<a href=\"#identifier_6_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_7_8106\" class=\"footnote\">Pi\u00f9 grandi della Terra ci sono solo Giove, Saturno, Nettuno ed Urano con una massa pari rispettivamente a 318, 95, 17 e 15 volte il nostro pianeta. Con Venere e Marte, immediatamente pi\u00f9 piccoli, gi\u00e0 \u00a0si scende a 0,81 e 0,11. Sono quindi tutti cos\u00ec piccoli rispetto al Sole (333400 volte la Terra) che una sonda ne sar\u00e0 significativamente influenzata solo da molto vicino (astronomicamente parlando)  [<a href=\"#identifier_7_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_8_8106\" class=\"footnote\"><a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edward_Norton_Lorenz\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edward_Norton_Lorenz\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edward_Norton_Lorenz<\/a> [<a href=\"#identifier_8_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_9_8106\" class=\"footnote\">Alla pagina <a title=\"http:\/\/alecjacobson.com\/programs\/three-body-chaos\/\" href=\"http:\/\/alecjacobson.com\/programs\/three-body-chaos\/\" target=\"_blank\">http:\/\/alecjacobson.com\/programs\/three-body-chaos\/<\/a>\u00a0\u00e8 disponibile un programma che mostra cosa succede in un sistema gravitazionale con due stelle ed un satellite: con una semplice &#8220;strisciata&#8221; del mouse si inseriscono le condizioni iniziali per il satellite acquisite in 10 varianti quasi identiche; all&#8217;inizio evolvono tutte all&#8217;unisono, poi divergono inevitabilmente. E se questo accade per un sistema descritto con soli 8 parametri (le tre masse; la distanza del satellite dalle due stelle; velocit\u00e0, direzione e verso iniziali del satellite), \u00e8 facile immaginare cosa accade in un modello meteo che prende in considerazione i tanti parametri registrati da decine di stazioni [<a href=\"#identifier_9_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_10_8106\" class=\"footnote\"><a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Effetto_farfalla\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Effetto_farfalla\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Effetto_farfalla<\/a> [<a href=\"#identifier_10_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_11_8106\" class=\"footnote\">Nella simulazione dell&#8217;andamento di un sistema caotico (e non) c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 della difficolt\u00e0 di determinare con precisione le condizioni iniziali perch\u00e8, anche se avessimo sensori perfettamente tarati, sufficientemente numerosi, ben posizionati e nessuna falla nella procedura di raccolta dati, rimarrebbero ancora le limitazioni insite nella tecnologia digitale utilizzata nei calcoli, la scelta di un &#8220;passo di simulazione&#8221;\u009d arbitrario e l&#8217;adozione di drastiche semplificazioni per ottenere modelli matematici realmente utilizzabili:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: left;\">Nel primo caso mi riferisco all&#8217;incongruenza tra i numeri reali con cui &#8220;lavora&#8221; la natura e la loro rappresentazione informatica. Consideriamo, ad es. ci\u00f2 che a scuola di solito si arrotonda a non pi\u00f9 di un paio di cifre decimali. Ebbene, i computer oggi nei loro calcoli si spingono &#8220;appena&#8221; un poco pi\u00f9 in l\u00e0 \u00a0(qualche cosa tipo 3,14159265358979) mentre la natura lo &#8220;utilizza&#8221;\u009d sempre con una precisione infinita (ben oltre le 100mila cifre che qualcuno si \u00e8 preso la briga di calcolare per <a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pi_greco_(prime_100_mila_cifre)\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pi_greco_(prime_100_mila_cifre)\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pi_greco_(prime_100_mila_cifre)<\/a> ). Per apprezzare cosa ci\u00f2 comporta, proviamo a calcolare la lunghezza di una circonferenza di raggio 1 per \u00a0arrotondato a 2, 3, 4, 5, 6 e 7 cifre decimali e si ottiene 6.28, 6.282, 6.283, 6.28318, 6.283184, 6.2831852, 6.2831853 rispettivamente. Pi\u00f9 cifre decimali spostano solo il problema, senza risolverlo. Queste imprecisioni si accumulano ed amplificano calcolo dopo calcolo, distanziando <em>progressivamente <\/em>la simulazione dalla realt\u00e0.<\/li>\n<li style=\"text-align: left;\">Il passo specifica, invece, la corrispondenza tra l&#8217;unit\u00e0 di tempo reale e simulata: per prevedere la posizione che occuper\u00e0 una sonda spaziale tra un anno, si calcola l&#8217;influenza esercitata dal Sole e da qualche altro astro vicino, si sommano a direzione e velocit\u00e0 attuali e si stima la posizione che occuper\u00e0 tra (ad es.) un mese; ripetendo poi la procedura altre undici volte si arriva al risultato cercato. Il mese \u00e8 il passo di simulazione che solo aumentando i tempi di calcolo pu\u00f2 essere abbassato ad una settimana, un giorno, un&#8217;ora ma in pratica non si pu\u00f2 scendere sotto una certa soglia altrimenti i tempi per ottenere il risultato cercato supererebbero quelli del processo modellato vanificando lo sforzo profuso per conseguirelo. E&#8217; ovvio che qualsiasi passo superiore all&#8217;istante implica un <em>progressivo <\/em>scostamento dalla realt\u00e0.<\/li>\n<li style=\"text-align: left;\">Ci sono, infine (e con questo termino) le semplificazioni adottate per modellare il sistema da simulare. Ad es. in meteorologia l&#8217;area sotto indagine \u00e8 suddivisa arbitrariamente in celle isolate che interagiscono tra loro solo al termine di ogni passo di simulazione (prima semplificazione); i modelli stessi sono definiti, visto la complessit\u00e0 del sistema, adottando drastiche assunzioni per le grandezze pi\u00f9 ostiche (e siamo a due) come l&#8217;umidit\u00e0 che in ogni cella \u00e8 considerata costante quando in realt\u00e0 fluttua velocemente, con tutto ci\u00f2 che ne consegue nell&#8217;effettiva modellazione del trasferimento di energia da un&#8217;area all&#8217;altra all&#8217;interno di una cella e tra una cella e l&#8217;altra. Anche questo, <em>passo dopo passo<\/em>, condiziona negativamente il risultato.<\/li>\n<\/ol>\n<p> [<a href=\"#identifier_11_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_12_8106\" class=\"footnote\">Cosa che, preso alla lettera, avrebbe come ovvio corollario che senza il CO<sub>2<\/sub> antropico il sistema climatico rimarrebbe indefinitamente in uno stato stabile&#8230; [<a href=\"#identifier_12_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_13_8106\" class=\"footnote\">Immagine di pubblico dominio ripresa da <a title=\"http:\/\/earthobservatory.nasa.gov\/Features\/CarbonCycle\/carbon_cycle4.php\" href=\"http:\/\/earthobservatory.nasa.gov\/Features\/CarbonCycle\/carbon_cycle4.php\" target=\"_blank\">http:\/\/earthobservatory.nasa.gov\/Features\/CarbonCycle\/carbon_cycle4.php<\/a> spiegata in <a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_del_carbonio\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_del_carbonio\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_del_carbonio<\/a> e <a title=\"http:\/\/ecosys.cfl.scf.rncan.gc.ca\/dynamique-dynamic\/carbone-carbon-eng.asp\" href=\"http:\/\/ecosys.cfl.scf.rncan.gc.ca\/dynamique-dynamic\/carbone-carbon-eng.asp\" target=\"_blank\">http:\/\/ecosys.cfl.scf.rncan.gc.ca\/dynamique-dynamic\/carbone-carbon-eng.asp<\/a>. Tra le altre rappresentazioni ci sono anche <a title=\"http:\/\/www.grida.no\/publications\/vg\/climate\/page\/3066.aspx\" href=\"http:\/\/www.grida.no\/publications\/vg\/climate\/page\/3066.aspx\" target=\"_blank\">http:\/\/www.grida.no\/publications\/vg\/climate\/page\/3066.aspx<\/a>, <a title=\"http:\/\/www.esrl.noaa.gov\/research\/themes\/carbon\/\" href=\"http:\/\/www.esrl.noaa.gov\/research\/themes\/carbon\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.esrl.noaa.gov\/research\/themes\/carbon\/<\/a> e <a title=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/international\/photosvideos\/photos\/carbon_cycle\" href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/international\/photosvideos\/photos\/carbon_cycle\" target=\"_blank\">http:\/\/www.greenpeace.org\/international\/photosvideos\/photos\/carbon_cycle<\/a> [<a href=\"#identifier_13_8106\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grafici come il seguente sono giustamente popolari perch\u00e9, con grande semplicit\u00e0 ed in modo comprensibile a tutti, non solo identificano nell&#8217;aumento della produzione di CO2&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=8106\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\">Che caos!<\/span><\/a><\/div>\n<script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a>","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3,4,6,247,124],"tags":[29,233,3579,274],"coauthors":[2681],"class_list":["post-8106","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale","category-climatologia","category-meteorologia","category-news","category-voce-dei-lettori","tag-co2","tag-edward-lorenz","tag-sole","tag-temperature","entry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8106"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8106\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27153,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8106\/revisions\/27153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8106"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=8106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}