{"id":9779,"date":"2010-04-28T08:00:30","date_gmt":"2010-04-28T06:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9779"},"modified":"2010-04-28T08:00:30","modified_gmt":"2010-04-28T06:00:30","slug":"alla-ricerca-del-calore-scomparso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9779","title":{"rendered":"Alla ricerca del calore scomparso"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; capitato gi\u00e0 \u00a0pi\u00f9 volte di accennare al fatto che parlare di riscaldamento globale in termini di aumento delle temperature medie superficiali e per questo utilizzare questo parametro virtuale per seguire le dinamiche del riscaldamento stesso sia fortemente limitativo. Quando si parla di GW, si parla di un&#8217;alterazione del bilancio radiativo, cio\u00e8 dello squilibrio tra l&#8217;energia immessa nel sistema dalla fonte primaria, il Sole, e quella restituita allo spazio, al netto delle dinamiche di redistribuzione del calore sul pianeta operate dall&#8217;atmosfera e dagli oceani.<\/p>\n<figure style=\"width: 520px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a id=\"aptureLink_WmlZkLacfl\" style=\"margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 0px; margin-left: auto; text-align: center; display: block; padding-top: 0px; padding-right: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 6px;\" href=\"http:\/\/apture.s3.amazonaws.com\/0000012836a9a1e8c9ad82c2007f000000000001.argo%20floats.gif\"><img decoding=\"async\" title=\"argo floats\" src=\"http:\/\/apture.s3.amazonaws.com\/0000012836a9a1e8c9ad82c2007f000000000001.argo%20floats.gif\" alt=\"\" width=\"520px\" height=\"240px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fonte Argo project<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gi\u00e0\u00a0<a id=\"aptureLink_wA7WY40Tsl\" href=\"http:\/\/pielkeclimatesci.wordpress.com\/2006\/08\/30\/mismatch-btween-models-and-observations\/\">nel 2006 Roger Pielke Sr<\/a>. faceva notare che la scarsa rappresentativit\u00e0 \u00a0delle temperature medie superficiali avrebbe potuto essere superata impiegando come tracciante delle modifiche dello stato termico del pianeta il contenuto di calore degli oceani, ponendo inoltre l&#8217;accento su una importante divergenza esistente tra quanto previsto dalle simulazioni climatiche e quanto osservato in termini di temperatura. Questa esortazione fu per\u00f2 quasi del tutto ignorata, nonostante gi\u00e0 \u00a0allora, ma ora con dati molto pi\u00f9 solidi, fosse evidente che alla luce dello stop subito dal trend del contenuto di calore degli oceani (nello strato tra la superficie e 2000m di profondit\u00e0, ovvero ove viene misurato dal\u00a0<a id=\"aptureLink_kffN1vGB7M\" href=\"http:\/\/www.argo.ucsd.edu\/\">progetto ARGO<\/a>), si perde di fatto traccia di circa la met\u00e0 \u00a0del calore in eccesso che dovrebbe risultare in ragione di quanto ne \u00e8 stato aggiunto al sistema negli ultimi cinquant&#8217;anni.<\/p>\n<p>Siamo giunti cos\u00ec, decisamente quasi per caso, alla famosa\u00a0<a id=\"aptureLink_kTMv5c66v3\" href=\"http:\/\/www.eastangliaemails.com\/emails.php?eid=1048&amp;filename=1255352257.txt\">frase di Kevin Trenberth<\/a> in una delle mail del climategate:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;The fact is that we can&#8217;t account for the lack of warming at the moment and it is a travesty that we can&#8217;t.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Il fatto \u00e8 che non possiamo spiegarci l&#8217;attuale assenza di riscaldamento, ed \u00e8 grottesco che non possiamo.&#8221;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em> <\/em>Una prima lettura di questa affermazione, il cui autore probabilmente vorrebbe non aver mai pronunciato, aveva fatto correre il pensiero, ovviamente, alla stasi cui sono state soggette le temperature medie superficiali negli ultimi anni, un periodo poi identificato da Phil Jones, altro protagonista del climategate, in un quindicennio. Ora per\u00f2, con la pubblicazione di\u00a0<a id=\"aptureLink_EPsksvpLG8\" href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/cgi\/content\/summary\/328\/5976\/316\">questo lavoro<\/a> a firma dello stesso Trenberth e di un suo collega, John Fasullo, gli \u00e8 stata concessa la possibilit\u00e0 \u00a0di spiegare cosa volesse intendere. E, parafrasando le sue stesse opinioni la faccenda \u00e8 ancora pi\u00f9 grottesca. Finch\u00e9 si parla di temperature, passi, ma il bilancio radiativo, l&#8217;allocazione del calore gestito dal sistema climatico \u00e8 una cosa molto pi\u00f9 seria, perch\u00e9, a differenza delle temperature, le misure non sono soggette a bias, e quello che non si trova, semplicemente non c&#8217;\u00e8, senza appello.<\/p>\n<p>Allora, dove diavolo \u00e8 il calore in eccesso? Leggiamo dall&#8217;articolo che una piccola parte potrebbe essere stata spesa nella prosecuzione del processo di scioglimento dei ghiacci artici per inerzia del sistema (un processo che in verit\u00e0 \u00a0negli ultimi anni \u00e8 parecchio meno evidente, anzi sembra mostrare segni di inversione), mentre il grosso, di cui si sono letteralmente perse le tracce, o \u00e8 tornato verso lo spazio, oppure, e questa \u00e8 la tesi maggiormente accreditata da Trenberth e Fasullo, potrebbe essersi accumulato nelle profondit\u00e0 \u00a0oceaniche, pronto ad essere nuovamente immesso nel sistema quando la lentezza dei cicli di ricambio delle acque lo dovesse consentire. Questa \u00e8 quella che in gergo tennnistico si potrebbe definire una wildcard. L\u00e0 \u00a0sotto, non c&#8217;\u00e8 nessuna possibilit\u00e0 \u00a0-almeno per ora- di fare delle verifiche, mentre se questo fosse vero, la minaccia del &#8220;ritorno del calore&#8221; (sembra il titolo di un film) \u00e8 quanto di meglio per tenere alto il livello di preoccupazione mediatica attorno al problema. E infatti i media ci si sono\u00a0<a id=\"aptureLink_3vVcemeP9T\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/scienze_e_tecnologie\/energia_e_ambiente\/10_aprile_16\/calore-mancante-oceani_92b9ee24-4994-11df-839c-00144f02aabe.shtml\">tuffati con grande entusiasmo<\/a>. Non importa che Trenberth abbia ammesso di non sapere, non importa che abbia detto che da quando si fanno delle misure reali e attendibili l&#8217;AGW sia sparito dagli oceani. Non importa che abbia detto, finalmente, che la misura della temperatura, cos\u00ec come \u00e8 fatta, potrebbe nascondere errori importanti. Quel che conta \u00e8 che abbia detto che il mostro un giorno torner\u00e0 \u00a0pi\u00f9 cattivo di prima a suonarcele di santa ragione.<\/p>\n<figure style=\"width: 520px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a id=\"aptureLink_Rz3KvzUo0T\" style=\"margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 0px; margin-left: auto; text-align: center; display: block; padding-top: 0px; padding-right: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 6px;\" href=\"http:\/\/apture.s3.amazonaws.com\/0000012836a797d19c33adf9007f000000000001.Ocean%20Heat%20Content.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"Ocean Heat Content\" src=\"http:\/\/apture.s3.amazonaws.com\/0000012836a797d19c33adf9007f000000000001.Ocean%20Heat%20Content.jpg\" alt=\"\" width=\"520px\" height=\"331px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fonte WUWT<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il punto \u00e8 che questa \u00e8 un&#8217;idea che scaturisce dal fatto che se con gli attuali sistemi di monitoraggio delle &#8220;riserve&#8221; di calore non si trova traccia di questa eccedenza n\u00e9 al top dell&#8217;atmosfera, n\u00e9 nei primi duemila metri di batimetrica degli oceani, n\u00e9 sulla superficie del globo, esso deve trovarsi per forza dove non siamo capaci di misurarlo. Bene, poniamo che sia cos\u00ec. Il calore nelle profondit\u00e0 \u00a0oceaniche non pu\u00f2 arrivarci con il teletrasporto, ci deve arrivare passando appunto per quello strato dove siamo certi che, negli ultimi cinque anni, la quantit\u00e0 \u00a0di calore piuttosto che aumentare \u00e8 stata stabile o addirittura \u00e8 diminuita. Per cui la tesi traballa non poco. Di questo troviamo conferma anche nello stesso articolo:<\/p>\n<blockquote><p><em>[&#8230;] Since 2004, ~3000 Argo floats have provided regular temperature soundings of the upper 2000 m of the ocean, giving new confidence in the ocean heat content assessment yet, ocean temperature measurements from 2004 to 2008 suggest a substantial slowing of the increase in global ocean heat content [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>[&#8230;] Dal 2004, 3000 boe Argo hanno fornito misure regolari dei primi 2000m dell&#8217;oceano, dando nuova attendibilit\u00e0 \u00a0alla determinazione del contenuto di vapore degli oceani- ebbene, le misure di temperatura dal 2004 al 2008 suggeriscono un sostanziale rallentamento dell&#8217;aumento del contenuto di calore negli oceani [&#8230;]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo pone un serio problema di attendibilit\u00e0 \u00a0per i modelli di simulazione climatica, che essendo basati sulle alterazioni del bilancio radiativo ed avendo perso traccia di questa quantit\u00e0 \u00a0di calore, mostrano una evidente e crescente divergenza con la realt\u00e0 \u00a0delle osservazioni. Ci\u00f2 significa che nel sistema deve per forza esserci qualche meccanismo ignoto alle dinamiche delle simulazioni, ma pi\u00f9 volte ipotizzato a livello teorico come ad esempio le variazioni della copertura nuvolosa, in grado di regolare il sistema e indirizzarlo verso un&#8217;evoluzione diversa da quella prevista, ovvero giocando un ruolo molto pi\u00f9 determinante di un eventuale forcing antropico, che risulterebbe quindi decisamente ridimensionato.<\/p>\n<p>Chiudo questa breve riflessione con una misurata ma eloquente affermazione dello steso Pielke Sr:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;The observed absence of heat accumulation (of Joules) in the upper ocean (and in the troposphere) for the last four years means that there has been NO global warming in these climate metrics during this time period. It is unknown whether this is a short term aberration but, regardless, it is clear that the IPCC models have failed to skillfully predict this absence of warming.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;L&#8217;osservata assenza di accumulo di calore (in Joules) nello strato superiore degli oceani (e nella troposfera) per gli ultimi quattro anni, significa che NON c&#8217;\u00e8 riscaldamento globale in queste misure durante questo periodo. Non si sa se questa sia una dinamica di breve periodo ma, indipendentemente da ci\u00f2, \u00e8 chiaro che i modelli dell&#8217;IPCC hanno fallito nel prevedere con esattezza questo mancato riscaldamento.&#8221;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Se non fosse chiaro, qui si sta parlando di misure, cio\u00e8 dell&#8217;oggi, cio\u00e8 della nostra capacit\u00e0 \u00a0di comprendere lo stato attuale del sistema. Come si possa pretendere di partire da questi presupposti per determinarne lo stato futuro \u00e8 un mistero pi\u00f9 fitto di quello del calore scomparso.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9779\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" 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