{"id":9867,"date":"2010-05-05T08:00:05","date_gmt":"2010-05-05T06:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9867"},"modified":"2012-08-07T11:52:32","modified_gmt":"2012-08-07T11:52:32","slug":"leffetto-coperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9867","title":{"rendered":"L&#8217;effetto coperta"},"content":{"rendered":"<p>Per parlare di qualche cosa \u00e8 necessario dargli un nome, se poi il nome \u00e8 quello giusto (cio\u00e8 rimanda in modo convincente ad un concetto o una nozione ben chiara e condivisa) allora si possono anche evitare tante spiegazioni&#8230; Si prenda, ad es., il nome <em>effetto serra<\/em> assegnato al fenomeno secondo cui il recente aumento delle emissioni antropiche di CO<sub>2<\/sub> (linea tratteggiata e scala a sinistra in Gt nel grafico seguente)<a href=\"#footnote_0_9867\" id=\"identifier_0_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Marland, G., T.A. Boden, and R.J. Andres. 2008. Global, Regional, and National CO2 Emissions. In Trends: A Compendium of Data on Global Change. Carbon Dioxide Information Analysis Center, Oak Ridge National Laboratory, U.S. Department of Energy, Oak Ridge, Tenn., U.S.A. (http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html) \">1<\/a> sarebbe all&#8217;origine del concomitante &#8220;tumultuoso&#8221; incremento della temperatura media globale al suolo (linea continua e scala a destra in \u00b0C)<a href=\"#footnote_1_9867\" id=\"identifier_1_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Global Surface Temperature Anomalies, The Annual Global (land and ocean combined) Anomalies (degrees C) (http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html) \">2<\/a>&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/000001284fe9d40b8b99fee2007f000000000001.01_co2_dt.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-27135\" title=\"000001284fe9d40b8b99fee2007f000000000001.01_co2_dt\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/000001284fe9d40b8b99fee2007f000000000001.01_co2_dt.png\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"234\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8230;in base a questa teoria l&#8217;aumento del CO<sub>2<\/sub> e di altri gas inquinanti nella troposfera (lo strato pi\u00f9 basso dell&#8217;atmosfera) ne accrescerebbe cos\u00ec tanto la naturale capacit\u00e0 di &#8220;intrappolare&#8221; il calore emesso dalla superficie terrestre riscaldata dal Sole da aumentare in modo spropositato la temperatura media globale, esattamente come avverrebbe in una serra inspessendone il rivestimento (da cui il nome). Non c&#8217;\u00e8 che dire, &#8220;effetto serra&#8221; \u00e8 proprio un bel nome, suona bene ed \u00e8 talmente evocativo e convincente da indurre tanti a crederci senza se e senza ma.<\/p>\n<p>Ma siamo proprio sicuri che il nome <em>effetto serra<\/em> sia quello giusto, cio\u00e8 che il funzionamento di una serra sia assimilabile a quello dell&#8217;atmosfera e che per quest&#8217;ultima l&#8217;inquinamento giochi il ruolo che \u00e8 del rivestimento trasparente nelle prime?<\/p>\n<h2>Le serre e l&#8217;effetto serra<\/h2>\n<p>Com&#8217;\u00e8 noto, le serre sono un locale delimitato da un rivestimento trasparente ove \u00e8 mantenuto artificialmente l&#8217;<em>habitat<\/em> ideale per coltivare fiori e piante anche in un ambiente &#8220;ostile&#8221; (troppo caldo, troppo freddo, troppo secco, troppo umido, troppo ventilato,&#8230;).<\/p>\n<figure style=\"width: 520px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Biosphere2_Inside_big.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/a\/a5\/Biosphere2_Inside_big.jpg\" alt=\"\" longdesc=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/a\/a5\/Biosphere2_Inside_big.jpg\" width=\"520\" height=\"380\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Biosphere2_Inside_big.jpg<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sperimentarne il funzionamento \u00e8 facile: basta mettersi dietro un balcone chiuso ed assolato, fingersi un peperone e riflettere su quanto ci accade. Ed ora proviamo a rispondere a qualche domanda facile facile&#8230;<\/p>\n<ol>\n<ol>\n<li><strong>Perch\u00e9 ci riscaldiamo?<\/strong> Forse per il vetro del balcone che &#8220;intrappola&#8221; dentro casa il caldo? Dovrebbe essere cos\u00ec se la teoria dell&#8217;effetto serra su esposta fosse corretta. Cambierebbe qualche cosa con infissi migliori, magari con dei doppi vetri? A meno che i nostri non siano proprio sgangherati, cambierebbe poco, molto poco: i doppi vetri e gli infissi in PVC sono pensati per eliminare gli <em>spifferi<\/em> trasformando le nostre case in tanti sottomarini, tant&#8217;\u00e8 che lo stesso tepore potremmo avvertirlo anche spalancando il nostro balcone in una giornata <em>senza vento<\/em> o, come sanno bene anche i ramarri, addirittura in un cantuccio all&#8217;aria aperta purch\u00e9 al <em>riparo dal vento<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<\/ol>\n<figure style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Lacerta_viridis04.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"   \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/d\/d4\/Lacerta_viridis04.jpg\" alt=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/d\/d4\/Lacerta_viridis04.jpg\" longdesc=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/d\/d4\/Lacerta_viridis04.jpg\" width=\"233\" height=\"334\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fonte Wikipedia commons<\/figcaption><\/figure>\n<ol>\n<li><strong>Quanto impiegheremmo per accorgerci dell&#8217;apertura della porta di casa o di una finestra anche in un&#8217;altra stanza?<\/strong> A meno che non si crei una <em>tromba d&#8217;aria<\/em> a me di solito serve un po&#8217; di tempo, ma a volte penso che alcuni miei conoscenti siano dei mutanti punti da un incrocio tra un anemometro ed un visore notturno, a giudicare dalla velocit\u00e0 con cui avvertono il bench\u00e9 minimo <em>spiffero<\/em>.<\/li>\n<li><strong>Cosa sentiremmo spostandoci un metro pi\u00f9 in l\u00e0 all&#8217;ombra quando siamo ben caldi ed anche un po&#8217; sudaticci?<\/strong> All&#8217;istante anch&#8217;io sentirei almeno un po&#8217; di refrigerio, indipendentemente dalla temperatura ambiente<a href=\"#footnote_2_9867\" id=\"identifier_2_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&Egrave; questo che rende utili gli ombrelloni sulle spiagge\">3<\/a>.<\/li>\n<li><strong>Come reagiremmo se qualcuno ci puntasse addosso un ventilatore che gira a manetta?<\/strong> I pi\u00f9 educati comincerebbero a starnutire dopo tre secondi, gli altri&#8230;<\/li>\n<li><strong>Cosa succederebbe se aprissimo una finestra per un salutare ricambio d&#8217;aria?<\/strong> La temperatura precipiterebbe repentinamente in tutta la casa.<\/li>\n<li><strong>Dove sistemeremmo un termometro per misurare la temperatura dentro casa?<\/strong> All&#8217;ombra, ovviamente.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8230;cose sicuramente banali ma interessanti, no? Cosa possiamo dedurre da queste poche &#8220;esperienze&#8221;? Tante cose tra cui:<\/p>\n<ol>\n<li>dentro (o fuori) una serra ci si riscalda al Sole e solo al Sole fintantoch\u00e9 l&#8217;aria rimane <em>immobile<\/em><a href=\"#footnote_3_9867\" id=\"identifier_3_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la verit&agrave; l&rsquo;aria in se &egrave; di impiccio ma questo non riguarda gli scopi dell&rsquo;articolo.\">4<\/a>;<\/li>\n<li>minimi <em>scambi d&#8217;aria<\/em> con l&#8217;ambiente esterno producono sensibili diminuzioni della temperatura;<\/li>\n<li>il rivestimento di una serra serve solo ad <em>isolarla<\/em> dall&#8217;esterno.<\/li>\n<\/ol>\n<p><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/000001285025dcfd6e51246f007f000000000001.02_domenico_mimmo_macrini_ed_il_pomodoro.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-27141 alignleft\" title=\"000001285025dcfd6e51246f007f000000000001.02_domenico_mimmo_macrini_ed_il_pomodoro\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/000001285025dcfd6e51246f007f000000000001.02_domenico_mimmo_macrini_ed_il_pomodoro-578x1024.png\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"387\" \/><\/a>Naturalmente ho semplificato molto e ciascuna affermazione avrebbe bisogno di essere puntualizzata. Ciononostante \u00e8 possibile affermare che, contrariamente a quanto molti credono, per una serra sinonimo di <em>effetto serra<\/em> non \u00e8 &#8220;rapporto tra spessore del rivestimento e temperatura interna&#8221; ma &#8220;sensazioni di un pomodoro al Sole in aria cheta&#8221;, come ho potuto osservare personalmente quest&#8217;inverno: in un grosso vaso sistemato su un balcone di casa a fine anno scorso \u00e8 nata da qualche seme capitato l\u00ec per caso una piantina di pomodoro che poi ho lasciato sviluppare liberamente per tutto l&#8217;inverno. Oggi, dopo cinque mesi, non solo \u00e8 pi\u00f9 alta di me (che pure sono 1,80m) ma da alcuni dei suoi tanti fiori hanno cominciato a svilupparsi i primi pomodori. Per quanto appena detto sulle serre, la cosa ha funzionato non solo e non tanto perch\u00e9 abito a Salerno a 150m dal mare, ma soprattutto perch\u00e9 il vaso si trova in un angolo rivolto a sud (cosa che ha assicurato la massima esposizione al Sole nelle pur brevi giornate invernali) generalmente protetto sia dai venti sia dalla brezza (di terra e di mare) che qui spira in continuazione, assicurando condizioni di aria cheta quasi costanti e quindi temperature sufficientemente buone per il suo sviluppo anche in inverno. Sull&#8217;altro balcone di casa, pi\u00f9 esposto alle intemperie bench\u00e9 con una insolazione migliore, non ce l&#8217;avrebbe mai fatta.<\/p>\n<p>Prima di passare oltre vorrei ricordare qualche altra nozione sul funzionamento delle serre.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che sono rivestite di un materiale trasparente solo per lasciar passare la luce del Sole necessaria allo sviluppo delle piante, altrimenti le farebbero in muratura dipingendole poi di nero.<\/p>\n<p>Non sempre, inoltre, ci si pu\u00f2 affidare esclusivamente al Sole per garantire\u00a0la giusta temperatura: dovendo mantenere costanti le condizioni ideali per la crescita delle piante che ospita, occorre riscaldarla quando scende troppo e raffreddarla quando \u00e8 troppo elevata. Cos\u00ec di giorno non pu\u00f2 accumulare calore in previsione di notti buie e tempestose n\u00e9 di notte raffreddarsi troppo per affrontare giornate eccessivamente calde. Per ovviare le serre industriali usate tutto l&#8217;anno sono spesso dotate di impianti tecnologici che ne controllano il microclima (essenzialmente temperatura ed umidit\u00e0).<br \/>\nPer riscaldarle si usano impianti elettrici, a gas, ad olio combustibile o a legna<a href=\"#footnote_4_9867\" id=\"identifier_4_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I collettori solari sono rari perch&eacute; sul tetto ostacolerebbero la luce del Sole, accanto occuperebbero aree che &egrave; pi&ugrave; conveniente destinare alle colture.\">5<\/a>. Per raffreddarle si pu\u00f2 provare invece ad arieggiare, ventilare, nebulizzare dell&#8217;acqua sul rivestimento o all&#8217;interno che poi evaporando provoca una diminuzione della temperatura, altrimenti si ricorre a soluzioni pi\u00f9 &#8220;drastiche&#8221;.<br \/>\nRiguardo all&#8217;umidit\u00e0, come per uomini ed animali anche per le piante \u00e8 un parametro fondamentale per avere un ambiente confortevole, perch\u00e9 ne sollecita i sistemi di termoregolazione: la traspirazione di pelle o foglie che li mantiene umidi ed asciugandosi li rinfresca. In particolare si misura l&#8217;umidit\u00e0 relativa, definita come il rapporto tra umidit\u00e0 attuale ed umidit\u00e0 massima possibile per la temperatura corrente, cio\u00e8 la massima quantit\u00e0 di vapore acqueo che l&#8217;aria pu\u00f2 sostenere a quella temperatura (percentuale di saturazione), da cui dipende la facilit\u00e0 di evaporazione della traspirazione (grafico in basso).<\/p>\n<figure style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Dewpoint.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/9\/91\/Dewpoint.jpg\" alt=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Dewpoint.jpg\" longdesc=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Dewpoint.jpg\" width=\"240\" height=\"240\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fonte Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le piante solitamente stanno meglio con un&#8217;umidit\u00e0 relativa tra il 50 ed il 60%; al disotto del 30% molte smettono di svilupparsi perch\u00e9 le foglie traspirano troppo velocemente, cio\u00e8 per non seccarsi producono tanta di quell&#8217;umidit\u00e0 che le radici non sono in grado di compensare assorbendo una pari quantit\u00e0 di acqua dal terreno; al di sopra dell&#8217;80% le foglie hanno il problema opposto con l&#8217;umidit\u00e0 prodotta che non riesce ad asciugarsi per rinfrescarle. Quindi le serre sono naturalmente umide proprio grazie alla traspirazione delle piante e poich\u00e9 l&#8217;umidit\u00e0 relativa dipende dalla temperatura, controllando questa si controlla anche quella.<br \/>\nTermino questa breve carrellata ricordando che, se necessario, anche il CO<sub>2<\/sub> \u00e8 tenuto sotto controllo nelle serre, ma non per influire sulla temperatura come qualcuno potrebbe pensare, bens\u00ec per procurarne alle piante che di giorno ne sono \u201cghiotte\u201d (alludo alla fotosintesi), cos\u00ec da aumentarne la resa. Oltre che con l&#8217;areazione che consente di captarne dall&#8217;esterno, quando necessario (ad es. per l&#8217;\u201dostilit\u00e0\u201d dell&#8217;ambiente circostante) pu\u00f2 essere prodotto bruciando direttamente del gas propano all&#8217;interno della serra. Questa \u201cdebolezza\u201d delle piante per il CO<sub>2<\/sub> \u00e8 sfruttabile per metterle all&#8217;ingrasso proprio come si fa con i polli: con la giusta illuminazione artificiale ed adeguate quantit\u00e0 del gas crescerebbero senza sosta.<\/p>\n<figure style=\"width: 520px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Z%C3%BCrich_-_Botanischer_Garten_-_Gew%C3%A4chsh%C3%A4user.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"   \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/4\/4c\/Z%C3%BCrich_-_Botanischer_Garten_-_Gew%C3%A4chsh%C3%A4user.jpg\" alt=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/4\/4c\/Z%C3%BCrich_-_Botanischer_Garten_-_Gew%C3%A4chsh%C3%A4user.jpg\" longdesc=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/4\/4c\/Z%C3%BCrich_-_Botanischer_Garten_-_Gew%C3%A4chsh%C3%A4user.jpg\" width=\"520\" height=\"130\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fonte Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n<h2>L&#8217;atmosfera e l&#8217;effetto serra<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Atmosphere_layers-it.svg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/5\/5b\/Atmosphere_layers-it.svg\/102px-Atmosphere_layers-it.svg.png\" alt=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Atmosphere_layers-it.svg\" longdesc=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Atmosphere_layers-it.svg\" width=\"102\" height=\"600\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel paragrafo precedente ho pi\u00f9 o meno descritto cosa potrebbe raccontare un \u201cosservatore\u201d dentro una serra. In questo tenter\u00f2 di spiegare, a modo mio e cercando di non dire troppe scempiaggini, cosa invece succede nell&#8217;atmosfera, con particolare riferimento alla troposfera, dove, ormai \u00e8 chiaro, le cose vanno diversamente.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128503c3c6bbb36e6af007f000000000001.03_schema_insolazione.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"00000128503c3c6bbb36e6af007f000000000001.03_schema_insolazione\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128503c3c6bbb36e6af007f000000000001.03_schema_insolazione.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"249\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un buon punto di partenza \u00e8 l&#8217;esame dello schema a sinistra che ricapitola dove finiscono le radiazioni che il Sole invia sulla Terra: <em>per il 30% sono riflesse<\/em> dagli strati esterni dell&#8217;atmosfera (6%), dalle nuvole (20%) e dalla superficie (4%);<em> il rimanente 70% \u00e8 assorbito<\/em> da atmosfera e nuvole (19%), da suolo e mare (51%).<\/p>\n<p>Per comprendere il funzionamento dell&#8217;effetto serra nell&#8217;atmosfera occorre quindi rispondere ad una semplice domanda: perch\u00e9 una parte dell&#8217;irraggiamento solare penetra fino al suolo (riscaldandolo) mentre il resto si ferma strada facendo? Dipende, com&#8217;\u00e8 facile supporre, dall&#8217;interazione tra radiazioni solari ed atmosfera.<\/p>\n<h3>Le radiazioni solari<\/h3>\n<p>Le radiazioni provenienti dal Sole sono un&#8217;entit\u00e0 o per meglio dire un fenomeno fisico multiforme. Esempi di radiazioni sono<\/p>\n<ol>\n<li>la luce ed i suoi colori percepiti dai nostri occhi;<\/li>\n<li>il calore che avvertiamo sulla pelle (Infrarosso o IR);<\/li>\n<li>lo stimolo alla produzione della melanina cutanea quando ci abbronziamo (Ultravioletto o UV);<\/li>\n<li>i disturbi, per fortuna solo occasionali, alle trasmissioni dei satelliti artificiali (onde radio).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ogni radiazione \u00e8 descritta con un valore numerico rappresentato graficamente come la distanza tra due creste di una forma d&#8217;onda e perci\u00f2 chiamato lunghezza d&#8217;onda<a href=\"#footnote_5_9867\" id=\"identifier_5_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Immagine rielaborata di http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg \">6<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850464fcbf6af8357007f000000000001.04_radiazioni_e_lunghezza_d_onda.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-27147\" title=\"0000012850464fcbf6af8357007f000000000001.04_radiazioni_e_lunghezza_d_onda\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850464fcbf6af8357007f000000000001.04_radiazioni_e_lunghezza_d_onda.png\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850464fcbf6af8357007f000000000001.04_radiazioni_e_lunghezza_d_onda.png 689w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850464fcbf6af8357007f000000000001.04_radiazioni_e_lunghezza_d_onda-300x79.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come si intuisce anche dal grafico, a ciascun tipo di radiazioni in realt\u00e0 corrisponde un particolare intervallo di lunghezze d&#8217;onda. Ad es. le radiazioni visibili sono comprese tra 400 e 700 nanometri (10-6m) che \u00e8 poi la somma degli intervalli propri delle possibili tonalit\u00e0 di ciascun colore (il blu tra 450 e 495, il verde tra 495 e 570,&#8230;)<a href=\"#footnote_6_9867\" id=\"identifier_6_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A proposito dei colori &egrave; interessante ricordare che ogni lunghezza d&rsquo;onda &egrave; vista dai nostri occhi come un colore ma ad un colore visto dai nostri occhi non necessariamente corrisponde un&rsquo;unica lunghezza d&rsquo;onda: proprio come fa un pittore che pu&ograve; ottenere un colore combinando quelli che ha sulla sua tavolozza (le singole lunghezze d&rsquo;onda), cos&igrave; ci&ograve; che noi percepiamo come un colore pu&ograve; essere la somma di diverse lunghezze d&rsquo;onda (i colori sulla tavolozza). Il caso pi&ugrave; noto &egrave; il bianco risultante dalla somma delle frequenze di tutti gli altri colori in pari quantit&agrave;.\">7<\/a>. Naturalmente la forma d&#8217;onda \u00e8 solo un artificio grafico perch\u00e9, proprio come nei disegni dei bambini, le radiazioni solari si muovono in linea retta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504853e9c3e6f4b1007f000000000001.05_emissioni_solari.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-27145 alignleft\" title=\"00000128504853e9c3e6f4b1007f000000000001.05_emissioni_solari\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504853e9c3e6f4b1007f000000000001.05_emissioni_solari.png\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504853e9c3e6f4b1007f000000000001.05_emissioni_solari.png 374w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504853e9c3e6f4b1007f000000000001.05_emissioni_solari-300x193.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/a>Ci\u00f2 che i bambini ancora non sanno \u00e8 che i raggi dei loro disegni sono le traiettorie seguite dei fotoni, entit\u00e0 subatomiche prodotte dalle reazioni termonucleari del nucleo solare, a cui \u00e8 associata una quantit\u00e0 di energia crescente al diminuire della lunghezza d&#8217;onda. Il Sole per\u00f2 non produce tutte le radiazioni in pari quantit\u00e0 ma ha un picco nel campo del visibile<a href=\"#footnote_7_9867\" id=\"identifier_7_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Non a caso sono quelle che i nostri occhi, i nostri sensori migliori, usano per esplorare il mondo che ci circonda\">8<\/a> con le altre emesse in quantit\u00e0 via via inferiori al crescere o all&#8217;accorciarsi della loro lunghezza d&#8217;onda (immagine a sinistra), comportamento comune ad ogni altra sorgente il cui picco \u00e8 posizionato in funzione della loro temperatura superficiale<a href=\"#footnote_8_9867\" id=\"identifier_8_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Immagine rielaborata di http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg \">9<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504a149d23cb0891007f000000000001.06_radiazioni_e_temperatura_sorgente.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-27137\" title=\"00000128504a149d23cb0891007f000000000001.06_radiazioni_e_temperatura_sorgente\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504a149d23cb0891007f000000000001.06_radiazioni_e_temperatura_sorgente.png\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504a149d23cb0891007f000000000001.06_radiazioni_e_temperatura_sorgente.png 683w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504a149d23cb0891007f000000000001.06_radiazioni_e_temperatura_sorgente-300x85.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vale, inoltre, la regola per cui le sorgenti pi\u00f9 calde emettono una maggiore quantit\u00e0 di radiazioni a lunghezze d&#8217;onda pi\u00f9 breve mentre quelle pi\u00f9 fredde ne producono di meno ed a maggiore lunghezza d&#8217;onda. Cos\u00ec il Sole con la superficie a 5800\u00b0C ne libera per il 40% nel visibile, per il 10% nell&#8217;ultravioletto (ed un po&#8217; di raggi X e gamma); per il 50% nell&#8217;infrarosso (ed un altro po&#8217; di microonde ed onde radio). La superficie terrestre riscaldata dal Sole (cio\u00e8 dalle radiazioni che filtrano fino al suolo) con i suoi 14\u00b0C produce solo infrarosso:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504bae207b294fc4007f000000000001.07_emissioni_solari_e_terrestri.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"00000128504bae207b294fc4007f000000000001.07_emissioni_solari_e_terrestri\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504bae207b294fc4007f000000000001.07_emissioni_solari_e_terrestri.png\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"189\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una lampadina ad incandescenza bruciando a 2400\u00b0C emette meno del 10% nel visibile ed il resto nell&#8217;infrarosso (cio\u00e8 \u00e8 prima di tutto una stufa).<\/p>\n<h3>L&#8217;atmosfera terrestre<\/h3>\n<p>Riguardo l&#8217;atmosfera terrestre, \u00e8 ben noto che si tratta di una miscela di gas i cui principali componenti sono<a href=\"#footnote_9_9867\" id=\"identifier_9_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm\">10<\/a>:<\/p>\n<table style=\"width: 334px; height: 138px;\" border=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Elemento<\/td>\n<td>Simbolo<\/td>\n<td>%<\/td>\n<td>ppmv<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>azoto<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">N<sub>2<\/sub><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">78,080<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">780840<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ossigeno<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">O<sub>2<\/sub><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">20,950<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">209460<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>argon<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Ar<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">0,930<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">93000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>vapore acqueo<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">H<sub>2<\/sub>O<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">&lt;4,000<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">0-4000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>biossido di carbonio<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">CO<sub>2<\/sub><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">0,033<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">330<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>A cui sono da aggiungere percentuali via via inferiori di neon (Ne), elio (He), metano (CH<sub>4<\/sub>), kripton (Kr), idrogeno (H<sub>2<\/sub>), xeno (Xe), ozono (O<sub>3<\/sub>), ossidi di azoto (NO, NO<sub>2<\/sub>, N<sub>2<\/sub>O), monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO<sub>2<\/sub>), solfuro di idrogeno (H<sub>2<\/sub>S),&#8230;<br \/>\nQuelle ricordate sono distribuzioni medie sotto i 100km con le seguenti significative eccezioni:<\/p>\n<ul>\n<li>elio ed idrogeno in forma libera sono presenti soprattutto dalla termosfera in su (oltre gli 85km)<\/li>\n<li>il 90% dell&#8217;ozono \u00e8 nella ozonosfera (15-35km)<\/li>\n<li>ossido di diazoto (N<sub>2<\/sub>O), diossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>), biossido di zolfo (SO<sub>2<\/sub>) e monossido di carbonio (CO) e vapore acqueo sono presenti soprattutto nella troposfera (sotto i 20km)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rispetto al <em>vapore acqueo<\/em> \u00e8 importante tener presente che:<\/p>\n<ol>\n<li>la percentuale indica solo l&#8217;umidit\u00e0 che ci fa sudare quando fa caldo o screpola le labbra quando manca (per questo \u00e8 controllata dai climatizzatori) e non comprende la nuvolosit\u00e0;<\/li>\n<li>poich\u00e9, come abbiamo gi\u00e0 visto, l&#8217;aria quanto pi\u00f9 \u00e8 calda tanto pi\u00f9 ne pu\u00f2 sostenere e visto che la temperatura diminuisce progressivamente all&#8217;aumentare dell&#8217;altitudine e della latitudine, il vapore acqueo \u00e8 mediamente pi\u00f9 presente al suolo dei tropici e delle aree temperate arrivando, nei luoghi pi\u00f9 caldi ed umidi, a 30g per kg di aria contro valori prossimi allo 0 ai poli o in alta montagna, come mostrato dalla seguente figura<\/li>\n<\/ol>\n<figure style=\"width: 607px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Water_Vapor_Mean.2005.030.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/a\/a0\/Atmospheric_Water_Vapor_Mean.2005.030.jpg\" alt=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Water_Vapor_Mean.2005.030.jpg\" longdesc=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Water_Vapor_Mean.2005.030.jpg\" width=\"607\" height=\"320\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Water_Vapor_Mean.2005.030.jpg<\/figcaption><\/figure>\n<p>mentre gli altri hanno distribuzioni pi\u00f9 uniformi, com&#8217;\u00e8 il caso del CO<sub>2<\/sub><\/p>\n<figure style=\"width: 606px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/topics\/earth\/earthday\/gall_co2.html\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.nasa.gov\/images\/content\/324359main_38_946-710.jpg\" alt=\"http:\/\/www.nasa.gov\/images\/content\/324359main_38_946-710.jpg\" longdesc=\"http:\/\/www.nasa.gov\/images\/content\/324359main_38_946-710.jpg\" width=\"606\" height=\"454\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/www.nasa.gov\/topics\/earth\/earthday\/gall_co2.html<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il motivo di questa differenza dipende dalla natura del vapore acqueo e dal rimescolamento continuo degli strati bassi dell&#8217;atmosfera sotto la spinta dell&#8217;insolazione ed a causa della forma della Terra.<\/p>\n<p>Il nostro pianeta, infatti, \u00e8 uno sferoide pertanto l&#8217;irraggiamento solare non \u00e8 uniforme ma \u00e8 maggiore dove la stella raggiunge lo Zenit (sempre nella regione tropicale) e minore avvicinandosi ai poli, come mostra molto bene questa figura che presenta (in alto) la quantit\u00e0 di radiazioni solari che raggiungono il limite esterno dell&#8217;atmosfera insieme a quella che effettivamente riesce a filtrare fino al suolo (in basso).<\/p>\n<figure style=\"width: 484px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Insolation.png\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/7\/78\/Insolation.png\" alt=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Insolation.png\" longdesc=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Insolation.png\" width=\"484\" height=\"516\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Insolation.png<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nelle aree a maggiore irraggiamento ed umide (ad es. le superfici oceaniche) succede che l&#8217;acqua evapora continuamente ed il vapore trasferendosi nell&#8217;atmosfera la riscalda proprio come succede in modo solo pi\u00f9 appariscente sulle pentole scoperchiate dove bolle dell&#8217;acqua.<\/p>\n<figure style=\"width: 294px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_Formation.svg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"      \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/0\/04\/Wind_Formation.svg\/719px-Wind_Formation.svg.png\" alt=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_Formation.svg\" longdesc=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_Formation.svg\" width=\"294\" height=\"203\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fonte Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;aria cos\u00ec riscaldata comincia ad espandersi (\u00e8 per questo che se invece la pentola di prima avesse un coperchio leggero, questo comincerebbe a \u201cballare\u201d) divenendo meno densa (cio\u00e8 pi\u00f9 leggera) rispetto a quella circostante tanto da sollevarsi, cedendo il posto ad aria richiamata da zone limitrofe pi\u00f9 fredde. Man mano che sale, quella calda entra in contatto con aria sempre pi\u00f9 fredda (in media ogni 100m di quota si perdono 0,65\u00b0C) a cui trasferisce parte della sua energia raffreddandosi a sua volta ed espandendosi nel contempo verso le aree da cui proveniva quella che al suolo aveva preso il suo posto. Si chiude cos\u00ec un ciclo.<\/p>\n<p>Questi spostamenti d&#8217;aria verticali ed orizzontali si manifestano come vento e, come mostra la seguente figura, i cicli (o celle) si ripropongono pi\u00f9 volte a livello globale secondo configurazioni predefinite:<\/p>\n<figure style=\"width: 556px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Earth_Global_Circulation.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/6\/6d\/Earth_Global_Circulation.jpg\" alt=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Earth_Global_Circulation.jpg\" width=\"556\" height=\"477\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Earth_Global_Circulation.jpg<\/figcaption><\/figure>\n<p>La loro intensit\u00e0, come sappiamo per esperienza, non \u00e8 fissa ma segue le variazioni stagionali dell&#8217;irraggiamento solare che le causa: in entrambi gli emisferi il vento \u00e8 pi\u00f9 intenso in inverno quando la differenza di temperatura tra i tropici (dove comunque la temperatura \u00e8 sempre elevata) e polo (dove invece \u00e8 notte fonda) \u00e8 massima, meno intenso in estate quando questa differenza \u00e8 minima:<\/p>\n<figure style=\"width: 503px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_speed_climatology.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/5\/5d\/Wind_speed_climatology.jpg\" alt=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_speed_climatology.jpg\" longdesc=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_speed_climatology.jpg\" width=\"503\" height=\"582\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Wind_speed_climatology.jpg<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questi moti di aria sono la cosiddetta <em>circolazione atmosferica<\/em> che rimescola la troposfera ridistribuendo continuamente i gas che la compongono. Fa eccezione l&#8217;umidit\u00e0 la cui presenza dipende dalla temperatura dell&#8217;aria e quindi varia di luogo in luogo e nel tempo ma \u00e8 sempre ai massimi al suolo dei tropici diminuendo man mano che se ne allontana. Cos\u00ec si spiega la differenza di distribuzione tra vapore acqueo e gli altri gas atmosferici.<\/p>\n<p>Lo spostamento di queste masse d&#8217;aria cariche di umidit\u00e0 svolge il ruolo importantissimo di mitigare il clima globale perch\u00e9 l&#8217;energia accumulata dall&#8217;acqua con l&#8217;evaporazione \u00e8 trasferita verso aree pi\u00f9 fredde quando condensa o precipita in diverse forme, complementando l&#8217;azione delle correnti marine.<\/p>\n<figure style=\"width: 596px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/8\/8a\/Circulacion_termohalina.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/8\/8a\/Circulacion_termohalina.jpg\" alt=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Circulacion_termohalina.jpg\" longdesc=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Circulacion_termohalina.jpg\" width=\"596\" height=\"298\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Circulacion_termohalina.jpg<\/figcaption><\/figure>\n<p>Visto che tutto dipende dal vapore acqueo, quanto appena descritto avviene solo dove c&#8217;\u00e8 il vapore acqueo, cio\u00e8 nella cosiddetta troposfera, lo strato dell&#8217;atmosfera che va dal livello del mare ad 8km di altezza ai poli ed a 17km all&#8217;equatore, contiene l&#8217;80% della massa gassosa totale e il 99% del vapore acqueo. Non a caso la radice di troposfera deriva dal greco &#8220;tropos&#8221; che significa &#8216;variazione&#8217;, &#8216;cambiamento&#8217;.<br \/>\nTermino questa lunga digressione ricordando che i movimenti atmosferici non sono frutto solo dell&#8217;irraggiamento, ma anche dell&#8217;attrazione gravitazionale del Sole che induce le cosiddette maree atmosferiche, oscillazioni periodiche dell&#8217;atmosfera su scala globale analoghe a quelle oceaniche:<\/p>\n<figure style=\"width: 583px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Timed100kmsabertidisep2005.gif\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/f\/fb\/Timed100kmsabertidisep2005.gif\" alt=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Timed100kmsabertidisep2005.gif\" longdesc=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Timed100kmsabertidisep2005.gif\" width=\"583\" height=\"365\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Timed100kmsabertidisep2005.gif<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fin qui abbiamo visto cosa succede nell&#8217;atmosfera in generale e nella troposfera in particolare, nel prossimo paragrafo vedremo perch\u00e9.<\/p>\n<h3>Interazione tra radiazioni solari ed atmosfera terrestre<\/h3>\n<p>Come i nostri occhi sono sensibili solo alle radiazioni visibili, ciascuna molecola gassosa nell&#8217;atmosfera (e non) \u00e8 sensibile solo ad un particolare insieme di radiazioni, ignorando le altre<a href=\"#footnote_10_9867\" id=\"identifier_10_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Succede un po&rsquo; come nel golf quando si vuole mandare la pallina (i fotoni) in una buca (la molecola gassosa) in cima ad un dosso (l&rsquo;atmosfera): se la si colpisce piano, non arriva neppure in cima; se troppo forte, scavalca; solo con energia e direzione giuste cadr&agrave; nella buca (cio&egrave; i fotoni interagiscono con la molecola).\">11<\/a>. Cos\u00ec quando una molecola fa l&#8217;incontro giusto tre sono i possibili risultati: o si \u201cspacca\u201d<a href=\"#footnote_11_9867\" id=\"identifier_11_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ad es. le radiazioni UV intorno ai 300nm scindono l&rsquo;O2 (ossigeno) i cui atomi possono poi riaggregarsi temporaneamente a molecole di ossigeno vicine dando vita all&rsquo;ozono (O3) \">12<\/a> \u00a0o &#8220;assorbe&#8221; qualche elemento<a href=\"#footnote_12_9867\" id=\"identifier_12_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ad es. N14 (azoto) assorbendo un neutrone (non un fotone) diventa C14 (radiocarbonio) \">13<\/a> o, pi\u00f9 spesso, comincia a vibrare agitando anche quelle vicine, fenomeno fisico che corrisponde al riscaldamento (vedi il turbinio dell&#8217;acqua che bolle).<br \/>\nQuesto significa, tra l&#8217;altro, che la capacit\u00e0 di penetrazione delle radiazioni di un certo tipo non dipende tanto dalla loro energia\/lunghezza d&#8217;onda ma da quante ne partono e da quante molecole capaci di intercettarle incontreranno strada facendo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504deb53e41fb4fb007f000000000001.08_assorbimento_radiazioni_solari.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27139 alignleft\" title=\"00000128504deb53e41fb4fb007f000000000001.08_assorbimento_radiazioni_solari\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504deb53e41fb4fb007f000000000001.08_assorbimento_radiazioni_solari.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504deb53e41fb4fb007f000000000001.08_assorbimento_radiazioni_solari.png 400w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504deb53e41fb4fb007f000000000001.08_assorbimento_radiazioni_solari-300x121.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> Ad es. il grafico a lato<a href=\"#footnote_13_9867\" id=\"identifier_13_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Le prossime sono rielaborazioni di immagini tratte da Wallace, J.M. and Hobbs, P.V., 1977, Atmospheric Science &ndash; an Introductory Survey. Academic Press Inc., London, 467pp (citata da http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm) \">14<\/a> indica in grigio la percentuale di assorbimento dell&#8217;atmosfera al suolo (scala a sinistra in %) per le lunghezze d&#8217;onda che rappresentano la stragrande maggioranza delle emissioni solari. E&#8217; evidente che, come anticipato dallo schema iniziale, per circa met\u00e0 delle radiazioni l&#8217;atmosfera terrestre \u00e8 opaca (ad es. UV di cui passano solo i pochi spiccioli sufficienti ad abbronzarci) mentre per altre \u00e8 pressoch\u00e9 trasparente (il visibile).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504f5c4b851f1fa6007f000000000001.09_assorbimento_radiazioni_terrestri.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-27140\" title=\"00000128504f5c4b851f1fa6007f000000000001.09_assorbimento_radiazioni_terrestri\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128504f5c4b851f1fa6007f000000000001.09_assorbimento_radiazioni_terrestri.png\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"159\" \/><\/a><\/p>\n<p>Naturalmente questa \u00e8 solo met\u00e0 della storia&#8230; L&#8217;altra met\u00e0 \u00e8 considerare cosa succede alle radiazioni che filtrano fino alla superficie terrestre (quelle delle aree pi\u00f9 o meno trasparenti di prima) e da questa assorbite riscaldandosi (immagine di fianco). Semplicemente trattandosi di calore \u00e8 tutta riemessa sull&#8217;infrarosso, in larga misura trattenuta dall&#8217;atmosfera.<\/p>\n<p>Mettendo tutto insieme si ottiene la seguente figura dove ho aggiunto (in alto) anche le percentuali di assorbimento ad 11km di quota.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850522e6ffad11b5f007f000000000001.10_assorbimento_ad_11km_e_livello_del_mare.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27143 aligncenter\" title=\"0000012850522e6ffad11b5f007f000000000001.10_assorbimento_ad_11km_e_livello_del_mare\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850522e6ffad11b5f007f000000000001.10_assorbimento_ad_11km_e_livello_del_mare.png\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850522e6ffad11b5f007f000000000001.10_assorbimento_ad_11km_e_livello_del_mare.png 602w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850522e6ffad11b5f007f000000000001.10_assorbimento_ad_11km_e_livello_del_mare-300x255.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 542px) 100vw, 542px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Limitandoci al livello del mare, l&#8217;area grigia (soprattutto quella a destra) \u00e8 all&#8217;origine del fenomeno che mantiene la temperatura media al suolo a 14\u00b0C, noto come effetto serra. A questo punto non resta che scoprire il contributo dei singoli gas:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-27148\" title=\"595px-Atmospheric_Transmission\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission.png\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission.png 595w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission-150x150.png 150w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission-298x300.png 298w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission-160x160.png 160w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission-60x60.png 60w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/595px-Atmospheric_Transmission-184x184.png 184w\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8230;cos\u00ec presenti nell&#8217;atmosfera terrestre:<\/p>\n<table border=\"2\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: center;\">\n<td><strong>Elemento<\/strong><\/td>\n<td><strong>Simbolo<\/strong><\/td>\n<td><strong>ppmv<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>vapore acqueo<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">H<sub>2<\/sub>O<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">&lt;4000,00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>biossido di carbonio<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">CO<sub>2<\/sub><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">330,00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>metano<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">CH<sub>4<\/sub><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">1,79<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>protossido di azoto<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">N<sub>2<\/sub>O<\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">0,30<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ozono<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">O<sub>3<\/sub><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\">0,07<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;H<sub>2<\/sub>O svolge, quindi, un ruolo preminente ampiamente giustificato<\/p>\n<ol>\n<li>dalla maggiore concentrazione (un ordine di grandezza superiore a tutti gli altri messi insieme)<\/li>\n<li>dalla diversa distribuzione nell&#8217;atmosfera (come gi\u00e0 ricordato \u00e8 presente proprio l\u00ec dove maggiore \u00e8 l&#8217;insolazione ed in concentrazioni proporzionali alla temperatura)<\/li>\n<li>dalla maggiore gamma di radiazioni che riesce ad intercettare, sia terrestre sia soprattutto solare.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Marginalizzando il ruolo degli altri.<\/p>\n<p>Ma che nesso c&#8217;\u00e8 tra aumento di gas serra e temperatura media globale? \u00c8 ovvio che questa aumenta all&#8217;aumentare di quelli. Ci\u00f2 che non \u00e8 ovvio \u00e8 che la relazione \u00e8 vera sia per le lunghezze d&#8217;onda ancora parzialmente libere sia per quelle completamente sature<a href=\"#footnote_14_9867\" id=\"identifier_14_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Vedi commento a http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Transmission.png\">15<\/a>. Per capire perch\u00e9 \u00e8 sufficiente pensare ai gas serra come ad una coperta: pi\u00f9 &#8220;pesante&#8221; \u00e8 la coperta (cio\u00e8 maggiore \u00e8 la quantit\u00e0 di gas serra) pi\u00f9 efficacemente isola dall&#8217;ambiente esterno (le radiazioni solari sono intercettate prima) e meglio trattiene il nostro calore (le radiazioni terrestri non riescono a fuggire via).<br \/>\nContinuando con l&#8217;esempio precedente \u00e8 possibile scoprire anche il tipo di relazione: basta chiedersi cosa succederebbe a mettersi sotto una, due, tre o quattro coperte tutte uguali. Come sappiamo per esperienza la temperatura sotto le coperte non raddoppia, n\u00e9 triplica o quadruplica (cos\u00ec aumenta solo la nostra sensazione di &#8220;oppressione&#8221;) ma ogni nuovo strato contribuisce in misura progressivamente minore ad isolare ed a trattenere il nostro calore, relazione che i matematici chiamano logaritmica<a href=\"#footnote_15_9867\" id=\"identifier_15_9867\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radiative_forcing#Example_calculations\">16<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-27144\" title=\"0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo.png\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo.png 491w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo-300x197.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo-207x136.png 207w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo-260x170.png 260w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/0000012850534d381bc38e42007f000000000001.11_logaritmo-430x283.png 430w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/a><\/p>\n<p>in altre parole <em>pi\u00f9 aumentano i gas serra meno velocemente aumenta la temperatura<\/em>, cosa che dovrebbe tranquillizzarci per il futuro e che comunque non si evince nel grafico di partenza (quasi ci fosse altro \ud83d\ude09 ).<\/p>\n<h2>Conclusioni<\/h2>\n<p>Dopo quanto detto \u00e8 ovvio che non c&#8217;\u00e8 analogia alcuna tra serre e troposfera:<\/p>\n<ol>\n<li>le serre per riscaldarsi necessitano di aria cheta mentre \u00e8 il continuo &#8220;cambiamento&#8221; della troposfera a ridistribuire globalmente il caldo accumulato ai tropici utilizzando il vapore acqueo come vettore;<\/li>\n<li>il rivestimento trasparente delle serre ha il solo scopo di isolarla passivamente dall&#8217;esterno (nel senso che lascia passare le radiazioni solari indisturbate impedendo nel contempo ogni scambio di aria) mentre i gas serra svolgono il ruolo attivo di isolante termico, trattenendo il calore che si sprigiona dalla superficie terrestre.<\/li>\n<\/ol>\n<figure style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Lautrec_in_bed_1893.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"   \" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/1\/12\/Lautrec_in_bed_1893.jpg\" alt=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Lautrec_in_bed_1893.jpg\" longdesc=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Lautrec_in_bed_1893.jpg\" width=\"256\" height=\"196\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">&#8220;A letto&#8221; di Henri de Toulouse-Lautrec (Fonte Wikipedia)<\/figcaption><\/figure>\n<p>In considerazione del ruolo di isolante termico assolto dai gas serra, non pu\u00f2 sorprendere l&#8217;analogia funzionale con le coperte dei nostri letti pi\u00f9 che con il rivestimento delle serre, perci\u00f2 sarebbe stato meglio chiamarli <em>gas coperta<\/em> e poi usare <em>effetto coperta<\/em> invece di effetto serra per indicarne il legame con la temperatura media globale. Ma ormai \u00e8 tardi per rimediare. Mi chiedo, per\u00f2, chi per primo abbia proposto questo nome e perch\u00e9 sia stato cos\u00ec facilmente accettato. Forse perch\u00e9 suona bene? No lo so. Sono per\u00f2 sicuro che, vivo o morto, se la stia ridendo di gusto.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra questione molto importante \u00e8 il ruolo usualmente misconosciuto del vapore acqueo, di gran lunga il pi\u00f9 importante dei <em>gas coperta<\/em> il cui unico difetto agli occhi di tanti credo sia riconducibile alla sua origine quasi esclusivamente naturale e pertanto poco strumentalizzabile.<br \/>\nRitornando, infine, al grafico di partenza, \u00e8 possibile affermare che suggerisce sul breve periodo una correlazione grossomodo lineare tra CO<sub>2<\/sub> e temperatura globale, cio\u00e8 una relazione profondamente diversa da quella logaritmica che teoricamente dovrebbe regolare il fenomeno descritto. Una possibilit\u00e0 per spiegare questa incongruenza \u00e8 di suppore che oltre all&#8217;effetto coperta ci sia dell&#8217;altro, ma ci sar\u00e0 tempo per riparlarne. Nel frattempo vorrei concludere ricapitolando il senso dei miei interventi fin&#8217;ora, tutti incentrati su un&#8217;analisi critica proprio del grafico di partenza:<\/p>\n<ol>\n<li>nel <a title=\"primo\" href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=7499\">primo<\/a> ho mostrato che \u00e8 chiaramente fuorviante e che una rappresentazione pi\u00f9 veritiera degli stessi dati lascerebbe pensare al fenomeno descritto come irrilevante;<\/li>\n<li>nel <a title=\"secondo\" href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=8106\">secondo<\/a> ho ricordato, rifacendomi alla teoria del caos, qualche buona ragione per ritenere la pretesa correlazione come poco sostenibile;<\/li>\n<li>in questo che il modello di riferimento usualmente impiegato per spiegarlo \u00e8 errato (la serra invece della coperta) e che variazioni anche importanti dei <em>gas coperta<\/em> non sono teoricamente\u00a0in\u00a0grado di\u00a0determinare variazioni &#8220;tumultuose&#8221; della temperatura media globale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Alla prossima.<a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128505779c33120ee2f007f000000000001.domenico_mimmo_macrini.jpg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-27146\" title=\"00000128505779c33120ee2f007f000000000001.domenico_mimmo_macrini.jpg\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/00000128505779c33120ee2f007f000000000001.domenico_mimmo_macrini.jpg.jpg\" alt=\"\" width=\"106\" height=\"99\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>______________________________________________________________________________________<\/p>\n<div style=\"width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radiative_forcing#Example_calculations\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radiative_forcing#Example_calculations<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9867\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=7.1.3\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" 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Boden, and R.J. Andres. 2008. Global, Regional, and National CO<sub>2<\/sub> Emissions. In Trends: A Compendium of Data on Global Change. Carbon Dioxide Information Analysis Center, Oak Ridge National Laboratory, U.S. Department of Energy, Oak Ridge, Tenn., U.S.A. (<a title=\"http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html\" href=\"http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html\">http:\/\/cdiac.ornl.gov\/trends\/emis\/overview.html<\/a>)  [<a href=\"#identifier_0_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_1_9867\" class=\"footnote\">Global Surface Temperature Anomalies, The Annual Global (land and ocean combined) Anomalies (degrees C) (<a title=\"http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html\" href=\"http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html\">http:\/\/www.ncdc.noaa.gov\/oa\/climate\/research\/anomalies\/anomalies.html<\/a>)  [<a href=\"#identifier_1_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_2_9867\" class=\"footnote\">\u00c8 questo che rende utili gli ombrelloni sulle spiagge [<a href=\"#identifier_2_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_3_9867\" class=\"footnote\">Per la verit\u00e0 l&#8217;aria in se \u00e8 di impiccio ma questo non riguarda gli scopi dell&#8217;articolo. [<a href=\"#identifier_3_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_4_9867\" class=\"footnote\">I collettori solari sono rari perch\u00e9 sul tetto ostacolerebbero la luce del Sole, accanto occuperebbero aree che \u00e8 pi\u00f9 conveniente destinare alle colture. [<a href=\"#identifier_4_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_5_9867\" class=\"footnote\">Immagine rielaborata di <a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg<\/a>  [<a href=\"#identifier_5_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_6_9867\" class=\"footnote\">A proposito dei colori \u00e8 interessante ricordare che ogni lunghezza d&#8217;onda \u00e8 vista dai nostri occhi come un colore ma ad un colore visto dai nostri occhi non necessariamente corrisponde un&#8217;unica lunghezza d&#8217;onda: proprio come fa un pittore che pu\u00f2 ottenere un colore combinando quelli che ha sulla sua tavolozza (le singole lunghezze d&#8217;onda), cos\u00ec ci\u00f2 che noi percepiamo come un colore pu\u00f2 essere la somma di diverse lunghezze d&#8217;onda (i colori sulla tavolozza). Il caso pi\u00f9 noto \u00e8 il bianco risultante dalla somma delle frequenze di tutti gli altri colori in pari quantit\u00e0. [<a href=\"#identifier_6_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_7_9867\" class=\"footnote\">Non a caso sono quelle che i nostri occhi, i nostri sensori migliori, usano per esplorare il mondo che ci circonda [<a href=\"#identifier_7_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_8_9867\" class=\"footnote\">Immagine rielaborata di <a title=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:EM_Spectrum_Properties_it.svg<\/a>  [<a href=\"#identifier_8_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_9_9867\" class=\"footnote\"><a title=\"http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm\" href=\"http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm\">http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm<\/a> [<a href=\"#identifier_9_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_10_9867\" class=\"footnote\">Succede un po&#8217; come nel golf quando si vuole mandare la pallina (i fotoni) in una buca (la molecola gassosa) in cima ad un dosso (l&#8217;atmosfera): se la si colpisce piano, non arriva neppure in cima; se troppo forte, scavalca; solo con energia e direzione giuste cadr\u00e0 nella buca (cio\u00e8 i fotoni interagiscono con la molecola). [<a href=\"#identifier_10_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_11_9867\" class=\"footnote\">ad es. le radiazioni UV intorno ai 300nm scindono l&#8217;O<sub>2<\/sub> (ossigeno) i cui atomi possono poi riaggregarsi temporaneamente a molecole di ossigeno vicine dando vita all&#8217;ozono (O<sub>3<\/sub>)  [<a href=\"#identifier_11_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_12_9867\" class=\"footnote\">ad es. N<sub>14<\/sub> (azoto) assorbendo un neutrone (non un fotone) diventa C<sub>14<\/sub> (radiocarbonio)  [<a href=\"#identifier_12_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_13_9867\" class=\"footnote\">Le prossime sono rielaborazioni di immagini tratte da Wallace, J.M. and Hobbs, P.V., 1977, Atmospheric Science &#8211; an Introductory Survey. Academic Press Inc., London, 467pp (citata da <a title=\"http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm\" href=\"http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm\">http:\/\/ceos.cnes.fr:8100\/cdrom-98\/ceos1\/science\/dg\/dg1.htm<\/a>)  [<a href=\"#identifier_13_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_14_9867\" class=\"footnote\">Vedi commento a <a title=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Transmission.png\" href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Transmission.png\">http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Atmospheric_Transmission.png<\/a> [<a href=\"#identifier_14_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><li id=\"footnote_15_9867\" class=\"footnote\"><a title=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radiative_forcing#Example_calculations\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radiative_forcing#Example_calculations\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radiative_forcing#Example_calculations<\/a> [<a href=\"#identifier_15_9867\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per parlare di qualche cosa \u00e8 necessario dargli un nome, se poi il nome \u00e8 quello giusto (cio\u00e8 rimanda in modo convincente ad un concetto&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=9867\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;effetto coperta<\/span><\/a><\/div>\n<script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a>","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3,4,6,247,124],"tags":[29,30,2309,17],"coauthors":[2681],"class_list":["post-9867","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale","category-climatologia","category-meteorologia","category-news","category-voce-dei-lettori","tag-co2","tag-effetto-serra","tag-saturazione-co2","tag-vapore-acqueo","entry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9867"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21863,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9867\/revisions\/21863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9867"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=9867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}