Un centesimo di grado: Ma mi faccia il piacere!!

In questi giorni tutti avranno saputo che il 2010 è stato l’anno più caldo da quando si effettuano misure affidabili. Rileggiamo con attenzione uno dei comunicati rilanciati in Italia:

“18:34 – Nasa: mai così caldo come nel 2010

Roma, 14 gen. (TMNews) – L’anno appena trascorso è stato il più caldo degli ultimi 150 anni e i suoi effetti si sono fatti sentire in varie aree del Pianeta sotto forma di ondate di calore e di inondazioni che hanno provocato migliaia di vittime e danni ingenti all’economia. Le ripercussioni più pesanti si sono avute sui raccolti e sulle produzioni agricole e si sono manifestate con un aumento record dei prezzi delle materie prime alimentari che ha riproposto a livello mondiale uno scenario di incertezze e di disordini analogo a quello già verificatosi nel 2008. L’allarme arriva dal Goddard Institute for Space Studies (GIDD) della NASA che, raccogliendo i dati provenienti da circa 1.000 stazioni meteorologiche sparse nel mondo ed integrandoli con quelli raccolti dalle stazioni satellitari e con le osservazioni marine, ha misurato una differenza, sia pure minima (0,01 gradi centigradi), rispetto alla temperatura terrestre registrata nel 2005, che era stato considerato finora l’anno più caldo della Terra a partire dal 1880. L’analisi storica dei dati mostra che la temperatura terrestre del 2010 si è rivelata superiore di 0,74 °C alla media ottenuta delle temperature misurate tra il 1951 e il 1980. Da questa differenza si ricava la conferma di un trend che vede la temperatura terrestre innalzarsi di circa un quinto di grado centigrado ogni 10 anni. “Non è corretto stabilire una causa diretta tra il surriscaldamento del Pianeta e il verificarsi di eventi meteorologici ” – ha dichiarato David Easterling, responsabile della divisione dei servizi scientifici del National Climatic Data Center attivo presso la National Oceanic and Atmospheric Administration. Tuttavia – ha osservato – “l’aumento delle temperature verificatosi nell’ultimo decennio aumenta anche la possibilità di eventi meteorologici estremi”. Il 2010, in particolare, si è rivelato il più piovoso in assoluto tra gli ultimi anni, con inondazioni devastanti che si stanno manifestando anche in questo primo scorcio del nuovo anno. Anche il freddo eccezionale registrato in alcuni periodi invernali in Europa e negli USA sarebbe dovuto all’aumento delle temperature. I venti freddi che sono scesi sull’Europa e gli Stati Uniti sarebbero infatti dovuti al riscaldamento sull’Artico, che ha spinto l’aria fredda verso sud”.

Subito ha colpito la ridicola differenza di “1 centesimo di grado” del comunicato, che dice di riprendere i dati dei comunicati NASA1, anche se poi andando ad analizzare i file dati indicati nella parte finale della pagina ho trovato difficoltà a ritrovare quanto scritto relativamente al periodo annuale J-D2. Invece i dati ufficiali NOAA3 sono ancora più privi di senso dal punto di vista fisico, vista la cifra significativa con cui sono espressi: il dato definitivo delle anomalie termiche globali per l’anno 2010 è di +0.6169°C inferiore di oltre un millesimo di grado al record del 2005 (0.6183°C) che resiste sul filo di lana all’attacco dell’anno appena passato((Invece, forse per svista, nella tabella finale del report annuale http://www.ncdc.noaa.gov/sotc/global/2010/13 il 2010 è sopra il 2005)).

Ma non è sui valori che mi voglio soffermare in quanto credo che la faccenda sia già stata ampiamente discussa, ma sulla parte del comunicato NASA che è stata troppo spesso trascurata: “raccogliendo i dati provenienti da circa 1.000 stazioni meteorologiche sparse nel mondo”.

Solo mille stazioni per una superficie terrestre, la parte del globo che si conosce meglio anche storicamente, di 148.939.063 km² (29,2% della superficie totale). Quindi una stazione per ogni nazione dalla superficie del Bangladesh. Magari fosse così! In realtà nei paesi ricche ce ne sono molte di più che in quelli poveri o nelle zone disabitate, ad es. 4 in Italia e molte meno ai poli o nei deserti (a parità di superficie).

Poniamoci una domanda di “buon senso”: quante stazioni hanno i servizi regionali italiani per studiare il clima di loro interesse? Vediamo alcuni casi: la regione Piemonte “oltre 350 stazioni di misura” , la regione Emilia-Romagna per la temperatura 188 stazioni , per la regione Sicilia “la rete di rilevamento e sorveglianza in telemisura è composta da n. 255 stazioni ”, 150 stazioni automatiche per la regione Friuli, la rete di rilevamento automatica del Corpo Forestale dello Stato è costituita da 80 stazioni automatiche solo per le montagne4.

Ma a che servono tante stazioni se con densità di circa 2 stazioni per tutto il territorio italiano (non una sola regione) alla NASA/NOAA riescono a determinare la temperatura media superficiale fornendola fino alla quarta cifra decimale? Sono bravi loro o fessi noi? Perché, in Sicilia, il solo servizio regionale ha un quarto delle stazioni che usa la NASA a livello globale la quale effettua studi con i quali contribuisce sensibilmente a decidere il futuro del Mondo5?

L’incremento dell’effetto serra riguarda tutta l’atmosfera, noi abbiamo la serie secolare della sola temperatura al suolo calcolata partendo dalle 1000 stazioni. Oggi, che siamo al massimo della ricchezza e della tecnologia.

Secondo la mappa delle anomalie della temperatura della NASA6, il 2010 è stato in gran parte del mondo fresco, ad eccezione di Groenlandia, Siberia ed Asia centrale. Sarebbe interessante conoscere la densità delle stazioni affidabili utilizzate in quelle aree e quante c’erano un secolo fa.

La prossima volta che qualcuno dirà che con 1000 stazioni ha calcolato la temperatura media del pianeta rilevando differenze di 1 centesimo di grado, fate come Totò:

PS: La lacuna che abbiamo nella conoscenza dovrebbe portare ad essere molto più prudenti sull’affermare ciò che sappiamo. La nostra ignoranza non significa che non ci stiamo scaldando o che è più freddo, significa che forse la “temperatura globale” si modifica molto più rapidamente ed è superiore a quello che si dice, ma sulla base dei dati non si può limitare le incertezze ai centesimi di grado come si racconta troppo spesso. E questo credo lo capiscano tutti, non solo chi ha una laurea scientifica.

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  1. http://www.giss.nasa.gov/research/news/20110112/ ed il giorno 13 http://www.giss.nasa.gov/research/news/20110113/ []
  2. http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata/GLB.Ts.txt oppure il file corretto che farebbe scendere il 2010 http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata/GLB.Ts.GHCN.CL.PA_2009.txt []
  3. ftp://ftp.ncdc.noaa.gov/pub/data/anomalies/annual.land_ocean.90S.90N.df_1901-2000mean.dat []
  4. http://www.regione.piemonte.it/meteo/pluviometri/index.htm – http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/reti/generale_229.asp – http://www.osservatorioacque.it/ – http://www.protezionecivile.fvg.it/ProtCiv/default.aspx/126-rete_idrometeorologica.htm []
  5. Il discorso è limitato alla terra ferma per brevità, comunque la densità delle boe sull’oceano è minore di quella delle stazioni, i satelliti, con tutti i loro errori dovuti al fatto che eseguono misure indirette, ci sono solo da trenta anni mentre la NASA/NOAA hanno una serie storica che inizia circa nel 1880. []
  6. http://www.giss.nasa.gov/research/news/20110113/509984main_201111_anomaly_maps.jpg []
___________________________
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Author: Fabio Spina

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11 Comments

  1. Tutto ruota naturalmente intorno al magico articolo di Hansen e colleghi dove dimostrano che per studiare i trend, vanno bene stazioni anche a 1200km di distanza. Eccolo discusso (si fa per dire) a Real Climate:

    http://www.realclimate.org/index.php/archives/2010/01/2009-temperatures-by-jim-hansen/

    The rationale for this aspect of the GISS analysis is based on the fact that temperature anomaly patterns tend to be large scale. For example, if it is an unusually cold winter in New York, it is probably unusually cold in Philadelphia too. This fact suggests that it may be better to assign a temperature anomaly based on the nearest stations for a gridbox that contains no observing stations, rather than excluding that gridbox from the global analysis

    Ecco infatti cosa diceva nel 1987

    http://pubs.giss.nasa.gov/cgi-bin/abstract.cgi?id=ha00700d

    The 1200-km limit is the distance at which the average correlatiom coefficient of temperature variationsfalls to 0.5 at middle and high latitudes and 0.33 at low latitude

    Chi crederebbe che un fondamento della climatologia moderna sia una correlazione media di 0.5?

    Post a Reply
    • Se arriva il freddo a Milano è probabile che anche a Roma scendono le temperature (prima o poi arriva)), quindi perché mettere due stazioni? Basta una ed uno studio di correlazione far i due punti basta che r>0.5. Naturalmente a Milano ho errore ordine del grado sulla misura, poi ricostruisco con “correlazione” la temperature su migliaia di punti di griglia per una box 1000×1000 Kmq, faccio media, applico teorema del limite centrale e l’errore sulla media scompare. Finalmente sul quadrato ho determinato misura al millesimo di grado. BASTA POCO CHE CE VO’. Che dici vado bene per la NASA? E pensare che quel fesso di Galileo aveva fatto una rete di misura.

    • Bolzano-Reggio Calabria sono a soli 1000km di distanza in linea d’aria. Siamo a posto.

    • Da CAPO Passero, estremo punto meridionale della Sicilia, alla vetta d’Italia, estremo Nord, ci stiamo tutti nei 1200 km. Resta fuori giusto Lampedusa, e mi dispiace, ma qualcuno ce la metterà pure sta seconda, necessaria, stazione meteorologica proprio per lei, e solo per lei, visto che a tutto il resto dell’Italia ne basta giusto una.
      Peccato, per poco non ce la facevamo con una sola…:-)

    • No scusa Guido, una stazione a Roma segue lo stesso andamento d’anomalie di una in Friuli, giusto? E di una a Lampedusa, naturalmente. Quindi ne basta una sola, come desiderato.

  2. Io non sono un metereologo, ma la frase finale del comunicato mi sembra un po’ strampalata: “Anche il freddo eccezionale registrato in alcuni periodi invernali in Europa e negli USA sarebbe dovuto all’aumento delle temperature. I venti freddi che sono scesi sull’Europa e gli Stati Uniti sarebbero infatti dovuti al riscaldamento sull’Artico, che ha spinto l’aria fredda verso sud”.

    Qualcuno me la può spiegare?

    Reply
    Messa così non è una spiegazione, è una fesseria. Se vogliamo vederla a scala meteorologica si tratta di normali azioni meridiane, ovvero accentuazione delle onde planetarie e conseguente intenso trasporto di aria calda verso le alte latitudini e fredda verso quelle basse e medie. A scala climatica è più complesso, ma non per la banalità che vedrebbe l’assenza del ghiaccio in Artico responsabile del riscaldamento e conseguente (secondo loro) discesa di aria fredda, quanto piuttosto nelle modifiche alla circolazione generale indotte anche dalla scarsa attività solare, che si esplicano attraverso l’attività del Vortice Polare Stratosferico, dalla cui posizione, forza e temperatura dipende il posizionamento dei centri d’azione barici in Troposfera e quindi, in estrema sintesi, l’eventuale innesco di situazioni di blocco, che conducono appunto ai flussi meridiani. E siamo tornati al punto di partenza.
    Ciao,
    gg

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  3. Mille stazioni quindi NON perché non ne esistano, ma perché sono state “scelte” con qualche criterio. Quale ?

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    • Molti dati sulla quantità e qualità delle stazioni che sono sul GTS (invio tempo reale) li trovi su http://www.wmo.int/pages/prog/www/ois/monitor/index_en.html e http://www.wmo.int/pages/prog/www/DPS/Monitoring-home/mon-index.htm . Quelle sul GTS sono un insieme molto ridotto delle stazioni nel mondo, sicuramente queste sono molto di più delle 1000 indicate. I criteri di scelta potrebbero essere per rendere omogenea la densità o altro. Certo che per descrivere il clima con l’accuratezza della quarta cifra decimale (centesimo del centesimo di grado) serve una densità maggiore di quella usata, a meno che non si dica che il modello utilizzato è in grado di tirar fuori un dato più preciso di quelli in ingresso e creare informazione. Per chi è abituato a notare come cambia a poca distanza il clima e le grandezze meteorologiche, sa benissimo che una densità di stazioni di quel tipo non può descrivere l’area che rappresenta. Buona domenica

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  1. Climatemonitor - [...] “Un centesimo di grado: Ma mi faccia il piacere!!“ [...]
  2. Yet Another Amazing Detail About Climate Science « The Unbearable Nakedness of CLIMATE CHANGE - [...] build up global anomaly charts from only a handful of stations (1,000 or so if the guys at Climate…
  3. Anonimo - [...] “1 centesimo di grado” del comunicato, che dice di riprendere i dati dei comunicati NASA1, anche se poi andando…

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