Storie di pagliuzze e travi per un sabato mattina

Dal dipartimento “Dacci oggi la nostra lezione di sociologia climatica quotidiana”, Nature Climate Change prima e Ars Technica poi:

Your opinion on climate change might not be as common as you think

Chi l’avrebbe mai detto, e io che pensavo di essere circondato da scettici! Niente da fare, pochi siamo e pochi resteremo, specie perché quelli che scettici non sono, condividono con noi la convinzione di essere in sovrannumero, ma non si sognano davvero di provare a rivolgere la lente verso se stessi.

E così, con un panorama di infermità mentale che va dalla semplice (si fa per dire) dissonanza cognitiva alla ben più grave schizofrenia, entrambe patologie che altri gruppi di studiosi della natura umana hanno individuato nel pericoloso ma evidenemente sparuto gruppo di non clima-convinti, non si poteva che approdare nella terra del falso consenso e dell’ignoranza di gruppo.

Nel primo caso si tratterebbe di una certa tendenza a ritenere che tutti gli altri condividano le proprie convinzioni. Nel secondo caso qualcosa di simile, ma non riferito alle proprie opinioni, quanto piuttosto a quelle che si ritiene abbiano gli altri, anche se così non è.

Sembra di parlare del catastrofismo più spinto nevvero? E invece no, come detto poche righe fa, queste pericolose deviazioni le avete voi cari i miei scettici, è ora che ve ne facciate una ragione.

Il tutto, naturalmente, inquivocabilmente desunto da un bel sondaggio d’opinione.

Approfittiamo quindi del week-end e sottoponiamoci – rigorosamente in gruppo – alla necessaria terapia. Si comincia con questa lettura. Enjoy.

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Author: Sancho Senza Panza

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2 Comments

  1. Va bene, tutto lo scopo di questi dotti studi è dimostrare che il consenso sembra che non ci sia e invece ci sarebbe.
    Con tutto il bombardamento mediatico (si pensi alle tante trasmissioni per bambini e anche per adulti…) che hanno fatto per anni e anni, sarebbe strano che non ci fosse un certo consenso. Con le “parole” non mi sembrano sprovveduti, rigirano le frittate che è un piacere, si arrampicano su per gli specchi da farsi invidiare da gatti, ragni e qualsiasi altra specie di scalatori provetti… se fosse una questione di “parole” noi scettici saremmo belli che scomparsi.
    Quello che non li aiuta è la mancanza di contenuto. La forma del messaggio è al top; inutile che se la prendano con i comunicatori che non saprebbero comunicare. Sì che lo sanno fare, e benissimo. E’ la sostanza del messaggio che fa cilecca, il prodotto che vorrebbero vendere che non tira neanche con una super-campagna, e mettendo in campo i migliori testimonial.
    Ma poi alla fine, cosa vogliono dimostrare con questo consenso, che Barabba era meglio di Gesù ? Che hanno fatto bene a mettere Giordano Bruno al rogo e a processare Galileo ? Che Hitler aveva ragione, visto che è stato eletto ? Che la Terra è stata piatta nell’antichità ? poi qualcuno le ha dato una forma più rotonda in previsione dei campionati di calcio ?
    Che quando c’è una catastrofe bisogna assass…ehm, volevo dire “sacrificare” una vergine immacolata per calmare l’ira degli dèi (c’è stato un consenso su questo che si perde nella notte dei tempi) ?
    Insomma, ancora con questo “consenso” ?
    Ma quando porteranno un po’ di prove vere, invece ?
    Per esempio, avrei voluto vedere la temperatura andare su su su, sempre più su, sempre più velocemente su…ed avrei concordato con loro, esclamando anch’io “è peggio di quel che pensavo!”
    Invece è successo il contrario, che non ha impedito ai miei amici catastrofisti di esclamare lo stesso “è peggio di quel che pensavamo!”
    che volete farci, ormai la frase l’avevano studiata e imparata a memoria, mica potevano non dirla solo perché la natura li smentisce ! Tanto, col consenso di cui godono (ancora, per il momento) possono permettersi anche questo tipo di frasi, che comunque fa effetto su chi è distratto o non si interessa, o non ne capisce.
    A volte, in mancanza di verità, si vince la battaglia psicologica anche con un sapiente e malizioso gioco di toni. Vuoi mettere ?
    Secondo me.

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  2. Attenzione, che l’articolo non riguarda- come chiaramente vorrebbe sembrare- gli “scettici”, ma quelli che negano l’esistenza di qualsiasi cambiamento climatico. Infatti dai dati non si vede nessuna differenza fra gli “scettici” e i “convinti”, entrambi i gruppi in realta’ sottostimano la reale percentuale di popolazione che condivide le loro idee.

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