Certo che il ghiaccio è proprio strano!

Ma dico, il ghiaccio, non potrebbe semplicemente sciogliersi se fa caldo e formarsi se fa freddo? Pare di no, purtroppo. Sarà questo che genera la confusione di proclami che capita di sentire. Alcuni giorni fa i media sono impazziti per l’ennesima quanto scontata brutta notizia in materia di ghiaccio artico: al termine della stagione di ghiacciamento 2014-2015, la massima estensione del ghiaccio che si forma sul mare dalle parti del Polo Nord è stata in realtà una minima estensione; mai così poco ghiaccio d’inverno lassù da quando lo si misura con i satelliti.

Primo problema, la fretta, quasi sempre cattiva consigliera: subito dopo quello che sembrava l’inizio della fase di scioglimento il ghiaccio ha ripreso a crescere; per cui la massima estensione è arrivata in realtà due settimane dopo l’annuncio, facendo segnare valori superiori nell’ordine al 2005, 2006, 2007 e 2011. Almeno così si evince dai dati diffusi dal servizio meteorologico danese.

icecover_current

http://ocean.dmi.dk/arctic/old_icecover.uk.php

Un’estensione comunque al limite inferiore delle due deviazioni standard, per cui comunque abbastanza bassa da permettere di ricamarci su e di ignorare altri aspetti che in altre occasioni, ben più propizie, sono stati ampiamente sviscerati. Come per esempio il fatto non banale che il volume totale del ghiaccio marino artico sia cresciuto del 10% dal 2011. Ghiaccio più compatto quindi, evidente segnale di ripresa della componente pluriennale, cioè di quella parte di ghiaccio non soggetta a cicli stagionali di scioglimento e ghiacciamento.

http://psc.apl.washington.edu/wordpress/wp-content/uploads/schweiger/ice_volume/PIOMAS.2sst.monthly.Current.v2.1.txt

http://psc.apl.washington.edu/wordpress/wp-content/uploads/schweiger/ice_volume/PIOMAS.2sst.monthly.Current.v2.1.txt

Si sarebbe potuto però parlare dello spessore di questo benedetto ghiaccio. E invece niente. Vuoi vedere che abbia fatto da deterrente l’altro fatto non banale che lo spessore del ghiaccio artico è ai massimi da 11 anni a questa parte?

http://psc.apl.washington.edu/wordpress/wp-content/uploads/schweiger/ice_volume/PIOMAS.2sst.monthly.Current.v2.1.txt

http://psc.apl.washington.edu/wordpress/wp-content/uploads/schweiger/ice_volume/PIOMAS.2sst.monthly.Current.v2.1.txt

Ma, non basta. Sempre qualche giorno fa, altra terrificante notizia: caldo record in Antartide, ben 17,5°C sopra zero raggiunti in una base argentina. Vero e certamente connesso con il riscaldamento globale. Tranne il piccolo insignificante particolare che la base in questione è sì in Antartide, ma fuori da circolo polare antartico, al limite superiore della Penisola Antartica e sottovento ad una catena montuosa che ha prodotto (e produce spesso) intensi venti di foehn le cui caratteristiche fisiche sono proprio quelle di produrre un riscaldamento spesso potente che è anche funzione dell’intensità del vento (qui). Curiosamente, mentre la notizia dell’afa antartica è stata sviscerata in ogni sua forma, nessuno si è sentito di approfondire la questione con questi piccoli insignificanti particolari.

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Author: Guido Guidi

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3 Comments

  1. Nel 2030 i ghiacciai staranno meglio che noi

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  2. Donato, se ci sarò sarò ben felice di scroccare qualcosa da bere 😀
    (già adesso non posso eccedere, però)

    Post a Reply
  3. Per quel che riguarda i ghiacci marini artici, quest’anno bisogna riconoscere che l’estensione lascia piuttosto a desiderare anche se i volumi e lo spessore hanno valori confortanti. Il massimo (relativo, per ora) mi sembra piuttosto basso e l’annata 2014/15, salvo sorprese dell’ultima ora, si colloca al di fuori della fascia di incertezza.
    .
    Diverso il caso dei ghiacci antartici che continuano a macinare record. L’estensione si colloca al di fuori del limite superiore della fascia di incertezza e il saldo totale dei ghiacci marini (artici ed antartici) è positivo salvo oscillazioni di alta frequenza.
    .
    Restano, comunque, le profezie di sventura che collocano al 2030 la data in cui il minimo dei ghiacci polari artici si attesterà a zero. Già una prima “death line” fissata al 2013/14 si è dimostrata illusoria, probabilmente lo sarà anche la seconda. Spero di esserci (l’aspettativa di vita dei maschi italiani mi conforta in questa speranza 🙂 ) per verificare se questa ennesima profezia di sventura si avvererà oppure no. Certo che se dovesse rivelarsi fasulla e io sarò lì a costatarlo, mi impegno a pagare da bere a tutti (tanto chi se ne ricorderà nel 2030?) 🙂
    Ciao, Donato.
    .
    p.s.: Anche se in ritardo, buona Pasqua a tutti.

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