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Sull’Anomalia delle Precipitazioni e delle Temperature del periodo settembre-Dicembre 2015

Per il periodo in esame non emergono anomalie secolari nei dati medi nazionali. Più in particolare con riferimento alla serie storica 1995-2015, il 2015 è risultato il secondo meno piovoso (superato dal 2001),  il quarto più caldo per le temperature massime (superato dal 2014, dal 2011 e dal 2006) e  il sesto più caldo per le minime (superato dal 2014, dal 2004, dal 2000, dal 2013 e dal 2012).

PREMESSA

Oggi alla rassegna stampa di radio radicale è stata letta parte dell’articolo del ricercatore CNR Mario Tozzi apparso sull’Unità di oggi (lunedì 1 febbraio 2015). Mi ha colpito il tono millenaristico che assume l’analisi di Tozzi, tono che ritrovo in un comunicato dei Coldiretti dedicato allo stesso tema (questo il link).

Ho così deciso di condurre questa analisi termica e pluviometrica basandomi sui dati CRA CMA utilizzati per i commenti mensili pubblicati da Climate Monitor, anche per vedere se siamo veramente giunti alla fine del mondo. A tale riguardo, pur conscio della limitatezza dei dati a mia disposizione e della mia scienza, mi sento di dire che la fine del mondo per ora può attendere, nel senso che se ne riparla fra qualche mese.

DATI E METODI

L’analisi è riferita alle 98 stazioni della rete agrometeorologica nazionale di CRA-CMA, in parte composta da stazioni del servizio meteorologico dell’Aeronautica e in parte da stazioni di proprietà di CRA-CMA, ed è stata condotta sia a livello nazionale sia per le tre macroaree Nord (34 stazioni a latitudine superiore a 44.00° N), Centro (30 stazioni fra 43.59° e 41.00°) e Sud (34 stazioni a latitudine inferiore a 41.00°). I dati che risultavano mancanti sono stati ricostruiti con un sistema a medie pesate con peso inversamente proporzionale al quadrato delle distanze su dati che, per le sole temperature, erano stati previamente resi omogenei per la quota.

Il periodo di riferimento è ovviamente breve e tuttavia la fittezza delle rete è considerevole e questo mi porta a confidare nel fatto che la stessa presenti sufficienti requisiti di rappresentatività, aspetto questo che è particolarmente cruciale per un fenomeno tanto variabile come le precipitazioni.

Preciso infine che si è deciso di analizzare il periodo settembre-dicembre in quanto a settembre inizia l’anno idrologico che da noi coincide con l’inizio della ricarica delle falde al termine della fase siccitosa estiva.

RISULTATI

Precipitazioni

I risultati ottenuti evidenziano che il periodo settembre-dicembre del  2015, con una media di 60 mm è risultato il secondo meno piovoso, superato dal 2001 con una media di 54 mm e seguito dal 2007 con 65 mm, dal 2006 con 67 e dal 2011 con 70 mm.

Se estendiamo l’analisi alle macroree è possibile dire che:

  • Al Nord il periodo settembre-dicembre, con una media di 44 mm, è stato il meno piovoso in assoluto, seguito dal 2001 con 56 mm
  • Al Centro il periodo in esame, con una media di 65 mm, è stato il quarto meno piovoso, preceduto dal 2011 (53 mm), dal 2007 (59 mm) e dal 2001 (62 mm).
  • Al Sud il periodo in esame, con una media di 72 mm, è stato il sesto meno piovoso, preceduto dal 2001 (44 mm), dal 1995 e dal 2014 (60 mm), dal 2011 (66 mm) e infine dal 2006 (72 mm).

Estendendo l’analisi nazionale ai singoli mesi si evidenzia in particolare:

  • un settembre 2015 relativamente povero di precipitazioni e che con 53 mm è risultato il quarto meno piovoso, preceduto da 1997 (38 mm), dal 2013 (51 mm) e dal 2011 (52 mm)
  • un ottobre ricchissimo di precipitazioni e che ha visto il 2015, con 137 mm, come il secondo più piovoso di tutta la serie considerata (che ha avuto come più povero di pioggia il 1995 con 18 mm)
  • un novembre 2015 povero di precipitazioni e che con 43 mm è risultato il secondo meno piovoso, preceduto dal 2006 con 42 mm
  • un dicembre 2015 molto povero di precipitazioni e che con 8 mm è risultato il meno piovoso in assoluto, seguito dal 2001 con 40 mm.
Figura 1 – Precipitazioni medie sull’Italia per il quadrimestre settembre-dicembre e per gli anni dal 1995 al 2015. Gli anni sono ordinati per quantità e Il 2015 è il secondo anno meno piovoso.
Figura 1 – Precipitazioni medie sull’Italia per il quadrimestre settembre-dicembre e per gli anni dal 1995 al 2015. Gli anni sono ordinati per quantità e Il 2015 è il secondo anno meno piovoso.

Temperature

Per quanto concerne le temperature massime, a livello nazionale il 2015, con 19.3 °C, è stato il quarto più caldo, superato dal 2014 e dal 2011 (19.7 °C) e dal 2006 (19.6 °C). Più nello specifico:

  • al Nord il 2015, con 17°C, è il quarto più caldo, superato da 2006 e 2011 (17.7 °C) e 2014 (17.5 °C)
  • al Centro il 2015, con 19.2 °C, è il quarto più caldo, superato da 2011 (20.2 °C), 2006 e 2014 (19.7 °C)
  • al Sud il 2015, con 19.3 °C, è il secondo più caldo, superato dal 2014 (19.7 °C).

Per quanto concerne le temperature minime, a livello nazionale il 2015, con 9.9 °C, è stato il sesto più caldo, superato dal 2014 (10.8 °C), dal 2004 (10.2 °C), dal 2000 (10.1 °C), dal 2013 e dal 2012 (10.0). Più nello specifico:

  • al Nord il 2015, con 8.4°C, è il settimo più caldo superato dal 2014 (9.8 °C), dal 2000 e dal 2002 (8.9 °C), dal 2006 (8.8 °C), dal 2013 (8.7 °C) e dal 2004 (8.6°C).
  • al Centro il 2015, con 9.3°C, è il settimo più caldo superato dal 2014 (10.2 °C), dal 2004 (10.0 °C), dal 2012 (9.5 °C), dal 2002, 2013 e 2000 (9.4 °C).
  • al Sud infine il 2015, con 12.0 °C, è il quinto più caldo superato dal 2014 (12.4 °C), dal 2012 (12.2 °C) e  dal 2004 (12.1 °C).
Figura 2 – Temperature medie delle minime (azzurro) e delle massime (rosso) sull’Italia per il quadrimestre settembre-dicembre e per gli anni dal 1995 al 2015. L’analisi visuale mostra che il non si scosta in modo sensibile dal resto della serie.
Figura 2 – Temperature medie delle minime (azzurro) e delle massime (rosso) sull’Italia per il quadrimestre settembre-dicembre e per gli anni dal 1995 al 2015. L’analisi visuale mostra che il non si scosta in modo sensibile dal resto della serie.
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Published inAttualità

26 Comments

  1. Roberto

    Visto che molti citano le temperature locali allora lo faccio anch’io.
    Qualche giorno fa Bari Palese ha registrato una temperatura di 25.2°C. il record di Febbraio dal 1931 era di 24°C nel Febbraio del 1990.
    Ma ciò che è di certo anomalo è il numero di giorni con temperature oltre i 20°C in Febbraio. Io non riscontro nulla di tutto ciò negli altri mesi di Febbraio del passato. nemmeno nel 2007, nel 1998, nel 1990 o nel 1977, gli inverni più caldi degli ultimi anni.

    Quindi record non solo nel picco di temperatura ma anche nel perdurare di tali temperature.
    Il tutto dopo aver avuto un’estate rovente, un autunno siccitoso e un inverno che dalle nostre parti è durato praticamente 5 giorni verso la fine di Gennaio.

    E non sto nemmeno considerando le temperature estive registratesi questi giorni nell’est europeo.

    Aspetto smentite. Sono sempre ben accette da parte mia.
    Saluti

    • Roberto

      ti ringrazio ma questo non cambia il perdurare di temperature over 19°C anche nella mia città poco più su di Bari. insomma al di là delle rivelazioni erano temperature prettamente primaverili (chi ci capisce qualcosa di meteo sa riconoscere la differenza tra una temperatura di 19°C e una di 15°C in sostanza al di là di ciò che rileva il termometro)
      quindi (se escludiamo il record totalmente discutibile) poco conta se erano 25 o 23, ma anche 19, le temperature in quei giorni. di fatto sta che c’è stato un perdurare (a mio avvisto) senza precedenti (sia in Puglia che in gran parte dell’Est europeo) 🙂

    • Roberto

      ti ringrazio ma questo non cambia il perdurare di temperature over 19°C anche nella mia città poco più su di Bari. insomma al di là delle rivelazioni erano temperature prettamente primaverili (chi ci capisce qualcosa di meteo sa riconoscere la differenza tra una temperatura di 19°C e una di 15°C in sostanza al di là di ciò che rileva il termometro)
      quindi (se escludiamo il record totalmente discutibile) poco conta se erano 25 o 23, ma anche 19, le temperature in quei giorni. di fatto sta che c’è stato un perdurare (a mio avviso) senza precedenti (sia in Puglia che in gran parte dell’Est europeo) 🙂

    • Alessandro

      Chi capisce di climatologia sa benissimo che le sensazioni dell’uomo rispetto al clima che è sempre cambiato sono ampiamente condivisibili, visto che il campione dei dati in nostro possesso è sufficiente solo per esprimere una tendenza meteorologica e non climatologica.

    • The Dome

      Per un intero semestre non cadde una goccia sui campi coltivati dalle colonie latine abitanti nella zona identificabile con l’odierna Tarquinia. Questa straordinaria situazione climatica anomala la riporta Tito Livio, correva l’anno 180 a.c

  2. Alessandro

    Carissimo Luigi, è sempre piacevole leggerti.
    Mi conforta che mi confermi che al Centro nel 2015 abbiamo avuto un’isoterma annuale superiore ai 14°C.
    Segnalo però che la stazione A.M. di Arezzo (come tutti gli anni e tutti i mesi) ci vorrebbe far credere che la media sia stata di 13,2°C . Segnalo inoltre che la media 1981/2010 di questa stazione (ufficiale per il WMO) riporti una media annuale 1981/2010 che non è rappresentativa della reale media trentennale. La media trentennale a.m. infatti è 1°C inferiore alla media trentennale riportata dal SIR con la stazione di Arezzo San Fabiano (che riporterebbe a mio avviso quella reale).
    Praticamente chiunque aretino prenda come riferimento questa media “aeroportuale” per stabilire se è sopra o sotto media trentennale spesso e volentieri avrà una falsa percezione di ciò che realmente è accaduto termicamente.
    Sappiamo inoltre che la stragrande maggioranza dei dati del passato provengono da stazioni aeroportuali che non fanno altro che misurare le condizioni nell’intorno della pista e non le caratteristiche sinottiche che invece fanno parte della climatologia.
    Questo per dire che gli organi internazionali hanno traccia di un passato dipinto più fresco, ma che in realtà non lo è stato più fresco.
    Saluti

  3. giovanni geologo

    Egregio Mariani, purtroppo avendo passato i giorni della Merla con temperature “primaverili” ormai é assodato che il riscaldamento globale avanza inarrestabile e che la fine é vicina. Poco impoprta se la perturbazione della “Merla” stia arrivando solo ora con qualche giorno di ritardo, Poco importa che i catastrofisti dicano sempre: quando nevica o fa freddo il meteo ( il tempo) non é il clima, peccato che per loro non sia mai vero il contrario. Poco importa che lei abbia giustamente pubblicato queste tabelle che mostrano come anche la “siccità” e il tepore di questi mesi facciano parte di “normali” variazioni a scala pluridecennale o secolare ( i famosi tempi di ritorno dei fenomeni naturali che ho studiato all’università negli anni 90mma che apparentemente sono caduti in disuso e sono stati dimenticati al giorno d’oggi). COme ormai sostengo da anni per avere una visione oggettiva di questi fenomeni bisognerebbe compararli con dati alla giusta scala. Purtroppo i cambiamenti climatici sono fenomeni a scala spazio-temporale geologica e i dati diretti e imparziali di cui disponiamo abbracciano poco piu di un secolo. In ambito vulcanologico, sismico nessuno si sognerebbe di fare previsioni basandosi su dati estrapolati su un periodo di 100 anni, altrimenti saremmo costratti ad ammettere che anche i terremoti e le eruzioni vulcaniche del presente sono fenomeni unici e senza precedenti ( e sicuramente causati dall’uomo!). Purtroppo é difficle contrapporre il raziocinio alle spinte mediatiche ed emotive che hanno spesso la meglio

  4. Fabio Vomiero

    Mi permetto di formulare, ma sempre in maniera del tutto discorsiva e spero costruttiva, alcune critiche alla posizione del dott.Prinzi. Due i punti secondo me salienti. Lei dice: “non scientificamente dimostrato surriscaldamento globale” e “La CO2 non influenza il clima”. Mi pare invece che si tratti proprio dei punti cardine di tutta la conoscenza stessa che abbiamo sui cambiamenti climatici, gli aspetti ampiamente tra i più “dimostrati” scientificamente, se in modo galileiano o meno non lo so, visto che dai tempi di Galileo sono passati ben 400 anni, ma scientifico sicuramente sì. Semmai non sarebbe ancora dimostrato quanta parte del riscaldamento globale sarebbe di origine antropica, e quindi a questo punto ci addentriamo in un aspetto diverso, scientificamente analogo peraltro a moltissime altre questioni, di natura probabilistica, che ad esempio riguardano gli studi biomedici, farmacologici, tossicologici, ecologici e quant’altro. E poi certo che la teoria dell’effetto serra è soltanto una teoria, ma francamente non credo che una teoria che prenda in considerazione improbabili influssi sul clima causati per esempio dalla posizione degli astri possa definirsi più coerente con i fatti. Quali sarebbero le prove o meglio le evidenze scientifiche? Già ci sono molti dubbi in merito all’ipotesi solare, visto che (a parte la maggioranza dei lavori scientifici) negli ultimi decenni Sole e temperature globali pare stiano seguendo dinamiche opposte. E poi certo che la teoria dell’effetto serra è soltanto una teoria, ma non dobbiamo dimenticare che le leggi galileianamente dimostrate, come dice lei ma anche qualcun’altro, come Battaglia, Zichichi, Rubbia, tanto per fare dei nomi, esistono solo in fisica classica ma non nel mondo probabilistico dei sistemi complessi, purtroppo. Devo riconoscere che non conosco i termini esatti della teoria dell’effetto dinamo, ma nelle riflessioni invito sempre a considerare il fattore tempo. Ora noi, per spiegare i fenomeni, i fatti, dobbiamo considerare fattori causali che sappiamo cambiare in tempi decadali, non millenari e oltre, quelli vanno considerati in un altro contesto, in un quadro scientifico certamente complessivo, ma a “piani sfalsati” direi. Tenga presente dott. Prinzi che io non ho posizioni preconcette o ideologiche in merito al dibattito sui cambiamenti climatici (anche se più di qualche anno fa ero scettico), cerco solo, aiutato anche per fortuna da una provvidenziale (oggigiorno) formazione scientifica, di studiare e di seguire l’evidenza e la logica, in base ai dati e alle conoscenze di cui posso usufruire, e che per loro natura possono anche cambiare ed evolversi nel tempo. Riporto anch’io il mio ultimo scritto sull’argomento:
    http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/dai-satelliti-il-global-warming-meno-warming-ma-/52546/
    Saluto cordialmente.

    • Fabio, per cortesia restiamo in tema.
      gg

  5. Quella dello “effetto serra” è una teoria obsoleta, formulata nel 1824.
    La CO2 non influisce sul clima, in quanto non effettua trasporto di energia nel tempo e nello spazio, ma solo viraggio di banda tra energia assorbita in fase si eccitazione ed energia riemessa in fase di rilassamento, in tempi dell’ordine di frazioni di secondo.
    In opposti a confronto, rubrica di Radio Italia & Taxi, una mia breve esposizione di queste tesi sulle quali invito ad intervenire argomentando, sia a favore che contro.

    http://www.radioitaliaetaxi.it/opposti-a-confronto/

    • Giorgio Prinzi

      La recente teoria dello “effetto dinamo” sembra meglio spiegare le mutazioni climatiche, dipendenti dagli equilibri di forze con altri corpi celesti, tra cui il Sole e la sua attività ciclica, che influenzano tutti i fenomeni geofisici, terremoti e vulcani compresi.

      http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=7403

    • Giorgio, ci sono altri TD per discutere di questo. Restiamo sul tema.
      gg

    • Mattia

      Certamente, anche le febbri influenzali e il crollo degli Imperi! 🙂 Per cortesia, restiamo su dati oggettivi e discussioni scientificamente fondate.

  6. Donato

    Caro Luigi, complimenti per l’ottimo lavoro e grazie per avermi dato un po’ di serenità: quella dei numeri.
    La tua analisi restituisce un’immagine della situazione meteorologica italiana (anche se potremmo dire climatica visto che operiamo su un arco temporale di circa venti anni) per nulla allarmante.
    Io bazzico i temi climatici e climatologici da qualche anno eppure devo ammettere che di fronte ai periodi di prolungata siccità o di temperature piuttosto miti che hanno caratterizzato questo autunno e questa prima parte di inverno, non ho potuto fare a meno di storcere un poco la bocca e pensare alle bizzarrie del clima che cambia. Se capita a me, figuriamoci al resto del mondo!
    Il tuo articolo mette le cose a posto e ci fa capire quanto l’impressione sia illusoria: meno male che ci sono i numeri e le osservazioni. E chi li pubblica, ovviamente! 🙂
    Ciao, Donato.

  7. The Dome

    Ieri nella zona costiera della Versilia in Toscana alle ore 18:00 circa c’erano 11° Celsius come moltissime altre volte nei mesi di febbraio, ma alcuni personaggi commentavano da tuttologi (senza conoscere ovviamente nulla) sostenendo che ci fosse troppo “caldo”…Confronto medie (anche se non ne avrei bisogno perché ricordo benissimo i momenti più freddi come il 2012 o caldi) e mi accorgo che ci sono stati periodi a gennaio o febbraio nella mia zona con temperature molto più miti, ma nessuno al tempo commentava, anzi felici di tutto ciò, in quanto ancora le meteo bufale erano meno estremizzate.Quindi molti non pensano, ripetono senza neppure ricordare.
    Vorrei sapere quanto durerà secondo lei questo bombardamento mediatico con deliri meteo costanti sia in rete che in tv (parole e discorsi senza senso, immagini ridicole di “fiamme” africane ecc ecc) e soprattutto qual è lo scopo di tutto ciò?
    Grazie

    • Roberto

      25.2°C a Bari Palese. record assoluto dal 1931 in Febbraio. quindi nessuno scopo. solo osservazioni. per di più abbiamo avuto 5 giorni di fila con temperature superiori a 19°C. e anche questo non era mai successo nella storia.
      per non parlare delle temperature nell’Europa orientale.

    • The Dome

      Lo scopo c’è eccome, ed è lo stesso che classifica eventi straordinari nella politica o nell’attualità e poi vai a leggere la storia degli ultimi 50 anni e ne vedi delle belle!!! “”25.2°C a Bari Palese. record assoluto dal 1931 in Febbraio. quindi nessuno scopo. solo osservazioni. per di più abbiamo avuto 5 giorni di fila con temperature superiori a 19°C. e anche questo non era mai successo nella storia.””
      Quale STORIA, quella millenaria, con cosa si può raffrontare? Vediamo le zone sismiche: per secoli in certi luoghi altamente sismici non è accaduto nulla, anche per 500 anni…
      “per non parlare delle temperature nell’Europa orientale.”
      Tipo?

  8. Alessandro

    Qui in Valdichiana il quadrimestre Settembre/Dicembre 2015 dal punto di vista termico risulta una minima media di 8,2°C e una massima media di 17,7°C.
    http://weatherstationfoiano.altervista.org/noaa.php
    Rispetto alla media 1981/2010 il quadrimestre è risultato mediamente sottomedia di -0,3°C.
    I dati possono essere anche consultati sul sito del SIR e sono grossomodo gli stessi:
    http://www.sir.toscana.it/index.php?IDS=2&IDSS=6
    Arezzo San Fabiano media max 17,9°C e medie min di 7,6°C

  9. fabio molletta

    Un altro esempio di terrorismo climatico fatto da persone che si autoproclamano tuttologi, sopratutto nel campo della climatologia è un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano (che consiglio di leggere per toccare con mano quale è il grado di conoscenze scientifiche medie degli italiani) il 28 gennaio scorso a firma del prof. Ugo Bardi, docente di chimica presso l’università di Firenze. Basta citare solo l’inizio del suo articolo: “Quante cose possono cambiare in un anno! E cose importanti. Il 2015 sarà ricordato per tanti eventi drammatici; ma anche per una grande svolta: quella della percezione della gravità del cambiamento climatico.”

    • giovanni geologo

      Bardi, un chimico esperto di picchi di petrolio inesitenti che si é reciclato da anni in campo climatologico. Ho gia scritto alcune volte alla redazione del fatto lamentandomi del fatto che un giornale che si definisce “indipendente” ( del quale apprezzo il rifiuto dei finanziamenti pubblici) ospiti personaggi completamente schierati e di parte, in un ambito quello scientifico, dove l’oggettività e il distacco da ideologie dovrebbe essere il fondamento per ogni discussione. Purtroppo Bardi non é il soload essere ospitato e a fare propaganda politica altro esempio é Balocco che nel suo ultimo post afferma “Perché oramai non vi sono più dubbi circa il fatto che noi, sulla nostra pelle, stiamo già subendo le conseguenze di ciò che abbiamo creato: il cambiamento climatico.” QUindi siamo arrivati al livello che i cosiddetti scienziati ambientalisti sostengono che il clima non cambia naturalmente ( teoria creazionista) ma cambia solo per colpa dell’uomo. L’oscurantismo medioevale ci fa un baffo

  10. Fabio Molletta

    Purtroppo l’Italia è diventata il paese dei tuttologi, sopratutto per quanto riguarda la climatologia. Il dott. Mario Tozzi è molto conosciuto per le sue comparsate in televisione e su altri media, dove disquisisce di tutto e di più. Io, avendo la possibilità, ho fatto una piccola ricerca su ISI Web of Science ed ho scoperto che su questa data base scientifica risultano dal 1950 sino ad oggi solo due lavori a nome di Mario Tozzi, entrambi del 1996. Ora, uno che è pagato per fare ricerca, ed a quanto pare non ne fa molta, solo in Italia può assurgersi al ruolo di conoscitore di tutte le problematiche scientifiche dell’universo. E poi ci lamentiamo che i nostri migliori ragazzi devono andarsene all’estero per poter fare ricerca, quella seria, non quella politica.

  11. alessandrobarbolini .critico meteo

    Ciclicità compensazioni

  12. Paolo

    Gent.mo Sig. Mariani,
    Il fatto che l’articolo dal tono millenaristico (ma a questo punto oserei dire “bi-millenaristico”…) sia apparso sull’Unità, mi riporta alla memoria una dichiarazione fatta tempo fa al Telegiornale da un alto esponente di quella parte politica.
    Il tale così pontificava: “il capitalismo è incompatibile con la sostenibilità del Pianeta”.
    Vorra pur dir qualcosa, o no?
    Cordiali saluti,

    Paolo

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