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Quando si dice il senso pratico

Il global warming visto con gli occhi di un “trader”. Non so se comprerei un’auto usata da lui, probabilmente no, ma non si può dire che gli manchi il senso pratico. Scrive così Dan Murphy:

Ora questa storia non vi piacerà, ma devo togliermi il peso dallo stomaco. Volevo capire se il global warming (ora cambiamento climatico) è reale o è un nuovo modo di prosciugare i nostri portafogli, così ho fatto un po’ di ricerca.

Ho iniziato cercando su google i grafici delle temperature storiche. ne ho trovato uno che mostrava che le temperature stavano salendo veloci in modo allarmante sin dal 1880. Tempo di andarsene da Newport Beach prima che affondi.

Temps

Ma quando ho ingrandito la figura fino ad un grafico che torna indietro di 800.000 anni creato con dati provenienti da campioni di ghiaccio dell’Antartide, è diventato molto chiaro che ci sono stati nella storia cicli regolari di riscaldamento e raffreddamento… probabilmente causati dall’orbita terrestre attorno al sole e dalle oscillazioni del suo asse (obliquità dell’asse).

temp2

L’innalzamento sulla destra è iniziato migliaia di anni prima che la Model T di Henry Ford vedesse la luce. Sembra che Al Gore abbia fatto un po’ di cherry picking nel suo esempio vero?

Quando faccio dei test sul mercato azionario, cerco di non prendermi in giro credendo in qualcosa di irreale, perché altrimenti perderò una fortuna.

E’ questa la ragione per cui uso tutti i dati che posso raccogliere. Fortunatamente, non ho bisogno di scavare per migliaia di metri nel freddo e nella desolazione dell’Antartico.

[…]

Così, farete come Al Gore e butterete via 800.000 anni di dati o userete tutto quello che avete a disposizione?

Il mondo della finanza non è meglio di quello del clima che cambia, ma almeno non pecca di pragmatismo…

NB: Grazie ad Alvaro per la segnalazione. Qui trovate il testo per intero, la cui nota saliente è la velocità con cui Murphy liquida il tema del clima che cambia. Viva la faccia.

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Published inAttualità

9 Comments

  1. Fabio Vomiero

    Guido, ho seguito con molto interesse e attenzione il tuo ragionamento, praticamente condivido pienamente. Anch’io, come te, non sono di parte, non ho la verità in tasca e odio tante cose di questo dibattito sui cambiamenti climatici. Sono d’accordo che il problema dei cambiamenti climatici non è solo scientifico, penso però che solo la scienza e il metodo scientifico possano essere in grado di darci, pur con tutte le difficoltà, delle parziali risposte e quindi, da parte mia, è solo lì che mi sto concentrando. Nel mio commento, infatti, mi sono soltanto limitato ad analizzare criticamente sul piano logico e scientifico un contributo apparentemente interessante ma che in realtà esprime una superficialità disarmante e dal quale traspare chiaramente un basso grado di scientificità. Ma tranquillo, farei lo stesso con Al Gore, non è un problema di vedute o di bias, non è sicuramente il mio caso. E’ che, in linea generale, non sopporto chi si rivolge ad un pubblico, e magari ha anche capacità di influenzarlo, con incompetenza e facendo credere che chiunque, allegramente, possa occuparsi di scienza. Vuol dire non aver capito niente e infatti non mi stupirei che Murphy, così come molti altri tuttologi contemporanei, non abbia nemmeno la più pallida idea di che cosa sia un sistema complesso, o un modello fisico-matematico o che non sappia nemmeno che differenza ci sia tra tempo e clima o tra temperature superficiali e temperature satellitari, o che cosa sia una SST o che le ricostruzioni paleoclimatiche delle temperature non sono la realtà delle cose, ma soltanto una stima molto approssimativa, tutto qui. Non ce l’ho con Murphy, ce l’ho in linea generale con chi si esprime saccentemente e volontariamente su determinati argomenti scientifici con incompetenza e con completa inconsapevolezza della propria ignoranza. Due cose che, almeno queste, non si possono certamente attribuire all’impresa scientifica.
    Saluto sempre cordialmente e buona domenica.

  2. Fabio Vomiero

    Pardon, forse il grafico arriva al 2009, ma la sostanza non cambia.

  3. Fabio Vomiero

    Bene bene, ti ringrazio Guidi di questo pezzo simpatico, ma che mi stimola ovviamente ad intervenire. Come oramai tu sai bene, amo analizzare e smontare in modo il più possibile scientifico tutti coloro che credono che esprimersi su temi scientifici (come ad esempio anche alcuni giornalisti) sia un gioco da ragazzi, come che la scienza fosse lì, portata avanti da quattro ciarlatani in cerca di fama e successo e dove chiunque, senza una preparazione specifica e adeguata, possa cogliere errori, ribaltare dati, inventarsi teorie, condannare scienziati meritevoli, ecc. Questa è la volta del buon Murphy (è quello dei liquori?), del resto non è poi così rara la sindrome da “megalomania” della quale risultano affetti molti imprenditori di successo. Ma passiamo al dunque.
    Primo, il grafico riportato delle temperature globali estratto da Giss.nasa.gov si ferma guardacaso al 2007, anche questo a casa mia è cherry picking. Pregasi aggiungere il resto…
    Secondo, il confronto “scientifico” non va fatto con l’altrettanto ascientifico Al Gore. Esiste una comunità scientifica ben attrezzata e preparata sia sotto il profilo intellettuale, che quello sperimentale, nella quale peraltro esistono delle regole e dei meccanismi di funzionamento ben collaudati, anche se pur sempre migliorabili.
    Terzo, la solita solfa del clima che è sempre cambiato, anche se poi nessuno sa bene come e perché. Quella riportata è soltanto una ricostruzione di massima e quelli che lui chiama cicli “regolari” durano 100.000 anni con un margine di errore importantissimo, non quarant’anni. Anche se il clima è sempre cambiato ciò non esclude che il riscaldamento globale attuale non possa seguire dinamiche proprie e anche atipiche.
    Un contradditorio minimo minimo, ma che mi sembra sufficiente.
    Beh, chiunque sia questo Murphy, se è quello dei liquori, meglio berci su e farsi una risata, direi.
    Saluto sempre cordialmente

    • Guido Botteri

      Che All Gore non sia persona scientifica, è evidente, tanto che gli hanno dato il premio nobel, ma non per meriti scientifici. Però glielo hanno dato, e questo vorrà pur dire qualcosa, come hanno dato un premio nobel, anche questo per la “pace” ad obama, prima che il poverino manco potesse aver fatto niente di significativo per meritarlo, anche volendo.
      Cosa ne deduco?
      Che questo non è “solo” un argomento scientifico.
      Se mi sono interessato a questa questione è proprio perché ho notato l’invadenza, la pesantezza, l’ipocrisia, la non scientificità di buona parte degli argomenti e degli interventi.
      Dovrei stare zitto perché una persona senza particolare rilevanza scientifica, per esempio il vescovo di Roma, o il premio Oscar di quest’anno, interviene pesantemente sull’argomento?
      Non mi pare una cosa che abbia senso.
      Diciamolo chiaramente, questo dibattito, nel web, è tutto meno che scientifico.
      Si sono sparate buffonate incredibili, senza che la comunità scientifica dicesse nulla per opporsi, visto che il tutto faceva comodo ad una certa linea.
      Vedi, io non mi sento parte di un partito, di una squadra, se non quella della scienza e della verità.
      Non pretendo di avere la verità in tasca, soprattutto in una materia come questa piena di effetti contrastanti, dove non è quasi mai in ballo se una cosa sia vera, ma “quanto” sia vera. Anch’io contribuisco al PIL dell’Italia, rigorosamente parlando, ma quando morirò né l’Italia né il suo PIL si accorgeranno che me ne sono andato.
      I cambiamenti sono la norma, e non l’eccezione, e questo sfugge ormai alla massa, a cui si fa credere che non ci siano mai stati allagamenti paragonabili a questi, mai tornado, mai siccità, ecc. prima.
      Mai a questa velocità (come se sapessero e potessero escludere eventi più veloci nei tempi passati).
      Pompei, vicina a casa mia, non fu sepolta un millimetro all’anno, ma in pochi giorni.
      Dare l’idea di una natura calma, lenta, che agisca solo in milioni di anni, senza mai accelerazioni improvvise, e che sia stata stravolta dall’uomo cattivo, che va punito, ma soprattutto tassato, mi sembra ideologia, religione, più che scienza.
      Potrei citare una quantità enorme di ragioni per cui la natura cambia continuamente, pur conservando un sostanziale equilibrio.
      Anche la temperatura dell’uomo è abbastanza costante, pur vivendo in climi estremamente diversi e con vite estremamente differenziate.

      Soprattutto mi sorprende la censura irosa verso coloro che, eretici, osano studiare. Studiare, capite? Verificare quanto possano contare anche altri parametri, che non siano la CO2. Gente maledetta, che non rispetta i dogmi, e prova a valutare altri fattori. Delitto esecrando, sacrilegio! Nel medioevo sarebbero stati messi al rogo.

      Tu dici che accanto al cambiamento naturale, può esserci “anche” un cambiamento causato dall’uomo. Giusto, per me non fa una piega.
      Gli eretici dicono invece che accanto al cambiamento causato dall’uomo, può esserci “anche” un cambiamento naturale.
      Trovami la differenza.

      Però gli eretici vengono condannati con forza perché osano provare a valutare questi effetti naturali.

      Bene, se un effetto è dovuto a più cause, mi pare che non potrà mai essere capito e calcolato correttamente se si attribuisce tutto ad una sola causa.
      E’ dunque così eretico, così pazzesco, valutare anche le altre cause?
      No, non si può, come minimo si viene etichettati come “negazionisti”.
      Spero di avere dato l’idea.

  4. giovanni geologo

    Non posso che farle i complimenti per questo articolo e soprattutto per aver messo in luce con questi 2 grafici a confronto quanto sia facile manipolare dei grafici intervenendo sulle scale delle ascisse e ordinate o semplicemente ritagliando le porzioni che più ci fanno comodo per dimostrare ciò che interessa e per nascondere ciò che sarebbe scomodo da mostrare. Faccio notare che purtroppo questa pratica manipolatoria é sempre più di moda in vairi settori tecnico scientifici e soprattutto divulgativi destinati al pubblico e viene utilizzata per supportare in maniera pseudo matematica e pseudo oggettiva illazioni o teorie ben lungi dall’essere oggettive e in opinabili. Per continuare in questa direzione sarebbe interessante mostrasse altri grafici che abbracciano scale temporali geologiche più ampie di milioni di anni dove si potrebbe osservare come le attuali variazioni della concentrazione di CO2nsiano talmente infime e insignificanti rispett a quelle a scala geologica da risultare un rumore di fondo appena percettibile sul quale si é costruito un castello di catastrofi senza precedenti. Sul sito eretico di WUWT si trova un elenco esaustivo di tali grafici liberamente consultabili da tutti

    • giovanni geologo

      Errata corrige: intendevo dire i grafici delle variazioni di temperatura e non della CO2 mi scuso per l’errore dato dalla fretta. Comunque questi ultimi fanno il paio con i primi…

    • “Per continuare in questa direzione sarebbe interessante mostrasse altri grafici che abbracciano scale temporali geologiche più ampie di milioni di anni dove si potrebbe osservare come le attuali variazioni della concentrazione di CO2nsiano talmente infime e insignificanti” tenendo conto dell’errata-corrige.
      Forse aiuta un po’ il testo di Elio Antonello (Osservatorio Astronomico di Milano) qui e la sua figura 11.1 a pag.42. Ciao. Franco

    • giovanni geologo

      Splendido articolo centra in pieno il bersaglio. Direi che tutti grafici mostrati sono estremamente significativi e inequivocabili. Sicuramente un’ ottima lettura di sintesi e approfondimento…grazie!

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