Come dargli torto…

Oggi si apre il G7  Finanze a Bari. Tra le altre cose, in cui non sono certamente attrezzato per entrare, è probabile che si vedano le manifestazioni di protesta che additano la distanza siderale tra i redditi dei protagonisti dell’alta finanza e…tutti gli altri.

E’ il mercato bellezza, si dirà. Come ha detto Alessandro Milan, giornalista di Radio24 che conduce la trasmissione del primo mattino, commentando il compenso di 400.000 Dollari che pare sia stato ottenuto dall’ex presidente USA per il suo intervento a Milano dei giorni scorsi e gli 850 Euro che molti hanno speso per andarlo a sentire.

Al centro del discorso di Obama, il clima che cambia e i colpi che questo cambiamento infliggerebbe al pianeta, soprattutto alla sua capacità di produrre cibo, riducendo i raccolti e facendo salire il prezzo delle materie prime alimentari. Davvero?

Se non avete voglia di andare sul link nel tweet, date un’occhiata alle immagini qui sotto. Vengono dalla FAO (ps: nella seconda immagine la linea buona è quella gialla…).

Magari si potrebbe provare a chiedere dove sono le tracce di riduzione della produzione e aumento dei prezzi, ma temo che potrebbero volerci altri 850 Euro a testa e qualche altro centinaio di migliaia di Euro di compenso per sentirsi dire che non siamo capaci di capire…

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Author: Guido Guidi

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7 Comments

  1. Caro Guido,
    hai fatto bene a mettere il dito nella piaga.
    Qui non è questione di essere di sinistra o di destra e di credere o meno in Obama come leader di un partito DEM mondiale (la proposta è di Matteo Renzi).
    Questo è molto più vilmente un problema di bugie, e mi spiego.
    La produzione globale delle 4 grandi colture che nutrono il mondo (mais, riso, frumento e soia, cui oggi si deve oltre il 60% del soddisfacimento del fabbisogno globale di cibo dell’umanità) salgono in modo grossomodo monotono dal 1961, guadagnando il 2-3% l’anno (vedi figura allegata) con incrementi complessivi fra il 119 e il 200%. In questo stesso periodo le perdite complessive dovute al clima sarebbero del 5-10% (Lobell in un suo lavoro del 2011 parla del 5,5% di perdite dal 1980 per frumento) e dunque sono abbondantemente mascherate dal trend positivo complessivo.
    Visto però che questo trend positivo (peraltro confermato da statistiche mondiali indipendenti da quelle FAO e prodotte dal ministero dell’agricoltura statunitense) non le fa vedere mai nessuno mentre tutti – IPCC in primis – parlano con toni accorati del “drammatico calo del 5%”, si crea nell’opinione pubblica un’irrealistica sensazione di catastrofe incombente che poi viene cavalcata dai media e dai politici. Tutto questo è a mio avviso vergognoso perché non rispettoso dei fatti e perché rischia di farci prendere decisioni sbagliate, il che è tutt’altro che irrealistico da pensare se si riflette per un attimo sul fatto che l’ex “comandante in capo” con queste “fette di salame sugli occhi” ha guidato la nazione più potente della terra per ben 8 anni.
    Altrettanto vergognoso è che la gente strapaghi per trovarsi di fronte alle medesime distorsioni della realtà messe in scena tutti i giorni da “pennivendoli da strapazzo” che pubblicano sui nostri quotidiani.
    Concludo osservando sconsolato che nessuno sia in grado di associare i prezzi bassi di cui si lamentano i nostri produttori agricoli con il fatto che c’è sovrapproduzione e dunque il clima sta facendo il suo dovere, favorendo le produzioni agricole.

    Immagine allegata

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    • Caro Luigi, volevo scrivere una scomoda verità per chi ha permesso di fare inutili spese legiferando a favore della fauna e favorendo le perdite di produzione ceralicola.
      Io sono convinto che la perdita di produzione del 5%-10% sia dovuto alle politiche ambientaliste. Sono sotto gli occhi di tutti i danni produttivi per coloro che frequentano quotidianamente le zone agricole: un inutile sovrappopolamento faunistico (selvaggina ) favorito da divieti di caccia immotivati.

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  2. Drammatiche comiche finali. Complimenti per l’approfondimento.

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  3. Ottima riflessione su un evento (quello della comparsata a Milano-Rho) che se non evocasse cose assurde che portano ad un incredibile ed immane sperpero di risorse economiche 8che dovrebbero invece essere molto più opportunamente gestite per affrontare i veri grandi problemi dell’umanità (tra le quali FAME e miserevoli condizioni di vita di oltre un terzo della popolazione mondiale), potrebbe essere annoverato come una sceneggiata da cabaret. Alla Crozza per dire, che è peraltro molto più divertente.

    Grazie ancora all’amico Luigi Mariani che giustamente si indigna per le bugie e le fuorvianti speculazioni che quella retorica comportano.

    Per far riflettere coloro che per “apparire” (?), hanno deciso di buttare 850 € e regalare l’incredibile sontuoso compenso a Obama, suggerisco di andare a leggere il libro scritto dal Prof. Fred S. Singer e Anthony Avery dal titolo:
    “UNSTOPPABLE GLOBAL WARMING – every 1.500 years”, che anche i tanti giornalisti che abitualmente cavalcano tale argomento dovrebbe leggere.

    Grazie per quanto questo sito lodevolmente continua a fare, per far riflettere e valutare cose concrete rispetto a teorie speculative che, invece, continuano a galleggiare.

    – P.S.: Nei giorni scorsi mi sono nuovamente imbattuto nelle assurdità del sito: Il parco delle BUFALE” dell’inneffabile Sylvie Coyaud, che demonizza chiunque non si adegui al suo pregiudizio!
    Taluni mi hanno invitato a … lasciar perdere, perché è tempo sprecato, ma se si continua a lasciar dire tali assurdità, il cittadino ne rimane condizionato e … fregato.

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  4. Dimenticavo:
    Ma non bastava (ed avanzava) Al Gore?
    Ora, visto quanto si guadagna a cavalcare questi argomenti, ci si mette anche lui.
    Che pena !

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  5. Pensate se per contrastare tal minaccia CO2 si riducessero industrie che producono trattori e macchinari per l’agricoltura insieme a quelle che producono i loro carburanti, quelle che producono concimi e antiparassitari per l’agricoltura, quelle che producono i mezzi di trasporto per la distribuzione dei prodotti agricoli e le altre che ne gestiscono stoccaggi e preparazione alimentare: pastorizzazione ecc…
    Se tutte queste strutture venissero ridotte per diminuire le “fatali” emissioni immaginate voi quanto ne beneficerebbe la popolazione umana: soprattutto la più povera che campa con tali attività e la più affamata! Davvero uno scenario allettante in nome del futuro ecologico!???

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  6. Il catastrofismo porta voti quando si fa politica. Ma non solo. Ad esempio, porta soldi sia agli aspiranti-presidenti trombati che agli ex-presidenti, rigorosamente di una stessa parte politica.
    I fatti pero’ smentiscono clamorosamente la narrativa dei catastrofisti di professione. Se ne e’ parlato a proposito dell’agricoltura in russia. Ma basta dare un’occhiata alla quotazione del frumento in borsa (in caduta libera) per avere la prova immediata delle scemenze raccontate a Milano.
    Al solito le dissonanze cognitive da quella parte si sprecano. Dicono di volere il bene della gente e sbarcano il lunario terrorizzandola.
    Dicono di voler risolvere il razzismo e segregano la gente in razze fino a promuovere una incredibile apartheid di ritorno (http://www.zerohedge.com/news/2017-05-10/harvard-hold-blacks-only-graduation-ceremony-progressives-embrace-segregation).
    Dicono di volere il benessere della gente e la affamano con politiche economiche draconiane, di decrescita felice e deindustrializzazione forzata.
    Dicono di essere democratici e, da sconfitti, predicano la nascita di “reti di attivisti” con l’obbiettivo di sovvertire i risultati elettorali “sbagliati”.
    E’ un leit-motiv che non risparmia nessun campo, e l’equazione e’ sempre la stessa: Paura+Balle+Propaganda = Potere + Soldi.

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