Una risata li seppellirà

…Ma per adesso a seppellirli è la neve.

Come da tradizione in questi giorni sulle montagne svizzere di Davos si riunisce il gotha del potere politico e finanziario mondiale: tutti felicemente impegnati a “migliorare lo stato del mondo (…) per modellare agende globali, regionali e industriali (weforum.org)”. Niente di nuovo sotto il sole: è il Club dei Migliori che periodicamente si riunisce per autocelebrarsi nella più alta espressione di sè, quella dei Salvamondo. Un circo itinerante che si alimenta di kermesse a tema: ieri erano a Bonn per salvare il clima (COP23), l’altro ieri in Virginia per curare i loro privatissimi interessi personali (Bilderberg) e oggi in un paradiso svizzero dello sci a due passi dal Liechtenstein, ché magari si unisce anche l’utile al dilettevole.

Se il Bilderberg è carbonaro e misterioso, Davos è quasi sfacciato nel suo sfoggio opulento e autocelebrativo, tanto da potersi persino permettere il lusso di invitare qualche deplorable, per il piacere assai raffinato di prenderlo per i fondelli. E deve essere per questo sofisticato piacere che proprio alla presenza del Presidente americano si porta in scena il trionfo della retorica ambientalista più trita: dei 5 rischi più gravi identificati dagli Illuminati, ben tre sono di carattere ambientale, un record. Si parla di “Eventi Meteorologici Estremi”, di “Disastri Naturali” e di “Incapacità di mitigare / adattarsi al Climate Change” (Fig.1). E nessun rischio economico, a fronte della montagna di trilioni di debito che ha partorito una crescita mondiale da topolino. Non sia mai che qualcuno pensi che l’èlite finanziaria al potere non sa prendersi cura di noi.

Fig.1. Fonte: Zerohedge

E siccome sono i migliori, naturalmente ci hanno preso in pieno con le loro analisi di rischio, e in tempo reale per giunta. Davos, infatti, è stata seppellita da due metri di freschissima e sofficissima neve proprio all’apertura della kermesse. Decisamente un “evento estremo”, e probabilmente anche un “disastro naturale” per chi aveva pianificato qualche giorno di shopping, una sciata defatigante o una capatina in giornata a Vaduz per una consulenza…fiscale. Per non parlare della incapacità di “mitigare” l’inconveniente climatico: “impossibile”, ammette sconsolato il sindaco di fronte allo spettacolo desolante di auto e mini-van di lusso bloccati dalla neve. E che dire della chiusura dell’eliporto, proprio in concomitanza con il previsto atterraggio di 1,000 jet privati? Just…Deplorable.

Ma lo show deve andare avanti, e a salvare la narrativa ci pensano i professionisti del clima-catastrofismo: ovvero giornalisti ed accademici. Tanto per cambiare, infatti, è il New York Times a spiegarci che “singoli eventi atmosferici non possono essere attribuiti al Climate Change”: parole sante, che sono state usate anche per la recente ondata di gelo che ha interessato gli USA. Eppure, curiosamente, proprio la stessa testata è avvezza ad imputare al Climate Change singoli eventi meteorologici secondo convenienza: appena un mese fa, per esempio, ci spiegava che il ciclone Harvey è Climate Change.

A Linda Fried (Columbia University) è affidato l’ingrato compito di difendere la narrativa sul campo. Dopo aver impiegato 3 ore per farsi largo tra la neve e raggiungere un centro di registrazione semi-deserto a due passi dal suo albergo, Linda ha iniziato con mezz’ora di ritardo la sua conferenza sui pericoli del Global Warming. Di fronte alle inevitabili ironie sul tempismo del suo discorso, l’esperta ha ribattuto: “La gente proprio non vuole capire, non sono certo questi i parametri di misura (del riscaldamento globale)”.

In attesa che Linda e i suoi fratelli riescano a far capire al volgo ignorante quali sono questi benedetti parametri di misura, forse è il caso che i modellisti di agende globali in questione facciano davvero uso delle “tecniche di mitigazione del rischio” più opportune, e per esempio trasferiscano il Forum dalle montagne svizzere al deserto australiano. Forse non se ne gioverà lo shopping, ma la narrativa per lo meno non ne uscirà con le ossa rotte.

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Massimo Lupicino

Share This Post On

14 Comments

  1. Parlano di riscaldamento globale e sono seppelliti dalla neve ..sembra la trama di un film dei fratelli Vanzina

    Post a Reply
  2. Confesso che con un Bukunin avrei difficoltà a dialogare in quanto ho conservato una radicata antipatia nei suoi confronti dopo aver letto “il diavolo al pontelungo” di Bacchelli…
    Scherzi a parte, penso che destra e sinistra andrebbero lasciate in pace qualdo ci si riferisce al Jet set di cui stiamo ahimè discutendo….

    Post a Reply
    • A Davos destra e sinistra non significano niente, vero. I termini dello scontro politico ormai si sono spostati sul dissidio tra globalismo e sovranismo. Davos è solo una delle tante passerelle globaliste: tanti bei paroloni per proteggere, alla fine della fiera, gli interessi dei più forti. Germania e USA che se le suonano come Rocky e Ivan Drago, e gli altri a fare da spettatori e figuranti. Coi movimenti di euro e dollaro in questi giorni a fare da colonna sonora. E siamo solo all’inizio…

  3. Scusate l’ortografia, ma senza occhiali e queste dita, sul piccolo schermo dello smartphone mi era impossibile fare meglio.
    E comunque scrivo male per colpa dell’agw (tiè!).

    Post a Reply
  4. Avvistato Al gore che scia a Davos!

    Immagine allegata

    Post a Reply
  5. Di ridere, rido.
    Ma mi fanno anche inc****re.
    Domenica scorsa , poiché ero a letto per l’influenza (in attesa che causa agw il mal distagione diventi, che so, la malaria) avevo tempo da perdere e sono incappato in un servizio di una ventina di minuti del canale monotematico del tg4 dedicato con toni catastrofistici alle nevicate burrasce in mare e vento di questi giorni. Tra i collegati alo studio il consueto telegenicissimo ricercatore militante del CNR che ha scavato ancora nel solco del “fa più freddo perché fa più caldo “, offrendo anche un imbarazzante siparietto, secondo lui pwrtinente, riguardo ai venti forti: ha mostrato due lattine tipo quelle da cocacola appese a degli spaghi e distanti tra loro una decina di centimetri, ha acceso un asciugacapelli, ha fatto vedere e spiegato che il flusso veloce dell’aria tra due corpi vicini non li allontana ma li fa qvvicinare di più ; ed ha concluso che col vento forte è meglio restare nelle case e che siano di pietra.
    Ma che ci azzecca la depressione creata dal flusso d’aria tra due corpi con i venti sedicenti “anomali”!
    Purtroppo ieri ero ancora malato (e non c’è ancora l’agw in tutta la sua potenzialità) e mi sono ritrovato il medesimo telericercatore (e si, è proprio uno di quelli che le mamme vorrebbero per le figlie) su tv2000 dove il martello dell’agw batte sull’incudine della Laudato si.
    E dal CNR ho appreso che: le automobili elettriche non costano di più se uno le paga a rate anziché in unica soluzione (ecco perché non riesco a comprare la Ferrari…); il problema dello smaltimento delle loro batterie va con pragmatismo affrontato e sarà in futuro risolto perché tuttosommato qualsiasi cosa inquina, ma basta approntare la tecnologia per essa (e forse non è stato spiegato lo stesso concetto agli antinuclearisti).
    Ma che volete farci: lui è ricercatore CNR mentre io sono di quel volgo che non vuol capire.

    p. s. È un po’ otd? Perdonatemi perché ero ammalato

    Post a Reply
    • Quindi caro Francesco ci sono un paio di lezioni che spiccano sulle altre: 1) La storia dei 3 porcellini non e’ una fake news (la casa in pietra resta in piedi) 2) Meglio non ammalarsi altrimenti invece che dalla neve si rimane sepolti dall’immondizia televisiva…

  6. Buongorno,

    Questo blog è per me un punto di riferimento per restare “coi piedi per terra” relativamente alle tematiche sul presunto GW e sulle sue ancora più presunte cause. Detto questo però mi sento davvero ignorante in materia, e risulta difficile argomentare e controbattere nelle discussioni con colleghi/amici. C’è qualche libro o articolo da cui partire per iniziare a capirne di piu?
    qualcuno di Voi potrebbe darmi qualche dritta?
    Grazie di cuore
    lorenzo

    Post a Reply
    • Caro Lorenzo, convincere persone plasmate da decenni di bombardamento climatista e’ una impresa disperata. Nonostante non mi manchino gli argomenti, personalmente ho rinunciato a farlo da tempo. E’ una impresa impossibile e non vale la fatica.

      Il consiglio e’ di scremare tra i “curiosi”, che ascoltano con piacere una versione diversa dei fatti, e i “convinti”. Per i secondi non c’e’ niente da fare. Quanto a libri o articoli, la mia personalissima ricetta e’ di seguirci spesso e magari inoltrare qualche articolo a qualche “curioso”.

      Ci sono diverse voci fuori dal coro su internet per fortuna (e per ora). Scoprirle, coltivartele e condividerle con gli amici piu’ “curiosi” e’ un piacere a cui ti consiglio di non rinunciare…

    • Caro Lorenzo,
      mi permetto di segnalarti il libro “Climatismo: una nuova ideologia” di Mario Giaccio. Fu consigliato a suo tempo qui su CM, e per me è stato davvero illuminante.

  7. dei 5 rischi più gravi identificati dagli Illuminati, ben tre sono di carattere ambientale

    Capisci che, proprio per la situazione di Davos bloccata dalla neve che hai descritto, il rischio ambientale è veramente importante: i Grandi potrebbero dover rinunciare alla ridente località alpina per la loro passerella…

    Post a Reply
    • Tutti a Oymjakon, sulle orme dei dannati che hanno costruito l’autostrada delle ossa. Tanto per ricordare ai fighetti del caso che le strade sono lastricate (letteralmente) delle ossa di chi ha lasciato le penne per il troppo freddo. Nel nome di utopie e “benefici collettivi” che gia’ allora raccoglievano consensi unanimi (altro che 97%).

  8. Caro Massimo,
    temevo che la tua deriva sarebbe prima o poi sfociata nell’anarchia (per i pochi che non lo sapessero ricordo che “una risata li seppellirà” è motto anarchico dell’800).
    Permettimi però di darti una mano nel “seppellimento” del jet set planetario di cui parli, dicendoti che il deserto australiano è troppo comodo: personalmente proporrei di trasferire il meeting nel deserto libico, perché inglesi, francesi e la vecchia amministrazione Usa possano riflettere sull’insensatezza di continuare a viaggiare a qualche metro da terra atteggiandosi a salvatori del pianeta (vero Macron?) dopo aver destabilizzato una serie di nazioni di Medio Oriente e Nord Africa, cercando per giunta di attribuire la responsabilità all’AGW (vero Obama?)!
    Ciao.
    Luigi

    Post a Reply
    • Caro Luigi, forse allora siamo prossimi a rompere uno degli schemi piu’ consolidati: clima-scettico=negazionista=nazifascista. Quindi anarchia sia, e magari cambio anche il nome in Bakunin. Che non e’ male per uno che ha votato a sinistra per una ventina d’anni… 😀

Trackbacks/Pingbacks

  1. Una risata li seppellirà – Articoli - […] Fonte: Una risata li seppellirà […]

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »