Cara ONU ti scrivo

Qualche tempo fa, forse lo ricorderete, nel nostro Paese c’è stata una battaglia di petizioni in tema climatico. Esortazioni a prendere sul serio gli allarmi climatici essenzialmente provenienti da chi li lancia ogni volta che piove o tira vento e appelli a non dar ascolto a questi ultimi da parte di chi è parecchio più freddo, perdonatemi la battuta, sui temi del clima. CM, lo sapete, non è il luogo delle petizioni, degli appelli o delle prese di posizione, semplicemente perché questi esercizi hanno sempre uno sfondo ideologico, spesso politico, che, giusto o sbagliato che sia, di fatto inquina il messaggio scientifico e divulgativo. Quindi qui, di liste di iscritti o di altre che proscrivono, difficilmente ne vedrete.

Capita però che una delle iniziative più recenti intrapresa dalla parte “fredda” del dibattito sul clima, abbia varcato i confini nazionali e raccolto un po’ di favore in giro. Non c’è da stupirsi, del resto le numerosissime iniziative “calde” raccolgono sempre consensi oceanici e endorsement globali, l’argomento è di interesse ed è un bene che se ne discuta. Così, a valle dell’iniziativa italica, un gruppo di aderenti ha pensato di scrivere una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Impegnato com’è a gestire l’ennesimo vertice privo di contenuti reali e gonfio di propositi virtuali, sarà difficile che Mr. Antonio Guterres possa essere raggiunto dalla missiva, specie perché temo che non sia proprio di suo gradimento, ma, tant’è, io ve la ripropongo qui sotto insieme al suo comunicato stampa, perché quel che si dice mi sembra sensato, parecchio più sensato degli allarmi di estinzione su cui si è discusso, ovviamente senza alcun costrutto, negli ultimi giorni.

Dopo averla letta, naturalmente, liberi di esprimere le vostre opinioni. Per parte mia, lieto di contribuire eventualmente a formarle, anche se nella fattispecie c’è da ringraziare soprattutto chi ha pensato di condividere con queste pagine la notizia dell’iniziativa.

Ecco qua.

Press briefing

European Climate Declaration

There is no climate emergency, say 500 experts

As THE LATEST U.N. climate summit begins in New York, a new, high-level global network of 500 prominent climate scientists and professionals has submitted a declaration that there is no “climate emergency”.

The group has sent a European Climate Declaration with a registered letter to António Guterres, Secretary-General of the United Nations.

Professor Guus Berkhout of The Netherlands, who organized the Declaration, said: “So popular is the Declaration with scientists and researchers worldwide that signatories are flooding in not only from within Europe but also from other countries such as the United States and Canada, Australia and New Zealand.”

The group’s letter warns the U.N. that “the general-circulation models of climate on which international policy is at present founded are unfit for their purpose”.

The Declaration adds that the models, which have predicted far more warming than they should (see diagram), “are not remotely plausible as policy tools”, in that “they … exaggerate the effect of greenhouse gases such as CO2” and “ignore the fact that enriching the atmosphere with CO2 is beneficial”.

The “climate emergency” that never was: Global warming predicted by climate models (purple and red cursors) is three times warming expected on the basis of officially-estimated manmade influences on climate (orange cursor) and four times observed warming (green cursor).

The letter invites the Secretary-General to work with the global network to organize a constructive, high-level meeting between world-class scientists on both sides of the climate debate in early 2020.

For further information, please contact Professor Guus Berkhout (guus.berkhout@clintel.org), +31 651 214 737,

or contact any of the National Ambassador listed in the Declaration

Lettera (pdf)

 

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Author: Guido Guidi

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30 Comments

  1. @roberto bolis

    “Quello che torno a sottolineare è che il firmatario del post non è un anonimo bloggaro di cui potrei non preoccuparmi ma una di quelle fonti (stando a come viene presentato nei credits della pagina) che dovrebbero mantenere il distacco dalle ideologie e basarsi esclusivamente sul metodo scientifico.”

    Mah!… che dirti? Ha un master alla SISSA (la scuola superiore di studi avanzati di Trieste, che conosco bene)… ma in comunicazione della scienza. Di pubblicazioni di scienza, sue, non ne ho trovate su google scholar… ma non ho avuto molto tempo a disposizione, quindi non lo escludo che ne abbia al 100%.

    Ad ogni modo… avra’ anche una laurea in astrofisica, questo comunque non lo si capisce molto da quello che ha scritto sulla pagina FB.

    Mi spiego: scrive…

    “Tengono conto di orografia, dinamica dell’atmosfera, attività solare, copertura nuvolosa, ghiacci, piogge, correnti oceaniche, cicli biogeochimici, attività vulcanica, aerosol, gas serra, vegetazione, chimica dell’atmosfera e sicuramente sto dimenticando qualcos’altro.”

    … che e’ vero, formalmente… ma “dimentica” di andare a vedere l’accuratezza con la quale tutti quei fenomeni/parametri sono implementati nei codici di calcolo… e si che alla SISSA /ICTP (ICTP e’ l’International Center for Theoretical Physics, per tanti anni sotto la guida di Abdus Salam, Nobel della fisica nei primi anni 80)… alla SISSA/ICTP, dicevo, ci sono dei modellisti climatici di prim’ordine, come Filippo Giorgi…

    http://personalpages.to.infn.it/~cassardo/pensieri/2008_05_19.html

    … per dire, pregi e LIMITI dei modelli… lo ha detto lui!… 🙂

    Il Facebookkaro scrive, per tacciare Zichichi:

    “Ecco la percentuale corretta, anche questa dritta dall’IPCC: l’uomo è la causa del global warming con un livello di confidenza di ALMENO il 95%.”

    Dice questo ribattendo a Zichichi che parla di effetto principalmente causato dal sole (95% a suo dire… fonte?).
    Vediamo un po’ se il facebookkaro ha ragione:

    “Measurement of the Earth Radiation Budget
    at the Top of the Atmosphere—A Review”, Remote Sensing 2017, 9, 1143; doi:10.3390/rs9111143

    Leggo nell’abstract:

    “Combining all available measurements, the most likely value of the Total Solar Irradiance at a solar minimum is 1362 W/m2, the most likely Earth albedo is 29.8%, and the most likely annual mean Outgoing Longwave Radiation is 238 W/m2.
    We highlight the link between long-term changes of the Outgoing Longwave Radiation, the strengthening of El Nino in the period 1985 1997 and the strengthening of La Nina in the period 2000–2009.”

    Il Facebokkaro parlava della radiazione IR, la OLR dell’articolo qui sopra… che infatti e’ correlata con?… El Nino e La Nina… ???? Mmmh… ma come, e la CO2 assassina che non ha cessato di aumentare nel frattempo?

    Com’e’ che l’Earth Energy Imbalance (EEI) diminuisce cosi’ come fa la derivata dell’Ocean Heat Content (OHCTD)?… se la CO2 assassina non ha fatto che aumentare negli ultimi anni?
    Questo, caro facebookkaro, i modelli NON riescono a predirlo!… come mai? 🙂

    L’ultima frase dell’articolo e’ da incorniciare:

    “A better understanding of these past and ongoing climate changes is a necessary condition for our ability to make a skillfull prediction of future climate change.”

    Eh!… ma lui sostiene che “lo dice l’IPCC, bisogna crederci”… della serie “oste, com’e’ il tuo vino?”… 🙂

    Vabbe’, dai!
    ———-
    Figura allegata presa da

    Remote Sens. 2019, 11, 663; doi:10.3390/rs11060663

    … 2 su 3 stessi autori del precedente… anche alcuni brani presi da questo… mi scuso per la confusione, non ho tempo di correggere… 🙁
    Buona lettura.

    Immagine allegata

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  2. @robertok06

    Di quanto hai scritto non posso che sottoscrivere anche gli spazi dato che è lo stesso che ho pensato nel momento in cui ho letto il post.

    Quello che torno a sottolineare è che il firmatario del post non è un anonimo bloggaro di cui potrei non preoccuparmi ma una di quelle fonti (stando a come viene presentato nei credits della pagina) che dovrebbero mantenere il distacco dalle ideologie e basarsi esclusivamente sul metodo scientifico.

    Post a Reply
  3. @roberto bolis

    ???
    La pagina Facebook da te linkata e’, quella si!, infarcita di errori… pur non (io) approvando tutto quello che Zichichi dice e scrive… ce ne mancherebbe,

    I modelli sviluppati dalla comunita’ scientifica internazionale, che siano 61 come sottolinea l’autore della pagina FB o altro numero, sono assolutamente INADEGUATI a predire il clima a qualsiasi termine, breve, medio, lungo, lunghissimo. Questo e’ un fatto, ben documentato da decine e decine di articoli scientifici scritti dagli stessi scienziati che i codici di calcolo li scrivono.
    Punto.

    Quindi dire che solo assumendo che la forzante radiativa della CO2 (gas serra in generale) si riesca a far quadrare le simulazioni con le misure (e su cosa si intenda con “misure” ci sarebbe da scrivere un volume di 1000 pagine) e’ un ragionamento circolare… dato che e’ noto (*) che i modelli suddetti “carburano troppo” con la CO2, sono troppo caldi perche’ non riescono a simulare con l’accuratezza necessaria i mille cicli naturali ed effetti di feedback, l’albedo, l’interfaccia acqua-ghiaccio, aria-acqua, aria-ghiaccio, la formazione delle nuvole, e mille altre cose.
    Vedasi l’articolo di Veronika Eyring (Lead Author del capitolo 9 di AR5) qui…

    “ESD Reviews: Climate feedbacks in the Earth system and prospects for their evaluation”

    https://www.earth-syst-dynam.net/10/379/2019/

    … i modelli (e la carenza di dati) escono letteralmente a pezzi:

    “Uncertainties in feedback quantification arise from the interdependencies of biogeochemical matter fluxes and physical properties, the spatial and temporal heterogeneity of processes, and the lack of long-term continuous observational data to constrain them.”

    “Such complex model simulations reveal prevailing deficiencies in our capability to project the evolution of the full Earth system.
    These deficiencies need to be overcome. ”

    Notare che la nuova generazione, CMIP6, i cui risultati preliminari stanno uscendo in questo periodo, danno indicazioni di una ECS (Equilibrium Climate Sensitivity) PIU’ ALTA di quella gia’ troppo alta data dalla generazione CMIP5, cioe’ quella usata per i rapporti IPCC piu’ recenti:

    “Early results suggest ECS values from some of the new CMIP6 climate models are higher than previous estimates, with early numbers being reported between 2.8C (pdf) and 5.8C.
    This compares with the previous coupled model intercomparison project (CMIP5), which reported values between 2.1C to 4.7C.
    The IPCC’s fifth assessment report (AR5) assessed ECS to be “likely” in the range 1.5C to 4.5C and “very unlikely” greater than 6C. (These terms are defined using the IPCC methodology.)”

    https://www.carbonbrief.org/guest-post-why-results-from-the-next-generation-of-climate-models-matter

    I modelli non sono in grado di simulare i cicli naturali, le varie PDO, ENSO, El Nino/La Nina, etc… quindi mi fa sinceramente ridere quando leggo che le loro “anomalie” sarebbero le temperature “misurate” (a colpi di re-analisi che si basano su?…. simulazioni) alle quali hanno sottaratto la componente naturale… peccato che tale componente non siano in grado di simularla!

    E’ sconvolgente quanto questo FATTO sia evidente eppure i pasdaran verdi climatocatastrofisti facciano finta di non saperlo, o che non sia importante… persino climatologi professionisti, mica solo giornalisti o bloggari!

    E’ per quello che sono convinto che ci sia molta malafede dietro a questo ambaradan di fake news, perche’ se i modellisti stessi fossero piu’ onesti (scientificamente onesti) tali evidenti ed enormi limiti dei loro modelli li metterebbero bene in evidenza prima di annunciare qualsiasi evento catastrofico futuro… invece e’ il contrario, quando e se succede… prima si annuncia l’evento a venire (ma nel 2030, o 2050… o 2100… cosi’ la possibilita’ di verifica cade in maniera naturale) e poi dopo l’annuncio dicono, raramente, che ci sono ampi margini di errore.

    Patetico. Antiscientifico a dir poco.
    Galileo si rivolta nella tomba.

    Ciao

    (*) Esempio di critica dei modelli:

    “Attribution analysis for the failure of CMIP5 climate models to simulate the recent global warming hiatus”,

    doi: 10.1007/s11430-015-5465-y

    I due autori, Wei e Qiao, sono co-autori dello studio citato e commentato qui su CM da Hiatuz… http://www.climatemonitor.it/?p=51625

    “This implies that the role of atmospheric CO2 in global warming may be overestimated, while the MDV which is an interior oscillation of the climate system may be underestimated, which should be related to insufficient understanding of key climatic internal dynamic processes.”

    Immagine allegata

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  4. @Fabrizio Giudici non posso che condividere la tua affermazione sul fatto che oramai il problema abbia superato la possibilità di essere risolto in ambito scientifico e non mi illudo più di tanto.

    Solo ritengo che il motivo per il quale si è giunti a questo punto sia in parte “colpa” di un mondo legato alla divulgazione scientifica che ha abbracciato immediatamente una tesi e solo quella.

    Vi posto il link ad un post di una pagina Facebook di divulgazione scientifica che ha moltissimo seguito tra i miei contatti e che è, a mio avviso, indicativa di quanto affermo.
    Si tratta di una serie di affermazioni assolute senza alcun tipo di dubbio e peggio ancora sono le risposte date nei commenti a chi voleva, appunto, aprire un barlume di contraddittorio.

    Se avete un paio di minuti da perdere leggetelo e poi pensate che ha più di 13000 like e quasi 7000 condivisioni (si, sono venuto a sapere di questo post proprio per l’altissimo numero di condivisioni che mi sono arrivate).

    https://www.facebook.com/NextSolarStorm/photos/a.244202209017088/2182915525145737

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  5. Ha ragione F.Giudici, la scienza non ha più casa in queste discussioni. Ora è il popolo che dibatte, i più . E i più , si sa, sono malvagi. In merito alle grandi lobby anticlimatechange: beh se fossi un AD di una grande casa automobilistica farei i salti di gioia: è stato creato un bisogno. L’auto elettrica o ibrida . Siccome la potenza, la connettività, la sicurezza, lo stile, il marchio non fregava più niente a nessuno e il mercato stagnava…voilà. Cari manifestanti, siete proprio sicuri che non stiate lavorando per il nemico ? Commercial: “Affitto area artigianale per futuro deposito batterie esauste e da rigenerare”.

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  6. @dievo

    “Quindi: da che parte sta la scienza?”

    Dalla parte delle milioni di mosche che non possono sbagliarsi.
    Buon appetito!

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  7. @rovati
    Ha ragione, me ne scuso, quelli su Science erano 3000. I quasi 27000 erano quelli tedeschi, poi c’erano i 3400 Belgi, i 340 olandesi, i 1200 finlandesi e i 1500 neozelandesi, i 200 italiani…

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    • Cioè in Germania ci sono 27000 scienziati con expertise sul clima? Ah no, 27000 hanno firmato, in tutto saranno milioni. Tombola.

    • Guido, questi s’espandono più del big bang e della teoria inflazionaria insieme. Io andrei nel panico!

    • No Diego, mi sa che sono tutti qui… Queste sono le prime 10 righe dell’elenco e contengono nomi da tutto il mondo.

      Initial signatories, alphabetical: Temesgen Abera (University of Helsinki, Helsinki, Finland) | Jesse F. Abrams, PhD (Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, Berlin, Germany) | Dr. Esteban Acevedo-Trejos (Leibniz Centre for Tropical Marine Research, Bremen, Germany) | Assoc. Prof. Krishna AchutaRao, PhD (Indian Institute of Technology Delhi, New Delhi, Delhi, India) | Prof. Dr. Silke Adam (University of Bern, Bern, Switzerland) | Elizabeth Adams (UNC Institute for the Environment, Chapel Hill, NC, United States of America) | Henry Adams, PhD (South Lakes Action on Climate Change, Kendal, United Kingdom) | Prof. Dr. h.c. Ruedi Aebersold, PhD (ETH Zürich, Zürich, Switzerland) | Dr. Nicole Aeschbach (Heidelberg University, Heidelberg, Germany) | Prof. Dr. Werner Aeschbach (Heidelberg University, Heidelberg, Germany) | Svetlana Afanasyeva (Lappeenranta, Finland) | Casper Agaton, PhD (Utrecht University, Utrecht, Netherlands) |

  8. Oggi sul telegiornale de La7 (servizio sulla manifestazione degli studenti) dicevano che a Milano faceva molto caldo, e questo è un evidente indice del cambiamento climatico in corso!
    A me risulta che la massima sia stata intorno ai 24°, che non dovrebbe essere una temperatura anomala per una bella giornata di fine settembre.

    Su Sky TG24 invece, il meteorologo (?) Lorenzo Tedici (quello della temperatura all’ombra…) parlava di “temperatura calda”!

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    • Su Sky TG24 invece, il meteorologo (?) Lorenzo Tedici (quello della temperatura all’ombra…) parlava di “temperatura calda”!
      Mia moglie parla da anni di “25 gradi caldi” o “25 gradi freddi”, presumo per evidenziare la maggiore o minore umidità o ventilazione e il loro effetto sulle persone.
      Sono contento che il suo futuro di pensionata preveda una brillante carriera da meteorologa! Franco

  9. Ad aprile su Science ne era uscita una con quasi 27..000 firme di ricercatori e scienziati con expertise sul clima.
    https://science.sciencemag.org/content/364/6436/139.2

    Quella dei 500 (che non si trovano, peraltro) annovera tra i firmatari principali la solita accozzaglia di lobbisty e attempati incompetenti ideologizzati: l’unico dei 13 con pubblicazioni peer reviewed è Lindzen (e sappiamo tutti che fine ha fatto l’effetto Iris).

    Quindi: da che parte sta la scienza?

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    • Dalla tua Diego, stai sereno.

    • Boh… a me risultano circa 3000 “firme”… le 27000 non so dove le vedi, e comunque se c’è mr Mann in testa, c’è la garanzia che se non firmi ti tagliano i fondi di ricerca e ti cacciano.

  10. Mi piacerebbe un commento ad hoc sul post seguente in un blog di HP: https://www.huffingtonpost.it/entry/perche-io-scienziato-credo-che-greta-abbia-ragione_it_5d8ce77ee4b0ac3cdda52619

    Il sedicente scienziato, che probabilmente lo è davvero, risolve in tre paginate il dilemma annoso, ovviamente a favore del nesso causale tra CO2 e aumento delle T. Sono allibito.

    E’ vero quanto scrivete: ormai è ideologia. Si resiste, se si riesce, solo con la testimonianza della verità: come i dissidenti nei regimi fascisti o comunisti, o i martiri cristiani dei primi secoli. Non esagero, è venuto il tempo previsto da molte persone sagge in passato.

    Post a Reply
    • Ho finalmente trovato il tempo per commentare lo sciocco articolo di Roberto Battiston: non dico che Battiston sia sciocco, sia chiaro, ma è sciocco ciò che scrive accreditando una sedicenne alla quale scrivono i testi come una specie di nuovo messia della religione del nostro tempo decadente.
      Poi cerca di ammantare di scientificità cose senza senso, come il suo ultimo grafico. Ovviamente, trattandosi di articolo divulgativo, non specifica troppo bene da dove ha preso i dati, limitandosi a dire “antartide”. E poi, cosa comune ai tanti (anche miei amici) che usano i fogli elettroni in modo semplificato, non usa mai la griglia verticale, per far capire bene chi precede chi, giocando sulle chiacchiere che qualcuno legge senza verificarle.
      Io ho due serie antartiche: Vostok ed Epica dalle quali si può dedurre la relazione tra temperature e co2.
      Accludo la prima alla fine di questo commento e la seconda nel prossimo commento.
      Intanto notiamo subito che la direzione del tempo è da sinistra a destra (cioè dal nostro passato al nostro presente) per cui si vede nettamente che SEMPRE la variazione di temperatura precede la variazione di CO2 . Non mi sembra che questo fatto confermi le tesi di Battiston e meno che mai la beatificazione della fanciulla. Nei quadri in basso dello stesso grafico c’è (con due scale diverse) lo spettro degli stessi dati, in cui si evidenziano nettamemte i massimi spettrali connessi con i cicli orbitali (di Milankovic): credo si possa dire, senza troppa fatica, che entrambe le grandezze, temperatura e concentrazione di CO2, sono definite da fattori esterni a tutte e due, ai quali reagiscono con tempi e modi diversi, senza scomodare l’uomo cattivo (non certo per i tempi di cui stiamo parlando) che ha bisogno di sacerdoti ispirati per essere salvato.
      Commento Epica nel prossimo commento. Franco

      Immagine allegata

    • Commento per Epica:
      I dati di Epica sono un po’ diversi da quelli di Vostok e in particolare non mostrano che la temperatura precede nettamente la CO2. Ma mostrano che la temperatura non segue MAI la CO2, per cui i discorsi fatti per il grafico precedente valgono anche in questo caso.

      Ribadisco che l’articolo di Battiston è sciocco e porta acqua alla tesi contraria alla sua. Franco

      Immagine allegata

  11. Dico solo poche cose. Se pensate che questo problema sia risolvibile in ambito scientifico, siete illusi: i buoi sono già scappati dalla stalla. Il problema ormai trascende l’ambito scientifico, si tratta di ideologia pura e ha ramificazioni un po’ ovunque. Roberto cita insegnati da “rieducare”, in Italia io ho letto di presidi che hanno “dichiarato l’emergenza climatica”. Quando cose che sono evidentemente ridicole vengono prese sul serio vuol dire che siamo sull’orlo del baratro. Purtroppo non posso condividere con voi tazebao aziendali che vedo pubblicati qua e là (problemi di NDA), ma siamo sullo stesso livello.

    Il senso degli appelli come quello di cui si parla non è più contribuire al dibattito, perché ormai non c’è nessun dibattito: sono i prodromi di uno scontro totale, tra un’elite che vuole imporre al mondo stili di vita, usi e costumi a proprio vantaggio e riesce a mobilitare nelle proprie fila grandi masse di ingenui (sempre una minoranza, ma una minoranza che conta sul supporto corale della gente che conta). Il senso degli appelli è non arrendersi.

    Post a Reply
    • Caro Fabrizio,
      sottoscrivo parola per parola quanto hai scritto. Per quel che mi riguarda, continuo a scrivere ed a studiare solo per una mia soddisfazione personale e per un atto di testimonianza.
      L’anno scorso, dopo aver illustrato i termini della questione climatica, ho lasciato un “testamento morale” agli alunni di una classe che terminava il suo ciclo di studi: nel 2050 io, probabilmente, non ci sarò più, ma voi si, spero che vi ricordiate di questi discorsi e possiate esprimere un giudizio sulle mie idee sulla base dei fatti e non delle ipotesi e delle proiezioni. Qualunque esso sia!
      Lo farò per i prossimi sette anni, poi, forse, andrò in pensione 🙂 .
      Ciao, Donato.

  12. @Roberto Bolis

    …. potresti dirmi dove Bressanini avrebbe scritto quello che hai riportato tu?
    Grazie

    Post a Reply
  13. A mio avviso il problema principale del riuscire a ricondurre la discussione sul clima in binari meno millenaristi e, alla fin fine, più utili e pragmatici sta nel fatto che è passato come scontato il concetto che la scienza sia “settled”.

    Molto spesso su queste pagine si è specificato che i dubbi, le incertezze, la valutazione degli intervalli di confidenza indicano l’opposto ma, purtroppo, registro il fatto che la prima obiezione fatta a chi, in una discussione, introducesse argomenti di dubbio rispetto al mainstream è che occorra ascoltare la scienza.

    Se anche una persona come Dario Bressanini, che pure su moltissimi argomenti ha posizioni decisamente poco “corrette”, scrive:

    “Certo, esistono anche coloro che pensano non ci sia alcun problema. Ma esattamente come per i vaccini, dove i numeri dicono che solo una piccola parte di chi ha timore di vaccinare i propri figli è quello che viene chiamato un irriducibile novax, credo che i “negazionisti climatici” duri e puri siano una minoranza. Ed è il momento giusto per non dargli troppa corda e troppa importanza. Gli altri vanno presi per mano e accompagnati, con un po’ di buona comunicazione della scienza. Perché come dicevo, per agire prima bisogna costruire un consenso sociale diffuso.”

    allora significa che c’è un problema molto più grave alla base del tutto e che non credo sia limitato solo al fattore di interesse (economico o meno).

    E’ evidente che il dire “la scienza non è democratica e bisogna ascoltarla” ha senso quando questa è realmente settled, come nel caso dei vaccini e io condivido appieno il cosiddetto “linguaggio Burioni”. Ma lo stesso approccio non può prescindere dalla valutazione di quanto essa sia settled e di quanto valore abbiano le prove sulle quali questo essere settled si fonda.

    Purtroppo fin quando fin troppi uomini di scienza e divulgatori si faranno guidare nelle loro esternazioni da ciò che pensano e non da ciò che sanno (per non parlare dell’interesse, che è fattore importantissimo ma sarebbe un errore madornale pensare che sia l’unico perché sarebbe se così fosse ci sarebbe anche la soluzione, difficile da mettere in pratica, ma ci sarebbe) in una discussione ci sarà sempre chi, al primo posto, metterà: ma la scienza ci ha già spiegato quale è il problema e cosa occorre fare, noi doppiamo solo pensare al come.

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  14. Se mi permettete, un piccolo off-topic… ma legato come argomento… un esempio di isteria del “tutto e’ colpa della crisi climatica” (stavo per scrivere “e’ colpa del cambiamento climatico”… ma bisogna adeguare il linguaggio!… senno’ i salvapianeta si incazzano!).

    Sono solo io o anche voi ne avete le pelotas piene di sentire alla tv la storiella del ghiacciaio sul monte bianco che starebbe per staccarsi… e che sarebbe sicuramente a causa della “crisi climatica in corso”?

    Dato che conosco i miei polli, i climatocatastrofisti, sono andato a vedere un po’ le carte… ed ho trovato questo eccellente articolo pubblicato sulla rivista specializzata peer-reviewed The Cryosphere, pochissimi anni fa.

    Tratta proprio dello stesso ghiacciaio, Grandes Jorasses, versante sud del M. Bianco… e, ma dai!… pare che sia venuto giu’ un bel pezzo nel 2014… un paio di volte negli anni ’90… e, udite! udite!… persino in maniera molto maggiore nel 1952… ???? un milione di m3 fra ghiaccio e neve, che bloccarono la strada nella Val Ferret su piu’ di 1 km… oggi parlano di 250 mila m3 “in bilico”, giusto per dare un’idea.

    Ah!…. sui TG in tv (io vedo solo i canali rai qui dove abito, ma immagino sia la stessa cosa anche sugli altri) stanno magnificando da un paio di giorni il nuovo radar che permetterebbe di osservare i movimenti del ghiacciaio… quando a leggere l’articolo su The Cryosphere pare che l’abbiano gia’ fatto, il monitoraggio, una decina di anni fa, con successo, al punto che furono in grado di PREVEDERE il distacco, grazie ad un modello matematico abbastanza semplice che viene descritto nell’articolo.
    La conclusione (loro, non mia!) e’ che quando la velocita’ di discesa supera i 0,4-0,5 m/giorno quello sarebbe l’indicazione di un distacco “a breve termine”…

    Ovviamente il popolo beota queste cose non le deve sapere… deve solo buttar giu’ le notizie fantasmagoriche dei “giornalisti” TV, che non ci capiscono una beneamata fava di nulla di scienza.

    Meritiamo l’estinzione. Subito.

    Saluti.

    ——

    Link all’articolo:

    https://www.the-cryosphere.net/10/1191/2016/tc-10-1191-2016.pdf

    Immagine allegata

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  15. @giuseppe etiope

    “Guus Berkhout è un ingegnere elettrico ed esperto di acoustic imaging e ha lavorato molti anni per la Shell.”

    Esatto… ne capisce, probabilmente, di analisi di dati sismografici piu’ di chissa’ quanti “climatologi” di professione.
    Greta, di Caprio, Obama, Al Gore… quali referenze accademiche hanno? Ma dai!
    Gavin Schmidt, capo del GISS NASA, ha un dottorato in matematica, Tim Palmer, pezzo grosso del ECMWF e’ un fisico teorico con un dottorato di fisica matematica (nulla a che fare con la climatologia), Schellnhuber, il capo del PIK di Postdam… vera enclave di pasdaran verdi, e’ pure lui un fisico teorico, si occupava di tutto altra materia, per decenni, prima di “vedere la luce” di Al Gore e buttarsi sulla protezione del pianeta terra dalla velenosissima CO2 assassina.

    La persona che ando’ a ricevere il Nobe per la pace con Al Gore, l’allora capo dell’IPCC, Rajendra Pachauri, aveva un dottorato sulle motrici diesel per treni… eppure tutti a pendere dalle sue labbra per una decina di anni, prima che facesse la fine che ha fatto (una personcina proprio per bene…).

    Della serie “occhio alla tua pagliuzza nell’occhio, che al trave nel mio ci penso io”?

    Il documento dei 500 scienziati non l’ho letto, ma il comunicato stampa di una pagina linkato da Duccio e’ chiaro e preciso:

    1. I modelli al calcolatore NON sono assolutamente in grado di fare quello che “i climatologi” dicono che possono fare, cioe’ prevedere il clima a fine secolo o anche dopo. Non possono neanche prevedere il clima fra 10 anni, se e’ per quello.

    2. I rapporti IPCC sminuiscono, sempre, gli effetti benefici di una concentrazione di CO2 in aumento.

    Sia 1. che 2. sono affermazioni corrette, al 100%, senza ombra di dubbio.

    Ormai siamo alle purghe staliniane… fra poco si passera’ ai campi polpottiani?…. stamattina su un quotidiano locale svizzero ho letto questa notizia… vedi foto allegata… la purga ai professori che non sono d’accordo con gli scioperi del venerdi’… vogliamo veramente questo???

    E’ rivoltante, a dir poco.

    Allegato:

    “Un prof attacca l’urgenza climatica: sara’ ri-orientato”

    Valais (cantone confinante con quello di Ginevra): Un insegnante non crede al riscaldamento del pianeta e lo dice forte su YouTube. Il Cantone l’ha convocato.

    In un video diffuso su YT (7 min) un professore di scienze che insegna a degli adolescenti grandi ha detto tutto quello che pensava (“le mal”, il peggio) sulla giornata dello sviluppo sostenibile nelle scuole,,, vedasi paragrafo di fronte (“Devoir de reserve”)…

    Il resto non riesco a tradurlo tutto adesso, mi dispiace… comunque l’insegnante ha detto che quel tipo di manifestazioni servono solo a dare una buona coscienza al mondo politico, che in realta’ non ha altro obiettivo che la propria ri-elezione… e deplora anche l’assenza di un dibattito.

    Dico!… censurare un insegnante perche’ ha detto due cose ovvie ed evidenti?… su politici e assenza di dibattito?

    Se l’e’ presa poi con l’urgenza climatica, che sarebbe a suo dire (ma avere opinioni e’ una cosa inamissibile, sia chiaro… pensiero unico e pe-da-la-re!) … sarebbe solo un messaggio apocalittico e falso, una forma di terrorismo.

    Avrebbe anche fatto un paragone con i campi nazisti (cosa da verificare, il video non l’ho visto)

    Ha aggiunto che i giovani sarebbero sempre piu’ malati nel corpo e nello spirito… e che in quanto insegnante lui fara’ tutto quanto possibile per sensibilizzare i suoi studenti all’esatto contrario del veleno che si vuol far loro ingerire…

    Se trovo il video lo posto qui (come link), se alla “redazione” va bene, ovviamente… 🙂

    Saluti.

    R.

    Immagine allegata

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  16. Purtroppo, finchè i firmatari di queste lettere non sono veri esperti di fisica-chimica dell’atmosfera e clima (e non i soliti Lindzen & Co) non se ne esce. Guus Berkhout è un ingegnere elettrico ed esperto di acoustic imaging e ha lavorato molti anni per la Shell. Il testo della lettera, francamente, non ha un linguaggio scientifico accettabile. No, purtroppo così si peggiorano le cose…..

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  17. Ho visto che la lettera gira in rete già da alcuni giorni. Per completezza di informazione sarebbe stato utile conoscere chi sono gli altri 486 scienziati aderenti o firmatari e in quale campo esercitano la loro attività professionale di insegnamento/ricerca o altro.
    Io non ho trovato nualle a proposito. Se qualcuno avesse maggiori informazioni sarei grato le potesse condividerle.

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  18. Dopo il diluvio di proclami catastrofisti che, loro sì, hanno riempito l’atmosfera di gas venefici, non dispiace leggere qualcosa di normale e, almeno nei toni, pacato.
    Ognuno avrà la sua idea rispetto a questa petizione: la mia è positiva. Grazie Guido. Franco

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  19. Il documento, che condivido, mi sembra però un po’misero e sintetico.., nonchè rischioso nell’ultimo passaggio “Climate policy must respect scientific and economic realities”: passaggio che si presta facilmente a strumentalizzazioni e temo sia un po’autogoal!!

    Relativamente ai problemi di peer-review, segnalo che Nature ha ritirato un importante documento scientifico, che dimostrava (avrebbe voluto dimostrare) il rapido riscaldamento degli oceani a causa del l’AGW. Qui i dettagli..
    https://www.thegwpf.com/news-media-gave-blanket-coverage-to-flawed-climate-paper/
    https://judithcurry.com/2019/09/25/resplandy-et-al-part-5-final-outcome/#more-25271

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