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Piove immondizia sulla Groenlandia

Un giorno come tanti, mi arriva il messaggio di un amico che mi rimanda ad un link ad un articoletto di rainews che titola: Crisi climatica: piove per la prima volta sulla vetta della calotta glaciale della Groenlandia.

Penso: “OK, è la clima-cazzata del giorno, anche oggi il Rescue Team si è guadagnato la pagnotta”, e nemmeno ci clicco, sull’articolo. Poi però ci ripenso, e mi viene il dubbio che la clima-cazzata di oggi sia un po’ più grossa del solito. Perché come ogni estate un occhio a quello che succede sull’Artico lo butto spesso e volentieri, e non mi pareva proprio che la “Crisi Climatica” stesse colpendo duro, anzi.

Sull’Artico la situazione dei ghiacci è molto migliore rispetto agli ultimi anni, tant’è che a stagione di scioglimento quasi conclusa entrambi i passaggi, quello a Nordovest e quello a Nordest, sono ancora bloccati dal ghiaccio (Fig.1). Un fatto con pochi precedenti negli ultimi 15 anni, che assume ancor più valore se considera che la fanfara climasfascista da qualche decennio ci ammorba con previsioni catastrofiche di scioglimento completo dei ghiacci con contorno di navi che scorrazzano indisturbate a pisciare petrolio qua e là per fare dispetto agli orsi (qui un nostro post tra i tanti).

E la Groenlandia allora? Sul sito PolarPortal vengono riportati molti dati riguardo alla situazione dei ghiacci groenlandesi, col supporto prezioso dell’Istituto Meteorologico Danese, il DMI. In particolare, si registra l’accumulo di massa ghiacciata nell’anno, che convenzionalmente viene fatto partire dal mese di Settembre, mese in cui finisce il breve periodo di disgelo sull’isola artica (Fig.2).

Il saldo di questo calcolo è normalmente positivo: ogni anno si accumula nuova massa ghiacciata sulla Groenlandia sotto la forma di precipitazioni nevose. Massa che viene fisiologicamente perduta nel momento in cui i ghiacciai scivolano dall’altopiano verso il mare, sciogliendosi. Se cosi non fosse, la Groenlandia sarebbe sepolta sotto una coltre di decine di chilometri di ghiaccio e il livello dei mari sarebbe più basso di molti metri, come succede di norma nelle ere glaciali.

Per quanto riguarda l’ultimo anno, il saldo dell’accumulo di ghiacci sulla Groenlandia è attualmente superiore alla media: è nevicato di più rispetto al solito, e si è accumulato di conseguenza ancora più ghiaccio. Se lo scioglimento di questi giorni dovesse proseguire, alla peggio si chiuderebbe l’anno comunque nella media stagionale (Fig.2).

E l’articolo allora?

L’articolo innanzitutto esordisce con questa affermazione: “in media negli ultimi due decenni la Groenlandia ha perso più di 300 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno”. Questo accade proprio alla luce del meccanismo descritto sopra: ovvero lo scivolamento in mare dei ghiacciai e il loro scioglimento conseguente. E quindi parliamo di un fatto assolutamente normale. Forse però, giusto per dare una informazione più completa si potrebbe anche raccontare quante tonnellate di nuovo ghiaccio accumula la Groenlandia ogni anno grazie alle precipitazioni nevose.

È presto detto, quasi 400 miliardi (vedi il grafico in Fig.2). Per cui la notizia in questione diventa una non-notizia: la Groenlandia accumula nuovo ghiaccio su per giù con lo stesso ritmo con cui lo perde. Elementare Watson. E la prima metà della climacazzata è archiviata.

Quanto alla seconda parte del lancio di agenzia, ovvero la pioggia sull’altopiano “mai vista prima”, in realtà un indizio lo offre l’articolo stesso, quando dice che l’evento non era stato registrato dalla stazione meteo negli ultimi 40 anni. Per la verità la stazione groenlandese di Summit è ancora più giovane: ha solo 32 anni essendo stata istallata nel 1989.

Certo è che bisogna essere proprio dei luminari della scienza per ritenere che il clima della Terra si esaurisca negli ultimi 30 anni di misurazioni. E infatti i vecchi manuali di climatologia già molti anni fa raccontavano di come sull’altopiano groenlandese potesse piovere eccome. Raramente, ma persino abbondantemente, proprio alle quote più alte dell’altopiano, esattamente come in questi giorni (vedi il tweet di CM sull’argomento). E così anche la seconda metà della climacazzata va in cavalleria.

Spunti comici

Smontare le climascemenze dei giornaloni è facile, in fondo basta solo scavare tra numeri e dati e sfogliare qualche libro quando serve. E usare il buon senso: quell’oggetto misterioso smarrito da tempo dai giornaloni assieme al senso stesso del ridicolo. Ma questa, tra le tante clima-cazzate che quotidianamente vengono smaltite come immondizia fumante sui media, ci offre anche degli spunti comici godibili.

Sul gruppo facebook “The Greenland Ice Sheet” si trovano proprio in questi giorni i post di un professore che segue da vicino la situazione sul campo e fa notare l’anomalia di un episodio piovoso di circa 15 millimetri in una zona celebre per la sua “neve secca”. Tutto qua.

Risponde un altro utente che fa notare come “la scoperta” sia rimbalzata sui “global media outlets”. Indovinate chi? Ma la CNN naturalmente, quelli che “dopo il COVID, solo Global Warming”. CNN che ha pubblicato sull’argomento un pezzo contenente una quantita’ di immondizia pseudo-climatica che ad accatastarla si supererebbero agevolmente i 3,200 metri di altitudine della stazione di Summit.

Poi, dalla piramide monumentale di immondizia della CNN, i miasmi fumanti e i rivoli mefitici sono percolati puntuali sulle testate giornalistiche di tutto il mondo. Ché così lavora il Rescue Team.

Ad aggiungere altra ilarità ad un quadro già abbastanza ridicolo, se si va a guardare i post contenuti nella pagina facebook citata, si scoprirà che solo un mese fa gli stessi esperti commentavano come sulla Groenlandia stesse nevicando troppo, ritardando così l’inizio della stagione del disgelo (come del resto si evince chiaramente dalla Fig.2 laddove la curva blu interseca quella grigia). E si attribuivano a dinamiche circolatorie gli accumuli di neve insoliti. Gli stessi esperti prevedevano come nelle settimane successive ci sarebbe probabilmente stato uno scioglimento superiore alla media a compensare quelle anomalie positive, e così è stato.

La notizia degli accumuli record di neve sui giornali non è mai arrivata, l’altra ha fatto i titoloni. E poi c’è la verità: anche nel 2021 la Groenlandia ha chiuso il suo bilancio di massa nella media del periodo.

Tutto il resto è spazzatura.

Tutto il resto, è Rescue Team.

—————————————————-

PS:

Giusto per comprendere meglio come esistano due narrative completamente distinte secondo che faccia caldo o freddo, forse è il caso di segnalare come nel Gennaio 2020 la stessa stazione di Summit rilevò la temperatura più bassa della serie storica, con -64,9 C. La notizia fu totalmente silenziata dai media e fu solo l’iniziativa di qualche singolo a “stanare” una conferma da parte di un ricercatore del DMI. Il dato in questione sarebbe stato non solo il più basso mai registrato per Summit, ma per l’intera Groenlandia.

Il “record” in questione non solo fu fatto sparire dalla circolazione mediatica, ma pochi mesi dopo, sorpresa delle sorprese, i “detectives” del WMO fanno una sensazionale scoperta: ovvero che trent’anni prima sulla Groenlandia si erano registrati 69 gradi sotto lo zero, così almeno si poteva desumere da alcuni vecchi archivi dimenticati chissa’ dove. Problema risolto: il record di qualche mese prima non rappresentava più un imbarazzo per nessuno.

 

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Published inAttualità

24 Comments

  1. Matteo

    Buongiorno Massimo,

    Innanzitutto spero che pubblicherai questo commento, proprio per amore della corretta informazione.

    Volevo farle notare che la prima parte della sua argomentazione che punta a dimostrare che non c’è un chiaro nesso tra il GW e la pioggia caduta sulla Groenlandia non è chiara (con questo non sto dicendo che il nesso il realtà ci sia). Infatti lei sostiene che la frase “in media negli ultimi due decenni la Groenlandia ha perso più di 300 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno” sia errata e/o fuorviante in quanto non tiene conto di quanta massa di ghiaccio si sia invece creata. In realtà quando si dice “ha perso” si intende nel bilancio complessivo, quindi considerando sia la massa aggiunta che quella che si è sciolta. Questo dicono i dati: nello stesso sito da lei citato “PolarPortal” si può vedere il grafico che riporta il bilancio di massa complessivo per la Groenlandia, da cui risulta che dal 2002 al 2020 la Groenlandia ha perso ben 4000 Gt (4000 miliardi di tonnellate) di ghiaccio (vedi immagine allegata). Inoltre accanto al grafico si può ​leggere chiaramente la seguente frase “Based on this data, it can be seen that during the period 2003-2011 the Greenland Ice Sheet has lost 234 km3 of water per year, corresponding to an annual contribution to the mean increase in sea level of 0.65 mm”.

    Perciò, pur concordando che non tutti gli episodi che si stanno verificando debbano essere collegati per forza al surriscaldamento globale indotto dall’uomo (come l’episodio della pioggia da lei riportato), non si può negare che il bilancio di massa dei ghiacciai della Groenlandia sia negativo ogni anno dal 2002 al 2020, e che di conseguenza il livello del mare si stia innalzando. Tutto ciò è ovviamente legato ad un aumento globale della temperatura media, anche detto surriscaldamento globale.

    Se il GW sia poi da attribuire ESCLUSIVAMENTE all’uomo, questo non si può dire. Di certo però l’uomo ne è complice in quanto emette una grande quantità di CO2 e metano (tramite allevamenti), che sono entrambi gas serra.

    Cordiali saluti,
    Matteo

    Immagine allegata

    • Karlo Foskolo

      Sì, ha ragione, ci sono state perdite terrificanti di oltre 200Gt/anno.

      La drammaticità di questa situazione la si vede benissimo nel grafico che considera la massa totale di ghiaccio della Groenlandia: https://is.gd/GdaXNt e le perdite.

      foskolo

  2. ivan

    Buongiorno Massimo Lupicino
    Non si preoccupi, continui a pubblicare i suoi articoli, sempre appoggiati da dati di fatto.
    Purtroppo la sua ultima uscita ha avuto l’effetto di calamitare l’immondizia che gravita nel mondo del web ( titolo d’articolo che non poteva esser più appropriato ) , costituita da tutti quegli energumeni da fondo del barile partecipanti agli svariati forum meteo presenti in rete e “credo” attivi anche sui social più in vista.
    Energumeni, come anticipato, presenti nel fondo del barile del rescue team, in larga parte costituito dalla massa diplomata in ignorantologia, quali ad esempio, personaggi che esprimono le loro opinioni e scriventi i loro interventi in dialetto romano, atto garante del loro livello di istruzione ed educazione.
    Ma tutto ciò non deve farla demordere.
    Io continuerò a leggere ed a partecipare al dialogo se possibile all’interno di questa pagina.
    Saluti

  3. Gianni

    Dal minuto 26.20 del secondo tempo di “Amore mio aiutami” (https://www.dailymotion.com/video/x7wspyk) si puo’ gustare l’esilarante dialogo di Monica Vitti con i suoi interlocutori scienziati in cui difende con insistenza di aver visto “i soliti pinguini” durante il suo viaggio di nozze al circolo polare artico.

    Grazie Guillermo Lovotrico. E un grazie, malgrado tutto, anche a Emanuele per il suo input.

  4. alessandro

    mah che piova a 3200 metri oltre il circolo polare artico mi pare anomalo ma può essere una mia personale opinione, non sono un’opinione il costante aumento delle medie annuali e la diminuzione dei ghiacciai.

  5. Massimo Lupicino

    Grazie a tutti per i commenti.

    Solo una precisazione, ho preferito non pubblicare le risposte al commento “ambientalista” (chiamiamolo cosi’) perche’ la pubblicazione voleva solo essere un esempio di quello che c’e’ in giro, fuori dal nostro Villaggio di Asterix.

    A volte per qualche strano motivo si aprono degli squarci spazio-temporali che convogliano in gran numero lettori che si aspettano di leggere altro e rimangono delusi dai contenuti. Ma fa bene ricordarci quello che c’e’ fuori di qui, altrimenti si rischia di fare troppo group-think.

    Ora abbiamo scoperto per esempio che in Groenlandia ci sono i pinguini. Ma ho moderato messaggi altrettanto infuriati e urlati in cui si inveiva contro questo spazio perche’ in Siberia ci sono stati 50 gradi di temperatura. Questo perche’ sui giornaloni ha fatto notizia il fatto che qualcuno ha misurato la temperatura del SUOLO in Russia ed e’ uscito fuori quel valore. Dato in pasto ai lettori di cartastraccia come se si trattasse di una temperatura dell’aria.

    Ecco, il livello e’ questo, e contro tutto questo non si puo’ sperare di fare granche’. E non e’ comunque produttivo mettersi a discutere su un forum perche’ dall’altra parte non c’e’ nessuna disponibilita’ ad ascoltare niente di diverso da una storia stra-nota che preoccupa e rassicura al tempo sesso. Che’ un presunto pericolo conosciuto e’ pur sempre meglio che accorgersi che non si puo’ piu’ credere a nulla o quasi di quello che si legge. Questo si’, e’ molto piu’ pericoloso e destabilizzante per tante persone.

    La propaganda martella e colpisce, specie dove non c’e’ la voglia di capire, e laddove mancano gli strumenti per approfondire e la curiosita’ di sentire altre campane. Resteremo sempre e comunque esigua minoranza, ma stiamo comunque bene cosi’, in piccola e ottima compagnia 🙂

  6. Volpe Domenico

    Finalmente notizie sdrammatizzanti senza la sensazione che vengano da fanatici negazionisti destrorsi e/o feltriani! È una sensazione confortante, come di un’autorevolezza che può derivare solo da chi abbia confidenza con l’obbiettività scientifica e…. basta! Grazie!

  7. Antonio73

    35 gradi nell artico siberiano sono normali?
    Avere nel sud Italia 38 – 40 gradi per quasi due mesi è normale?
    Certo che nevica di più in Groenlandia.. Causa della maggior evaporazione dovuta al riscaldamento.
    L unica cosa che non torna è che il livello del mare non aumenta.. Chissà perché.

    • Massimo Lupicino

      La media nel clima e’ fatta anche di anomalie. Altrimenti saremmo in omotermia permanente. E la temperatura terrestre negli ultimi 150 anni e’ aumentata a stento di un grado a livello planetario. Quindi di questi record puntuali di temperatura ce ne si fa davvero poco. Sono buoni solo per i rotocalchi.

  8. Emanuele

    Ahn allora è una bufala anche il fatto che si siano praticamente dimezzate le specie animali sul pianeta?! Idiota, ma non vedi i pinguini sul PRATO in GROENLANDIA? E gli orsi polari MAGRISSIMI e MALATI in via d’estinzione? Egocentrico imbecille, inutile che ti destreggi a parole quando poi la verità è sotto gli occhi di tutti. La verità è che l’essere umano sta distruggendo ecosistemi per il proprio ego e di conseguenza poi arrivano i virus. Tornate a scuola a studiare branco di idioti. Far passare l’emergenza climatica come una cosa da niente è da incoscienti, immagino che sia una cazzata per te anche il fatto che la Corrente del Golfo stia rallentando sempre di più! Ma torna a scuola. E la prossima volta fai qualcosa per sensibilizzare le persone non per mantenerle ignoranti.

    • Massimo Lupicino

      Normalmente non pubblichiamo messaggi volgari e pieni di insulti, ma per questo facciamo una eccezione perche’ merita davvero e fa capire che certa propaganda arriva a segno, eccome.

      PS: Emanuele quando organizzi una spedizione in Groenlandia a caccia di pinguini diccelo, che ti seguiamo ogni giorno sui social!

    • Mario

      Penso che a scuola ci debba tornare lei sig. Emanuele.

    • C’è un vecchio film in cui Monica Vitti diceva di aver visto i pinguini nell’Artico, arrecando ilarità mista ad imbarazzo degli ascoltatori.
      Beh… siamo li.

    • gian marco sigismondi

      Molto spesso , quando affronto questi argomenti con amici e parenti , infilano nei discorsi i titoli dei vari tiggi e /o giornaloni ; io con estrema pazienza ricordo di non mettere sullo stesso piano agenti inquinanti , temperature etc,,, Alla fine ho fatto riflettere solo le persone intelligenti…

  9. Giuseppe Melis

    Buongiorno e grazie per questo articolo. Io non sono un esperto ma faccio parte di quelli preoccupati delle informazioni che raccontano dello scioglimento dei ghiacci perenni e dell’aumento del livello dei mari. È falso anche questo?
    Altra domanda: se guardo le Alpi i ghiacci perenni si riducono progressivamente. È falsa anche questa notizia? C’è una compensazione con altre aree della terra?

    Grazie, un amico mi ha segnalato questo sito e d’ora in avanti vi seguirò .

    • maurizio rovati

      Gentile Giuseppe Melis,
      Come Lei non sono un esperto, diciamo che da almeno 15 anni ho cominciato ad interessarmi dell’argomento. Ho cominciato pechè il frastuono mediatico sul clima cominciava a tradire la sua vera natura, cioè di essere una potente leva di controllo sociale.

      I popoli non capiscono la scienza ma sono sensibili alla propaganda e la narrativa climatica, secondo me, puzzava di propaganda. Da lì ho cominciato a cercare le informazioni che il mainstream non passa e mi sono costruito la mia visione intorno al problema.
      Lei pone delle domande “semplici” a cui certamente altri meglio di me potranno rispondere, però, nel mio piccolissimo, posso dirLe che i ghiacciai hanno sempre avuto periodi di avanzamento e ritiro di cui esiste la prova sia storica che scientifica. A metà del 19° secolo il pianeta è uscito da una fase fredda (detta PEG, Piccola Era Glaciale) durata circa 500 anni che ha visto i ghiacci avanzare dopo la minima estensione raggiunta nel medioevo, in cui il clima era caldo quanto oggi e ovviamente anche prima si sono alternate fasi calde a fasi fredde.

      Quindi no, in sè la notizia non è falsa: i ghiacciai si ritirano… come hanno sempre fatto. Il falso propagandistico sta nell’attribuzione esclusiva alle attività umane, inesistenti a metà ottocento, del riscaldamento planetario che stiamo osservando. Questo allo stato attuale non lo può dire nessuno, ma, come avrà notato, sui media non esiste dubbio nè alternativa.
      Il che è sempre un ottimo segnale per distinguere la realtà dalla propaganda. La spiegazione di tutto ciò la lascio a Lei.

      Concludo salutandoLa e spero che seguendoci possa trovare un po’ di sollievo dal senso di colpa che i media cercano di instillare con il quotidiano lavaggio del cervello sul clima (e tanto altro). Purtroppo, per me, il tutto è accompagnato da un certo senso di sconforto e sfiducia nelle capacità umane.

    • Massimo Lupicino

      Grazie Giuseppe, sono ovviamente domande interessanti le tue. E sicuramente non possono essere affrontate nei commenti ad un post. Il consiglio e’ di leggere i contenuti di questo blog, che sono tanti e hanno affrontato piu’ volte i temi che hai sollevato.

  10. Luigi Mariani

    Caro Massimo,
    In complesso penso che la notizia abbia la stessa rilevanza in termini climatologici di quelle sulle nevicate in pieno deserto del Sahara dovute ad outbreaks di aria artica (es: https://news.sky.com/story/sahara-desert-rare-snowfall-leaves-extraordinary-pattern-on-sand-dunes-12192141) e che tuttavia nessuno si sogna di interpretare come un “chiaro segnale dell’arrivo di una nuova glaciazione”… chissà perchè?

    PS: Mi domando (magari tu l’hai capito) come a livello strumentale riescano a distinguere (oggi come in passato) la pioggia dalla neve (nelle stazioni automatiche ordinarie questo non è possibile, a meno di non disporre si un nivometro). Non è che si sono occorti che era piogga solo perchè vi erano persone in loco?

    • Massimo Lupicino

      Caro Luigi, sul modo in cui vengono riportate le notizie sul clima groenlandese penso che sia ancora piu’ rivelatore quello che e’ successo nel 2020, quando la stessa stazione di Summit fece segnare il valore piu’ basso mai registrato nella serie storica. Ho aggiunto una postilla al pezzo per citare l’episodio. Qualora ci fossero inesattezze nella ricostruzione in questione saro’ contentissimo di eliminarla, quella postilla.

    • donato b.

      Caro Luigi,
      stando ad uno sgangherato report dell’ANSA, sembrerebbe che lo avrebbero “constato il 14 agosto scorso gli scienziati nella stazione della US National Science Foundation” (sic!).
      .
      https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/08/21/clima-piove-per-prima-volta-su-calotta-glaciale-groenlandia_1f7554d9-8b6c-4447-971d-e0de73a13f63.html
      .
      Il fatto che degli osservatori si trovassero sul posto sembrerebbe confermato anche da questa nota dell’NSIDC in cui si parla di gocce di pioggia osservate vicino al campo:
      “rain fell and water droplets were seen on surfaces near the camp as reported by on-station observers”.
      .
      https://nsidc.org/greenland-today/2021/08/rain-at-the-summit-of-greenland/
      .
      Nella nota è anche scritto che tale evento è raro, ma non unico: si è già verificato nel passato (nel corso del 1800, tanto per essere chiari) quando di GW ancora non si parlava! 🙂
      Ciao, Donato.

  11. Immondizia, non è altro che immondizia! Ho appena sentito al tg5 un servizio sui ghiacciai che si sciolgono, il caldo opprimente di questi giorni(ma dove ?Bologna centro appena 32 gradi ad agosto).Mi chiedo solo a che serve se non a terrorizzare un popolino già di per sé terrorizzato dal covid etc etc,chiedo a voi illuminati una risposta!

  12. robertok06

    Che dire? Complimenti, bell’articolo max…
    La tragica realta’ della disinformacija della setta climalterata.
    E il peggio deve ancora venire, prime 2 settimane di novembre, COP26…

    • Massimo Lupicino

      Caro Roberto, penso che il peccato originale sia solo uno: la ricerca in ambito climatologico oggi e’ finanziata solo in ottica “salviamo il mondo dal troppo caldo”. Ovvero tutti gli sponsor spingono ad indagare tutti nella stessa direzione. Quanti fondi riceverebbero, tanto per dire, gli istituti che si occupano di ricerca sui ghiacci artici se il global warming non fosse percepito come un problema reale? Sono queste pressioni politiche ad aver trasformato la ricerca climatica in una barzelletta, fatta di modelli che ci azzeccano meno di wanna marchi ma che diventano a loro volta strumenti per fare politiche economiche e industriali di grandissimo impatto su tutti.

      E’ la politica a tirare le fila, ed e’ la “scienza climatica” a farsi strumento di quelle pressioni. Questo ha reso la cosiddetta “scienza del clima” una “scienza molle”, e questo spiega perche’ in ambito climatico qualsiasi cazzata puo’ passare per “scientificamente accettabile”. Cosa che per le scienze dure invece e’ impossibile (come facevi notare in un precedente tweet sul perche’ qui si parla di “bias” laddove in ambiti scientifici piu’ seri si parlerebbe di “errori”, e basta).

    • Andrea Beretta

      Massimo forse vado un po’ fuori “topic” ma non son certo che sia la politica a tirare le fila: con alcune megamultinazionali che hanno fatturati superiori al PIL della maggior parte degli Stati del mondo, sono loro a dettare l’agenda. E lo abbiamo visto in questi ultimi mesi col covid: la politica non ha preso una decisione che fosse una…se non quella di seguire la corrente: prima chiudere tutto, poi vaccinare tutti, e poi chiudere tutto e vaccinare tutti.
      E nel nostro piccolo lo vediamo in Italia: la politica riceve pressioni da tutte le corporazioni presenti nel paese (ONG, magistratura, sindacati, ora perfino i nullafacenti…ne tralascio altre decine, ma spero non si offendano) e il risultato lo vediamo

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