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Albedo, Scabrezza e Ciclo dell’Acqua: Così le Piante Modificano il Clima Globale

Da tempo mi porto in borsa un’analisi di scenario svolta con GCM che leggo a tempo perso perché confesso che non cessa mai di affascinarmi. Si tratta di una serie di simulazioni svolte da un gruppo di ricerca dell’università di Amburgo i cui risultati sono stati pubblicati nel 2005 con il suggestivo titolo “Green planet and desert word”.

Ovviamente si tratta di scenari e gli autori stessi, con un atteggiamento culturale che oggi è merce rara scrivono a chiare lettere quanto segue:

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“Here a note of caution is in order. The analysis of extreme boundary conditions like green planet versus desert world clearly exhibits potential model inadequacies. Thus, model intercomparison for such cases may improve the insight into possible model deficiencies notwithstanding a better view on the underlying physical processes and feedbacks at work.”

[/success]

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Dalle mie parti si dice “con tutte le scarpe!” Due parole per spiegarvi l’accaduto. France Press esce con un’agenzia subito ripresa da News.com.au: “Il Global Warming potrebbe finire la neve sul Monte Kilimangiaro”. La speranza era che dalle nostre parti, avvezzi a pescare con sapienza ma non con ingenuità  questo genere di notizie, si resistesse alla tentazione di rilanciare per l’ennesima volta una delle più grosse bufale che siano mai state raccontate circa gli effetti “tangibili” del riscaldamento globale.

E invece il giornale di Legambiente non ce la fa, la mela, che purtroppo per loro nasconde un bel vermiciattolo, è troppo rossa ed invitante, per cui scatta il dettagliato resoconto di questa ennesima nuova certezza scientifica. E, come da copione, i banditori sono sempre più realisti del re, per cui, nel dare il triste annuncio dell’imminente probabile scomparsa dei ghiacciai sulla sommità  del Kilimangiaro, mettono l’accento sulle solite temperature in aumento. Questo, pur resistendo a stento alla tentazione di farlo, gli stessi autori della ricerca si guardano bene dal dirlo. Certo, qualche accenno al climarrosto c’è, si parla di temperature con evidente trend positivo nella zona circostante il massiccio pur tra mille difficoltà  nel reperire dati attendibili, ma è difficile parlare di riscaldamento globale e scioglimento dei ghiacci dove le temperature non sono mai salite oltre la soglia di fusione. Tutto ciò nella scia di quanto abbiamo discusso qui solo qualche giorno fa, circa il continuo ricorso a notizie ad effetto non supportate da evidenze scientifiche.

Per chi non ne avesse contezza infatti, la cima del monte è quasi a 6000mt sul livello del mare. Lassù, anche portandoci una caldaia, la temperatura non sale mai sopra zero, e quella cosa bianca e dura che si chiama ghiaccio ed è elemento costitutivo dei ghiacciai, diventa acqua solo oltre quelle temperature. Perciò, nisba, il global warming non c’entra nulla.

Del resto sono parecchi anni ormai che si conosce la verità  su questa faccenda, nonostante ogni tanto qualche buontempone cerchi di mescolare di nuovo le carte. Si chiama EVAPOTRASPIRAZIONE, è diretta conseguenza della cambiamento dello stato del suolo operato alle pendici della montagna, soprattutto deforestazione. Minor quantitativo di umidità  disponibile nell’aria, minori precipitazioni, ablazione del ghiacciaio. Il tutto anche attraverso l’azione diretta del sole che che lavora meglio perché ci sono meno nubi, non perché faccia più caldo.

Ora, tutto ciò è nell’evidenza dei fatti, ne basta uno solo in effetti, e riguarda proprio le temperature. Quello del Kilimangiaro è, per quanto spiacevole, un esempio lampante di modifica delle condizioni climatiche locali ad opera dell’azione antropica. Che bisogno c’è di tentare ogni volta di ricondurre il discorso ad una scala continentale o addirittura globale che mostrerebbero evidenti modifiche areali che nulla hanno a che fare col problema? Meglio una bella firmetta su un accordo globale sostenuto da questi “scientificamente” incontrovertibili proclami o un po’ di grano salis ed impegno vero che affronti i problemi per quello che sono?

NB: leggi questa notizia su WUWT, il blog di Antony Watts.