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Tag: Stratwarming

Inverno mite…oppure no?

La notizia è ormai di dominio pubblico, nel corso di questa settimana, per la verità già a cominciare da domani, avremo le prime nevicate significative anche in pianura sul settentrione. Non starò qui a descrivere l’evoluzione nel dettaglio perché ci sono già decine di pagine web che lo stanno facendo da giorni e questo basta e avanza, anche se, come spesso accade, la corsa all’annuncio ha già fatto qualche vittima, nel senso che man mano che ci si avvicina all’evento, si scopre anche che non sarà poi così eccezionale. Anzi, con buona approssimazione non lo sarà affatto.

 

La dinamica è quella più classica per il nostro Paese dal clima solitamente mite e benevolo. Dopo una serie di affondi di aria polare marittima pilotata da intense correnti nord-atlantiche si è formato un cuscino di aria fredda in Pianura Padana. Non appena il flusso cesserà di essere nord-occidentale, quindi non appena cesserà l’effetto di sottovento che protegge le regioni settentrionali in questi casi e l’aria tornerà a provenire più da ovest sud-ovest, le precipitazioni al nord dovranno fare i conti con quello strato di aria fredda persistente e ulteriormente alimentato dai venti da est che entrano dal bacino del Po. E quindi sarà neve.

 

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Outlook inverno 2013-2014 – Verso il cambio di pattern atmosferico

Con questo articolo si aggiornano brevemente la situazione e le possibili prospettive. Prima di tutto un brevissimo riepilogo delle “puntate” precedenti. Nell’aggiornamento dello scorso 18 dicembre segnalai la genesi di un probabile warming classificato come Minor e atteso tra la fine di dicembre e i primissimi giorni di gennaio. Nell’aggiornamento successivo del 31 dicembre segnalai la possibilità di un evento Major verso la fine della seconda decade di gennaio derivante dalla situazione stratosferica allora prevista. In realtà questo secondo evento non si verificherà, almeno in quei termini, e i motivi principali sono da attribuire all’eccesso di conservazione di moto zonale che il vortice polare sta tutt’ora mantenendo rispetto alle attese derivate dalle conseguenze del Minor Warming e dai continui disturbi offerti da una sempre buona presenza di attività d’onda. Infatti l’elevata zonalità (cosa comunque segnalata poi in sede di commento) ha inibito l’inserimento dei flussi di calore a carico della seconda onda verso il cuore del vortice polare stratosferico alla quota isobarica di 10hPa.

 

La situazione permane comunque molto fluida anche perchè l’attività d’onda al confine tra troposfera e stratosfera tende a produrre continui elementi perturbatori. La situazione potrebbe però trovare uno via di sblocco, ora vediamo perché.

 

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Outlook inverno 2012-2013 – Aggiornamento del 28 dicembre 2012

di Carlo Colarieti Tosti

Continuando gli argomenti esposti nell’ultimo outlook pubblicato lo scorso 28 novembre, con questo aggiornamento cercheremo di spostare al mese di gennaio il nostro esercizio di prognosi a lungo termine.

L’attività solare continua a mostrarsi piuttosto “blanda” con un valore dell’indice geomagnetico aa index del mese di novembre (figura 1) addirittura lievemente inferiore al precedente mese. Dall’immagine in figura 2 si conferma quanto precedentemente scritto evidenziando come il numero di macchie solari mensili (SSN) si sia mantenuto attorno alle 60 macchie. La QBO (Quasi Biennial Oscillation) sia alla quota isobarica di 30 che di 50 hPa, come da figure 3 e 4, permane in fase negativa anche se alla quota isobarica di 30hPa è ben chiara la tendenza a risalire confermando il raggiungimento del valore minimo tra gli scorsi mesi di luglio ed agosto. A questo punto possiamo attenderci che l’inverno 2012-2013 possa trascorrere con l’indice in fase negativa.

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Sudden warmings, il Sole al comando?

Dove e come nasce uno Stratwarming? Quali sono le dinamiche endogene o esogene al sistema che lo originano e forse ne condizionano l’evoluzione? Le onde planetarie in troposfera, la fase dei venti stratosferici o ancora più in alto l’attività solare? In questo articolo abbiamo provato a mettere in correlazione le macchie solari con gli Stratospheric Sudden Warmings ed i risultati sembrano piuttosto interessanti.

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Stratwarming, ci voleva il deterministico

Le tecniche di previsione “tradizionali” cominciano a svelare gli effetti dell’imponente riscaldamento stratosferico delle ultime settimane. La fretta di vedere cosa sarebbe successo in troposfera ha condotto molti opinionisti a considerare chiuso l’argomento con un pò troppo anticipo. Il bello deve ancora venire.

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Stratwarming, state buoni se potete

Il Sudden Warming stratosferico è ben lontano dall’essere concluso, ed i suoi effetti nella troposfera sono probabilmente appena iniziati. Mentre sul web, praticamente in ogni discussione, si dà quasi per scontata un’evoluzione tutt’altro che “invernale” delle condizioni atmosferiche nel medio periodo, Climate Monitor vi consiglia di aver pazienza. I giochi non sono ancora conclusi.

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Sudden warming, i modelli fiutano la preda

Il processo di riscaldamento della stratosfera continua ad evolvere e presto il cambiamento giungerà nella troposfera. Proprio mentre assistiamo al Sudden Warming più interessante degli ultimi anni, una nuova ricerca offre spunti interessanti proprio sulle possibili origini di questi eventi

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Stratwarming Update

Gli eventi di riscaldamento repentino della stratosfera polare e le loro teleconnessioni con il tempo atmosferico sono la nuova frontiera della meteorologia. In questi giorni abbiamo la fortuna di poter osservare l’evoluzione di uno dei più classici esempi di questo genere di episodi e, tra qualche giorno con buona probabilità, ne sentiremo gli effetti!

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