Questo post è l’ultimo di questa serie che riporta, divagando ogni tanto, le considerazioni sull’allarmismo climatico che ho esposto in Accettare l’evidenza (il mondo che…
Lascia un commentoIl Villaggio di Asterix
Questo post è l’ultimo di questa serie che riporta, divagando ogni tanto, le considerazioni sull’allarmismo climatico che ho esposto in Accettare l’evidenza (il mondo che…
Lascia un commentoCon questo post siamo giunti ad analizzare il penultimo capitolo (Cap. 11) del libro Accettare l’evidenza (il mondo che vorrei),[1] dove, sulla scorta di quanto…
5 commentiCome abbiamo visto nei post precedenti, tutti tratti da una ventina di pagine (su 460) di Accettare l’evidenza (il mondo che vorrei),[1] nel Cap. 5…
2 commentiNei post precedenti di questa serie, tratti dal cap. 5 del libro Accettare l’evidenza (il mondo che vorrei),[1] ho presentato, chiariti da preziosi commenti, fatti…
2 commentiMentre nei post precedenti di questa serie ho esposto alcune argomentazioni scientifiche che ridimensionano l’allarmismo climatico e gli enormi vantaggi economici dei soliti pochi a…
2 commentiNei post precedenti di questa serie[1] ho cercato di mettere in luce l’inconsistenza scientifica dell’allarmismo climatico. In questo, sempre tratto dal libro Accettare l’evidenza (il…
4 commentiNei post precedenti[1] abbiamo visto che la Scienza fornisce, sul clima che cambia, spiegazioni rassicuranti, coerenti, in accordo con i fatti ed alla portata anche…
7 commentiFranco Zavatti legge CM. Questo è l’unico suo difetto di cui sono a conoscenza. Laureato in Astronomia, già ricercatore universitario al Dipartimento di Astronomia Università di Bologna. Si è occupato di stelle variabili, struttura dei nuclei galattici, deconvoluzione di immagini, didattica dell’astronomia. Ha insegnato all’Università di Bologna, dal 1992 al 2010 Esperimentazioni di Fisica per Astronomia; dal 1996 al 2000 Calcolo delle Probabilità e Statistica per Scienze dell’informazione (Cesena). Dal 2001 a tutt’ora: Libera Università di Bolzano, Facoltà di Scienze della Formazione.
Dopo la nostra discussione circa il progressivo ‘riscaldamento’ delle serie storiche della NOAA, ha tirato giù un po’ di dati e li ha visualizzati. Una rappresentazione interessante.
Buona lettura.
gg
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Oggi pubblichiamo un guest post firmato da Agrimensore, uno dei nostri lettori. L’argomento è molto interessante e si colloca, con un approccio sia tecnico che divulgativo, nel contesto della discussione sui feed-back che abbiamo affrontato anche pochi giorni fa.
Buona lettura.
gg
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Sul blog di Anthony Watts, ho trovato un articolo molto interessante in merito alla valutazione del tipo di feed-back che regola il sistema climatico terrestre:
No new strange attractors: strong evidence against both positive feedback and catastrophe
Lo scorso 4 gennaio è stato pubblicato on-line su Nature un interessante commento a firma di Jerome Ravetz1 dal titolo:
Sociology of science: Keep standards high
Il commento riguarda un argomento che ho già affrontato su queste pagine e testimonia il grosso interesse per l’evoluzione delle metodiche di gestione dei risultati scientifici. J. Curry, nel suo sito, ha giudicato il commento di Ravetz con queste parole: “Io sono una fan del concetto di ‘comunità estesa tra pari’ portata avanti da Funtowicz e Ravetz. Inoltre, la frase di Ravetz “le implicazioni radicali della blogosfera” si è definitivamente radicata nella mia testa. …. Sono lieta che i sociologi stiano studiando questo problema.”
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Guido Travaglini è un ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Giurisprudenza, Istituto di Economia e Finanza. Ha pubblicato e postato sul web articoli di vario genere: macroeconomia, macrocriminologia, analisi delle componenti principali e climatologia. Ha un approccio econometrico dovuto agli insegnamenti di K.D. West (University of Wisconsin, Madison) e di M. Aoki (UCLA, Los Angeles). Il suo ultimo lavoro ha un titolo simile a quello di questo post:
Climate Change: Where is the Hockey Stick? Evidence from Millennial-Scale Reconstructed and Updated Temperature Time Series. (PDF)
Su mia richiesta ha accettato di riassumerne i contenuti per un guest post su CM. Buona lettura.
gg
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Ho di recente divulgato sul web un articolo intitolato “Climate Change: Where is the Hockey Stick? Evidence from Millennial-Scale Reconstructed and Updated Temperature Time Series”. Obiettivo dell’articolo è verificare se le temperature medie della Terra si siano significativamente modificate negli ultimi mille+ anni dando luogo ad un trend ascendente culminante nell’attuale “Global Warming” o “Recent Warming Period” (RWP), oppure abbiano manifestato fasi cicliche attorno ad un trend stazionario.
Appena tre settimane fa abbiamo pubblicato un commento al rumore che sta facendo nel mondo scientifico il procedimento in corso nei confronti della Commissione Grandi Rischi per il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009.
In quella occasione abbiamo parlato di comunicazione del rischio spostando il problema sulle vicende climatiche. Roger Pielke jr qualche giorno fa ha fatto la stessa cosa, tirando identificando quelle che lui definisce – a prescindere dagli esiti del procedimento – le lesson learned di questa vicenda.
Continuano a fluire grandi quantità di informazioni dal Berkeley Group. L’ultima arriva dal sito web, è un video che ho intercettato anche su corriere.it e, naturalmente, su youtube. Mi ha particolarmente colpito un commento proprio sul media più frequentato: ‘Our World is coming to a point of NO-return 🙁 ‘.
[image link=”http://www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_twitter_withbird_1000_allblue.png” lightbox=”true” box=”content-one-half” align=”center” shadow=”thin”]http://www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_twitter_withbird_1000_allblue.png[/image]Come avrete già notato sulla barra laterale destra e in calce a questa pagina, viene riportato il flusso di informazioni…
1 commentoDa greenreport.it. Cina: il consumo di carbone aumentato del 10,3%, contro una crescita economica di poco inferiore in termini percentuali. Torna a crescere la fame…