Mentre gli appassionati sono ai blocchi di partenza e scaldano i muscoli per seguire con il nowcasting l’evoluzione di questa ondata di freddo, gli espertoni…
4 commentiIl Villaggio di Asterix
Mentre gli appassionati sono ai blocchi di partenza e scaldano i muscoli per seguire con il nowcasting l’evoluzione di questa ondata di freddo, gli espertoni…
4 commentiAlcuni giorni fa, abbiamo pubblicato un post dal titolo un po’ drammatico:
Se il Sole muore – CM 25 gennaio 2012
Già dalle prime righe, tuttavia, ci siamo anche affrettati a specificare che non c’ea alcun bisogno di essere tragici, piuttosto che di una dipartita, per la nostra stella si potrebbe trattare di poco più di un raffreddore.
Lo spunto alquanto criptico in realtà, serviva per introdurre il commento ad un paper di recente pubblicazione in cui si presagisce una decisa diminuzione dell’attività solare per il prossimo ciclo, il 25°. In calce al commento, che se volete potete rileggere, una breve considerazione: se davvero dovesse andare così, si potrà definitivamente dire addio al Periodo Caldo Moderno, cioè al global warming ruggente.
Ieri ho fatto una scoperta interessante, cui – e qui rivelo una buona dose di ignoranza – ne sono seguite altre che alcuni troveranno sconcertanti altri forse riusciranno a stento a trattenere uno sbadiglio. Forse perché si tratta di cose note.
La prima scoperta è un blog nuovo. Lo cura Tom Fuller, già noto agli ambienti meteo-climatici per aver fornito parecchi contributi sulle interfaccia tra le problematiche climatiche e quelle energetiche. Il suo è il punto di vista di un credente nell’AGW. E’ quindi certo che il fattore antropico porterà il sistema alla rovina. Bontà sua, questo potrebbe già frenare non poco l’entusiasmo dei lettori. Il fatto però che ne sappia di energia e lavori nel settore delle rinnovabili (solare fotovoltaico), fa tornare verso l’alto il termometro dell’interesse.
Alcuni giorni fa i blog meteo-climatici si sono animati attorno ad una annosa discussione circa il contenuto di calore degli oceani. A suscitare questo ritorno di attenzione è stata la pubblicazione di un paper su Nature Geoscience:
Observed changes in top-of-the-atmosphere radiation and upper-ocean heating consistent within uncertainty – Loeb et al., 2012 (qui il commento su Science Daily)
Ci siamo, la musica è cambiata. E non veniteci a dire che non ve l’avevamo detto. Lo so, non si dovrebbe mai bearsi delle proprie intuizioni, anche perché quando c’è di mezzo l’evoluzione delle dinamiche atmosferiche nel medio e lungo periodo c’è sempre il rischio di fare pessime figure.
Con la pubblicazione del nostro Outlook dei primi di gennaio, accompagnata dalla pubblicazione di una mappa delle anomalie del geopotenziale alla media troposfera, però, qualcuno aveva sottolineato il carattere scherzoso che accompagnava la trattazione, considerandoli degli amiccamenti inopportuni, quasi a voler sottendere che celassero una scarsa professionalità nell’afforntare l’argomento.
Iniziare una pubblicazione scientifica con due affermazioni volutamente imprecise non è proprio il massimo. Continuare con il solito ‘inchino’ al mainstream scientifico e concludere ripetendolo non migliora la situazione. Ma se poi nel corpo dell’articolo si provvede a smontare i pilastri dell’ipotesi AGW forse quella pubblicazione merita di essere letta. Nonostante tutte le contraddizioni in essa contenute.
Quello che segue è il titolo, mentre a questo link è possibile (una volta tanto) consultarla liberamente.
Arctic warming, increasing snow cover and widespread boreal winter cooling – Cohen et al., 2012
Forse non è il caso di farla così tragica. Basta che abbia un tenue raffreddore. Qualche sintomo c’è già, visto che l’attuale Ciclo Solare ci ha messo una vita per iniziare e potrebbe essere prossimo ad una fase apicale che, benché prolungata, sembra proprio possa essere caratterizzata da livelli molto bassi di tutti gli indici dell’attività solare, macchie comprese.
Ma siccome la voglia di far previsioni non passa, nonostante i ripetuti insuccessi, ecco che arrivano le prime idee circa quello che potrebbe essere il carattere del prossimo ciclo solare, quello contrassegnato con il numero 25.
26/01/2012
Con il presente bollettino si vuole confermare l’impianto dell’Outlook dell’8 gennaio scorso, quindi quanto segue ne è un aggiornamento.
La situazione stratosferica nei piani compresi tra 1 e 5 hPa è stata contraddistinta da una intensa circolazione antizonale derivante dagli episodi di warming già descritti nel precedente outlook.
Gli Heat flux previsti in diminuzione nei prossimi giorni determineranno un parziale ricompattamento del Vortice Polare Stratosferico a quelle quote con una ritrovata zonalità. Dalla fine del mese è attesa una nuova ripresa degli stessi flussi e grazie allo spostamento dell’onda convettiva equatoriale, espressa dalla MJO in spostamento dalla fase 5 verso la fase 6, verrà alimentata la formazione di un anticiclone stratosferico in sede nord atlantica (wave2).
ANSA: Secondo gli scienziati della NASA, la temperatura superficiale media nel 2011 è stata la NONA più calda dal 1880. La temperatura media di tutto il mondo nel 2011 è stata di 0,51°C più calda della metà del XX secolo.
NOAA: Secondo gli scienziati della NOAA, la temperatura superficiale media nel 2011 è stata l’UNDICESIMA più calda dal 1880. La temperatura media di tutto il mondo nel 2011 è stata di 0,51°C più calda della metà del XX secolo. Gli anni più caldi sono stati il 2010 e 2005 con l’anomalia di 0.64°C (1.15°F).
Franco Zavatti legge CM. Questo è l’unico suo difetto di cui sono a conoscenza. Laureato in Astronomia, già ricercatore universitario al Dipartimento di Astronomia Università di Bologna. Si è occupato di stelle variabili, struttura dei nuclei galattici, deconvoluzione di immagini, didattica dell’astronomia. Ha insegnato all’Università di Bologna, dal 1992 al 2010 Esperimentazioni di Fisica per Astronomia; dal 1996 al 2000 Calcolo delle Probabilità e Statistica per Scienze dell’informazione (Cesena). Dal 2001 a tutt’ora: Libera Università di Bolzano, Facoltà di Scienze della Formazione.
Dopo la nostra discussione circa il progressivo ‘riscaldamento’ delle serie storiche della NOAA, ha tirato giù un po’ di dati e li ha visualizzati. Una rappresentazione interessante.
Buona lettura.
gg
Un potente solar flare ha sconvolto la superficie solare. Si tratta del maggior brillamento solare dal 2005. Il brillamento è stato accompagnato da un’ eruzione solare di discreta entità che ha puntato sul nostro pianeta.
Cari professionisti della previsione, è giunta l’ora del giudizio. Non già per quello che avete sempre pensato che vi avrebbe portato al pubblico ludibrio, cioè l’ennesima previsione sbagliata, quanto piuttosto per il vostro scetticismo impenitente. Voi disinformati disinformanti, voi specialisti di serie B, voi minus habens, sarete sottoposti alla seguente procedura:
Questa in realtà è la conclusione. Ora la storia.
E poi nessuno ci venga a raccontare che non lo sapeva. Premessa.
Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un post in cui si parlava della recente introduzione nella UE di una carbon tax specificatamente diretta al mondo dell’aviazione civile. Questo sta rischiando di innescare una guerra commerciale tra l’Unione e il resto del mondo per l’aggravio dei costi che le compagnie saranno costrette a subire per operare nel territorio UE.
No Aviation Without Taxation – di Fabio Spina
Oggi abbiamo delle novità.
Ecco qua, da Androkronos:
Quote di emissioni di CO2 come azioni di borsa, ecco come speculare in cielo