Come forse i lettori più attenti avranno notato, sulla homepage di Meteoreport e di Climatemonitor è comparso il segnale di una partnership, un’idea è nata alcuni giorni fa dopo…
Lascia un commentoIl Villaggio di Asterix
Come forse i lettori più attenti avranno notato, sulla homepage di Meteoreport e di Climatemonitor è comparso il segnale di una partnership, un’idea è nata alcuni giorni fa dopo…
Lascia un commentoNell’immagine qui sopra, pubblicata qualche giorno fa su WUWT, è rappresentato a sinista il trend delle temperature superficiali degli oceani previsto dal set di modelli…
Lascia un commentoCapacità di adattamento, innovazione e resilienza, questi gli ingredienti dello scampato pericolo del Millenium Bug. Ora, da qualche anno, è la volta dell’allarme clima, per il quale, parliamoci chiaro, con l’esclusione di un gruppo più o meno folto di seguaci di Gaia, tutti gli altri – molti – che negli ultimi anni si dicono molto preoccupati in realtà quando lo fanno pensano al potenziale impatto economico di questi cambiamenti.
Questo approccio pragmatico è stato in effetti il passepartout con il quale la questione climatica è entrata nei salotti buoni dell’economia internazionale e di lì in quelli politici. La lettera di presentazione, il documento con il quale si è iniziato a ragionare su questi temi, la scrisse Lord Stern, economista britannico di alto profilo con un passato di incarichi istituzionali presso il governo di Sua Maestà. Il suo report, noto come Stern Review, è noto ai più soprattutto per riportare a chiare lettere un vero e proprio anatema: il riscaldamento globale e la sua derivata prima, i cambiamenti climatici, porteranno ad una riduzione del PIL mondiale compresa tra il 5 e il 20%. Praticamente una catastrofe.
Ci hanno torturati con l’accordo dal ‘respiro’ globale. Ci hanno malmenati con la crescita sconsiderata del costo dell’energia per assolvere agli alti doveri di Kyoto.…
Lascia un commentoNel video qui sotto c’è tutto il traffico aereo del pianeta nelle 24 ore. Se ci fate caso si vede anche l’avanzare della luce del…
Lascia un commentoCosì l’ha definito un lettore in un commento apparso su WUWT all’articolo che parla dei dati provenienti dal nuovo satellite messo in orbita da NASA (USA) e JAXA (Giappone) insieme, il GPM Core Observatory, in orbita solo dal 27 febbraio scorso.
La combinazione dei sensori che ha a bordo permette di osservare le precipitazioni distinguendo tra quelle liquide e quelle solide, tra quelle con rain rate molto intenso e quelle deboli, con una precisione ed un dettaglio mai visto per questo genere di informazioni.
Qui sotto il video che spiega un po’ come funziona il sistema.
Mentre i lavori di approvazione del Summary for Policy Makers del volume redatto dal Working Group II dell’IPCC proseguono piuttosto a rilento (1/5 del tempo…
2 commentiTutto da vedere il video delle esplorazioni di un drone munito di telecamera all’interno delle cavità glaciali dell’Alaska. Buona visione. Bigger Than Life – Ice…
7 commentiSono duri per tutti questi anni di global warming ruggente, anche se da due o tre lustri a questa parte si tratta di un miagolion…
5 commentiE’ iniziata ieri a Yokohama la sessione plenaria dell’IPCC durante la quale i rappresentanti politici dei governi passeranno al setaccio e approveranno riga per riga,…
2 commentiIl tweet qui sotto l’ho intercettato ormai due settimane fa:
Stratwarms in March are NOT A SIGN OF SPRING!. Text book case of warmest strat with coldest trop.response day 14! pic.twitter.com/vCKcxRdKI5
— Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) 11 Marzo 2014
I segnali dell’arrivo di una nuova fase di repentino riscaldamento della stratosfera erano appena visibili. Ora, con una precisione quasi cronometrica, stando almeno al testo del tweet, siamo alle prese con una bella discesa di aria fredda sull’Europa occidentale. Ma questa è cronaca meteorologica, per cui passiamo oltre.
Tutti pronti, sta per iniziare la stagione dei temporali, almeno così sarà da qualche parte nel mondo. Da noi, per esempio, quest’anno la stagione dei…
Lascia un commentoPer avere una conferma di quanto fatto e mostrato con il post di ieri sul detrending, ho utilizzato un altro set di dati: le temperature dedotte dai gusci di foraminiferi del plancton tramite il rapporto Mg/Ca, usuale proxy nei carotaggi di sedimenti marini. Questi dati sono descritti e analizzati in Moffa-Sánchez et al, 2014 e, leggendo l’articolo, ho notato nella loro figura S4 delle Supplementary Information (pdf in bibliografia) un massimo attorno a 20 anni (0.05 cicli/anno), corrispondente al massimo rimasto dopo il detrending dei dati noaa precedenti.
Ho chiesto i dati alla dott.ssa Moffa e li ho ricevuti in forma originale, non elaborati. Li mostro nella Fig.8 (pdf), confrontati con i dati dell’irraggiamento solare totale (TSI) di Steinhilber et al, 2009 e con bande che mostrano la durata dei minimi solari, come viene fatto nell’articolo (Fig.2, mostrata nell’abstract in formato piccolo).
Da Nature Climate Change prima e da Science Daily poi: A causa del global warming la riduzione nella resa dei raccolti delle risorse alimentari primarie…
4 commentiStavo cercando di capire come utilizzare al meglio i dati NOAA della temperatura globale -medie mensili terra-oceano- disponibili alla pagina cosidetta “Climate at a glance” qui, che sostituisce il sito ftp da cui finora ho scarticato i dati mensili e mi sono trovato, quasi per casoi, a pensare cosa sarebbe successo al dataset con una serie di detrending successivi, cioè eliminando tutti i trend che potevo individuare, tramite un fit o in generale tramite una rappresentazione analitica, seguiti da una sottrazione (dati-fit) e ripetendoi il processo fino ad avere residui a media nulla e senza una struttura identificabile (qualcosa che potrebbe essere chiamato rumore, anche se potrà contenere strutture nascoste ad una semplice analisi visiva). Applicando questo schema ai dati noaa fino a gennaio 2014, ho trovato quello che mostro nella successiva Fig.1 (pdf).