Normalmente dedichiamo la domenica ai ‘consigli per la lettura’. Quella che vi suggerisco oggi però è un po’ più impegnativa, neanche troppo tecnica magari, ma…
2 commentiIl Villaggio di Asterix
Normalmente dedichiamo la domenica ai ‘consigli per la lettura’. Quella che vi suggerisco oggi però è un po’ più impegnativa, neanche troppo tecnica magari, ma…
2 commentiPremessa (se ne può saltare la lettura ed iniziare dal paragrafo seguente) In ogni manuale di fisica del liceo è riportato il caso di G.…
10 commentiL’abbiamo conosciuta un po’ di anni fa, quell’impulso di entusiasmo collettivo che negli stadi affollati genera un’onda che si propaga attraverso tutti i settori mettendo a dura prova gli operatori televisivi ma con grande effetto scenico. E’ la ‘Ola’.
E’ su questa che un nuovo paper uscito sul Journal of Climate Dynamics e firmato da Marcia Glaze Wyatt e Judith A. Curry basa il ragionamento sul funzionamento di una componente del clima che troppo spesso e, soprattutto ancora una volta nel recente primo capitolo del nuovo rapporto IPCC, viene decisamente trascurata preferendo un sistema climatico geneticamente immutabile e perturbabile esclusivamente da forzanti esogene, ossia le attività umane. Si parla della variabilità naturale, di normale tendenza del sistema ad evolvere secondo regole proprie anche caratterizate da una certa ciclicità di lungo periodo.