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Un pensierino per Cancun

Di norma è chi va in viaggio che porta indietro qualcosa, altrimenti i venditori di palle di vetro con la neve dentro non esisterebbero. Questa volta però facciamo l’opposto, un pensierino a chi va a Cancun lo mandiamo noi. E non è un souvenir, quanto piuttosto l’accezione un po’ negativa della parola “pensiero”: grattacapo.

Destinatario, l’ottimo alto funzionario ONU di cui vi abbiamo indicato l’ultima esemplare dichiarazione: Il prossimo report IPCC sarà molto peggio del precedente.

Qui, per toccare con mano: “Per fortuna sarà nel 2013!”

Nel breve commento, ci siamo lambiccati circa l’eventualità che sia improvvisamente saltato fuori qualcosa di eclatante, dirimente, chiarificatorio, insomma, che qualcuno abbia finalmente scritto l’equazione del clima, e che il risultato sia quello temuto, si va verso il climarrosto.

Non è così, almeno ai piani bassi del blogging climatico non sono giunte voci su niente del genere. E’ esattamente il contrario. Infatti praticamente ogni giorno spunta fuori qualcosa che abbassa la temperatura del forno, la quale, diversamente da quello che avrebbe dovuto fare su suggerimento dei modelli climatici, docilmente si adegua da circa un decennio.

Due le novità di oggi.

Il primo è un lavoro appena pubblicato su Atmospheric Chemistry and Physics con un titolo piuttosto eloquente: Cosmic Rays linked to rapid mid-latitude cloud changes. Ebbene sì, a furia di scavare comincia ad emergere la relazione che si supponeva intercorresse tra i raggi cosmici e la nuvolosità. Le implicazioni in chiave clomatica sono importanti e le leggiamo direttamente dalle conclusioni dell’articolo:

Questo lavoro ha dimostrato la presenza di una piccola ma statisticamente significativa influenza dei GCR sulle temperature della Terra alle medie latitudini. L’effetto è presente sia nei dati satellitari dell’ISCCP (International Satellite Cloud Climatology Project), sia nei dati di reanalisi della NOAA (NCEP – NCAR), per almeno gli ultimi vent’anni, e suggerisce che piccole oscillazioni dell’attività solare possono essere collegate a cambiamenti nell’atmosfera della Terra attraverso un’interazione tra il flusso dei GCR e la copertura nuvolosa; tale collegamento potrebbe amplificare piccoli cambiamenti nell’attività solare. Inoltre, un’interazione GCR – Nubi potrebbe agire in contemporanea con altre probabili interazioni Sole/Terra riguardanti le variazioni della radiazione ultravioletta (Haigh 1996) e la TSI (Meehl et al., 2009). Il forcing climatico risultante da queste interazioni potrebbe avere avuto un impatto significativo sul clima prima dell’insorgere del riscaldamento antropogenico […]

Si tratta in tutta evidenza di un hot topic, che potrebbe spazzare via definitivamente il preconcetto su cui sono stati di fatto costruiti i modelli di simulazione del clima, ovvero che l’attività solare (nel caso dei GCM intesa esclusivamente in termini di TSI) sia costante nel tempo o comunque soggetta a variazioni di entità non sufficientemente significativa. Inoltre, proprio gli autori lamentano l’impossibilità di ottenere risultati ancora più soddisfacenti, proprio per la scarsa capacità dei modelli di simulazione di riprodurre con affidabilità il comportamento delle nubi. Registriamo infine, l’evidente necessità degli stessi autori di strizzare l’occhio al mainstream, dichiarando che quanto da loro scoperto è comunque riferito al periodo pre AGW.

Ma c’è anche un altro dono per gli erratici dell’AGW, e, perdonate la scarsa originalità, si tratta ancora di carta stampata, già intenta a navigare velocemente sul web.

Nuovo studio nuova corsa, “A regional approach to the medieval warm period and the little ice age“, cioè, evidenza osservativa della scala globale che hanno avuto le oscillazioni della temperatura più significative dell’ultimi millennio, il Periodo Caldo Medioevale e la Piccola Età Glaciale.

Una delle questioni su cui si è dibattuto più a lungo infatti, è stata la rappresentatività dei dati di prossimità con cui sono state ricostruite le temperature del passato. Pochi dati dai quali il mainstream scientifico ha dedotto che queste due epoche furono sì importanti, ma per il solo clima dell’area europea. Eliminando questo presunto bias eurocentrico dalle ricostruzioni, il grafico delle temperature dell’ultimo millennio risulta piatto sino all’insorgere dell’era industriale, dopo la quale le temperature avrebbero iniziato a crescere vertiginosamente.

Bene, analizzando dati di prossimità provenienti da ogni angolo del Pianeta, leggiamo dalle conclusioni del’articolo quanto segue:

I dati di prossimità paleoclimatici attualmente disponibili non supportano la convinzione che le temperature del tardo XX° secolo siano superiori a quelle del MWP nella maggior parte delle regioni [analizzate], sebbene sia chiaro che le temperature delle ultime poche decadi siano superiori a quelle di ogni periodo multidecadale degli ultimi 700-800 anni.

E, con riferimento alle conclusioni del 4° Rapporto IPCC leggiamo anche:

Le precedenti conclusioni (IPCC, 2007) che sotengono una tesi contraria sono state basate sull’analisi di dati insufficienti o sommando le serie di temperature strumentali a quelle derivate dai dati di prossimità.

Volendo quindi viaggiare a tutti i costi, i sostenitori dell’AGW senza se e senza ma, possono farsi un bel giro sui siti da cui questi proxy provengono. Non ci possono volere meno di 80 giorni, perché c’è da fare proprio il giro del mondo. E cos’, tra le righe, scopriamo anche che il valori di temperatura media superficiale che il pianeta sta sperimentando ora sono tutt’altro che “unprecedented”.

Forse, ma solo forse, questo dovrebbe far capire che la Natura può metterci del suo quando vuole, e se si vuole (anzi, si deve!) assegnare il giusto ruolo al forcing antropico, occorre prima comprendere quello naturale. Ah, comprendere, non cancellare dalle serie, mi raccomando.

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Published inAttualitàNews

2 Comments

  1. Michel

    Beh.. sono anni che questa diatriba continua, ma sarebbe anche ora di smetterla.. le evidenze scientifiche ci sono dalle due parti, e sono anni che si sanno.. il clima sta cambiando per l’aumento della radiazoni solari? si. solo per questo? no. vorremmo dire che l’uomo non ha la sua parte di colpa? voglio vedere chi osa dire che il nostro rapporto con la natura é perfetto, e che le nostre emissioni non abbiano conseguenze. E si sa che chi dá la colpa SOLO all’uomo é semplicemente disinformato. Anche perché l’inquinamento antropico che noi conosciamo come “polveri sottili” in realtá.. aiuta a contrarrestare l’effetto serra grazie al suo effetto albedo!, per cui siamo anche responsabili inquinando di diminuire l’effetto serra. Solo che finalmente dovremmo capire quali effetti sono piú grossi e preponderanti di altri, e agire di conseguenza. Sono anni che si sa che l’effetto del CO2 é molto importante nell’equazione. o per caso é piú facile modificare l’intensitá della radiazione solare?

    Reply
    Non mi è chiaro un concetto. Di quale equazione stiamo parlando? C’è qualcuno che conosce l’equazione del clima?
    gg

  2. matteo

    chiaro e interessante

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