Salta al contenuto

A Caccia di Farfalle nel ciclo solare 24

Come sta evolvendo l’attività solare in questa fase del ciclo 24? Il Sole ha scompaginato le previsioni dei più quotati studiosi di fisica solare che per più di tre anni hanno rivisto, abbassato, rimodulato e spostato avanti nel tempo le previsioni effettuate in attesa della ripresa dell’attività solare; più volte annunciata e più volte smentita.

In questi ultimi due mesi tutti gli indici di attività solare si sono decisamente risvegliati: qui vi riporto il numero di macchie solari e il flusso solare sulla lunghezza d’onda dei 10,7 cm.

Questo improvviso aumento dell’attività solare è una cosa insolita? E’ indice di un ciclo solare di grande intensità? Non è per forza così.

L’andamento della comparsa delle macchie solari non è rappresentato da una curva simmetrica, ma da una curva con pendenza maggiore nel suo tratto ascendente e pendenza minore nel suo tratto discendente. Tutto ciò perché solitamente la ripresa di attività non è lenta e costante ma spesso repentina e con picchi improvvisi. La sola rappresentazione del numero di macchie solari presenti non è un indice sufficiente per descrivere l’attività solare, né tantomeno per provare a pronosticarne l’evoluzione.

In marzo e aprile abbiamo assistito ad alcuni brillamenti di grande potenza e ad una eruzione solare degna di nota, fatti importanti per definire l’uscita dal minimo del passaggio tra il ciclo 23 e il 24, ma eventi, per numero, non significativi di in ciclo solare di elevata attività.

La NASA parla degli eventi più potenti degli ultimi 6 anni. Per carità, hanno ragione, ma vorrei ricordare a tutti voi che negli ultimi 6 anni il sole ha attraversato un minimo profondo in stile Minimo di Dalton e quindi questa notizia non è certo degna di un titolo a nove colonne; altra cosa sarebbe stato osservare eventi con energie mai viste da 50 anni a questa parte.

In questa fase, e ancora di più nei mesi che seguiranno, sarà molto utile per capire a che punto del ciclo solare ci troviamo utilizzare un diagramma che rappresenta la posizione relativa all’equatore delle macchie solari che emergono sulla superficie. Questo diagramma prende il nome di diagramma a farfalla, per la tipica forma che esso assume durante gli undici anni del ciclo solare.

Questo tipo di rappresentazione grafica è iniziata nel 1847 quando, dall’osservatorio di Greenwich, sono iniziate le accurate e sistematiche osservazioni della superficie solare, che hanno portato a rappresentare per ogni rotazione solare la posizione relativa e la superficie occupata dalle macchie solari.

Le macchie solari, infatti, non emergono in modo assolutamente casuale sulla superficie del sole, ma ripercorrono uno schema relativamente stabile e prevedibile. Le prime macchie emergono a latitudine elevata e, mentre il ciclo solare procede, la latitudine delle macchie successive tende a diminuire gradualmente e ad avvicinarsi all’equatore. Dall’osservazione dell’intera serie storica che troviamo nel grafico della NASA, che vi mostro qui sotto, possiamo osservare che esiste un’evidente differenza tra i cicli posti a cavallo del XIX e XX secolo, e i cicli compresi tra il 1950 e il 2000. Infatti, sia il numero delle macchie solari riscontrate oltre il 30° parallelo solare, sia la dimensione delle macchie stesse è profondamente diversa.

Alla fine del XIX secolo solo poche macchie si localizzavano oltre il 30° parallelo, cosa invece molto più comune negli anni successivi alla seconda guerra mondiale; e così, anche la dimensione relativa delle macchie solari era diversa (ciò si può facilmente apprezzare del colore che assume il grafico a farfalla dove una prevalenza del colore giallo indica macchie di superficie relativa maggiore).

Come si sta comportando il ciclo solare 24? Le macchie solari dove si manifestano e con che dimensione relativa?

Per rispondere compiutamente a questa domanda credo dovremo aspettare almeno un altro anno, ma qualche osservazione possiamo già farla. In primo luogo il numero di macchie poste oltre il 30° parallelo è molto più simile ai primi cicli protagonisti delle osservazioni che ai cicli degli anni ’50, e questo fatto mi induce a pensare che il ciclo 24 oltre ad essere uno “slow starter”, come lo chiama la NASA, possa anche essere un ciclo debole. Le macchie rappresentate dal colore giallo rappresentano nel grafico del ciclo solare 24 una vera eccezione, a testimonianza del fatto che la grande maggioranza delle macchie fino ad oggi osservate sono di modeste dimensioni, altra caratteristica che richiama i cicli solari prossimi al Minimo di Dalton.

Questo significa che il massimo solare è già stato raggiunto? Non penso proprio che sia così. Anche nei cicli deboli o debolissimi l’attività solare ha avuto fasi di attività moderata di almeno due-tre anni, rifacendosi alla (breve) storia solare della quale siamo a conoscenza, per tutto il 2011 e il 2012 dovremmo vedere l’attività solare mantenersi ai livelli attuali o leggermente superiori.

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualitàNewsSole

2 Comments

  1. Donato

    Ottimo articolo: chiaro, circostanziato, preciso ed equilibrato. Seguo da molto tempo, su altri blog e sul sito della NOAA, l’evoluzione di questo ciclo solare per cui ho accumulato, in questo tempo, qualche conoscenza in materia (a livello divulgativo, ovviamente). Ad oggi concordo pienamente con l’analisi di Stecconi Bortolani.
    Ciao, Donato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »