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Creduloni di tutto il mondo unitevi!

E’ estate, anzi, finalmente è estate! Finiscono le vacanze e arriva il caldo, se non ci fosse da piangere sarebbe tutta da ridere. Pare che per qualcuno però le vacanze non siano finite, per esempio i quotidiani. Tipica notizia estiva, leggera, surreale, ma abbastanza articolata per garantire la discussione sotto l’ombrellone che sta per chiudersi.

La Stampa, 16 agosto 2011. Il titolo è “Crisi Galattica“. All’interno del breve articoletto un sasso nello stagno lanciato da Paul Krugman, insigne economista e premio Nobel nel 2008, insomma, uno di quelli autorizzati a parlare di qualunque cosa. “Se scoprissimo che gli alieni pianificano un attacco sulla terra – sostiene Krugman – saremmo costretti a costruire enormi strutture di difesa: inflazione e deficit di bilancio sarebbero problemi secondari rispetto al rischio di finire vittime dei marziani, i governi non esiterebbero a spendere. Con un investimento del genere, questa crisi continua potrebbe concludersi nel giro di 18 mesi come accade in Twilight Show, quando la minaccia degli extraterrestri viene costruita ad arte per assicurare la pace nel mondo”.

Wow! La noia di queste ultime giornate estive è sconfitta! Ce n’è per tutti. Per quanti agli alieni ci credono davvero (in fondo perché no?), per quanti pensano che sia tutto un complotto dei governi che tengono i soldi sotto al materasso invece di spenderli, per quanti, infine, sostengono da sempre che si stava meglio quando si stava peggio. Per esempio quando con la seconda guerra mondiale è stata superata la crisi del ’29, dice sempre Krugman. Ora però un conflitto non basterebbe più, ci vuole qualcosa di epico, di globale, anzi, di extraterrestre.

Curiosamente evocativa del film Indipendence Day questa provocazione di Krugman. Ammesso che si tratti di una provocazione. Per carità, non penso che il famoso economista pensi davvero che stiano per arrivare gli alieni, quanto piuttosto mi preoccupa l’allusione alla necessità di una “causa comune” che riporti gli uomini sulla retta via, come giustamente ci fa notare chi ha redatto l’articolo per il quotidiano torinese.

Evidentemente gli intellettuali continuano ad avere in comune questa strana propensione a pensare di conoscere quale sia la ricetta giusta per una sostenibile convivenza tra i propri simili. Ed è sempre la stessa, un nemico comune. Che sia vero o finto non è importante, anzi, si direbbe sia preferibile la seconda ipotesi.

Ma c’è anche un altro aspetto su cui riflettere. Alcuni mesi fa Krugman suggeriva che il colpevole per il male endemico del mondo, la fame, fosse uno e uno solo: il riscaldamento globale. E che le sue origini fossero chiare: le attività umane. E ancora che di questo ci fosse assoluta evidenza: l’aumento degli eventi estremi, a loro volta implicati nel depauperamento delle risorse alimentari disponibili. In questi due post (qui e qui) abbiamo cercato, nel nostro infinitamente piccolo, di spiegare che così non è, e che quello di Krugman è quello che si potrebbe definire un consenso disinformato, un atto di fede.

Ora che crisi economica e fame siano collegate è fuor di dubbio. E’ solo questione di tempo. Anche con una soluzione bellica ad esempio, Krugman fa capire che i governi non hanno esitato a spendere. Mi piacerebbe sapere cosa ne penserebbero i loro creditori, o da dove dovrebbero saltar fuori le risorse per giocare a John Wayne, di cui Will Smith nei panni dell’intrepido e salvifico aviatore non è che una moderna riedizione. Non posso pensare che gli sfugga il piccolo particolare che la seconda guerra mondiale avrà pure risolto la crisi mondiale, ma è scoppiata perché la Germania non voleva, né poteva saldare i debiti di guerra imposti per il conflitto precedente. Che Dio ci salvi da chi gioca a scacchi con i nostri fondoschiena. Meglio perseguire la collaborazione mondiale in modo diverso direi.

A quanto pare però unirsi sotto la bandiera della lotta al clima che cambia non basta più, è passato di moda, oltre ad essersi recentemente scontrato con la dura prova di una realtà che non collabora. Già perché una previsione di disastro climatico umanamente indotto è pur sempre una previsione. Per quanto la si voglia allungare nel tempo prima o poi sarà soggetta a verifica. Con gli alieni è diverso, oggi non ci sono domani chissà, meglio tenersi pronti.

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Published inAttualitàNews

4 Comments

  1. Giorgio Stecconi

    Nei giorni scorsi è uscita una notizia sull ANSA nella quale si riferiva di di una ricerca frutto di una università americana nella quale si racconta che gli alieni potrebbero organizzare una guerra preventiva verso di noi per eliminare una specie pericolosa come la nostra che avvelena il proprio pianeta con la CO2. Siamo alla fanta-scienza.

    Reply
    Ciao Giorgio, un commentino domani e uno dopodomani.
    Uno spasso.
    gg

    • Fabio Spina

      Più che fanta-scienza è fanta-scemenza. Saluti.

    • Filippo Turturici

      Ma sono dei terroristi ambientalisti (negli USA esistono davvero) o degli alieni? E allora, nel film L’esercito delle 12 scimmie…

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