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Vietato far finta di nulla

I lettori di Climate Monitor sanno che abbiamo sempre cercato di evitare di unire le nostre voci alle grida che minacciano la catastrofe climatica imminente. Questo ci ha procurato anche l’odiosa nomea di negazionisti, da rifiutarsi a priori non fosse altro per l’orrore che evoca questa parola.

I più attenti sanno anche però che se da un lato cerchiamo attraverso approfondimenti, dialogo e confronto, di giungere alla comprensione dei meccanismi che regolano la vita del nostro habitat, dall’altro abbiamo sempre cercato di mettere l’accento su quelli che consideriamo i veri problemi.

Non certo dunque la presunta tendenza del clima a cambiare per effetto dell’azione antropica, né i provvedimenti che sono stati presi o che si vorrebbero prendere per limitare i presunti danni, quanto piuttosto la gestione della vita quotidiana nelle nostre città, la cura dell’acqua ovvero del bene più prezioso di cui dispone il genere umano, la gestione dei rifiuti e, ultimi ma non per questo meritevoli di minor attenzione, gli innumerevoli veri agenti inquinanti che minacciano noi e l’ambiente in generale.

Questi riteniamo siano gli aspetti salienti su cui discutere e sui quali occorrerebbe investire le risorse che invece vengono sprecate per correre dietro ad un problema che non c’è. E’ per questo che con questo post vogliamo mettere le pagine di Climate Monitor a disposizione di una campagna che riteniamo più che giusta e per la quale l’impegno è doveroso. I riferimenti li trovate tutti a questo link, si tratta di uno sforzo che auspichiamo possa essere il più possibile collettivo, anche per dimostrare che rivolgendo la propria attenzione a problemi reali più che a orientamenti ideologici e demagogici, le cose possono cambiare.

L’associazione Bluewatch, promotrice dell’iniziativa, ci ha gentilmente chiesto di dare visibilità  a questo problema. In questo caso direi che è assolutamente vietato far finta di nulla. Siamo ben lieti di poterci rendere utili e raccoglieremo tutte le vostre proposte ed iniziative perché sia raggiunto lo scopo che la campagna si prefigge: Abolizione completa entro il 2012 dell’Ossido di Idrogeno da tutti i processi industriali e privati. Speriamo veramente di riuscire nell’intento, almeno per una volta.

PS: a questo link è consultabile un documento di studi preliminari sui pericolosi effetti legati al contatto o all’uso di questa sostanza.

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3 Comments

  1. Angelo

    Il bello è che ho pensato:
    -Stavolta a CM si sono bevuti il cervello, aderire ad una campagna ambientalista!

    Mi sono perfino preoccupato! E’ scritta in tono talmente serio che quasi era credibile, ho pensato all'”acqua pesante” poi a qualche cosa di nuovo….letti i link ho capito che si trattava di semplice acqua!

    Guido, da te non me l’aspettavo! La professionalità di CM mi ha perfino accompagnato a bermela per qualche minuto in più…
    Tuttavia si conferma che oggi si può far terrore con qualsiasi proclama.

    Avete mai pensato ad una trasmissione denuncia sul’ossido di idrogeno (o di diidrogeno)?
    Dopo quanto tempo la gente capirebbe che si tratta di una bufala? Quanti spegnerebbero la TV o cambierebbero canale? Soprattutto, chi il giorno dopo non cavalcherebbe il problema per darsi visibilità?

    Guido, la prossima volta fai un post simile per il primo aprile, almeno non ci coglierai impreparati…Diavolo di un meteorologo!
    😉

  2. carlo

    dai ragazzi, su son stato anche li a leggere ..

    poi ho optato per un bel bicchiere di…vino

    ciao

    C. 🙂

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