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Lotta alle emissioni e aviazione: Incoscienza (in)consapevole

E poi nessuno ci venga a raccontare che non lo sapeva. Premessa.

Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un post in cui si parlava della recente introduzione nella UE di una carbon tax specificatamente diretta al mondo dell’aviazione civile. Questo sta rischiando di innescare una guerra commerciale tra l’Unione e il resto del mondo per l’aggravio dei costi che le compagnie saranno costrette a subire per operare nel territorio UE.

No Aviation Without Taxation – di Fabio Spina

Oggi abbiamo delle novità.

Ecco qua, da Androkronos:

Quote di emissioni di CO2 come azioni di borsa, ecco come speculare in cielo

Nell’articolo, spiccano i virgolettati di Jacopo Visetti, fondatore e amministratore di AitherCo2 che fornisce servizi finanziari nel mercato ambientale ed energetico mondiale. Qualche simpatico estratto per stimolare la lettura:

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Con la recente decisione della Commissione Ambiente della Corte Suprema dell’Unione Europea che conferma la legittimità dell’applicazione nei confronti di tutti i vettori aerei in transito sui cieli europei, l’aviazione entra in modo definitivo nell’Eu Ets – Emission Trading System. Per chiarire le dinamiche del mercato delle emissioni, AitherCO2 ha organizzato per domani a Milano l’incontro ”L’aviazione nell’Eu Ets”, allo scopo di informare le compagnie aeree sul funzionamento e le opportunità che offre il settore e trasformare ciò che viene percepito come un obbligo in una opportunità di guadagno. “Basta saper usare gli strumenti finanziari adatti, ad esempio studiando i derivati”, spiega Visetti. Si può, per esempio, “ricaricare il costo sui passeggeri aumentando il costo del biglietto, e visto che ogni compagnia che atterra in Europa dovrà farlo, non ci sarà rischio di concorrenza“, aggiunge. Roba da far rizzare i capelli alle associazioni dei consumatori, ma Visetti rassicura: “si tratta di un aumento del prezzo nell’ordine di 25-50 centesimi. Niente per l’acquirente, ma un grosso guadagno per la compagnia“.
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Fin qui, tranquilli, pochi centesimi di aumento e potrete dire di aver fatto la vostra parte, in qualità di clienti, per salvare il Pianeta. Proseguiamo:

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Insomma, meglio guadagnarci che perderci. Perché sono previste sanzioni salate, fino a 100 euro per quota non comprata. E per farsi un’idea basta calcolare che una tonnellata di ‘benzina avio’, il greggio per far volare gli aeroplani, equivale a 3,15 tonnellate di CO2 e che ogni tonnellata di CO2 ha un costo attuale (ma variabile) di 6,50 euro. Una tratta media, tipo Milano-Parigi, corrisponde a 300 quote. Quote che hanno valore di mercato, come le azioni, e che vengono in parte assegnate a titolo gratuito alle compagnie: se movimentate nel modo giusto, maturano interessi. Come in borsa, però, bisogna sapere quando comprare: “meglio prima di aprile, perché da febbraio ad aprile i prezzi risalgono”.
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Et voilà. Due le considerazioni da fare.

Uno. Chissà se i solerti difensori del Pianeta, che sfilano tra carri di mille gioiosi colori alle adunate climatiche stile Durban, tifando per la regolamentazione e diminuzione delle emissioni si sono resi conto che il prodotto del loro tifo è la speculazione finanziaria.

Due. Oggi la CO2 vale circa 6,5 Euro la tonnellata, ieri ne valeva quasi trenta. Pensate che allegria se questo meccanismo fosse stato introdotto prima. Immaginando favolose opportunità di guadagno le compagnie avrebbero cercato di far utile giocando in borsa su questi titoli, magari esponendosi più del dovuto. Al crollo degli stessi, degli asset di rilevanza strategica quali sono quelli che garantiscono i trasporti aerei, si sarebbero trovati con un pugno di mosche e ci avrebbero rimesso le penne. Per far cassa con l’aria. Dopodiché sotto con i salvataggi finanziari a spese di Pantalone. Non vi sembra un film già visto?

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NB: vi segnalo questo documento di “Atmosfair”, dove si calcola l’indice di sostenibilità del settore dell’aviazione.

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