Mirror posting: Aumentano i ghiacciai ma nessuno se ne accorge

Pur essendo la stagione invernale iniziata con un’estensione dei ghiacci marini nordici prossima ai minimi storici, a sorpresa il pack artico è notevolmente cresciuto da inizio 2012 ( in Alaska di ghiaccio se n’è già accennato), fino a portarsi a marzo su dei livelli prossimi agli “standard normali” del periodo. Il periodo dal 1979 ad oggi è quello in cui abbiamo con continuità misure satellitari affidabili dell’estensione dei ghiacci polari.

Sui mass-media più diffusi la notizia non ha trovato quasi spazio,quasi nessuno ha informato che lo scorso 18 marzo 2012 il ghiaccio marino artico ha raggiunto probabilmente la sua massima estensione per quest’anno, pari a 15.240.000 chilometri quadrati. La portata massima è stata di 614.000 chilometri quadrati al di sotto della media 1979-2000, che è pari a 15.860.000 chilometri quadrati (quindi una variazione rispetto la media di poco meno del 4%). Grazie ad un vortice polare intenso, il massimo si è verificato quest’anno in ritardo rispetto al giorno in cui accadeva mediamente, 12 giorni dopo la data media del periodo 1979-2000 che è il 6 marzo.

Si definisce pack artico quello strato di superficie marina alle latitudini coperto almeno per il 15% dai ghiacci. Il valore della estensione del ghiaccio artico quest’anno risulta essere il nono dal 1979 ad oggi (33 anni) . L’anno scorso, il 2011, si era verificata l’estensione massima più bassa, con appena 14.640.000 chilometri quadrati. La situazione è attualmente anche notevolmente “migliore” rispetto alla stagione 2007, l’anno che fu più critico per il minimo storico dell’estensione  alla fine dell’estate.

Per farsi un’idea degli ordini di grandezza, essendo l’Italia estesa circa 301.000 kmq, l’estensione attuale del ghiaccio artico è poco meno di 51 volte l’Italia, la diminuzione attuale rispetto al media 1979-2000 è circa due volte l’estensione dell’Italia, il recupero rispetto lo scorso anno è stato di un’estensione anch’esso pari a due volte l’Italia. Ogni anno, tra estate ed inverno, l’oscillazione nell’estensione dei ghiacci è dell’ordine di 10 milioni di kmq, circa 33 volte la superficie dell’Italia.

Ora, con l’arrivo dei raggi solari sull’Artico, comincerà la fase di diminuzione dell’estensione del Polo Nord, probabilmente a settembre si verificherà il minimo. Da anni ormai l’estensione dei ghiacci polari confrontata con la media del 1979-2000, nonostante 33 anni sono un’inezia rispetto la durata della “vita” della Terra, sembra esser divenuto il parametro fondamentale per decidere lo stato di salute del Pianeta: “estensione dei ghiacci sopra la media la Terra campa, sotto la media la Terra crepa”. Un criterio adoperato facendo sempre finta di credere che è sempre possibile ridurre in tal modo la complessità di sistemi che nascono dall’interazione tra oceani, atmosfera, biosfera, emissione solare, etc.

Sommando insieme estensione dei ghiacci artici ed antartici siamo, da pochi giorni tornati sopra la relativa media del periodo (per vari tipi di grafico). Tenendo conto che negli anni ’70 del secolo scorso l’incremento dell’estensione dei ghiacci faceva ipotizzare l’imminente arrivo di una glaciazione, si potrebbe concludere che la situazione merita attenzione ma non è angosciante e catastrofica.

L’attenzione non potrà mai venir meno: anche se un giorno il ghiaccio polare comincerà
 di nuovo ad aumentare di estensione ricoprendo nuovi terreni, per come sono le definizioni, questo contribuirà ad aumentare il territorio in desertificazione.

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NB: il post originale è uscito su La Bussola Quotidiana.

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Author: Fabio Spina

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8 Comments

  1. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare..
    Una vecchia storia già vista in ogni ambito della nostra vita.

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  2. Non ho visto traccia di questa notizia sui giornali, come ci aspettavamo. Invece, è passata questa (Corsera):

    In Antartide persi 2.000 kmq di ghiaccio

    06 Aprile 2012 10:19 SCIENZE E TECNOLOGIE

    (ANSA) – ROMA – La piattaforma di ghiaccio Larsen B in Antartide si è sciolta di 1.790 chilometri quadrati negli ultimi 10 anni: lo ha scoperto il satellite Envisat dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il satellite continua a osservare la ”rapida ritirata della piattaforma di ghiaccio in Antartide causata dal riscaldamento climatico”. La Penisola Nord Antartica – ha detto Helmut Rott dell’università di Innsbruck – è stata soggetta a riscaldamento atmosferico di 2,5 gradi in 50 anni.

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    • Chissà che grafico hanno visto, l’Antartide ormai è costantemente sopramedia da alcuni anni e quest’anno abbiamo avuto anche una delle maggiori estensioni minime nell’estate australe…

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      • Ma non è una novità: l’Antartide complessivamente è sopramedia, la penisola antartica (dove si trova la Larsen B) invece è localmente sottomedia e si sta riscaldando. E’ quindi una notizia perfetta per essere ripassata all’occorrenza, come in questo caso,

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        • Ultimamente comunque anche intorno alla penisola antartica sta andando molto bene, in particolare nel mare di Weddel ho notato da alcuni mesi che c’è un buon surplus di ghiaccio rispetto alla media (dati NSIDC).

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  3. E’ evidente che c’è interesse a legittimare la tesi del GW per scopi di cui ho già scritto su questo blog e su cui siamo in tanti nel web ad essere d’accordo.
    Comunque questa lieta notizia sui ghiacci artici non può che rallegrarmi, soprattutto perché manda a puttane le mire petrolifere a breve termine delle nazioni che si affacciano sul circolo polare artico. Se non altro vengono messe in discussione certe previsioni che vorrebbero le estati polari artiche libere dai ghiacci entro il 2020.
    La stupidità umana tocca vertici eccelsi quando sento di certi individui che si entusiasmano al pensiero di un polo libero dai ghiacci, per poi poter andare a sforacchiarne il fondo marino a caccia di puzzolente liquido nero (e gas naturale). Ma non pensano minimamente a come sarebbe diventato nel frattempo il clima globale senza i ghiacci artici, tutta acqua dolce che avrebbe disintegrato la salinità dell’atlantico settentrionale con ripercussioni sulla corrente del golfo e altre correnti oceaniche che Dio solo sa (aldilà de ‘L’alba del giorno dopo’)…

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    • Scusi la franchezza, ma quando leggo i suoi post mi si accende una spia mentale di avvisto troll. Ma magari mi sbaglio. Potrebbe spegnerla per esempio portando qualche riferimento alle tesi (“L’alba del giorno dopo” ovviamente non è un riferimento valido).

      Personalmente, non mi entusiasmo né mi demoralizzo se sento di progetti relativi all’estrazione di risorse su aree liberate dal ghiaccio. Posta la premessa che questo tipo di attività dev’essere fatta in modo opportuno per non danneggiare l’ambiente (vedasi incidenti degli ultimi anni), dal mio punto di vista, siccome il ghiaccio non lo controllo io, se si presenta un’opportunità la si sfrutta. Niente di più complicato. Le variazioni climatiche non portano solo le opportunità che lei ha citato, ma per esempio in certe aree del mondo, almeno in certi periodi, permettono di avere maggiori raccolti agricoli, o consumare meno elettricità per il riscaldamento (mentre magari in altri periodi ed altre aree riducono i raccolti agricoli o fanno consumare di più per l’aria condizionata). Secondo lei, quelli che ci guadagnano dovrebbero buttare l’aumento di raccolto o comunque sprecare l’energia risparmiata? Proprio pochi giorni fa leggevo Danilo Mainardi sul Corsera, tutto dispiaciuto perché hanno trovato una balena grigia nel Mediterraneo (qui estinta da tre secoli): infatti, è arrivata “per colpa” del riscaldamento globale. E’ figlia del peccato, che facciamo, la arpioniamo?

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