Quando un dettaglio può fare la differenza

Un paio di settimane fa, IlSole24Ore ha pubblicato un intervento del prof. Ehrlich, noto teorico della catastrofe demografica. Quest’area di pensiero è spesso criticata qui su CM e personalmente condivido questo atteggiamento scettico. A parte la mia opinione personale, scrivo questo post sotto forma di esercizio di ragionamento sul modo di comunicare e percepire una ricerca scientifica.

 

La mia curiosità è stata attratta da questo passaggio:

 

“Più di un millennio di cambiamento della temperatura e delle modalità delle precipitazioni, elementi vitali per la produzione dei raccolti, hanno messo il pianeta  di fronte a temporali sempre più violenti, a siccità e alluvioni. Pertanto, mantenere (figuriamoci espandere) la produzione alimentare sarà sempre più difficile.”

 

 

“Più di un millennio”? Ma l’AGW non è faccenda degli ultimi 60 anni? C’è qualche novità che ci era sfuggita? Una mole di dati relativi a un trend consolidato da un millennio ci mette inequivocabilmente di fronte alla tragedia climatica incombente?

 

Ve la faccio breve: sospettando un errore di traduzione, dopo un po’ di ricerche ho trovato varie versioni in inglese di questo documento (anche il Sole ne pubblica una). Facendo riferimento a queste la traduzione è corretta, essendo la frase originale:

 

“More than a millennium of changing temperature and precipitation patterns, all vital to crop production, has put the planet on a path toward increasingly severe storms, droughts, and floods. Thus, maintaining – let alone expanding – food production will be increasingly difficult.”

 

Ma nel documento che sembra essere la versione primaria del lavoro di Ehrlich – in quanto è un vero e proprio articolo scientifico, ben rifornito di bibliografia – e in una sua presentazione c’è scritto:

 

“More than a millennium of change in temperature and precipitation patterns is apparently now entrained(*), with the prospect of increasingly severe storms, droughts, heat waves and floods, all of which seem already evident and all of which threaten agricultural production.”

“Per quanto ne sappiamo, adesso è stato causato più di un millennio di cambiamento in temperatura e modalità delle precipitazioni …”

 

Il millennio di dati che incombeva, percezione della prima lettura, è ora solo una pura previsione ambiziosa nell’orizzonte temporale, il cui riferimento bibliografico è peraltro un lavoro del 2009, come se non fosse passata molta acqua sotto i ponti in questi quattro anni. Come ciliegina, quell’ “apparently” dubitativo è sparito. Non credo che sia una malafede dell’autore, probabilmente solo una svista (d’altronde un millennio di GW già accaduto farebbe cadere l’ipotesi antropogenica). Ma quanti lettori non addetti ai lavori, più sensibili ad un paio di passaggi-chiave che non alla lettura complessiva di un articolo scientifico, si saranno fatti suggestionare?

 

CM ha spesso ricordato che è importante distinguere i modelli predittivi validati da una buona serie di dati da quelli puramente speculativi. Come è messo il prof. Ehrlich da questo punto di vista? In passato ha fatto molte previsioni, pare non tutte proprio azzeccate; per esempio, una, quarant’anni fa, descriveva la Gran Bretagna del 2000 come un paese afflitto da fame e miseria, e oggi appare francamente comica:

 

****

“By the year 2000 the United Kingdom will be simply a small group of impoverished islands, inhabited by some 70 million hungry people … If I were a gambler, I would take even money that England will not exist in the year 2000.”

****

Entro l’anno 2000 la Gran Bretagna sarà nient’altro che un gruppetto di isole impoverite, abitate da 70 milioni di persone affamate … Se fossi uno scommettitore, punterei sul fatto che nell’anno 2000 l’Inghilterra non esisterà neanche.

****

 

Insomma, la percezione di una profezia di sventura cambia se solo si dedica un po’ di tempo per approfondire. Come nota a margine sull’operato del Sole24Ore, penso che dovrebbe pubblicare il link ai documenti originali e magari contestualizzare con una segnalazione delle note critiche, come quello citato. Per compensare queste lacune comunicative, abituiamoci a cercare sempre più fonti, verifichiamole e non facciamoci suggestionare dalle parole…

 

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(*) Solomon S, Plattner G-K, Knutti R, Friedlingstein P. 2009 Irreversible climate change due to carbon dioxide emissions. Proc. Natl Acad. Sci. USA 106, 1704 – 1709. (doi:10.1073/pnas. 0812721106)

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Author: Fabrizio Giudici

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1 Comment

  1. da:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_R._Ehrlich
    “The Population Bomb began with this statement: The battle to feed all of humanity is over. In the 1970s hundreds of millions of people will starve to death in spite of any crash programs embarked upon now. At this late date nothing can prevent a substantial increase in the world death rate”
    cioè
    – Il libro di Paul Ehrlich “The Population Bomb” iniziava con questa affermazione:
    La battaglia per alimentare l’umanità è finita. Negli anni ’70 centinaia di milioni di persone moriranno di fame nonostante qualsiasi programma di emergenza che possa essere intrapreso. A questa data tardiva nulla potrà impedire l’aumento sostanziale del tasso di mortalità mondiale. –
    ma
    è evidente che questa e tante altre profezie di sciagura valeva quanto quella dei Maya, o quella di Tertulliano, quando circa due mila anni fa, ed in presenza di una popolazione enormemente più piccola lamentava più o meno le stesse cose (quando ritrovo il link ve lo posto)
    Sono anni che vado ripetendo che la fobia della popolazione (una vera psicosi) ha origini antichissime, e si perde nella notte dei tempi. NON è stata un prodotto della civiltà moderna, che invece ha prodotto risorse per una popolazione migliaia di volte MAGGIORE, senza che avvenissero quelle stragi (carestie, sacrifici umani, stragi di innocenti, primavere sacre, e via dicendo) che un tempo erano naturale conseguenza del ridotto numero di risorse prodotte da una tecnologia ancora primitiva, o che aveva mosso solo i primi passi per sfamare un’umanità maggiore.
    Ricorderà, chi mi segue, quante volte ho ricordato l’emblematico mito di Prometeo, simbolo della resistenza al nuovo, al progresso (“il progresso è regresso”…mai sentite frasi del genere ? …io sì), e potrà immaginare quante volte il progresso sia stato fermato da forze reazionarie e conservatrici, in nome del pericolo della sovrappopolazione…pericolo agitato con accompagnamento di profezie di sciagura come quelle di Paul Ehrlich, tutte ignobilmente fallite, perché tutte scientificamente infondate, tutte dello stesso livello della profezia dei Maya, o dell’impatto di Nibiru, il pianeta dei Sumeri 🙂
    Tutte basate su una visione STATICA delle tecnologie e quindi delle risorse (che invece sono DINAMICHE, perché prodotte da tecnologie in evoluzione).
    Per venire ai nostri tempi, basterebbe guardare quante volte sono state spostate le date del picco del petrolio, da parte di autorevolissimi istituti che non capisco che ci stiano a fare visti i ripetuti fallimenti e la fallimentare impostazione logica e “scientifica” (se si può chiamare “scienza” quella di chi continuamente sbaglia…)
    cosa che mi ricorda quante volte i profeti delle varie fini del mondo spostano le loro date, e con loro, tutti coloro che fan guadagno dall’indurre ogni specie di paura… e chi vuole capire capisca…
    ma evidentemente indurre paure è sempre stato, e continua ad essere, un buon affare per chi non ha molti scrupoli…
    Secondo me.

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