Un periodo di 32 anni nella TSI e in GHCN-M?

Sì, lo so che

  • le serie di temperatura cambiano pendenza circa ogni 30 anni
  • in Hadcrut3 c’è una periodicità di 32 anni
  • Scafetta (2012) ricostruisce le temperature con periodi di 30 e 60 anni
  • nei record delle macchie solari c’è una periodicità di 29 anni
  • nelle SST dell’Hadley Center c’è una periodicità di 34 anni
  • nei dati TSI di Steinhilber (2009) c’è una debolissima periodicità di 32 anni (qui sotto la sezione dello spettro).
  • So anche che i dati NOAA (GHCN-M) non mostrano, nello spettro, alcuna periodicità a 30-34 anni
  • e che l’evoluzione temporale della temperatura dipende quasi esclusivamente dal tenore di CO2 (almeno dicono …).

 

fig1

 

Però, giocando qua e là con i dati disponibili, mi sono trovato a tracciare questo grafico (pdf), dove

 

fig2

 

sono rappresentate le anomalie della TSI di Steinhilber et al.,2009 e le anomalie di temperatura globale (terra-oceano) GHCN-M (i dati NOAA che ho pubblicato su CM nei mesi passati), relativi a febbraio 2013, ultimo dato disponibile. Per questi ultimi dati è stata fatta la media mobile a 51 mesi (4.25 anni) e, solo per motivi estetici, sono stati aggiunti 0.2 °C. La scala verticale rappresenta le anomalie sia della TSI che della temperatura.

 

I dati TSI, che iniziano nel 7300 a.C. circa e che qui sono stati usati nella piccola parte più recente, sono a passo 5 anni e sono le anomalie rispetto alla media del 1986. Le linee grigie verticali distano 32 anni una dall’altra.

 

Noto, curiosamente, che all’interno di ogni fascia di 32 anni c’è un massimo della TSI quando la temperatura è crescente in media; nell’unico caso in cui la temperatura descresce (1880-1910) la TSI ha un minimo relativo nella fascia corrispondente. Qualcosa di simile sembra accadere anche dove le temperature non ci sono, con massimi relativi entro una delle fasce. Chissà se questa strana relazione ha un senso e chissà quale sarà l’evoluzione dopo il 2009?
Ho tentato di usare i dati Virgo, disponibili fino a febbraio 2013, ma ho avuto difficoltà a raccordarli con quelli usati per il grafico sopra. La fig.4 qui (pagina curata da Fröhlich, uno degli autori di Steinhilber, 2009) mostra una risalita della TSI dopo il 2008, ma il massimo del 2000 non si vede nel grafico sopra e il massimo Virgo del 1980 qui è un minimo.

 

E, sì, lo so: fissare la prima riga verticale al 1817 è arbitrario, ma lo sarebbe stato altrettanto se fossi partito dal 7300 a.C.

 

[line style=”normal”][/line]

 

Bibliografia

  • Scafetta N., 2012. Testing an astronomically based decadal-scale empirical harmonic climate model versus the IPCC (2007) general circulation climate models. Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics, 80, 124-137, PDF.
  • Steinhilber, F., J. Beer, and C. Fröhlich. 2009.Total solar irradiance during the Holocene. Geophys. Res. Lett., 36, L19704, doi:10.1029/2009GL040142 I dati qui
  • I grafici e i dati relativi ad alcune delle affermazioni fatte all’inizio si trovano qui.

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Franco Zavatti

Share This Post On

4 Comments

  1. “Ho tentato di usare i dati Virgo, disponibili fino a febbraio 2013, ma ho avuto difficoltà a raccordarli con quelli usati per il grafico sopra”

    bisognerebbe indagare sull’affidabilità di tale indicatore, almeno dal 1945 in avanti

    berillio e boro erano impiegati pesantemente dall’industria nucleare degli esordi e le migliaia di esplosioni test condotte da allora potrebbero aver inquinato tali dati
    e forse pure impieghi non nucleari, anche precedenti, potrebbero aver aumentato le quantità di tali elementi nella stratosfera esposti ai raggi cosmici, rendendo i valori recenti meno significativi

    Post a Reply
    • Purtroppo non ho le competenze per indagare . Posso solo
      sperare che Frolich e soci abbiano fatto loro queste indagini,
      anche per poter congiungere i loro dati moderni al paleo-dataset di
      Stenhilber. E siccome questi signori hanno lavorato insieme (sono
      solo io a non essere capace di raccordare i dati; loro ci riescono
      bene) penso (spero) che abbiano superato le variazioni sistematiche
      nell’uso del boro e del berillio.

    • Franco, non ti crucciare per il raccordo dei dati moderni a
      quelli desunti dai proxy: secondo me è un’operazione molto
      complessa e, alla fin fine, scarsamente significativa! 🙂 Ciao,
      Donato.

    • Grazie per l’appoggio morale, Donato. Come si dice, “c’ho
      provato” a raccordare ma quel mestiere non lo so fare. Ero solo
      curioso di andare un po’ più in là ma è andata male. Ciao.
      Franco

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »