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Conferenza dell’IPCC a Yokohama, tra chi negozia e chi si ritira

Mentre i lavori di approvazione del Summary for Policy Makers del volume redatto dal Working Group II dell’IPCC proseguono piuttosto a rilento (1/5 del tempo trascorso, 1/40 del testo approvato), c’è già chi si chiama fuori.

Si tratta di Richard Tol, economista, che ha partecipato attivamente alla stesura del report e della bozza del’SPM. La versione finale però, quella sottoposta all’approvazione del panel in questi giorni, pare proprio non gli sia piaciuta, tanto da ver chiesto di ritirare la sua firma. Con queste parole:

Il messaggio nella prima bozza era che attraverso l’adattamento e uno sviluppo intelligente i rischi sarebbero stati gestibili, ma questo avrebbe richiesto un’azione corale. Questo messaggio è ora completamente scomparso dalla bozza, che è tutta sugli impatti del cambiamento climatico e dei quattro cavalieri dell’apocalisse. Questa è un’occasione persa. C’è un’affermazione veramente stupida nella bozza del sommario che dice che la gente che vive nei paesi oppressi dalla guerra è più vilnerabile ai cambiamenti climatici, cosa inubitabilmente vera. Ma se si chiedesse alla gente in Siria se è più preoccupata delle armi chimiche o del cambiamento climatico credo che sceglierebbero le armi chimiche – questa è solo stupidità.

Qualcosa del genere, il ritiro della firma, successe anche all’epoca del 4° report IPCC con Landsea, massimo esperto di uragani, che lamentava all’epoca l’inserimento nel report di un periodo in cui si parlava di aumento dell’intensità e della frequenza di occorrenza dei cicloni tropicali. A quel riguardo poi ci sono voluti altri 4 anni e la pubblicazione dello Special Report sugli eventi estremi perché l’IPCC ammettesse che non è attualmente possibile estrarre alcun segnale di effetto antropico su quel genere di eventi. Perché si ostinano a non voler imparare dai loro errori?

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Published inAttualità

2 Comments

  1. crescenti uberto

    Concordo con le riflessioni di Donato. Ormai i documenti dell’IPCC hanno poco di scienza ma sono al servizio della convenienza dei sostenitori del catastrofismo. Ricordo che oltre a C. Landsea numerosi altri scienziati sono usciti dall’IPCC per contrasti sulla scientificità dei documenti emessi.Cito a memoria R. Lindzen, J. Christy, N. Shaviv, Z. Jaworowsky, ecc.
    U. Crescenti

  2. donato

    Leggendo per intero il post citato da G. Guidi non ho potuto fare a meno di notare che oltre a non imparare (mai) dai propri errori perseverano nel definire ignorante, imbecille, rinc…..nito, rimbambito, scorretto, ecc. ecc. chi osa uscire fuori dal coro. Un collega di Tol, il prof. Ward (di stretta osservanza AGW, presumo), infatti, non usa perifrasi nello stigmatizzare l’operato del collega Tol.
    I pitagorici condannavano a morte chi violava la consegna del segreto, meno male che i tempi sono cambiati, altrimenti per il povero prof. Tol sarebbero stati dolori! 🙂
    Ancora una volta si conferma quanto molti (tra cui anch’io) andiamo dicendo da tempo: alcuni settori della scienza si sono trasformati in sette fondamentaliste che considerano un nemico da stroncare chiunque manifesta idee difformi dalla linea di pensiero dominante (sia da parte scettica che allarmista, ad onor del vero!) 🙂
    Ciao, Donato.

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