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Che tipo di ciclone arriverà sulla Sardegna nei primi giorni di dicembre?

A meno di un mese dal precedente evento del 7 novembre sulle isole a sud della Sicilia e, il mattino dopo, sulle coste ioniche della Sicilia medesima, un altro ciclone alla mesoscala è in formazione in queste ore nei dintorni delle Baleari.

Per cominciare questa breve comunicazione, l’evento del mese scorso va classificato come una warm seclusion e non come un TLC (acronimo inglese per Tropical Like Cyclone). La differenza è sostanziale nella genesi, consistente, nel caso della warm seclusion, nella rapida maturazione di un ciclone baroclino delle medie latitudini. La sequenza delle mappe del geopotenziale alla superficie isobarica di 500 hPa (5600 metri di quota) e della temperatura alla 850 hPa, a circa 1500 metri sopra il livello del mare, mostrano meglio di un manuale come l’intensa avvezione fredda diretta verso l’Algeria, in concomitanza con l’evoluzione della stretta saccatura verso un cut off (un minimo chiuso), abbia cambiato direzione: inizialmente da nord sulle coste algerine, da ovest sulla Tunisia e sulla parte meridionale del canale di Sicilia, per poi subire una rotazione completa a sud-est e a est più in prossimità di Malta e della Sicilia.

Figura1Figura2Figura3Figura4

 

L’aria fredda ha così chiuso una porzione limitata di aria più calda nei dintorni dell’isola di Pantelleria. Da qui il termine, warm seclusion, che identifica questo tipo di evoluzione di un ciclone extratropicale quando il fronte caldo retrocede velocemente verso la parte posteriore del sistema frontale. I TLC puri, invece, hanno una genesi diversa. Entrambi nascono dall’evoluzione baroclina di un ciclone extratropicale ma, se nel primo caso l’energia dovuta all’instabilità baroclina ha ancora un ruolo essenziale nella formazione di un intenso ciclone, nei TLC l’instabilità baroclina si è ormai spenta e i processi barotropici hanno il sopravvento. Per un approfondimento sui processi che portano alla formazione di un TLC, e per trovare la spiegazione a tutte le definizioni incontrate finora, si rimanda a questo articolo comparso qualche anno fa su questo medesimo blog.

Per quanto riguarda gli effetti, tuttavia, il ciclone di tipo warm seclusion può presentare, ai fini pratici, la stessa organizzazione nella convezione dell’altro tipo, il TLC: un occhio privo di nuvolosità consistente, attorno al quale ruotano nubi convettive accompagnate da rovesci intensi e da venti con intensità paragonabile alla prima categoria di un ciclone tropicale.

In queste ore, primo pomeriggio del 30 novembre, un ciclone di tipo warm seclusion è in formazione sull’isola di Ibiza.

 

Figura5

 

L’evoluzione prevista da vari modelli numerici vede l’avvicinamento del ciclone alla Sardegna nella serata di lunedì primo dicembre. Data la natura di questi eventi, la loro piccola scala e i processi di alimentazione energetica, è al momento l’incertezza a dominare. I fenomeni che realmente osserveremo lunedì sera e martedì potranno essere diversi nell’intensità e nella traiettoria rispetto a quelli adesso previsti. L’esperienza insegna, infatti, che la previsione di un sistema come questo subirà diverse modifiche nel corso degli aggiornamenti in arrivo nelle prossime 24-36 ore. E’ per questo motivo che, nel frattempo, invece di fornire una previsione dettagliata, si preferisce dare risalto a ciò che è in formazione sulle Baleari. L’unica anticipazione che mi sento di dare riguarda la minore intensità prevista dalle corse dei modelli delle ore 00 UTC del 30 novembre rispetto all’evento del 7 novembre. Non rimarrei stupito se l’intensità prevista aumentasse nelle prossime ore; altrettanto posso dire per il caso inverso.

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Published inAttualità

16 Comments

  1. Caro Paolo io non ho Mai parlato di “tropicalizzazione” anche perchè non credo nella tropicalizzazione. Non sono di quei tipi di persone, Questi fenomeni ci sono sempre stati nella fascia tropicale e sub-tropicale del pianeta. L’immagine da lei postata è di qualche ora piu’ indietro delle mie, le rimanenze dei fronti erano effettivamente ancora presenti (non spariscono di certo in poche ore) ma è evidente che il mesociclone centrale è la parte piu’ intensa, è autonomo e non dipende piu’ dai fronti; ((K.Emanuel: cutoff cold low is an ideal embryo in which a Mediterranean tropical like cyclone can be produced); Le spire del vecchio cut-off si notano anche nelle immagini satellitari di cicloni tropicali come Grace 1991, e di altri cicloni tropicali derivati da cicloni Extratropicali;

    http://www1.ncdc.noaa.gov/pub/data/images/extratrop-atlantic-19911028-g7vis.jpg

    Riguardo il resto, Se per lei Vince non era un ciclone tropicale (quindi non lo erano nemmeno Grace’09, Chris’12 ed altri) puo’ sempre mandare il suo disappunto scrivendo all’ nhc, all’ ssd, al TSR o ad altri enti che seguono da sempre i cicloni tropicali. Questi catalogano come ciclone tropicicale anche i cicloni tropicali originatisi inizialmente in condizioni Non-tropicali, proprio perchè, per loro, non è importante l’origine, ma quello che il ciclone diventa. Vince si era ormai trasformato in un vero uragano di CAT1,sia per intnsita che per struttura ..perchè dare un allarme di ciclone sub-tropicale o extratropicale quando si ha di fronte un ciclone con tutte le caratteristiche di un ciclone tropicale di categoria1? Non avrebbe senso (e non parlo solo di intensita’)..
    A me non mi pagano di certo per dire il contrario di quello che le i dice…Se un giorno tutti i cicloni tropicali con un origine inzialmente Extra-tropicale verranno definiti TLc, allora saremo daccordo, fino ad allora no; le classificazioni devono essere univoche in tutto il mondo.
    Daniele

    • Paolo Mezzasalma

      Riguardo alla prima parte del commento
      “le rimanenze dei fronti erano effettivamente ancora presenti (non spariscono di certo in poche ore) ma è evidente che il mesociclone centrale è la parte piu’ intensa, è autonomo e non dipende piu’ dai fronti”
      Come ho già ripetuto più e più volte (e per l’ultima e basta più), si definisce warm seclusion.
      La classificazione che lei fa nel suo sito è frettolosa.

      Per quanto riguarda la seconda parte, sembra che io dica che i cicloni tropicali non possono avere origine extratropicale.
      Questo io non l’ho detto e m’indispone che qualcuno metta nella mia bocca parole che non ho pronunciato, né direttamente né per deduzione!
      Si astenga da questo tipo di esercizio retorico e, aggiungo, dal richiamo all’autorità che peggiora ancora di più il rapporto.
      Spero di non sentirla reiterare la sua posizione all’infinito.
      Per quel che mi riguarda, i miei commneti di prima sono già sufficienti e la invito a rileggerli.

  2. Caro Paolo Mezzasalma sono solo in parte d’accordo con Lei, più che altro perchè mi rendo conto di aver fatto un errore; Se ha notato infatti, gran parte del mio discorso è dedicato all’ultima fase del ciclone, sul Tirreno il giorno 3 Dicembre, mentre effettivamente il suo articolo descrive SOLO la prima fase ciclonica, quando il ciclone era ancora sul Mar delle Baleari e mentre era sicuramente in atto una “warm seclusion” come da Lei ben descritto.
    Tuttavia non sono d’accordo con la catalogazione finale di questo ciclone Mediterraneo, come non sono d’accordo con la sua catalogazione del ciclone Mediterraneo del 7-8 Novembre 2014, almeno in parte; Come lei descrive, una warm seclusion è sicuramente avvenuta nella prima fase del ciclone Extratropicale, ma è altrattanto vero che nell’ultima fase, in particolare fra la tarda serata del 7 e le prime ore del 8, c’erano ormai tutte le caratteristiche di un ciclone tropicale; La warm seclusion, come gia’ detto, provoca un potenziamento di un ciclone Extratropicale, rendendolo a volte molto violento, con intensita’ di uragano, non solo, essendo i cicloni Extratropicali molto vasti il potenziale in gioco puo’ coprire un estensione molto maggiore di quella di un ciclone tropicale. Resta il fatto pero’ che un ciclone Extratropicale in warm seclusion, per quanto puo’ potenziare la convezione e per quanto puo’ a volte formare quello che sembra un “occhio” non ha assolutamente la stessa struttura di un ciclone Tropicale, tantomeno la stessa organizzazione convettiva centrale (stesso vale per le Polar Low); Non a caso, durante la mattina del 7 Novembre, il vortice era spettacolare, con tanto di “occhio” ma all’ infrarosso la struttura era piuttosto blanda; eravamo quindi ancora in presenza di un chiaro ciclone Extratropicale (in warm seclusion).

    http://znanstveno.com/wp-content/uploads/2014/11/Benjamin1-326×159.jpg

    Nelle ore successive pero’, e in particolare durante le prime ore del 8 Novembre una transizione tropicale è chiaramente avvenuta: la convezione temporalesca, le bande da outflow, la struttura al radar e all’ infrarosso lasciano ben pochi dubbi sulla tropicalizzazione del sistema.
    (intensità stimata fra tempesta intensa e uragano T3.5/T4.0)

    http://forum.meteonetwork.it/attachment.php?attachmentid=377170&d=1415645630

    http://forum.meteonetwork.it/attachment.php?attachmentid=377091&d=1415496544

    http://forum.meteonetwork.it/attachment.php?attachmentid=377181&d=1415648215

    Quello che forse non le è chiaro è che la warm seclusion è solo una fase del ciclone Extratropicale, ma non esclude assolutamente che questo poi sia transitato in ciclone subtropicale ed infine in ciclogenesi tropicale.
    Aggiungo, che una stuttura simile, con quelle caratteristiche, puo’ essere solo che barotropica.

    Del resto la trasformazione di un ciclone Extratropicale in ciclone Tropicale detta transizione tropicale (tropical transition) è un fenomeno ben noto da anni ormai.
    Per quanto a lei puo’ sembrare “ridicolo” per i principali enti di inseguimento di cicloni tropicali La definizione di ciclone tropicale non è quella di “ciclone esclusivo della fascia tropicale”, bensi’ è quella di un ciclone non piu frontale, a cuore caldo, con convezione temporalesca centrale e circolazione di venti chiusa attorno ad un centro ben definito, organizzatosi su acque tropicali o subtropicali del pianeta; Questa definizione quindi non si basa sull’origine ciclonica iniziale (che sia una warm seclusion o meno), ne da limiti di temperatura (anche se in genere servono almeno 26°c) ne da limiti geografici;
    Proprio per questo gli archivi annuali vedono cicloni tropicali come:
    Chris Giugno 2012 su un mare di 21-22°C
    Grace Ottobre 2009 su un mare di 21°C
    Vince Ottobre 2005 su un mare di 23°C
    Karl Novembre 1980 su un mare di 19-20°C
    Tutti formatisi fra le latitudini 30 e 45 e tutti derivati da cicloni Extratropicali transitati in cicloni tropicali. Sono stati quindi giustamente catalogati per quello che sono diventati, non per quello che erano in origine. Stesso discorso vale per questi insoliti cicloni Mediterranei;
    Le ricordo inoltre che nel Novembre 2011 (attivo da pochi mesi prima) il sab SSD Noaa catalogo’ la prima tempesta tropicale sul Mediterraneo (01M TS- T3.0) che ha avuto proprio la stessa origine dei cicloni tropicali sopra elencati e dei due recenti cicloni mediterranei di Novembre e Dicembre. Il Sab SSD dal 2012 non ha piu’ seguito il bacino del Mediterraneo per mancanza di fondi ma avrebbe sicuramente catalogato anche questi due ultimi cicloni.

    http://www.ssd.noaa.gov/PS/TROP/2011/bulletins/archive.html

    Riguardo l’intensita’ del recente ciclone tirrenico del 3 Dicembre ha poco da fare il sarcastico.. i cicloni tropicali non sono solo uragani e distruzione.
    I cicloni tropicali che superano i 63-64 kt vengono definiti uragani (o Tifoni) quelli con intensita’ inferiore a 63kt vengono definiti tempeste tropicali. La stazione di ladispoli ha registrato venti medi di 40.9kt con raffica di 47 kt, questo rientra perfettamente nell’ intensita’ di tempesta tropicale. Malgrado questo sia il Radar, che il top delle nubi, che i modelli del vento mostravano chiaramente che la fascia più intensa del ciclone era quella ad ovest dell’ occhio, a circa 30-40 km dalla costa, prima che il vortice facesse landfall sulla costa e si indebolisse rapidamente.
    (intensità di tempesta stimata a T2.5/T3.0)

    http://forum.meteonetwork.it/attachment.php?attachmentid=380609&d=1417613594

    http://forum.meteonetwork.it/attachment.php?attachmentid=380944&d=1417806530

    http://forum.meteonetwork.it/attachment.php?attachmentid=380945&d=1417807817

    Concludo dicendo e ribadendo che il mio pensiero, che fortunatamente è anche quello di molte altre persone, non diverge con il suo, perchè lei descrive solo una fase del ciclone Extratropicale, la warm seclusion, che non c’entra nulla con la catalogazione successiva del ciclone in ciclone Subtropicale o Tropicale che sia;
    Credo quindi si sia fatta confusione fra cause ed effetti.

    • Paolo Mezzasalma

      Veramente non ho fatto una catalogazione finale del ciclone del 03 dicembre.
      Per meglio dire, alla fine del commento poco sopra, ho scritto che aveva molto le sembianze di un TLC, (e aggiungo) magari con dello shear alla 500 hPa.
      Tornando al 7 novembre, gli zoom non mostrano il quadro completo.
      Meglio questa foto del satellite:
      ftp://ftp.smr.arpa.emr.it/mezzasalma/Sat20141107.jpg

      che mostra chiaramente il più vasto ciclone freddo in fase di cut-off con un nucleo più ristretto tendenzialmente barotropico. Cosa che calza perfettamente con la definizione di warm seclusion.
      E neanche si potrebbe trovare una via di avvicinamento verso un ciclone simil-SUBtropicale, in quanto i processi frontali sono ancora ben evidenti.

      A me è ben chiaro, e l’ha già ripetuto troppe volte nelle sue mail in negativo, che cicloni extratropicali, ormai pienamente barotropici e a latitudini tropicali, possano transitare verso altra organizzazione.
      Questo ancora no!

      Finché lei insisterà su termini del tipo “tropicalizzazione” o, facendo il verso all’NHC, definendo tropicali dei TLC come Vince, rimarremo su due pianeti distinti.

  3. donato

    Un brevissimo commento per ringraziare P. Mezzasalma, M. Miglietta e D. Bianchino per l’interessantissimo dibattito che si è sviluppato su queste pagine. Per quel che mi riguarda è stato molto istruttivo e mi ha consentito di capire, almeno nelle linee generali, ciò che è accaduto nel Mediterraneo e sull’Italia: un’informazione seria e qualificata che fa giustizia delle fantomatiche “bombe d’acqua” che ci assillano dalle pagine dei media generalisti.
    In merito alla diatriba che si è generata su alcuni aspetti delle questioni trattate (anch’essa di grande interesse) sono riuscito a farmi una mia idea personale.
    Ciao, Donato.

  4. Buongiorno a tutti, non sono daccordo su vari punti in questo articolo, analisi corretta se non fosse che fa intendere ad un tipo di ciclone che in realta’ non esiste, complicando un discorso metereologico gia di suo complicato..
    “Warm Seclusion” Non è, e non è Mai stato un tipo di ciclone, i cicloni sono solo di tipo extratropicale, subtropicale e tropicale.
    La “Warm Seclusion” è una condizione del ciclone extra-tropicale che puo’ portare il ciclone extratropicale stesso ad evolvere in ciclone sub-tropicale, e successivamente in ciclone tropicale (tropical transition).
    La warm seclusion non e’ un tipo di ciclone quindi, e’ solo una condizione che puo’ avvenire in un ciclone extratropicale, e puo ‘essere quindi la causa della trasformazione futura in un sistema subtropicale e successivamente tropicale, anzi è stata quasi sempre la causa di ibridazione di questo tipo di sistemi, ma non e’ un tipo di ciclone.
    Il ciclone “Xandra” ha avuto un evidente transazione, e la
    “Warm Seclusion” è occorsa quando il ciclone era sulle Baleari il giorno 1 Dicembre. Il giorno 2 il vortice aveva gia carateristiche sub-tropicali sul Tirreno, a ridosso della Sardegna e gia’ ottenuto un cuore caldo (wARM CORE). Il giorno 3, davanti le coste Laziali, la transazione in systema tropicale era evidente agli occhi e ai modelli, senza alcun ombra di dubbio. Ho presentato questo evento anche a K. Emanuel (autore di parecchi studi sulle transazioni tropicali), e altri inseguitori di tempeste della florida. Il ciclone in questione, quando era davanti la costa Laziale, non era nemmeno catalogabile come ciclone sub-tropicale, le caratteristiche erano quelle di un ciclone tropicale, spiccatamente direi (con intensita’ di tempesta): un ciclone a cuore caldo, non piu’ frontale, circolazione di venti chiusa e convezione temporalesca centrale. Le bande da outflow che circondavano il sistema, altrettanto tipiche dei sistemi tropicali, sono la certezza che questo cicloneaveva un cuore caldo e viveva ormai di calore latente del mare. Il cuore caldo era evidente sia a 850 che a 925 che 500 hpa (ARW 3km) ma anche qualora i modelli non avessero potuto rislovere la piccola struttura (essendo un fenomeno a mesoscala è piu’ che probabile) la warm core doveva essere per forza esistente per le caratteristiche descritte sopra. Riguardo l’intensita’ non c’è da stupirsi; il piccolo ciclone Tropicale Marco (2008) ha chiaramente dimostrato che in un piccolo sistema di 100-150 KM di diametro la zona dei venti piu’ intensi puo’ essere circoscritta anche a soli 15-50 km dal centro del vortice. Questo è stato detto piu’ volte anche dal nostro caro amico Lussardi. Il Litorale romano Nord, è stato colpito da venti di 75 km/h a Ladispoli e 80 Km/h a Civitavecchia, ma questa parte avanzante era anche la piu’ debole. Sia il Radar, che il top delle Nubi che i Modelli dimostravano infatti che la parte piu’ violenta del ciclone (40kt) era quella in mare aperto, ad owest dell’occhio, quella che non è mai giunta su terraferma per il rapido indebolimento dovuto al landfall sulla costa;
    Purtroppo, si parla di TLC o Medicane (termini a mio avviso entrambi fuorvianti) solo quando si vede una tempesta di intensita’ simile o pari ad un uragano ma vi ricordo invece che i cicloni tropicali sono suddivisi a seconda dell’ intensita’, in depressioni, tempeste e uragani, non sono solo uragani. Sia io che alcuni studiosi di tempeste dell’ universita’ di Orlando in Florida e del Texas, abbiamo notato caratteristiche tropicali piu’ lampanti in questa piccola tempesta piuttosto che nella violenta tempesta mediterranea del 7-8 Novembre; in particolare, la convezione, l’organizzazione e l’altezza delle nubi temporalesche è maggiore nel piccolo ciclone tirrenico Xandra, sebbene abbia avuto venti meno intensidi quello siculo. In questo caso siamo concordi quindi con un ciclone ormai di tipo tropicale di intensita’ T2.5/T3.0 (discreta tempesta tropicale)il giorno 3 Dicembre sul Tirreno. Il ciclone siculo del 7-8 Novembre ha invece avuto dalla sua uno sviluppo esplosivo ed un calo pressorio pauroso, non che una superficie marina di almeno 3°C superiore, ingrdienti che l’hanno reso molto piu violento, di intensita’ T3.5/T4.0 (fra tempesta tropicale violenta ed uragano).
    Cicloni tropicali tardivi sull’Atlantico Subtropicale sono stati Vince ottobre 2005, Grace ottobre 2009, Karl nel Novembre del 1980, Epsilon nel Dicembre 2005 e Zeta fra Dicembre 2005 e Gennaio 2006, tutti con un origine inizialmente extra-tropicale e su acque non troppo calde; anche in questi casi la warm seclusion ha avuto il suo ruolo fondamentale nella transazione di questi sistemi extratropicali in sistemi tropicali, ma è stata solo uno dei fattori scatenanti appunto, e non definisce un tipo di ciclone;
    Coridali Saluti,

    • Paolo Mezzasalma

      “…fa intendere a un ciclone che non esiste…”

      Vediamo un po’ dove faccio intendere.
      Forse dove dico “…maturazione di un ciclone baroclino delle medie latitudini…”?

      O forse quando scrivo “evoluzione di un ciclone exstratropicale quando il fronte caldo retrocede…

      A no, forse ho trovato la frase incriminata che tanto disturbo le arreca, al terzo accenno “ciclone di tipo warm seclusion”.

      In tutta sincerità, ognuno trova il disturbo che vuole se proprio lo vuole.
      La prossima volta cercherò di stare più attento e ripeterò sempre “evoluzione in fase warm seclusion di un ciclone baroclino”.

      Poi, mi scusi, ma la confusione aumenta.
      Che vuol dire la frase “Il giorno 2 il vortice aveva gia carateristiche sub-tropicali sul Tirreno, a ridosso della Sardegna e gia’ ottenuto un cuore caldo (wARM CORE).”?
      Ottenuto?
      Il nucleo caldo si forma con la warm seclusion, altrimenti non si chiamerebbe warm seclusion. Non c’era niente da ottenere.
      E nalle warm seclusion i processi diabatici hanno già di suo il ruolo nel nucleo caldo.
      Non occorre nessuna transizione verso un TLC!
      E insiste parecchio con sta storia del cuore caldo anche dopo, come se la warm seclusion ne fosse esclusa.

      E la distinzione tra extra – sub e tropicale.

      Chiamare tropicale un qualcosa che ruota su di un mare a 18-19 gradi.
      Si cade nel ridicolo.
      Non per niente si usa il suffisso “simil” in “simil tropicale”, per far capire che non siamo ai tropici e che le vecchie nozioni, cui lei è profondamente legato, non rispondono più alle nuove conoscenze che l’era dei satelliti e dei modelli ha scardinato.
      Come pure ridicola la definizione di Vince da parte del NHC nel 2005.

      “…venti di 75 km/h a Ladispoli e 80 Km/h a Civitavecchia”
      Questo sì che m’impressiona!
      A proposito, di che vento parla, applicandolo poi alla categoria del ciclone?
      Di sustained wind o di gust?

      Detto questo, quando il ciclone era nei pressi di Civitavecchia, aveva molto le sembianze di un TLC.

      E poi,

  5. Marcello Miglietta

    Le mappe le trova qui:
    http://www.isac.cnr.it/dinamica/projects/forecasts/moloch/output/2014-11-07/mslp_003.png
    http://www.isac.cnr.it/dinamica/projects/forecasts/moloch/output/2014-11-07/t500_003.png

    “L’unico motivo per l’aria calda in quota è, come ho detto, l’avvezione avutasi in quella particolare situazione di dinamica del flusso.”: è evidente che l’aria calda in quota mostrata in queste figure non sia dovuta all’avvezione.

    La struttura che emerge è chiaramente barotropica (da confrontare con le strutture termiche mostrate in Hart, R. E. (2003), A cyclone phase space derived from thermal wind and
    thermal asymmetry, Mon. Wea. Rev., 131, 585–616.)

    L’ambiente a larga scala in cui i Medicane si formano è baroclino, ma questo è noto, forse lei si riferisce a quello.

    “Oltretutto ricordatevi che per buona parte del 7 la convezione non era particolarmente profonda e le torri convettive giungevano a un’altezza limitata.”: Le ricordo che nei Medicane la convezione, a differenza dei cicloni tropicali è generalmente shallow (veda per un approfondimento: Miglietta, M.M., S. Laviola, A. Malvaldi, D. Conte, V. Levizzani, and C. Price, Analysis of tropical-like cyclones over the Mediterranean Sea through a combined modelling and satellite approach, Geophysical Research Letters, 40, 2400Ð2405, doi:10.1002/grl.50432, 2013)

    • Paolo Mezzasalma

      “è evidente che l’aria calda in quota mostrata in queste figure non sia dovuta all’avvezione”: e da quando in qua una fotografia istantanea di un fenomeno in evoluzione mostra da dove proviene qualunque cosa (in questo caso l’aria).
      Innanzitutto, le mappe su riportate da me mostrano chiaramente l’evento baroclino e non ci sarebbe da mostrare altro per quello, e mi riferisco a ciò che avviene LOCALMENTE nei pressi di Pantelleria. Inoltre, l’osservazione, neanche tanto attenta, del sitema nuvoloso (guardare il satellite) mostra in piena chiarezza il bent back warm front e non l’autonoma organizzazione della convezione attorno a un minimo preesistente e barotropico.
      Che l’interno del ciclone della warm seclusion sia barotropico, come lei dice, fa parte della definizione stessa di un ciclone da warm seclusion. Non c’è nessuna contraddizione sul fatto che l’origine sia puramente baroclina e, importante, rapida.
      Vorrei sperare che nella publicazione di cui lei è autore siano stati inclusi soltanto TLC e non anche warm seclusion.
      Se mi fa la cortesia di mandarmi una copia, potrei fornirle una critica più ragionata.
      Adesso estraggo le mappe della 300 hPa che mostrano l’avvezione.
      Ok, fatto:
      ftp://ftp.smr.arpa.emr.it/mezzasalma/2014110700.png
      ftp://ftp.smr.arpa.emr.it/mezzasalma/2014110706.png
      ftp://ftp.smr.arpa.emr.it/mezzasalma/2014110712.png

      Per quanto riguarda il link all’università della Florida, funziona benissimo.
      Ritenti da qui: http://diginole.lib.fsu.edu/etd/2661/

  6. Paolo Mezzasalma

    Per Pasini:
    a quale mappe di Miglietta fa riferimento? Io non ne vedo.

    Per Miglietta (e Pasini):
    non ho mai pensato all’evento del 7 novembre come a un TLC.
    Le mappe, queste sì, riportate sopra, mostrano senza ombra di dubbio il carattere puramente baroclino dell’evoluzione temporale del ciclone.

    Se la presenza di un warm core anche in quota è portato come discriminante tra warm seclusion e TLC, come ho detto prima, non mi attaccherei troppo a modelli concettuali che, proprio perché modelli, non è detto che possano coprire tutta la casistica.
    In questo caso (7 novembre), la dinamica nell’evoluzione non consente, a mio avviso, interpretazioni differenti.
    La presenza documentata di aria più calda alla 300 hPa è frutto di un puro processo avvettivo, ben simulato dalla corsa delle 00 del centro europeo.
    Se questa osservazione non è confacente al modello concettuale, questo non fa che ribadire la debolezza del modello concettuale.
    Oltretutto ricordatevi che per buona parte del 7 la convezione non era particolarmente profonda e le torri convettive giungevano a un’altezza limitata.
    L’unico motivo per l’aria calda in quota è, come ho detto, l’avvezione avutasi in quella particolare situazione di dinamica del flusso.

    Per il riferimento chiesto, si veda:
    http://diginole.lib.fsu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=3558&context=etd
    in particolare dalla sezione 2.2.4.
    La parte sull’altezza della tropopausa va cercata più avanti.

  7. Marcello Miglietta

    Mi riferivo al caso del 7 novembre 2014, in cui appare evidente il cuore caldo in media-alta troposfera.
    visto che sono molto interessato al problema, Le chiedo cortesemente i riferimenti bibliografici relativi al fatto che nella warm seclusion “il cuore caldo non è confinato alla bassa troposfera, ma anzi tende a rafforzarsi col tempo e a estendersi verso l’alto, limitato in altezza dall’abbassamento della tropopausa”.
    Per il caso di oggi, concordo, non mi pare proprio sia un TLC.

  8. L’amico e collega Marcello Miglietta si riferiva al TLC sulla Sicilia… che lei definisce warm seclusion anche se le mappe di Miglietta fanno vedere chiaramente un cuore caldo anche oltre la 500 hPa.

  9. Paolo Mezzasalma

    In argomenti come questo la conoscenza mi pare un po’ lontana dalla certezza e dall’essere “noto”.
    Da quello che vedo in letteratura, il cuore caldo non è confinato alla bassa troposfera, ma anzi tende a rafforzarsi col tempo e a estendersi verso l’alto, limitato in altezza dall’abbassamento della tropopausa.
    Nel caso in esame, l’evoluzione del ciclone è stata in parte abortita e adesso, l’analisi delle 00 del 03 dicembre non mostra nessun cuore caldo alla 500 hPa, men che meno “ben oltre 500 hPa”.
    Nel frattempo, la convezione si è intensificata da ieri sera sul Tirreno, formando un anello quasi chiuso visibile anche dal radar, che ha toccato la costa nei pressi di Civitavecchia. Non c’è stata, però, nessuna intensificazione rilevante del vento né al suolo, né alla 850, né più sopra. Anzi, il ciclone perdeva la sua struttura verticale alle quote superiori.
    In linea generale, eviterei di parlare in termini assoluti per fenomeni di questo tipo, senza aspettarsi che quanto si osserva debba coincidere alla perfezione con quanto si conosce, personalmente e collettivamente.
    Se poi volessimo tornare alla fase iniziale del 30 novembre sulle Baleari, sono tutt’orecchie per altre ipotesi che descrivano l’evoluzione di quel ciclone. Resto in attesa.

  10. Marcello Miglietta

    ipotesi suggestiva, ma che andrebbe supportata con ulteriori mappe. In particolare, nella “warm seclusion” è noto che il cuore caldo è confinato nella bassa troposfera, come mai nel caso in questione i modelli mostrano la presenza di un cuore caldo che si estende ben oltre 500 hPa?

  11. Una spiegazione impeccabile, precisa e chiarificatrice.
    Effettivamente se non si sa “dove guardare” è facile confondere una warm seclusion con un TLC (o Medicane).
    Digerita la “parte tecnica” un rapido confronto satellitare aiuta non poco in questi casi:

    Warm seclusion del 7 novembre 2014: http://www.sat24.com/h-image.ashx?region=eu&time=201411071100&ir=True

    TLC del 7 novembre 2011: http://www.sat24.com/h-image.ashx?region=eu&time=201111071100&ir=True

    Riguardo agli effetti, ovviamente il “dove” (sia in sviluppo che in azione) influisce sensibilmente, ma “a parità di pressione” credo che il TLC abbia un raggio d’azione più limitato e con fenomeni più intensi; mentre, la warm seclusion ha un raggio d’azione ben più ampio con fenomeni sicuramente rilevanti ma non intensi come il TLC.
    Infine, consiglio vivamente questa “pagina riassuntiva”:
    http://moe.met.fsu.edu/cyclonephase/gfs/fcst/archive/14120100/34.html

    Saluti,
    Paolo Leoni

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