Dagli allarmi sensazionalistici . . . . . . al silenzio totale

L’estate 2014 in Italia era risultata un po’ fresca e notevolmente piovosa; tale situazione era stata interpretata come l’ennesimo esempio di quei drastici cambiamenti climatici che ormai avrebbero preso corpo.

Un’anomalia comunque ben minore di quanto si paventava per l’inverno 2014-2015. Infatti, tra la fine d’agosto e i primi di settembre, l’attenzione mediatica verso la meteorologia si rivolse alle previsioni che indicavano condizioni di gelo straordinario per i mesi invernali. Siti Internet, quotidiani e riviste avevano fatto a gara nel lanciare allarmi sul freddo che ci avrebbe colpito; a titolo d’esempio riporto le parole del sito web Retenews24.it: «Sarà l’inverno più freddo del secolo. Siamo in attesa di un freddo che non arrivava da anni, un tangibile “freddo polare”. Ormai siamo abituati a passare dal caldo estivo al freddo invernale senza le cosiddette mezze stagioni. Gli studiosi rendono noto che il riscaldamento globale provoca un repentino scioglimento dei ghiacciai che riversandosi negli oceani e seguendo le correnti del Golfo, arrivano nei paesi scandinavi e in Messico, causando effetti negativi per l’atmosfera. L’aria si riscalda, le temperature oceaniche diminuiscono e nascono così perturbazioni e sbalzi termici che lo scorso inverno hanno avuto notevole influenza sulle temperature in America. Questa volta l’inverno più freddo arriva in Italia. Sciarpe e cappelli non resteranno nell’armadio. Sono possibili delle nevicate anche a Roma, Napoli e Palermo. Le temperature previste per questo inverno freddo saranno dai meno 20 gradi al Nord, meno 10 al Sud e addirittura meno 30 gradi nelle zone di montagna. Sarà, quindi, l’inverno da sogno per gli amanti della neve. Magari sarà davvero un bianco Natale, tanto atteso e molto sognato dai bambini e non solo.»

Prescindendo dal commentare alcune affermazioni scientificamente demenziali, non vi è dubbio che venga ipotizzato un quadro sensazionale, simile a quelli realizzatisi in periodi famosi, come nel febbraio 1956.

Ora che però l’inverno è finito, ci si attenderebbe di sentire i commenti climatologici in merito, per valutare quanto accaduto ed eventualmente annotare le temperature ed i fenomeni record che si fossero manifestati; invece nulla, un silenzio assoluto: come mai?

Per capire il perché di tale silenzio, è sufficiente esaminare i dati sottostanti che mostrano le differenze rispetto alla media (1981-2012) delle temperature medie mensili di dicembre 2014 e di gennaio e febbraio 2015.

D G F D G F
Torino 2,4 1,7 0,2 Grosseto 1,1 0,2 -0,5
Milano 2,9 1,8 0,2 Perugia 2,2 1,5 0,9
Verona 2,1 1,4 1,3 Roma 1,5 1,0 1,0
Venezia 2,8 1,9 1,8 Pescara 0,5 1,1 0,1
Trieste 1,6 2,3 1,1 Napoli 1,6 0,7 0,4
Genova 2,3 1,9 -0,1 Brindisi 0,6 0,6 0,2
Piacenza 3,0 1,9 -0,4 Cagliari 0,6 0,4 -0,7
Bologna 2,4 2,2 0,5
  1. M. Leuca
0,5 0,3 -0,3
Firenze 2,4 0,9 0,4 Trapani 1,1 0,6 0,5
Falconara 1,4 1,8 0,8 Catania -0,4 -1,5 -1,6

Quasi tutti i valori sono positivi e spesso anche di entità abbastanza consistente: quello che doveva essere “l’inverno più freddo del secolo” in realtà è stato assai più caldo della media. In pratica il contrario di quanto paventato dal sistema mediatico tempo fa. Nel mese di febbraio abbiamo avuto un’ondata di freddo, denominata con toni catastrofici «Big Snow», che non è stata niente di particolare e sarebbe stato meglio chiamare «Normal Snow»; in effetti di “big” abbiamo visto solo la consueta disorganizzazione italiana di fronte a condizioni meteorologiche non certo eccezionali.

Le previsioni stagionali sono un campo di ricerca di grande interesse, ma nel quale la scienza è ancora ben lungi dall’arrivare a risultati che possano avere un’utilità pratica; soprattutto per una determinata regione geografica, sapere quali saranno le condizioni atmosferiche medie a qualche mese di distanza non è al momento possibile. Chi ha un minimo di esperienza in climatologia e meteorologia queste cose le sa benissimo, per cui sarebbe bene che evitasse di fornire certe informazioni ai media, solo per crearsi un po’ di visibilità, soddisfacendone la brama di notizie catastrofistiche sul clima.

Se qualcuno non fosse convinto di questo, provi a ricordare se mai ha letto una frase del genere: «la prossima estate (o inverno) sarà perfettamente normale».

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NB: l’articolo è uscito in originale sul sito web dell’autore. Nel ringraziarlo per averlo condiviso con le nostre pagine, mi permetto di aggiungere che in effetti qualcuno il silenzio lo ha rotto, peccato che come ci ha spiegato Luigi Mariani qualche giorno fa, lo abbia fatto per dire che l’inverno è stato caldo a causa dell’AGW; con ciò, ovviamente, rompendo anche molte altre cose 😉

gg

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Author: Sergio Pinna

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6 Comments

  1. Ve l,ho già detto….se ci molla la fidanzata o ci rubano l,auto è colpa del GW….se poi per caso trovate una mela un po rotta….sappiate che è colpa dei cambiamenti climatici…….se volete poi sapere perche mi girano i m………beh! Sappiate che è colpa dell ipcc……fine

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  2. Anche se l’inverno fosse perfettamente normale qualcuno di questi pseudo-scienziati riuscirebbe a dimostrare con una ricerca ben corredata da dati statistici e formalismi matematici che è colpa del biossido di carbonio (naturalmente solo quello antropogenico)

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  3. Domanda preliminare, per capire meglio (abbiate pazienza e ricordate che certi lettori come me masticano poco le fonti dati). Fabio Vomiero qualche giorno settimana commentava:

    “Oltre un grado in più come dato nazionale rispetto agli anni sessanta e settanta, il 2014 sfiora il grado e mezzo. Nel nord-est il cambiamento climatico osservato è ancora più pesante, durante i mesi di gennaio e febbraio 2014, per esempio, si sono battuti numerosi record per quanto riguarda le anomalie positive di temperatura (anche di 5-6°C superiori rispetto alla media 1971-2000). ”

    Siccome tre citate città del N-E ora sono fuori media di meno di 3°C, è corretto sostenere che in quell’area i mesi di gennaio e febbraio 2015 sono stati più vicini alla media? Il mio dubbio è dato dal termine di riferimento, 1971-2000 invece di 1981-2012.

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    • Fabrizio,
      quella del trentennio di riferimento è una faccenda spinosa, nel senso che ogni valore ha senso solo rispetto al periodo cui lo si paragona. La scelta può essere soggettiva, per esempio il GISS della NASA si ostina a calcolare le anomalie rispetto al periodo più ‘freddo’ del secolo scorso, o convenzionale, cioè secondo i dettami dell’OMM. È chiaro che con un trend di lungo periodo positivo, se scelgo il periodo più recente ottengo delle anomalie meno significative. Il punto è che nessuno sa quale sia il clima ‘normale’, forse perché non esiste per la verità, a meno che non si verifichino periodi sufficientemente lunghi di stazionarietà tali per cui il paragone inizia ad aver senso. Tra l’altro, con le oscillazioni multidecadali oceaniche che hanno cicli di circa 60 anni (30 positivi e 30 negativi) la scelta i soli 30 anni sembra sempre meno oculata, perché tende a cogliere risultati incompleti nel contesto del lungo periodo.
      gg

  4. freddo, caldo, comunque vada il colpevole è sempre l’AGW…

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