L’ossigeno, la vita e un sistema che sì e no si accorge di noi

Questo è un invito alla lettura. Breve, se avete poco tempo, lunga se l’argomento vi interessa. Sono capitato via twitter su un post di Clive Best, personaggio piuttosto in vista nel dibattito climatico, di cui sono noti lo scetticismo e la conoscenza degli argomenti che è solito trattare.

Nel suo post, la lettura breve, parla del ruolo della tettonica a placche nel bilanciamento delle quantità di ossigeno e di carbonio sul nostro pianeta e di come sia stretta la relazione tra la concentrazione di ossigeno e quella di CO2, unico vero meccanismo termostatico in grado di controllare lo stato termico del pianeta e di consentirgli di conservare acqua allo stato liquido.

L’argomento è interessante e attuale, visto che negli ultimi giorni si fa un gran parlare della scoperta di un nuovo candidato al ruolo di pianeta gemello della Terra, per la similarità di molte delle precondizioni necessarie allo sviluppo e al mantenimento della vita per come la conosciamo.

Uno sviluppo – un’entrata in scena – quella della vita, che ha visto anche cambiare il nostro pianeta generando le condizioni perché questa possa mantenersi ancora molto a lungo. Ci sono un paio di hihlights che sono sicuro cattureranno la vostra attenzione

  1. Gli attuali livelli di fotosintesi sulla Terra consumerebbero tutta la CO2 presente in atmosfera in soli nove anni;
  2. La fotosintesi negli oceani consuma tutto il fosforo disponibile necessario alle piante acquatiche ed alle alghe in soli 86 anni.

Andate qui per il suo post e dove troverete anche la lettura lunga, cioè un libro segnalato da Clive Best sulla storia dell’ossigeno come componente essenziale del nostro mondo: “Ossigeno, Una storia di quattro miliardi di anni“.

 

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Author: Guido Guidi

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3 Comments

  1. Quindi tra nove anni non ci sarà più CO2?

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    • A me è sembrato più una dichiarazione d’intenti che un fatto in quanto si concretizza, sostanzialmente, con una serie di inviti ai cittadini USA a cambiare le proprie abitudini e ad orientare il proprio voto verso coloro che nel loro programma hanno come obiettivo la riduzione delle emissioni di CO2. I cittadini vengono invitati, infatti, a fare lobbie contro chi non vuole ridurre le emissioni di CO2: un manifesto e un testamento politico, in buona sostanza. Del resto in un filmato di poco più di un minuto non è che puoi fare molto.
      Impressionante l’assimilazione della CO2 (rappresentata come su una tavola periodica dal carbonio) a veleni come l’arsenico o a elementi potenzialmente pericolosi come il mercurio.
      Comunque vedremo a breve cosa prevede di concreto: ancora un poco di pazienza. 🙂
      Sembrerebbe, comunque, che si dovrebbe puntare su un forte ridimensionamento delle centrali a carbone. Visto l’enorme quantitativo di gas a disposizione gli obiettivi non sono difficili da raggiungere. Si tratta di gas da fracking? Vabbè, mo’ volete troppo.
      Il piano dovrebbe essere, infine, un sollecito agli stati federati per porre in atto politiche di decarbonizzazione. Non conosco bene il sistema politico USA, ma mi sembra veramente tardi per ottenere qualcosa di concreto: ripeto mi sembra più un viatico per la campagna elettorale delle primarie democratiche che altro.
      In ogni caso avrà un suo peso alla prossima conferenza di Parigi e con l’enciclica papale, la dichiarazione d’intenti della Cina sulla riduzione delle sue emissioni di CO2 ed il can can mediatico dell’UE promette di fare scintille.
      L’impressione che ho avuto, però, è che si tratterà di impegni (più o meno vincolanti) dilazionati al 2030, almeno. Sono sempre più curioso di vedere gli sviluppi di questa vicenda, non vedo l’ora di arrivare a dicembre! 🙂
      Ciao, Donato.

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