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Bombe d’acqua? Macché, più caldo e più freddo!

Direttamente dal dipartimento “Non si può mai stare tranquilli“, ecco l’ultima capriola prognostica del clima prossimo venturo: la diminuzione della frequenza e dell’intensità delle tempeste porta inevitabilmente ad un aumento del caldo d’estate e del freddo d’inverno.

Rewind

Da qualche anno ormai e, più che mai nei mesi che ci hanno portati all’ultimo grande evento mediatico in materia di clima, abbiamo sentito ripetere che l’aumento della frequenza e intensità delle tempeste di pioggia è un portato del clima che cambia. Lo ha detto il presidente Obama, opportunamente informato dal suo consigliere pol… ehm, scientifico, John Holdren e lo ripetono esperti di ogni genere tranne che meteorologico ogni volta che piove.

Proseguiamo

Forse non tutti sanno che, se proprio si deve andare a vedere cosa dicono le proiezioni climatiche, si scopre che i cicloni extratropicali, quelli che sono all’origine del maltempo sulle medie latitudini, in realtà sarebbe previsto che diminuiscano, perché con il riscaldamento dovrebbe attenuarsi il gradiente di temperatura nord-sud, da cui questi prendono vita e forza.

Evidentemente consci di questi non trascurabili particolari, gli autori di questo articolo ci avvisano che, con una scarsa frequenza di perturbazioni, verrebbero a mancare gli effetti di rimescolamento dell’aria che queste portano con se’, quindi sarebbero favoriti gli eventi di caldo estremo in estate e di freddo intenso d’inverno.

Insomma che si decidano, possiamo morire di caldo, di freddo o annegati, tutte le cose insieme mi pare un po’ eccessivo…

Ah, l’articolo è quello linkato qui sotto, per chi volesse leggerne la parte interessante, quella sulle dinamiche della NAO, è anche liberamente accessibile (oltre all’immancabile commento su Science Daily).

The influence of mid-latitude storm tracks on hot, cold, dry and wet extremes

 

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Published inAttualità

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