Più CO2, più acqua nel terreno, Terra più verde

Si definisce global greening, qualcosa che per evitare che si spargano buone notizie potrete sentire solo sussurrare, Eppure è così, la Terra, causa elevata concentrazione di CO2 e, più probabilmente, causa benevolo periodo climatico, sta diventando più verde. Ne abbiamo parlato anche nella sezione “Effetti Ecosistemici” del nostro Climate Lab, ora ce ne parla un paper fresco di pubblicazione su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature.

Elevated CO2 as a driver of global dryland greening

Capita che, per alte concentrazioni di CO2, le piante riescano a gestire in modo più efficiente le risorse idriche, perché possono ridurre la dimensione degli stomi. Ne risulta quindi una maggiore disponibilità d’acqua nei suoli, fenomeno che si accentua in particolare nelle zone aride, che quindi diventano un po’ meno aride e un po’ più verdi.

(A) Site locations of the CO2 enrichment experiments together with globally distributed climate zones based on a standard aridity index formulation (precipitation/potential evapotranspiration); (B) Mean effect size of soil water content under elevated CO2 for the entire data set, under dryland and non-dryland regimes. The effect size was calculated as the natural log of the magnitude of an experimental treatment mean (the soil water under elevated CO2) relative to the control treatment mean (the soil water under ambient CO2); The dashed line indicates the threshold of statistically significant CO2 effect on soil moisture. The effect is positive when above the line and vice versa. (C) Enhancement of soil water content under elevated CO2 for dryland versus non-dryland regimes. The number of cases is shown in brackets. Error bars are bootstrapped confidence intervals (CI). All the statistics are significant at P < 0.05. The map was generated using ArcGIS for Desktop 10.3.1 (http://www.arcgis.com).

(A) Site locations of the CO2 enrichment experiments together with globally distributed climate zones based on a standard aridity index formulation (precipitation/potential evapotranspiration); (B) Mean effect size of soil water content under elevated CO2 for the entire data set, under dryland and non-dryland regimes. The effect size was calculated as the natural log of the magnitude of an experimental treatment mean (the soil water under elevated CO2) relative to the control treatment mean (the soil water under ambient CO2); The dashed line indicates the threshold of statistically significant CO2 effect on soil moisture. The effect is positive when above the line and vice versa. (C) Enhancement of soil water content under elevated CO2 for dryland versus non-dryland regimes. The number of cases is shown in brackets. Error bars are bootstrapped confidence intervals (CI). All the statistics are significant at P < 0.05. The map was generated using ArcGIS for Desktop 10.3.1 (http://www.arcgis.com).

Lo studio ha analizzato la risposta dei suoli in diverse concentrazioni di CO2, per diversi regimi climatici, diversi tipi di suolo, diversi tipi di vegetazione e diverse tecniche di utilizzo dei suoli. I risultati più interessanti vengono fuori proprio per le zone aride, un aumento del 17% della disponibilità idrica, rispetto ad una pur positiva ma meno significativa risposta delle zone non aride (9%).

Così, tanto per ricordare a qualcuno che, forse, la Terra un po’ più calda è anche un po’ più accogliente…

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Author: Guido Guidi

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19 Comments

  1. Ci sono troppi interessi nel continuare a dare per vero l’AGW. Troppi soldi riescono persino a far credere, anche ai ricercatori stessi, che una teoria mai dimostrata e le cui previsioni sono sempre state smentite dai dati sperimentali, sia vera. Io ricordo che in uno dei report dell’ICCP, si dava per imminente la desertificazione di tutto il sud Italia a causa della riduzione drammatica della piovosità. A quanto pare, il media, non solo la piovosità non è diminuita ma forse è pure aumentata.

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  2. Che la CO2 atmosferica assorbita attraverso le foglie sia il nutrimento fodamentale delle piante e che dunque sia il mattone dela vita sul pianeta è noto fin dal 1804 grazie al copernicano lavoro del più grande fisiologo vegetale della prima metà del XIX secolo e cioè lo svizzero Nicholas Theodore de Saussure.
    E’ che sotto un lievissimo strato di fiducia in conoscenze ormai assestate da secoli (la fotosintesi dovrebbe essere “patrimonio comune” fin dalle scuole elementari) cova un substrato di irrazionalità che emerge non appena qualcosa sfugge all’interpretazione razionale.
    La demonizzazone di CO2, declassata da mattone delle vita a veleno, è il classico esempio di tale disgustosa temperie che vede oggi fra i protagonisti più in vista tutti i grandi della terra.
    Grazie dunque a te, Guido, perchè richiami a quanto di “scomodo” emerge dalle ricerche.
    Luigi

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  3. E’ da tempo, forse l’avevo dichiarato un anno fa pure in un post qui, che confesso di non capire perché, pur se fosse vero, questo tanto paventato riscaldamento terrestre dovrebbe risultare così negativo. Che mi risulti le migliori epoche, almeno per architettura e sviluppo urbanistico della civiltà furono quelle termicamente più miti, così mi pare dalla Storia parallelamente a quel che lessi sul clima nel corso dei secoli, eccetto ovviamente i periodi di siccità. E, che io sappia, almeno in qualche era remota l’Antartide fu per discreta parte, lungo la costa, priva di ghiacci e non priva di flora. Inoltre leggo: “Nel 1986 la scoperta di legno e piante fossilizzati dimostrò che probabilmente parti dell’Antartico erano sgombre dai ghiacci appena due milioni e mezzo di anni fa. Scoperte successive rivelarono che alcune località del continente erano libere dai ghiacci 100.000 anni fa”, da un saggio di Graham Hancock (1995) che riporta articolo di: Daniel Grotta <> “Popular Science, gennaio 1992” pg. 64. Citandolo in nota al suo cap. 51. Quindi presumo, se ciò è vero, che in vari periodi del passato mediamente il clima mondiale fosse in misura rilevante più caldo, di conseguenza anche alto il livello di CO2, qual effetto d’una maggior quantità di organismi animali: più numerosi in tali ambienti piuttosto che in quelli gelidi. E significa che il Pianeta può aumentar ciclicamente di temperatura senza che l’uomo interferisca tecnologicamente, e codesti innalzamenti non minacciano affatto l’Ecosistema.

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    • Virgilio, giusto un paio di precisazioni:
      – la foresta fossile scoperta in Antartide è stata datata a circa 240 milioni di anni fa, non 2 milioni e mezzo; era quando il continente antartico “navigava” nell’antico oceano e si trovava ovviamente a latitudini ben più vicine ai tropici;
      – Graham Hancock è un bravo scrittore di fanta-archeologia e di pseudoscienza, non è per nulla una fonte affidabile in ambito scientifico;

      concordo con te sul fatto che “le migliori epoche, almeno per architettura e sviluppo urbanistico della civiltà furono quelle termicamente più miti, così mi pare dalla Storia parallelamente a quel che lessi sul clima nel corso dei secoli, eccetto ovviamente i periodi di siccità” …

      😀

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    • Sì ma io, come scrivo, mi riferisco non ad Hancock ma all’articolo citato da lui che notifica d’aver tratto da “Popular Science” del gennaio 1994. So che la tesi di Hancock non è accettata dalla gran parte della comunità scientifica, neppure io ne sono convinto. Ma avendo in quel momento sotto mano quella citazione l’ho riportata in aggiunta alla mia considerazione. Se sei sicuro che sia falsa ne prendo atto. E’ tanto meglio far chiarezza su tali affermazioni, così com’è bene smascherare i falsi scientifici. Ma in questo caso i responsabili sarebbero i redattori dell’articolo di “Popular Science” che hanno scritto una scemenza (a meno che l’affermazione non sia stata falsificata, o sia stata omessa una sua successiva correzione o ritrattazione). Ciao.

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  4. Così, tanto per ricordare a qualcuno che, forse, la Terra un po’ più calda è anche un po’ più accogliente…

    l’ha scritto veramente? avere 30 gradi a Gennaio per te è gradevole? (Grecia e Albania in questi giorni) avere un’estate come quella trascorsa (2015)per te è gradevole?

    e poi come puoi Lei stesso dire prima che noi non siamo in grado di alterare il clima del pianeta e che il pianeta in realtà non si sta riscaldando e poi dire che la Terra un po’ più calda è anche un po’ più accogliente? come può questa non essere una contraddizione?

    La ringrazio

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    • vabbè volevo dire Febbraio. nella fretta ho fatto confusione.

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    • Il link al metar dei 30°C indicacelo Roberto per favore.
      Nell’articolo c’è scritto che la Terra è un più calda, dov è che è scritto che il pianeta non si sta riscaldando??
      Nell’articolo c’è scritto che è più accogliente perchè c’è più disponibilità idrica nei suoli e che le zone aride sono minori con una Terra più calda e con maggiore concentrazione di CO2.

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        • Vedendo più CO2, temperature più alte, meno aridità, meno ghiaccio, più aree verdi, più aree abitate, maggiori produzioni agricole, vita dell’uomo più lunga e raddoppio della popolazione mondiale in 40 anni: direi che l’affermazione la Terra è più accogliente un pò più calda è più che corretta!

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          • Anche cicloni più intensi, zanzare anche in inverno, periodi più lunghi di siccità, violenti fenomeni nel mediterraneo con temperatura sopra la media e tanto tanto altro.

            ma soprattutto non per ultimo, ma anzi per primo, l’aumento della popolazione da te citata che conduce ad un sovrasfruttamento delle risorse del pianeta che di certo non potrà durare per sempre.

            Ma quando sento certe affermazioni mi pare di vivere su un pianeta differente, un pianeta in cui gli aspetti negativi li si vuole vedere per affrontarli e fornire alle nuove generazioni una vita dignitosa, anziché far finta che tali aspetti non esistano.

          • Roberto, dove hai letto che i cicloni sono più intensi e i fenomeni più violenti? Giornale o letteratura? Perché sai, sarebbe un po’ diverso…
            gg

          • Ah, ok. È naturalmente è colpa del clima…
            gg

          • Mah.
            mi ha chiesto una fonte a riguardo con aria scettica e io gliel’ho fornita.
            ora non si capisce se reputa la fonte inattendibile (e quindi non reputa il ciclone Winston come il ciclone più violento nell’emisfero australe) o se ha cambiato la sua posizione a riguardo.

          • Roberto, sono scettico perché anche se questo ciclone fosse il più intenso mai osservato, non vedo perché dovrebbe costituire conferma di un contributo antropico alla sua dinamica, posto che nessun evento atmosferico può singolarmente essere collegato a dinamiche climatiche. Ti ricordo inoltre che il dataset dei cicloni tropicali nell’emisfero meridionale è ancora più corto di quello dell’emisfero settentrionale. Vorrei solo che si usasse un po’ di prudenza nel targare gli eventi come “unprecedented”, tutto qui. Comunque no, non ho cambiato opinione.
            gg

  5. Mi sembra che ci si dimentichi che in caso di innalzamento della temperatura lo scioglimento dei ghiacci porterebbe alla sparizione di molte zone iper-abitate della terra, causando un danno economico e sociale senza precedenti.

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    • Si sono già sciolti in pochi anni, nonostante tutto le zone iper-abitate sono divenute più abitate, l’uomo vive più a lungo ela popolazione mondiale è raddoppiata in soli 40 anni.

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  1. Terra più verde? Poco male, si cambierà colore al movimento | Climatemonitor - […] il fatto poi che una maggiore disponibilità di CO2 significhi anche una riduzione delle dimensioni degli […]

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