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Il risveglio dopo Parigi

La COP21 si è conclusa da quasi quattro mesi, altri eventi, purtroppo ben più tragici, sono tornati a prendersi la scena. E’ quindi finito il tempo delle pacche sulle spalle e delle congratulazioni per quello che è stato venduto come un successo ma in realtà, ora si può dire, è stata davvero una messa in scena. Per di più fatta con cognizione di causa.

Su Nature Geoscience, quindi non sul giornalino dello scettico, è uscito un paper in cui qualcuno ha fatto due conti. Ve li riporto così come sono nell’highlight che gli dedica Science Daily.

The 21st century population-energy-climate nexus

Per arrivare all’obbiettivo di Parigi, solo in termini di impianti eolici, si dovrebbero installare 485.000 torri da 5MW all’anno di qui al 2028. Nel 2015 ne sono state installate 13.000 e qualcuno dice che si è trattato di un successone. Per le altre fonti rinnovabili, i numeri sono simili. Nel frattempo, ogni ora di ogni giorno:

  • 3.7 milioni di barili di petrolio escono dal sottosuolo;
  • 932,000 tonnellate di carbone vedono la luce del Sole;
  • 395 milioni di metri cubi di gas naturale arrivano in superficie;
  • 4.1 milioni di tonnellate di anidride carbonica sono depositate in atmosfera;
  • 9,300 persone in più abitano la Terra.

Gli obbiettivi di Parigi, semplicemente non sono raggiungibili, né lo erano in sede di discussione ma, tant’è, ora siamo tutti più bravi.

 

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Published inAttualità

3 Comments

  1. Francesco Del Francia

    Caro Guido, leggo sempre con piacere i tuoi interventi cosi’ come ho apprezzato molto il tuo ficcante intervento all’ultimo convegno di Civitavecchia.

    Parlo da ignorante in campo climatologico, visto che la mia vera passione rimane il weather forecasting, anche se la mia curiosita’ riferita a queste tematiche e’ cresciuta in maniera esponenziale.

    Quello che vorrei gentilmente chiederti e’ questo.

    Mettiamo caso, per assurdo, che tutta la comunita’ scientifica prima della cop21 avesse gia’ compiuto alcuni importanti passi indietro rispetto ai dogmi IPCC, quali sarebbero state secondo te le direzioni di intervento auspicabili a monte della conferenza?

    In altre parole, se non esistessero secondi fini politico-economici, in maniera schematica, secondo te, di quali manovre abbiamo veramente bisogno?

    Ti ringrazio in anticipo, augurandoti una serena Pasqua.

    • Francesco,
      mi chiedi troppo e, anche se avessi delle idee, non avrebbero alcun valore, perché quello delle policy non è il mio settore. Ma non voglio deludere troppo le tue aspettative, in realtà c’è qualcosa da fare…e precisamente quello che abbiamo sempre fatto. Progredire, cercare soluzioni di adattamento, promuovere l’uso di nuove tecnologie solo quando mature etc etc. Qui invece si predica la decrescita, si pretende di aver rotto il clima e poi poterlo aggiustare, si promuovono tecnologie inefficaci e insufficienti etc etc…
      gg

    • Mario

      Investire tutti i soldi che si dilapidano all’inseguimento della CO2, nella ricerca, sviluppo e finalizzazione della “fusione nucleare”, secondo me 🙂

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