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Il Re è nudo…e il Parruccone è pelato

Perché fare blogging sul clima? E’ una risposta che cerco da dieci anni, cioè da quando ho iniziato a riempire queste pagine. Nel tempo mi sono fatto qualche idea, ma ce n’è una in particolare: non ho mai digerito il fatto – per me assolutamente risibile – che qualcuno potesse sostenere che la scienza, in tema di clima e sue dinamiche passate, presenti, ma soprattutto future, potesse essere definita; che si fosse cioè in possesso di tutte le informazioni necessarie a definire, senza ombra di dubbio, che quanto sta accadendo e quanto si immagina potrà accadere, sia da attribuire in gran parte alle modifiche che le attività umane avrebbero impresso al normale susseguirsi dei processi climatici.

Si diceva, già allora, che fosse ormai giunto il momento di discutere solo dei dettagli. Ecco, ditemi voi se le tre domande che seguono possono appartenere ad un ambito scientifico – da cui inoltre dovrebbero derivare delle policy – che possa definirsi “settled”:

  • Dove va il carbonio?
  • Come cambia il tempo in funzione del clima?
  • In che modo il clima influenza l’abitabilità di specifiche regioni?

Non sono io a porle queste domande, benché nei 4000 e più post di CM sarà capitato di parlarne chissà quante volte. Se le pongono invece alcuni ricercatori che hanno appena pubblicato un articolo su Nature Climate Change, lo spin-off di Nature dove si parla solo di clima che cambia:

Climate research must sharpen its view

 

Tre domande alle quali è necessario rispondere, altrimenti il Re è nudo e il parruccone che andava dicendo che la sceinza era definita, ormai è pelato.

Qui, su Science Daily trovate un approfondimento. Buona domenica quasi finita.

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