Va là che te lo do io il promemoria

Quattro immagini che stanno rimbalzando sui social da un paio di giorni. Racchiudono tutta l’insensatezza dell’isteria climatica dei nostri giorni, semplicemente mettendo le informazioni di base di cui disponiamo nel contesto che loro compete, appunto quello climatico, che non esiste, per definizione, se non ad ampia scala spaziale e lunga scala temporale.

Quattro grafici che, nella loro disarmante semplicità – non sono certo toccanti come un orso polare smagrito o una città alluvionata – immagino suscitino crisi di rigetto nel catastrofista generico medio. Però, semplicemente, dicono le cose come stanno.  Eccole qua.

Diecimila anni di cambiamenti climatici. Il clima non è solo temperatura, ma non fanno altro che ripeterci che lo è. Quindi guardiamo quante volte e come è cambiata la temperatura in un posto chiave come la Groenlandia. In nessuna di quelle volte e in nessuno di quei cambiamenti c’era di mezzo l’AGW. Se ora c’è, non sembra che l’impatto sia gran cosa rispetto a quello che il clima fa per i fatti suoi.

I Modelli Climatici hanno fallito. La differenza tra realtà e immaginazione, con la prima che si ostina a superare la seconda, è il modello che sottende appunto l’immaginazione. Se quel modello non supera la verifica con il mondo reale non serve a niente, se non a riempire di pseudoscienza le pagine dei giornali.

140 anni di cambiamenti climatici su due scale diverse. Quanta paura fa l’aumento della temperatura media globale se si cambia la scala di rappresentazione del cambiamento? E’ un trucco? Al Gore per fare colpo utilizzò un carrello elevatore per seguire il grafico della temperatura. Ma la sua era un’operazione a fin di bene naturalmente…

La Banalità del cambiamento climatico. Come per tutte le cose, la giusta prospettiva finisce per banalizzare l’argomento. Se in 10.000 anni la temperatura è variata con un’ampiezza che è tre volte superiore a quella della variazione degli ultimi 140 anni, siamo o no all’interno di variazioni che il clima conosce e non patisce?

NB: da qui.

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Author: Guido Guidi

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12 Comments

  1. Comunque, Diego, puoi tranquillamente smentire il secondo grafico rispondendo alla mia domanda di qualche settimana fa, ovvero quale previsione climatica è stata pienamente confermata dai dati sperimentali. O mi sono perso qualche notifica email, oppure non mi avevi risposto.

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    • Ha ragione, non avevo risposto.
      Ecco una breve lista delle previsioni che sono state confermate dalle osservazioni.

      1) Aumento delle temperature notturne
      2) Variazioni di temperatura della stratosfera
      3) Innalzamento della tropopausa
      4) Variazioni della temperatura della parte alta dell’atmosfera
      5) Variazioni dell’OHC
      6) Pressione al livello del mare
      7) Intensità e distribuzione delle precipitazioni
      8) Aumento dello squilibrio al TOA
      9) Variazioni nella radiazione all’infrarosso
      10) Crescita delle temperature in linea con le previsioni dei modelli

      La cosa buffa è che già qualche anno, su questo blog, un altro utente mi aveva rivolto la stessa domanda.
      Rivolgo ora a lei la stessa domanda che, dopo aver risposto più o meno allo stesso modo di cui sopra, avevo posto allora: sta a lei dimostrare che, aumentando la concentrazione dei gas serra in atmosfera, modificando l’albedo attraverso la deforestazione (e la fusione delle superfici ghiacciate), alterando i cicli biogeochimici, le temperature non sono destinate a salire.
      E, aggiungo ora, sta a lei dimostrare che tutte queste alterazioni non possono innescare cicli di retroazione positiva che andrebbero ad aumentare il rateo di crescita delle temperature.

      Ai tempi non mi era stato risposto. Sono certo che lei riuscirà a farlo.

    • Diego,

      questa risposta è fuffa. Già che c’era poteva aggiungere: 11) Non ci sono più le stagioni di una volta.

      In quanto non sostenitore di alcuna teoria, io non devo dimostrare niente. È lei che sostiene una teoria e quindi deve dimostrarla.

      Io le ho chiesto di farmi vedere UNO studio pubblicato con la previsione __quantitativa__ e il successivo confronto con i dati misurati.

      Attendo.

  2. La prima immagine, che dovrebbe mostrare 10000 anni di cambiamenti climatici, si riferisce a un solo sito (Groenlandia Centrale, che sarà un posto chiave, ma non è l’intero pianeta). Non arriva a oggi, perché i dati del sito si fermano al 1855. Manca tutto l’attuale riscaldamento.

    La seconda è sbagliata. Indica un riscaldamento di 0,2 °C, quando le misure a terra e da satellite sono concordi nell’indicare un incremento di almeno 0,6 °C, in linea con le previsioni dei modelli,

    La terza è il classico trucchetto ottico, Per una volta l’autore lo ammette apertamente.

    La quarta. oltre a mettere assieme 140 e 10.000 anni, confronta una media globale e una variazione locale (ancora in Groenlandia). Localmente. la variabilità è molto più elevata. Un altro trucchetto ottico, solo che stavolta, tipicamente, l’autore omette di ammetterlo.

    Bah…

    Post a Reply
    • Diego,
      1.GISP2, sito dei carotaggi in Groenlandia non è una delle fonti, è la fonte delle informazioni paleoclimatiche di cui disponiamo. Se hai informazioni migliori relative all’intero pianeta condividiamole.
      2. Cioè la temperatura sarebbe aumentata di 0.6°C in 30 anni?
      3. Non è un trucco, è una diversa rappresentazione, se non piace, liberi di usare l’altra, ma i dati sono gli stessi. Dipende dal messaggio che si vuol dare. Solo che sui dati non si dovrebbero dare messaggi…
      4. Vale quanto detto per la prima…
      gg

    • 1. Vostok? Epica Dome? In ogni caso il grafico si ferma al 1855.
      2. Anche un po’ di più di 0,6 °C..
      3. Ha ragione. Liberissimi di scegliere come rappresentare i dati. Basta però che quello che risulta dalla manipolazione dell’asse delle Y non venga fatto passare come realtà effettiva del riscaldamento globale.
      4. Cioè che la linea rossa finisce nel 1855? Sì, vale anche in questo caso.

    • Ma dove sta scritto che il grafico è fino al 1855?

    • Ale, riguardo al grafico di cui parli ti segnalo questo articolo di Kobayashi et al. http://leif.org/EOS/2011GL049444.pdf
      Si vede chiaramente che anche aggiungendo gli ultimi anni (serie fino al 2010) la sostanza non cambia, ovvero il primo grafico nell’articolo si applica perfettamente.
      Gli ultimi dati sono stati ricavati direttamente dalle rilevazioni della stazione automatica di summit, che’ a ricavare le temperature degli ultimi anni con le carote non ci arriverebbe nemmeno Karl (ma mai dire mai).

    • Diego, la seconda non e’ sbagliata, e’ solo che hai omesso di leggere la didascalia, oppure non hai capito di che parla. Christy=University of Alabama=UAH= dati satellitari.
      Dati che mostrano, come fa perfettamente questo grafico, l’esistenza dello hiatus, facilmente rappresentabile con una parallela a 0,3C. A dicembre, per l’esattezza, la variazione e’ stata di 0.24C, e meno male che siamo reduci da un mega-nino. Se n’e’ parlato in diversi articoli, per altro.
      Quindi sono i modelli che non azzeccano un accidente, come mostra molto bene questo grafico. A meno di ricorrere al soccorso delle secchiate di Karl sui dati terrestri, cosa che il buonsenso sconsiglierebbe fortemente di fare, quando si dispone di dati satellitari non massaggiati e non soggetti all’effetto dell’isola di calore.

    • ..E quanto alla figura 3, il grafico e’ galantuomo, in quanto riporta i dati abbondantemente massaggiati dei GISS, piuttosto che quelli satellitari. Se avesse riportato questi ultimi, la curva rossa sarebbe stato un encefalogramma piatto quanto quello dei divulgatori catastrofisti del mainstream.

    • La Groenlandia è un sito locale, giusto, quindi dobbiamo smetterla di usare la situazione dei suoi ghiacci come spauracchio per l’intero pianetà?

      Perchè a me pare che così funzioni:
      – Non credi all’AGW!? Ma vatti a vedere cosa succede in Groenlandia!
      – In Groenlandia una volta faceva caldo? Si ma si tratta di una situazione locale!

      Vediamo quindi di metterci d’accordo.

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  1. Va là che te lo do io il promemoria : Attività Solare ( Solar Activity ) - […] Autore: Guido GuidiData di pubblicazione: 21 Dicembre 2016Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43523 […]

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