Hot Air

Il ghiaccio si era sciolto prima del tempo. Il lupo era rimasto intrappolato su un’isoletta di ghiaccio in mezzo all’oceano, la renna era quasi annegata nel tentativo di raggiungere la sua residenza estiva, e l’orso polare aveva bisogno di un nuovo costume perché il paesaggio non era più tanto bianco.

Anche nel resto del mondo gli animali erano in difficoltà: il geco aveva troppo caldo per poter prendere il sole come al solito, e i canguri dovevano cercare l’erba sempre più lontano perché non ce n’era abbastanza.

Tutti si lamentavano perché il sole era troppo caldo e non c’era scampo, mancava l’aria e non pioveva abbastanza. Quindi gli animali decisero di tenere una Conferenza dal titolo: “Cosa c’è che non va con il clima?”

“Se vogliamo trovare la soluzione al problema bisogna andare alla radice”, convennero i delegati-bestia. I delfini andarono in missione in giro per il mondo  alla ricerca di prove. Una volta raccolti i risultati, la verità non poteva essere ignorata: il Pianeta si stava scaldando, questo era assolutamente evidente. Ma perché? Colpa delle mucche! Le loro puzzette erano la causa di tutto.

Il dibattito alla conferenza si fece rovente: alcuni suggerirono un bando completo di tutte le mucche, ma i carnivori si opposero perché non volevano rinunciare agli hamburger. E se si facessero mangiare le mucche solo ogni due giorni? Questo ridurrebbe le emissioni di gas, ma non risolverebbe il problema alla radice. E se cambiassero dieta? Ma nessuna proposta veniva accettata dalle varie lobby: alcune mucche godevano dello status di VIP, gli amanti degli hamburger non volevano diventare vegetariani, e i cowboys non volevano perdere il lavoro.

Se non fermiamo le mucche, ci estingueremo tutti!” Alla fine una focena ebbe una grande idea: “Le mucche devono produrre gas al massimo della loro capacità!” I delegati si guardarono l’un l’altro increduli. Ma la focena spiegò: “Abbiamo bisogno di raccogliere tutte le puzzette prodotte dalle mucche e usare i loro gas per alimentare un parco eolico che sarà usato per congelare il ghiaccio!”

Tutti furono finalmente d’accordo, e scoppiò un applauso fragoroso. I delegati lasciarono la conferenza festanti. Dovevano solo convincere le mucche a farsi…inserire un convertitore catalitico per puzzette. Le mucche acconsentirono. Alla fine arrivò il grande giorno, e la fabbrica del ghiaccio entrò in funzione.

Ma c’era un problema: il ghiaccio si era già tutto sciolto! E infatti c’erano state di recente molte più alluvioni del solito. Nessuno ha una grande idea in proposito?!

—————————————-

Io la grande idea l’ho avuta immediatamente: ho aperto il coperchio della pattumiera e ci ho gettato dentro il libro (salvo ripescarlo temporaneamente per scrivere questo pezzo).

Del resto mia figlia aveva abbandonato già dopo poche pagine, senza dire una parola, ma con una smorfia sul volto e facendo il gesto inequivocabile con entrambe le mani che usa per dire: “ma cos’è questa roba?!”. La lettura ho dovuto continuarla in solitudine, come è giusto fare quando si è alle prese con qualcosa di imbarazzante. Il libro in questione si chiama “Hot Air”, che mi piace tradurre liberamente “Aria Fritta”. È stato scritto da una salvamondo: Sandrine Dumas Roy, giornalista e regista di “sviluppo sostenibile e tematiche ambientali”.

Quale che fosse l’intento di questo libro, mi chiedo cosa possa rimanere nella testa di un bambino che abbia la pazienza di arrivare all’ultima pagina: animali che annegano, che friggono al sole, catastrofi, alluvioni, flatulenze bovine, marmitte catalitiche, pale eoliche congelanti… Ma chi ha scritto questa roba, pensava realisticamente di comunicare qualcosa ad un giovanissimo lettore? O piuttosto riteneva di ispirarsi a Esopo e Fedro, usando il genere favolistico per  mandare messaggi agli adulti? Quale che fosse l’intento, il risultato è semplicemente fallimentare, ben oltre il grottesco.

C’è qualcosa di profondamente irritante e sgradevole in questa lettura, una sensazione di disgusto che deriva dalla percezione che certi temi vengano proposti ai bambini con intento didattico. Offende e indigna l’idea che nel delirio globalista-ambientalista-catastrofista che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle di adulti (vagamente) consapevoli, qualcuno pensi che sia necessario indottrinare anche i più giovani, fin dalla tenerissima età, per accertarsi che vengano ben indirizzati nel mainstream dell’ideologia dominante: un’ideologia che ama definirsi liberal, ma che sotto la facciata rassicurante del politicamente corretto nasconde il ghigno deforme e diabolico delle più nefaste utopie del secolo scorso.

L’indottrinamento giovanile mi fa venire alla mente immagini di bambini “Martiri” mandati a passeggiare sui campi minati, i “Figli dell’Ottobre” russi, la “Hitlerjugend” tedesca. Bambini allevati e in alcuni casi mandati al macello nel nome dell’ideologia dominante, ovviamente e sommamente benevola e giusta. L’unica giusta.

Per meno cruenta che possa essere, l’ideologia globalista-ambientalista-catastrofista contemporanea condivide con i fondamentalismi utopistici e ideologici del passato la convinzione ottusa di superiorità, l’intolleranza per le opinioni differenti e certi odiosi metodi, a cominciare dalla manipolazione delle menti delle persone attraverso l’uso spregiudicato della propaganda. Una propaganda che non risparmia e non rispetta neanche i bambini. Anzi, che ai bambini si adatta (o tenta di farlo, goffamente) nel tentativo di inculcare prematuramente il Verbo, la trista novella della catastrofe imminente-salvo-che.

Non è “hot” l’aria che respiriamo: è pesante, densa di cattivi presagi, puzza di nichilismo, di censura, di propaganda e di fondamentalismi che credevamo di aver rinchiuso per sempre in un baule di ricordi imbarazzanti e irripetibili. E quel che è peggio, non si vedono vacche catalitiche all’orizzonte, in grado di invertire il corso degli eventi.

Fonte: www.realclimatescience.com

 

 

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Author: Massimo Lupicino

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8 Comments

  1. Io non ho mai capito tutta questa veemenza contro le mucche e nessuno che, per esempio, abbia mai puntato il dito contro i fagioli.

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    • i fagioli sono alternativi alla carne; l’attacco è ideologico; a questa gente non gli interessa niente della verità, cercano solo pretesti per argomentazioni da sbattere in faccia agli interlocutori.
      Tu dici bene, i fagioli non sono un obiettivo, eppure causano le famose puzzette. Perché non interessano i talebani della lotta alle mucche? Perché dietro questa lotta non c’è nessuna preoccupazione vera per il clima, c’è solo ideologia; una ideologia che fa a pugni con la realtà, e con questo mondo. Un’ideologia da cartoni animati che solo nei cartoni animati può funzionare, perché in essi le leggi della fisica sono quelle che vuole il regista.
      E quindi hanno senso gli squali vegetariani, i leoni vegani e amici delle gazzelle, e tutte le altre corbellerie che possano uscire da menti avulse dal mondo vero.

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  2. Con la differenza, che le giovanissime reclute societiche e tedesche (e anche iraniane negli anni ’80) venivano mandate al massacro (fisico) a fronte di un nemico alle porte reale e visibile, e che sparava veri proiettili.
    Le giovanissime reclute odierne vengono mandate al massacro (mentale) a fronte di eventi raramente verificatisi, spesso inverificabili, e sempre trattati con approssimazione ed esagerazione. I ghiacci artici ed i ghiacciai es. alpini si ritirano, è vero, ma questo non ha causato un solo orso polare annegato, né una sola vallata senz’acqua. La temperatura è aumentata, anche se molto più nelle zone temperate ed artiche dell’emisfero boreale che altrove, quindi vero, ma è stato un aumento quasi costante e abbastanza moderato, senza cataclismi biblici. Gli scenari tipo quello 8.5 sono invece non solo ipotetici, non solo inverificabili (da qui a 100, 200, 300, 1000 anni…), ma pure esplicitamente assurdi nelle loro assunzioni che mai si verificheranno: sono solo dei “worst worst” case scenario che non rappresentano nulla e non si vedranno mai (es. le emissioni dovrebbero aumentare esponenzialmente, mentre le stiamo invece stabilizzando); eppure vengono presi a riferimento. Le energie rinnovabili hanno la loro parte nel mix energetico, ma non gli si può chiedere né di sostituire il base load, né tantomeno di fare miracoli; e non sono nemmeno così “green” come vengono propagandate (più ci sarebbe da dire, che possono anche costare 0.00$/MWh, ma se producono 0MWh non ce ne facciamo nulla).
    Insomma, alla fine della fiera, cresciamo una generazione di ragazze e ragazzi disadattati e avulsi dal mondo reale, con concezioni tecniche e scientifiche a dir poco opinabili, e che quando si renderanno conto che il loro indottrinamento era solo fuffa, rimarranno senza nessun punto di riferimento.

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    • Li chiamano Snowflakes, non a caso… 😉

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  3. Iniziate voi a non dare voce alle imbecillita sul clima
    Chiudiamo tutti bottega
    Tanto questa disputa climatico mentale è una causa persa da ieri a oggi è domani

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    • Caro Alessandro, ho sempre avuto un debole per le cause perse, e per i perdenti declinati in ogni campo e in ogni tempo… 🙂

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  4. Massimo, noto che a volte mi fai compagnia nelle esperienze di masochismo intellettuale! 🙂
    La mentalità degli attivisti climatici presenta risvolti piuttosto preoccupanti che lasciano senza parole. Come nel caso dell’autrice del libro da te citato pensano di avere a che fare con degli idioti assolutamente incapaci di ragionare con la propria testa e di distinguere un fatto da una str…..ta. E’ quello che ho pensato leggendo questo articolo
    http://www.aspoitalia.it/attachments/article/334/Comunicare%20il%20Cambiamento%20Climatico%20-%20Paul%20Connor%20-%20Parte%201.pdf
    in cui mi sono imbattuto per puro (deprecabile) caso.
    Ne esiste anche una seconda parte, ma a malapena sono riuscito a leggere questo.
    .
    Nell’articolo, per chi non avesse voglia di leggerlo (ed a cui va tutta la mia comprensione 🙂 ), si descrivono le tecniche psicologiche più adatte a convincere le persone della gravità del cambiamento climatico di origine antropica in atto e la necessità di correre ai ripari. Si perché sembra che, nonostante il battage pubblicitario in atto, la fede (si così scrive l’autore) nel cambiamento climatico da parte della gente comune non ne vuole sapere di crescere.
    La soluzione? Secondo l’autore bisogna manipolare le variabili psicologiche coinvolte nella generazione della fede per fare aumentare quella nel riscaldamento globale di origine antropica che determina il cambiamento climatico.
    Ne deduciamo che non di fatto trattasi, ma di fede.
    Roba da prendere a calci (in modo figurato, si badi bene) autore e finanziatore dei suoi studi.
    Ciao, Donato.

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    • Caro Donato sei troppo avanti rispetto a me in quanto a masochismo 😀 Come fai a farti tanto male, consapevolmente?! La sezione sulle immagini “migliori” da mostrare e’ semplicemente oscena. Se sostituisci il termine “climate change” con un’altra cosa, magari meno “cool”, quel pezzo emergera’ per quello che e’: un volgare e disgustoso trattato di propaganda. Perche’ li’ si va sempre a finire: propaganda da una parte, e censura dall’altra. E’ questo il “migliore dei mondi possibili” che i liberal hanno preparato per noi.
      Tutto sta a vederli per quelli che sono. Occorre un po’ di sforzo, e rovina decisamente la qualita’ della vita, ma personalmente preferisco sapere che vivere in una comoda ignoranza…

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