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Invasione di campo…ottico!

Oggi facciamo un’invasione di campo, anche se, a pensarci bene siamo comunque in un ambito affine all’interesse che accomuna buona parte dei lettori di CM. Il campo è quello della fotografia e, più nello specifico, della cattura di immagini da grandi distanze. E qui entra in gioco la meteorologia, perché va da se che il mezzo attraverso cui le immagini da catturare vengono trasmesse – l’atmosfera – ha un ruolo fondamentale.

Avreste mai immaginato di poter vedere a occhio nudo e quindi immortalare in una fotografia qualcosa lontana oltre 400 km? Bé, lo hanno fatto degli specialisti del settore, che  ho scoperto con grande sorpresa essere popolato di dipendenti da immagini più di quanto non lo sia di cacciatori di fiocchi di neve ;-).

Sul blog Beyond Horizons, espressamente dedicato all’argomento, c’è un’interessante descrizione di come le condizioni atmosferiche abbiano reso possibile l’impresa. Siamo in Francia, il 12 agosto, subito dopo il passaggio della perturbazione che poi è arrivata anche da noi. Un cambiamento di massa d’aria drastico e repentino, dopo il lungo periodo di caligine e subsidenza, che ha confinato su gran parte dei Paesi mediterranei quantità abbondanti di aerosol di ogni genere. Arriva l’aria fredda, arriva il Maestrale sul Golfo del Leone, ed ecco che all’alba, guardando a nord-est dai Pirenei, appaiono le Alpi Marittime. Dal punto di osservazione alla cima riconoscibile (Canigó – Barre des Écrins), ben 412 Km!

Lanciarsi la sfida, pianificarla seguendo accuratamente l’evoluzione delle condizioni atmosferiche e portare a termine l’impresa deve essere stato fantastico, chissà se si tratta di un record, magari qualcuno di voi lo sa…

Ah, naturalmente, tutta la descrizione dell’evento e tutte le foto sono qui. Grazie a Fabrizio per la segnalazione!

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Published inAttualità

6 Comments

  1. DonatoP

    > Avreste mai immaginato di poter vedere a occhio nudo e quindi immortalare in una fotografia qualcosa lontana oltre 400 km?

    Dipende quanto è grande quella “cosa lontana”: una galassia può essere percepita ad occhio nudo anche se distante più di 2 milioni di a.l. 😉

    • Maurizio Rovati

      Ma bisogna fare i conti con la curvatura terrestre oltre che con lo spessore di atmosfera da attraversare.

    • DonatoP

      Per ovviare alla curvatura terrestre è “bastato” andare a 4.100 metri, quota dalla quale l’orizzonte dista oltre 200 km. (ma qui si fotografavano altre montagne).

    • Fabrizio Giudici

      Non è sempre necessario andare in alto. Il sito spiega bene tutta la scienza dietro la questione, nella sezione “Visibility Facts”. Sfruttando la rifrazione che piega i raggi luminosi, si può vedere letteralmente oltre l’orizzonte (come da nome del sito). Ovviamente le foto migliori richiedono una strutturazione dell’atmosfera così ordinata che la rifrazione avviene minimizzando la distorsione, e riproduce l’oggetto lontano in modo fedele.

      https://beyondrange.files.wordpress.com/2014/12/verefr1.jpg

      Diciamo che, se uno ha la passione come i proprietari del sito, deve trovare la giornata giusta… Come diceva quella tizia in quel film, “provare, provare provare, provare….”

    • DonatoP

      > Non è sempre necessario andare in alto.

      Gli effetti della rifrazione a grandi distanze zenitali (basse altezze sull’orizzonte) sono notevoli, tanto che, quando il bordo inferiore del Sole è tangente all’orizzonte marino, la nostra stella è ancora (o già) completamente al di sotto dello stesso dal punto di vista geometrico.
      Nonostante ciò, si preferisce andare ad osservare in alta quota, cosicché il fascio ottico debba attraversare strati di atmosfera il più possibile poco densi ed inquinati.

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