Punizioni Divine

Che i Salvamondo abbiano un debole per le catastrofi naturali è cosa nota. Non che ce l’abbiano col genere umano, anzi: lo vogliono fortissimamente salvare da se stesso. Il punto è che qualche catastrofe naturale ben assestata ha il risvolto indubbiamente positivo di sostenere la narrativa. Ché come sosteneva Stalin, se la morte di un essere umano è una tragedia, quella di tanti è mera statistica.

Gli esempi sono praticamente infiniti: basti pensare all’eccitazione con cui tanti salvamondo hanno guardato al ciclone Harvey, del quale sentivano evidentemente un bisogno disperato dopo 9 anni di lunghissima astinenza in cui i cicloni avevano accuratamente evitato di visitare il Texas. Un affronto, per la narrativa dominante che da qualche decennio parla di un “aumento di fenomeni estremi” che nella realtà dei fatti non si è mai riuscito a dimostrare in modo convincente. Ma la memoria torna anche a quanto successo in occasione del passaggio di Matthew nell’Ottobre 2016, quando all’apice della campagna elettorale democratici e repubblicani si azzuffarono per una vicenda legata all’acquisto dell’ultim’ora di un pacchetto di pubblicità elettorali su The Weather Channel.

Comunque la si voglia vedere, oggi le calamità naturali e in particolar modo quelle legate ad eventi meteorologici, sono diventate eventi politici a tutti gli effetti, usati da una parte per giustificare la sua ossessione climatista, e temuti dalla parte rivale esattamente per lo stesso motivo.

Ma il peggio, se possibile, arriva dopo l’evento in questione. Dopo l’attesa fremente, infatti, è tempo di analisi, ovviamente e rigorosamente partigiane. I sacerdoti del climatismo celebrano i loro stanchi riti sui tanti media amici a base di “ve l’avevamo detto”, come se le catastrofi naturali prima della scoperta del sacro graal del global warming non ci fossero mai state. E dall’altra parte, le sparute voci contrarie provano a sottolineare (inutilmente) che i tempi di ritorno di questi eventi non sono cambiati, anzi, in alcuni casi sono addirittura aumentati.

The day after

Nel caso di Harvey, comunque, si è davvero toccato il fondo in quanto a informazione-immondizia e ad analisi spericolate del giorno dopo. Un fondo relativo, che i margini di peggioramento nel campo della pseudo-informazione climatista appaiono praticamente infiniti.

Fonte: Zerohedge

Il tema dominante della narrativa dei giornali “liberal”, infatti, pare essere quello della “punizione divina”. Il che suona abbastanza strano, dalle parti di chi si proclama laico e ama recitare la parte del mangia-prete. Il fatto è che anche i salvamondo hanno il loro Dio: un Dio cattivo e vendicativo, a fare da contraltare alla loro smisurata bontà e amore per il prossimo. Pare di capire, infatti, che Harvey sia stato proprio un castigo mandato dal Cielo per punire i Texani, razza dannata che vota male da sempre, e che in quanto tale merita solo il peggio.

Ci ha pensato una delle colonne portanti dell’informazione liberal: Politico, a fare una sintesi perfetta dell’umore dei salvamondo, con una vignetta “satirica” in cui ci si prende gioco dei sopravvissuti texani, dipingendoli come bigotti creduloni cristiani, nostalgici sudisti e secessionisti. Talmente di cattivo gusto da dover essere ritirata frettolosamente dallo stesso giornale, sull’onda delle polemiche.

Proprio Politico, per altro, aveva già deliziato giorni prima i suoi lettori con finissime analisi come questa, dal titolo inequivocabile: “Harvey è il modo in cui si presenta il Climate Change. È ora di aprire i nostri occhi e prepararci per il mondo che verrà”. Un mondo in cui il terrorismo climatico e il salvamondismo d’accatto la fanno da padrone, evidentemente.

Sulla stessa linea anche la copertina di Charlie Hebdo, non nuovo, per altro, a provocazioni di questo tipo (ricorda in modo sinistro quella tirata fuori in occasione del terremoto in Italia). Ci si rallegra, nell’ultima edizione del giornale “satirico”, del fatto che il ciclone abbia annegato “tutti i nazisti del Texas”, e si cita la cosa come una prova dell’esistenza di Dio. Dimentichi, evidentemente, del fatto che a Houston il partito democratico ha raccolto ben il 43% di voti alle recenti elezioni presidenziali. Ma tant’è, il Dio dei laici è evidentemente molto democratico (c’era da immaginarselo) e punisce tutti sulla base di considerazioni di mera maggioranza elettorale.

E l’Italia?

Nonostante da noi la politica, vivaddio, non si sia mai dimostrata particolarmente sensibile alle istanze salvamondiste e climatico-catastrofiste, ci pensano alcuni giornali a importare i temi più triti delle polemiche politiche altrui. Con risultati grotteschi, a confermare il clichet che vuole che dalle nostre parti finisca tutto in farsa.

Ci pensa in questo caso il Corriere, con un incredibile articolo che è una summa degli standard attuali di certa informazione nostrana molto sensibile alle sirene liberal d’oltreoceano. All’interno della lista di articoli dedicati ad Harvey, se ne trova uno dal titolo obbiettivamente intrigante: “Invocava il castigo divino per i gay, la sua casa distrutta dall’uragano”, l’occhiello titola: “Intolleranza e catastrofi naturali”. Nel pezzo in questione si spiega che un predicatore cristiano della Luisiana è stato castigato dal Cielo per aver invocato il castigo divino sui gay, nella forma di un’alluvione (non un uragano, quindi) che gli ha allagato casa. L’intollerante predicatore è descritto nell’articolo come un pericoloso nemico dei diritti civili. Lo spunto poteva anche essere simpatico in sè, anche se mi sfugge il motivo per cui un evento naturale funesto debba essere benvenuto, solo perché una delle tante vittime è un cialtrone impresentabile.

Ma il “bello”, se così si può dire, è che con Harvey l’articolo non c’entra niente, ma è stato “proposto” dal sito internet dell’Independent come articolo “collegato ad Harvey”, grazie a quei filtri che automaticamente rimandano ad articoli su argomenti simili. Il riferimento ai diritti civili è contenuto, a sua volta, in un hyperlink dell’articolo dell’Independent, in cui si sostiene che il predicatore in questione appoggia una proposta di legge che abolisce le regole introdotte dall’amministrazione precedente sulle toilette trans-gender.

Riassumendo, con riferimento ad Harvey il Corriere scopiazza un rimando automatico dal sito dell’Independent, ci tesse sopra una storia relativa ad un fatto accaduto un anno prima e che con Harvey non c’entra niente, sposta la discussione dal disastro naturale alla bigotteria religiosa e ai diritti civili. E in ultima istanza di cosa si parla? Di cessi.

Conclusione

Personalmente faccio fatica a credere che le catastrofi naturali siano punizioni divine. E penso che non lo siano neanche quando colpiscono persone che non la pensano come me. Le catastrofi naturali restano quello che sono sempre state: eventi tragici che portano via vite umane, inghiottiscono famiglie, distruggono intere comunità, e lasciano un seguito di devastazione che anche il tempo fatica a rimarginare. Strumentalizzarle politicamente è miserabile. Investire per prevenirne gli effetti, semplicemente doveroso.

Penso che la cortina fumogena del global warming offra in realtà una pezza giustificativa formidabile per non fare niente, per accettare certi eventi come conseguenza della cattiva politica o di un voto sbagliato. O, peggio, per sperperare risorse in presunte soluzioni che sono peggiori dei mali che si vogliono combattere. In questo senso la propaganda climatista fa un danno doppio: calca la mano su problemi spesso insignificanti contribuendo a distogliere risorse economiche che potrebbero essere utilizzate per salvare vite umane; e attribuisce all’azione umana la responsabilità di ogni evento, mandando un messaggio pericoloso, ovvero che se non fosse per la cattiva politica o per l’esistenza di persone che la pensano diversamente, certi eventi non si verificherebbero proprio. Ne scaturisce una caccia all’untore negazionista, piuttosto che un’azione concertata, sensata e volta realmente al bene comune.

Da questo punto di vista la punizione divina, se davvero esiste, si manifesta nella virulenza di una propaganda climatista che sembra non trovare più argine in niente, nemmeno nel rispetto per la sacralità della vita umana. Forse è di questo che ci si dovrebbe realmente preoccupare, prima di ogni altra cosa, prima ancora che di un aumento di temperatura di qualche decimo di grado.

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Author: Massimo Lupicino

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11 Comments

  1. Massimo, premesso che confido nella promessa fatta a Mosè da Dio di non mandare più il diluvio, segnalo che per sconfiggere del tutto una speculazione che mi pare anzitutto di pessimo gusto sia opportuno scorrere su wikipedia la lista dei dieci più mortiferi cicloni tropicali :
    anno, paese numero morti
    1970 Bangladesh 375000
    1737 India 300000
    1839 India 300000
    1975 China 229000
    1876 Bangladesh 200000
    1881 Vietnam 150000
    1991 Bangladesh 138866
    1908 Myanmar 138366
    1780 Philippines 100000
    1882 India 100000
    1874 India 80000
    1922 China 60000
    (https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_natural_disasters_by_death_toll#Ten_deadliest_tropical_cyclones)

    Per inciso evidenzio la disparità di trattamento mediatico fra il Texas e l’India che in questi stessi giorni ha subito centinaia di morti per le violente piogge monsoniche.

    Luigi

    PS: evidenzio un probabile refuso: “i tempi di ritorno di questi eventi non sono cambiati, anzi, in alcuni casi sono addirittura diminuiti.” -> penso intendessi “aumentati”.

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  2. Ecco Roberto, leggi e fatti un’altra risata.

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    • Ma stai davvero continuando ad essere così ridicolo nel fingere o nel non capire per davvero cosa ho scritto nell’altro commento? Io non ci posso credere. Che livelli 😀

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  3. Credere che le catastrofi naturali siano punizioni divine vuol dire fare un salto culturale nel passato di 1000 anni. Non male per una società che si vuole definire come laica democratica e avanzata a livello tecnico-scientifico . Da tempo sono convinto che il nostro tempo si possa definire come un periodo di oscurantismo medioevale te(cn)ologico. Evidentemente c’é un po di invidia verso quei cugini musulmani che stannno cercando di reindrodurre la sharia e al cui modello alcuni pseudo scienziati e politicanti si vorrebbe ispirare. SIcuramente guardando da lontano vedo sempre meno differenze tra il funzionamento socio-culturale attuale e quello dei nostri avi dell’epoca di Galileo.

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  4. Se annegano nel Caspio evaporano (secondo un Texano, ovviamente)
    Un’altra bella chicca da Reppppublica.
    http://www.repubblica.it/ambiente/2017/09/01/news/il_mar_caspio_sta_evaporando-174362432/?ref=RHPPBT-VA-I0-C4-P9-S1.4-F4

    P.S.
    non hanno però ancora evaporato Wiki
    Over the centuries, Caspian Sea levels have changed in synchrony with the estimated discharge of the Volga, which in turn depends on rainfall levels in its vast catchment basin. Precipitation is related to variations in the amount of North Atlantic depressions that reach the interior, and they in turn are affected by cycles of the North Atlantic Oscillation. Thus levels in the Caspian Sea relate to atmospheric conditions in the North Atlantic thousands of miles to the northwest.[citation needed]

    The last short-term sea-level cycle started with a sea-level fall of 3 m (10 ft) from 1929 to 1977, followed by a rise of 3 m (10 ft) from 1977 until 1995. Since then smaller oscillations have taken place.[20]

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    • Domanda rivolta a chi di meteorologia ne mastica un po: ciò che viene descritto nel sito indicato da M. Heibel è un qualcosa di realizzabile o è pura fantascienza?

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  5. Credere che le catastrofi naturali siano punizioni divine vuol dire fare un salto culturale nel passato di 1000 anni. Non male per una società che si vuole definire come laica democratica e avanzata a livello tecnico-scientifico . Da tempo sono convinto che il nostro tempo si possa definire come un periodo di oscurantismo medioevale te(cn)ologico.

    Sono totalmente in disaccordo con questa frase (lasciamo perdere i dettagli dei “castighi di Dio” che, in teologia, hanno spiegazioni più sofisticate di quanto non si possa supporre quando si commentano certi articoli di giornale): è l’uomo moderno ad essere oscurantista, perché ritiene di aver capito tutto; sebbene sia in grado di dare un gran numero di spiegazioni di fenomeni, in primo luogo ha perso una visione d’insieme (che l’uomo medievale aveva ben presente).

    Ma queste considerazioni esulano dai temi di questo sito. Per rientrare in topic: in secondo luogo, l’uomo moderno si è perso in un delirio di onnipotenza. Ricordo che una delle cose su cui spesso torniamo su questo blog è la pretesa assurda da parte di un’elite di a) manipolare una ridotta base di osservazioni per estrapolarne la Teoria Globale del Clima, che al momento non è a portata di nessuno, e b) la pretesa di essere in grado di governare il clima, addirittura controllando parametri come la temperatura globale entro un limite di pochi gradi. Pur detto che questa non è una colpa della scienza, ma una consequenza del suo abuso e della sua manipolazione, è comunque una caratteristica di questi tempi. Non certo colpa di retaggi medievali.

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    • Caspita, apprendiamo che l’Uomo Medievale aveva un Visione d’insieme, peccato che forse era un tantino… Sballata? In termini scientifici, s’intende, dato che a livello Teologico, lo sballo è totale anche oggi.

      Caro (Don?)Fabrizio, sento odor di sacrestia o meglio, di epistemologia da sacrestia 😉 e sarei curioso di sapere delle due grandi tematiche culturali, Scienza e Teologia, quale è a tuo avviso la più importante. Solo questo e null’altro però!

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      • Caro Maurizio: sempre molta ironia, pochi argomenti e poca logica (non ha molto senso ribadire la scarsità scientifica dell’uomo medievale in confronto con quello moderno ad uno che ha appena sostenuto che questo non è il metro fondamentale di valutazione, non credi?).

        Non voglio sovraccaricare Guido di lavoro di moderazione: d’altronde non avendo tu risposto con argomenti, non ci sono argomenti da ribattere. Faccio solo presente che è l’Uomo Moderno, quello che è scientificamente forte, a pensare di mettere il termostato al pianeta (disprezzando ogni considerazione extra-scientifica come i “castighi divini”, salvo tirarla fuori quando gli comoda: perché è di questo che stiamo parlando in questo articolo).

        L’uomo medievale non solo non era così megalomane; si potrebbe dire che non lo era perché non ne aveva gli strumenti, ma in realtà pur avendoli non ci avrebbe mai neanche pensato, perché avrebbe considerato la cosa totalmente inutile.

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        • “Faccio solo presente che è l’Uomo Moderno, quello che è scientificamente forte, a pensare di mettere il termostato al pianeta (disprezzando ogni considerazione extra-scientifica come i “castighi divini”, salvo tirarla fuori quando gli comoda: perché è di questo che stiamo parlando in questo articolo).”

          Sottoscrivo parola per parola! Ma diversamente da te sono convinto che anche l’uomo medievale non fosse da meno.

          Caro Fabrizio, temo che le origini di questa apparente schizofrenia scientifica risiedano nella naturale tendenza umana alla conquista di un certo status sociale. Come sappiamo, la lotta e la competizione culturale avvengono a livello di idee invece che di geni. l’idea della Scienza moderna è il Metodo Scientifico, che serve a validare o rigettare una teoria. In sé lo trovo un ottimo approccio, peccato che se va ad interagire con la natura umana, vuoi con la politica o con la finanza o con la dottrina, etc, allora son dolori e gli effetti si vedono. Appena si tocca la dottrina vedi Galileo o Darwin diventar bandiere di opposti schieramenti, Clericali contro Atei. Se alla politica occorre metter mano nelle tasche dei sudditi allora le catastrofi future sono buone ragioni per farlo. Se occorre far soldi allora i fondi si trovano solo per certe ricerche. Potrei proseguire ma poi non so che ne penserebbe Guido, anche se sono convinto che avendo lasciato spazio agli insulti di tanti cialtroni seriali, che qui spesso scrivono, non abbatterebbe la scure proprio su di me.

          Stammi bene Don Fabri’ (va là che scherzo eh!)

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