Il Re è nudo

In data 28 Dicembre 2017 il seguente tweet ha seminato il panico sui media politically correct di mezzo mondo:

Tradotto, recita qualcosa del tipo: “Negli stati orientali potrebbe essere la notte di Capodanno PIÙ FREDDA di sempre. Forse potremmo scaldarci con un pochino di quel buon vecchio Global Warming per proteggerci dal quale il nostro Paese (e non altri), stava per pagare TRILIONI DI DOLLARI. Copritevi!

Immediatamente i pasdaran della narrativa globalista sono insorti denunciando urbi et orbi che l’autore del tweet è un rovina-mondo e non capisce la banale differenza tra clima e tempo atmosferico. Una differenza che, per la verità, la quasi totalità degli stessi media dimostra di non conoscere quando imputa al global warming qualsiasi episodio caldo, siccitoso, o “estremo” (Fig.1).

Ma noi italiani non siamo secondi a nessuno quando si tratta di pestare l’acqua nel mortaio del Politically Correct, e se il Fatto Quotidiano annuncia la “scomparsa del ghiaccio” sulle Alpi proprio mentre le stesse sono sepolte di neve con tanto di disgraziati costretti a dormire nelle loro auto, la Repubblica reagisce al “negazionismo” climatico snocciolando le dichiarazioni sdegnate di una serie di politici democratici, con tanto di citazione del sequel del già fallimentare clima-panettone di Al Gore.

Fig.1. L’interpretazione politically-correct di quanto sta avvenendo negli USA. Fonte: www.realclimatescience.com

Il Re è nudo

Diciamo la verità: l’isterica levata di scudi dei media di mezzo mondo a fronte di un semplice tweet si giustifica alla luce del fatto che il Re è nudo, e non è per niente un bel vedere, tra l’altro. Se il solo sottolineare che fa freddo mentre gran parte del tuo Paese è nel freezer ti vale l’accusa di “negazionismo”, e quindi implicitamente di nazi-fascismo, questo accade solo perché la retorica catastrofista mostra la corda.

E la cosa non deve sorprendere, perché il semplice buon senso fa a pugni con le storielle raccontate dai cantori del global warming: a fronte delle temperature polari e degli annessi disagi che in questi giorni interessano circa 200 milioni di americani, quanto vale l’aumento di temperatura dell’ordine del decimo di grado con cui i media quotidianamente ci ammorbano da 30 anni?

Il nocciolo della questione infatti, a dispetto del fuoco di sbarramento dei media del mainstream, non è tanto nella differenza tra clima e tempo atmosferico, quanto nel fatto che quel circa mezzo grado in più costituisca realmente un problema. Il dubbio è legittimo, non solo a fronte dei disagi associati a ondate di gelo invernali come quella in oggetto, ma anche alla luce dell’incremento della produzione agricola, dell’aumento della copertura vegetale su scala planetaria e dell’assenza di trend significativi riferibili ai cosiddetti “fenomeni estremi”.

È proprio questo, il vero tallone d’Achille della narrativa dominante: perché se il rumore di fondo e la caciara dei media amici possono aiutare a nascondere i catastrofici fallimenti dei modelli climatici e a sostenere la narrativa dell’uomo rovina-mondo, resta invece straordinariamente difficile dimostrare che l’aumento di temperatura registrato negli ultimi decenni abbia fatto più male che bene.

Il re è nudo. E fa pure freddo.

Buon 2018 a tutti.

 

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Author: Massimo Lupicino

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21 Comments

    • Ahahah favoloso, una fucina infinita di notizie essenziali 😀 😀

  1. A sentire i serristi le calotte polari si sono quasi estinte ..ma allora quei – 40 sottozero in Canada e quella peg in nord america da dove viene ? Da un lontano pianeta..
    se il freezer è quasi senza ghiaccio come fa a tenere al freddo ancora i cibi che conserviamo nel frigorifero ogni estate si staccano iceberg grandi come regioni ..scomparsi ?? Ci sono molte cose che non convincono

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  2. Egr.sig. partecipanti a climatemonitor, v’invito a collaborare con Pardo , Battaglia e spero tanti antiverdame. Ieri ho postato e ricevuto le sottostanti mail:

    Pardo-carissimo, ma io non mi stavo scontrando con lei e avevo perfettamente capito il senso delle sue osservazioni.
    ho solo inteso aggiungere un’appendice direttamente, diciamo, dalla bocca dell’interessato (visto che è stato gratificato dalla ricezione della email).
    buo anno ancora e grazie.
    ps. auto elettrica: “non l’abbiamo ANCORA trovato”. quell’ancora non ci sta bene: la tavola periodica degli elementi è nota…
    quanto al buon senso: MAI! è secondo esso che il sole gira attorn alla terra. il buon senso non esiste nella scienza. sigh!

    Il giorno 31 dicembre 2017 07:04, ha scritto:

    Caro Battaglia,

    sarebbe veramente strano che ci scontrassimo noi due. Io credo di averle sentito enunciare teorie come questa già da anni, e da anni sono d’accordo con lei. È anzi per rilanciare le sue idee che ho inviato agli amici, nel mio piccolo, il suo articolo.

    La correzione sui metri quadrati del tinello era intesa a dimostrare che la realtà le dà anche più ragione di quella che Lei chiedeva. Mezza candelina, appunto.

    Il fatto che invitavo gli altri a darle (motivatamente) torto nasce dalla mia convinzione che non ce l’avrebbero fatta. Insomma, anche qui, ho rilanciato la Sua sfida.

    Ho altre note, prevalentemente a Suo favore. In primo luogo – Lei stavolta non ne ha parlato – anche ad ammettere che ci sia un riscaldamento della Terra, nulla dimostra che sia a causa delle attività umane, dal momento che in passato abbiamo avuto periodi molto, molto più caldi dell’attuale e periodi molto, molto più freddi dell’attuale (glaciazioni).

    Quanto al costo delle rinnovabili (io ho sulla testa un grande pannello fotovoltaico, che mi è costato sui dodicimila euro) ed ho sempre sostenuto che, col sistema degli incentivi, si toglie denaro a tutti, anche a chi non ce la fa con la sua paga mensile, per dare migliaia di euro a chi può d’un sol colpo spendere dieci o ventimila euro, senza necessità immediata. Per uno Stato “socialista”, non c’è male. E badi che, come dicevo, io sono uno che di questa stupida manna profitta.

    L’elettrosmog è sempre stato una favola. Ci crede chi non ha bisogno di dimostrazioni..

    L’auto ad idrogeno è una sciocchezza, perché produrre l’idrogeno è così costoso, e immette nell’atmosfera tanta CO2 (se non sbaglio), da essere impraticabile.

    L’auto elettrica, a mio parere, forse funzionerà quando si troverà un altro modo di “immagazzinare” l’energia elettrica. Lo cerchiamo dalla fine dell’Ottocento e non l’abbiamo ancora trovato. Abbiamo ancora le pesantissime batterie che ci lasciano con l’auto ferma in una mattina d’inverno. Prima i nuovi sistemi di immagazzinamento, poi l’auto elettrica. Senza dire che – anche qui – non sono sicuro che si risparmi CO2 (salvo che con il – benedetto – nucleare).

    Lei non è ingegnere, io ho studiato legge, andiamo bene. Ma per certe cose basta il buon senso, no?

    Mantengo ad ogni buon conto il suo indirizzo e-mail.

    Gianni Pardo

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  3. Molto interessante.
    Racconto un episodio. Oggi, quando ho ricordato che la Nobel Rita Levi Montalcini, già nel 1992, si oppose (assieme ad altri Nobel e scienziati), al pensiero monoteista climatista, sono stato etichettato come – cito testualmente – troll bufalaro avvelenatore di pozzi”.
    Invettive quotidiane che, bene o male, mi sorbisco ogni giorno: il destino di noi “negazionisti”…

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    • Caro Paolo, evidentemente frequentavi ambienti sbagliati 😉

  4. @Massimo
    “L’articolo Repubblica dice: “Altri democratici della California, come Harris, si sono scagliati contro il tweet “che sembra quello di un bambino che odia l’ora di scienze””

    … so’ forti questi qui. I 4 nomi citati nell’articolo corrispondono a 3 avvocati, ora senatori o parlamentari, ed una laureata in business administration… e danno lezioni di scienze a Trump ??
    Ma dai! 🙂

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    • Sisi grandi nomi davvero. Kamala Harris tra l’altro buttata nel calderone degli “espertoni” solo in quanto (ennesima) speranza democratica del 2020. Da adesso in poi la leggeremo intervenire su tutto, dal global warming al superbowl. Del resto si tratta solo di politica, quindi ci sta, decisamente.

    • Massimo, negli Stati Uniti solo il 13% della popolazione è capace, per esempio, di confrontare i punti di vista di due editoriali differenti; oppure interpretare una tabella medica riguardante pressione del sangue, età e attività fisica; oppure anche calcolare e confrontare il prezzo al chilo di generi alimentari.
      Credo ormai si sia capito che Facebook ha dato voce a milioni di analfabeti funzionali in Italia e auspico che nel giro di poco tempo diventi un “social fantasma”: molti iscritti, ma pochi partecipanti.
      Bisogna prima formare e dare accesso a scuola solo agli educatori con un’alta capacità critica e allo stesso tempo controllare l’alfabetizzazione nell’arco della vita delle persone che occupano posizioni manageriali (lavoro o famiglia).
      Questo dovrebbe essere il punto fondamentale su cui si dovrebbe riformare una nuova umanità.

  5. Grazie mille a Edo2 per la segnalazione e al col. Guidi per il primo capoverso, chiarissimo e molto concreto.
    Simo, almeno segui il consiglio di Donald: copriti!
    Buon anno a tutti!
    Edo

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  6. Parlando invece di cose serie… il confine tra le due aree, quella più calda del normale e quella più fredda, almeno fino all’Alaska, è segnato dalle Montagne Rocciose?

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    • Assolutamente si Fabrizio, ottima osservazione.

    • Robe’ mi stai dando una grossa mano, che certi articoli vanno vendicati per bene… 😉

  7. Il link all’articolo del Daily caller appare due volte… manca quello all’articolo di Repubblica…

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    • Grazie Roberto! Per quello che vale il link in questione… 😉

  8. Fatto Quotidiano e Repubblica: giornalacci senza vergogna!

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  9. Grazie mille, prof. Lupicino!
    Può gentilmente dare una definizione di tempo e clima o indicare un sito che la spieghi in maniera semplice e concreta?
    La ringrazio
    Edo
    PS. Ma il nostro amico Simone che fine ha fatto?

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    • Sono qui, non sono ancora morto dal freddo o stato sepolto sotto una nevicata…!
      Di certo non perdo tempo a rispondere a tutti gli articoli ridicoli presenti su questo sito.
      Ciao!

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